12/01/2012
La Procura di Bari: «Il cadavere è di Straccia»
La Procura di Bari: «Il cadavere è di Straccia»Primi esami sul corpo rinvenuto tra frangiflutti del lungomare di Palese il 7 gennaio
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01/03/2011
Prelievo del Dna a dieci persone per trovare chi ha ucciso Yara. Non c'è stata violenza sessuale. C'è anche l'ipotesi del soffocamento
Prelievo del Dna a dieci persone per trovare chi ha ucciso Yara. Non c'è stata violenza sessuale. C'è anche l'ipotesi del soffocamentoLa sim nel giubbotto della vittima. Polemiche sulle ricerche. Abitano nella zona e hanno precedenti per aggressioni a sfondo sessuale. Nessuna indiscrezione sulla presenza di tracce biologiche riconducibili all'assassino. La conferma dall'autopsia: chi l'ha rapita ha commesso l'omicidio prima di riuscire ad abusare di lei.
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28/02/2011
Uccisa subito dopo la scomparsa. Quel ciuffo d'erba stretto nella mano
Uccisa subito dopo la scomparsa. Quel ciuffo d'erba stretto nella manoAgguato studiato: l'assassino ha fatto sparire il cellulare e sapeva dove abbandonarla. Ha tentato di ribellarsi. Gli investigatori: il suo corpo è sempre stato lì
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12/08/2010
Morta per le lasagne, indagato il titolare della rosticceria
Morta per le lasagne, indagato il titolare della rosticceriaAttesi per oggi i risultati dell'autopsia. L'esercizio nel quale è stato venduto il cibo è sotto sequestro. Ricoverati sei persone
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06/04/2010
Donna del lago, confermato l'arresto del marito. «Beatrice voleva separarsi»
Donna del lago, confermato l'arresto del marito. «Beatrice voleva separarsi»Atteso a lugano il corpo per l'autopsia. Marco Siciliano ha fatto nuove ammissioni durante l'interrogatorio. Trovate tracce di sangue nella sua auto
LUGANO - È stato confermato dal giudice di Lugano l'arresto di Marco Siciliano, il fisioterapista di 32 anni accusato dell'omicidio della moglie Beatrice Sulmoni, scomparsa da casa nella zona di Mendrisio una decina di giorni fa e trovata venerdì nelle acque del lago di Como. L'accusa formulata, spiega la polizia cantonale, è di omicidio intenzionale. Siciliano è stato interrogato lunedì pomeriggio dal pubblico ministero Rosa Item e ha fatto delle ammissioni frammentarie, confermando quanto detto subito dopo l'arresto. Nell'auto sequestrata a Siciliano gli investigatori svizzeri hanno trovato tracce di sangue che ora saranno sottoposte alle analisi di laboratorio per capire se appartengono alla vittima.
BEATRICE VOLEVA SEPARARSI - Il movente del delitto è quasi certamente passionale: Beatrice Sulmoni sarebbe stata uccisa perché voleva separarsi e continuava a ripeterlo al marito. Il rapporto di coppia era ormai da tempo compromesso nonostante i due abbiano un figlio minorenne. Siciliano, di quattro anni più giovane della moglie e titolare con un socio di un centro di fisioterapia a Chiasso, resta nel carcere di Lugano. Ora le indagini dovranno chiarire come il cadavere sia arrivato nel lago. Gli inquirenti tendono a escludere che possa essere stato gettato da Ponte San Pietro, paesino che confina con Obino dove la coppia viveva, nel fiume Breggia, mentre sembrano propendere per l'ipotesi che sia stato portato con un veicolo e poi gettato nel lago. Il delitto potrebbe essere avvenuto il 25 marzo: il giorno dopo l'uomo ha denunciato la scomparsa della moglie. Potrebbe esserci stata una furiosa lite in cui Beatrice è stata selvaggiamente picchiata: il marito le avrebbe fracassato il cranio con un oggetto pesante, per poi sgozzarla. Dopo aver cancellato le tracce in casa del delitto e aver caricato il cadavere in auto avrebbe atteso la notte per poi farlo sparire. Il giorno dopo la denuncia e i tentativi di depistare le indagini con alcuni sms inviati con il telefonino di lei ai familiari: «non cercatemi più», «non avvisate la polizia», «lasciatemi tranquilla» e altri di questo tenore inviati nei giorni successivi. Ma proprio questi sms hanno tradito Siciliano, che al momento del fermo aveva con sé il telefonino della moglie con i messaggi ancora in memoria. Non si esclusa, al momento, l'ipotesi della premeditazione. Intanto si attende l'arrivo a Lugano del cadavere per l'autopsia.
Redazione online
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05/04/2010
Como, arrestato il marito della donna svizzera. Prime ammissioni: «È stato lui»
Como, arrestato il marito della donna svizzera. Prime ammissioni: «È stato lui»La 36enne, madre di un bambino, era scomparsa il 25 marzo: il corpo trovato venerdì. L'uomo ha mandato degli sms dal telefono della moglie invitando i parenti a non cercarla. Oggi l'interrogatorio.
COMO - È risolto il giallo della donna svizzera trovata morta nelle acque del lago di Como. Domenica il cadavere è stato identificato e poche ore dopo, in tarda serata, il marito è finito in manette. I coniugi vivevano con un figlio nel Canton Ticino, in Svizzera: avevano una villetta a Obino, frazione di Castel San Pietro, vicino a Mendrisio e al confine con l'Italia. La vittima si chiamava Beatrice Sulmoni e aveva 36 anni: faceva la casalinga ma lavorava a tempo perso come cameriera ed era conosciuta in paese per il suo impegno come volontaria. Era anche cognata del sindaco di Castel San Pietro. Il marito, ora chiuso nel carcere di Lugano, avrebbe già confessato: si chiama Marco Siciliano, ha 32 anni, è fisioterapista e studia a Chiasso. Oggi viene interrogato dai magistrati, ma la polizia non ha dubbi sulle sue responsabilità. «L'inchiesta ha potuto stabilire che l'autore del delitto è il marito - si legge in una nota pubblicata sul sito della polizia cantonale -. Ora bisognerà stabilire le modalità dell'efferato delitto». Nella casa dove la vittima viveva con il marito e il figlio è in corso un sopralluogo da parte del procuratore Rosa Item con la polizia scientifica. Il fascicolo sull'omicidio è passato alla magistratura di Lugano: lì sarà eseguita l'autopsia sul cadavere.
SMS AI PARENTI DELLA DONNA - A tradire il 32 enne sono stati alcuni sms che ha inviato dopo il delitto e dopo la denuncia della scomparsa dal cellulare della moglie ai parenti di lei, invitandoli a non cercarla più. Prima di essere arrestato, domenica mattina, era stato sentito come testimone dalla polizia cantonale. Dopo che gli investigatori, grazie al confronto di radiografie dentali, hanno avuto la certezza dell'identificazione della vittima, hanno perquisito l'abitazione dei coniugi. Quindi il fermo dell'uomo, che aveva ancora con sé il cellulare della moglie. Oggi dall'interrogatorio dovrebbero emergere nuovi dettagli, in particolare sulle modalità con cui ha commesso il delitto e si è poi sbarazzato del cadavere. Inoltre bisogna capire che cosa ha portato l'uomo a uccidere la donna. La 36enne era scomparsa da casa il 25 marzo: il cadavere è stato trovato tre giorni fa al largo di Laglio, non lontano dalla villa di George Clooney.
I DUE TATUAGGI - Decisiva è stata la collaborazione tra i carabinieri di Como e la polizia del Canton Ticino, oltre naturalmente alla labile traccia trovata sul corpo senza vita restituito dal lago: due tatuaggi, uno sul seno e uno sulla spalla, che riproducevano l'uno un Cupido e l'altro un sole. Ulteriori conferme sull'identità sono poi arrivate dall'analisi dell'arcata dentaria della donna e infine dal riconoscimento del cadavere da parte del fratello. Ancora da stabilire il luogo in cui è stato commesso materialmente l'omicidio, anche se appare improbabile che il responsabile possa aver corso il rischio di passare il confine italo svizzero con un cadavere nella macchina; in un primo momento era stato ipotizzato che la donna fosse stata gettata nel lago qualche chilometro a nord di Laglio e che la corrente, molto forte la notte precedente il macabro ritrovamento, l'avesse sospinto verso Como. Il cadavere della giovane donna è stato trovato con la gola squarciate e la testa quasi decapitata ma la morte sarebbe stata provocata da una frattura cranica: l'assassino deve averla colpita alla testa con una pietra o un bastone per poi infierire sul cadavere.
Redazione online
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03/04/2010
Giallo sul Lago di Como, ripescato il corpo di una 30enne
Giallo sul Lago di Como, ripescato il corpo di una 30enne
Il cadavere di una donna, di cui ancora non si conosce il nome, è stato avvistato in acqua nei pressi di Laglio, vicino alla villa di George Clooney. Una profonda ferita al collo lascia ipotizzare che si tratti di un omicidio. Oggi l'autopsia
Il cadavere di una donna, di età apparente tra i 25 e i 30 anni, è stato ripescato ieri pomeriggio in una piccola spiaggia nei pressi del municipio di Laglio, a poche centinaia di metri dalla Villa di George Clooney. Il corpo - che presenta una vasta ferita alla gola - dovrebbe essere rimasto in acqua almeno da un giorno, e sarebbe finito nel lago, o in uno dei suoi affluenti, in un punto imprecisato, ma verosimilmente molto più a nord: negli ultimi due giorni, infatti, sul Lario è spirato un forte vento in direzione sud che ha mosso parecchio la superficie del lago. Il corpo, sul quale oggi verrà eseguita l’autopsia, è stato notato dalla riva ed è stato. La donna indossava solo degli slip neri e una maglietta.
Sulle cause della morte della donna sembrano esserci pochi dubbi. In base all'esame esterno sul cadavere effettuato all'ospedale di Como su disposizione della Procura, la profonda ferita al collo, da parte a parte, è stata provocata da un'arma da taglio e risale a prima della morte.
Quanto basta per tratteggiare l'ipotesi di un assassinio. In un primo momento, infatti, non si escludeva che la lesione potesse essere posteriore al decesso, magari provocato dall'urto in acqua con rifiuti galleggianti o con qualche imbarcazione. Ipotesi, questa, che avrebbe potuto far pensare anche al suicidio, ma che è stata scartata.
L’autopsia permetterà di avere elementi in più per far luce sulle cause della morte.
La donna, curata, di bell'aspetto, pelle chiara, aveva i capelli a caschetto di colore castano-rossiccio, molto probabilmente tinti: non risultano negli ultimi giorni in zona denunce di scomparsa di persone con una descrizione simile, per cui ora si sta cercando di risalire all'identità attraverso il confronto delle impronte digitali.
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21/11/2009
Brenda tra morte e mistero. Oggi nuovo sopralluogo
Brenda tra morte e mistero. Oggi nuovo sopralluogo
La trans trovata senza vita in casa. Il suo computer immerso nell'acqua. E' la seconda vittima di una storia inquietante. I pm: omicidio volontario. Tra domenica e lunedì l'autopsia.
ROMA — Il corpo nudo disteso sul pavimento, la stanza invasa dal fumo. L’hanno trovato così Brenda, in quel monolocale seminterrato che usava come appartamento in via dei due Ponti 180, zona nord di Roma. E l’inchiesta sul ricatto all’ex Governatore Piero Marrazzo ha subito preso una direzione diversa e certamente inaspettata. Perché di quell’indagine il transessuale Brenda era diventato protagonista, custode di un video con le immagini di un festino al quale aveva partecipato con lo stesso presidente della Regione e Michelly, un altro viado con cui aveva convissuto per qualche mese. Ma soprattutto depositario dei segreti di chi da anni si muove sulla scena di quel mondo del sesso a pagamento, dove la maggior parte dei clienti chiede di trovare anche cocaina in un groviglio di interessi gestiti dalla criminalità.
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| La scientifica al lavoro sul luogo della morte del trans (Ansa) |
IL TESTIMONE E LE FESTE - Nei giorni scorsi gli investigatori hanno rintracciato alcuni clienti che potrebbero aver subito rapine mentre erano in compagnia dei viados. Vittime dei due carabinieri finiti in carcere — Carlo Tagliente e Luciano Simeone — che il 3 luglio scorso sorpresero Marrazzo in compagnia di Natalie, lo filmarono e poi cercarono di vendere il video. È il racconto di uno di loro — uomo ricco e famoso — a far comprendere quali spettri si agitino dietro questa vicenda. Perché dopo aver ammesso di essere spesso «stordito, quando mi apparto in bagno durante le feste», non è stato neanche in grado di affermare con certezza se uno di questi incontri fosse avvenuto con una donna o con un transessuale. Né, tantomeno, se qualcuno lo abbia potuto fotografare o filmare. E invece sono stati gli stessi viados a raccontare che in alcuni casi hanno ripreso con il telefonino i clienti, alimentando un gioco che talvolta può arrivare a estreme conseguenze. Proprio come accaduto a Marrazzo, stritolato in una catena di intimidazioni che alla fine lo ha costretto alla resa. Quanti altri video aveva girato Brenda? Quali segreti custodiva? E di chi?
LA TELEFONATA IN REGIONE - I rapporti tra il transessuale e i carabinieri arrestati sono ancora poco chiari. Perché hanno negato di conoscersi, ma poi si è scoperto che poco dopo la telefonata fatta il 7 luglio scorso da Tagliente alla segreteria di Marrazzo, anche Brenda chiamò. Che cosa voleva? Era d’accordo con i militari e sperava di ottenere qualche vantaggio facendo «pressione» sul Governatore? Ma soprattutto, era il trans una delle persone che fornivano le «soffiate » sui clienti? Rispondere a questi interrogativi può consentire agli investigatori di trovare una traccia concreta, in attesa che l’autopsia e gli altri rilievi affidati alla polizia Scientifica forniscano un quadro più chiaro di quanto può essere avvenuto all’interno del monolocale. Perché se la pista dell’omicidio è davvero quella che maggiormente prevale sulle altre, allora bisogna capire come si sia mosso Brenda negli ultimi giorni, quali messaggi possa aver lanciato e dunque quali inconfessabili paure abbia alimentato. Ma anche quale fosse il suo rapporto con Gianguarino Cafasso — lo spacciatore trovato morto nella stanza di un motel a metà settembre — che di molti trans era il «pappone» e il fornitore di droga. Perché è stato lui a «guidare» i carabinieri nella stanza di Marrazzo e poi ha cercato di vendere il video. Ma l’informazione giusta sulle frequentazioni del Governatore e sui suoi spostamenti potrebbe essere arrivata proprio da Brenda.
DOPPIO SCENARIO - L’investigatore della squadra mobile di Roma che all’alba è entrato nell’appartamento di via dei due Ponti parla di una «scena del crimine piena di incongruenze» e proprio per questo non può escludere che quelle stranezze — le valigie dietro la porta, una bruciata; il computer nell’acqua; il corpo sul pavimento — in realtà «siano in ordine e rappresentino un messaggio ». Perché certamente la morte di Brenda — anche se si volesse credere al suicidio o all’incidente che degenera in tragedia — serve a lanciare un messaggio preciso. Un monito per tutti coloro che in questo ambiente si sono mossi con disinvoltura, troppo spesso alla ricerca di soldi facili da guadagnare con la cocaina o con i ricatti. E allora i magistrati si concentrano su due ipotesi. La prima accredita l’ingresso di uno o più assassini che soffocano Brenda e poi danno fuoco all’appartamento. La seconda si concentra invece sull’avvertimento: qualcuno entra e dà fuoco al trolley. Vuole spaventare, ma la situazione sfugge di mano perché, quando il fumo invade la stanza, Brenda è talmente ubriaco da non riuscire neanche a ritrovare la porta per fuggire e si accascia sul pavimento ormai senza vita.
Fiorenza Sarzanini
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13/11/2009
Germania, due morti dopo il vaccino
Germania, due morti dopo il vaccino
VIRUS A. Il decesso il giorno dopo l'immunizzazione. L'autopsia determinerà se ne è stata davvero la causa
BERLINO - Due persone sono morte in Germania poco dopo essersi fatte vaccinare contro l'influenza A. Lo rivela il quotidiano 'Bild', secondo il quale a Wuppertal, nei pressi di Colonia, un uomo di 46 anni è stato rinvenuto cadavere nella toilette dell'azienda in cui lavorava un giorno dopo essersi fatto vaccinare. Il portavoce della locale procura, Wolf-Tilmann Baumert, ha confermato che è stata «ordinata un'autopsia» per stabilire se ci sia un nesso tra il decesso e la vaccinazione contro il virus H1N1. I medici dovranno anche spiegare se la morte possa essere stata prodotta da una reazione allergica, anche se l'uomo prima di farsi vaccinare aveva esplicitamente dichiarato per iscritto di non soffrire di allergie.
LA DONNA - Anche nel land orientale della Turingia una donna di 65 anni è morta il giorno dopo la vaccinazione a cui si era sottoposta. Il marito della vittima ha spiegato che subito dopo l'inoculazione del vaccino la moglie non aveva avvertito alcun disturbo, mentre dopo cena ha subito un infarto ed è deceduta dopo il ricovero in ospedale. A Duesseldorf un uomo di 30 anni ha invece subito uno choc anafilattico dopo essere stato vaccinato. A salvarlo è stato il fatto che si trovava ancora nello studio del suo medico curante, il quale ha spiegato che c'è un margine di tempo di 90 secondi per poter intervenire con successo. Condotto in ospedale, il paziente è stato dimesso due ore dopo.
29/08/2009
Il coroner: «Jackson, è stato omicidio»
Il coroner: «Jackson, è stato omicidio»
I risultati dell'autopsia. Il medico legale: il re del pop ucciso da un'intossicazione acuta di anestetico e un sedativo
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| Michael Jackson (Lapresse) |
NEW YORK - È ufficiale. Michael Jackson è stato ammazzato e la sua morte non è dunque da intendersi come accidentale. A confermare le voci che circolano ormai da giorni sul web è stato lo stesso medico legale di Los Angeles, che ha diretto l'esame tossicologico per determinare le cause dell’improvvisa morte del King of Pop, stroncato da un arresto cardiaco nella sua villa di Los Angeles, lo scorso 25 giugno, a soli 50 anni. «È stato stabilito che il decesso è avvenuto a causa di una acuta intossicazione da Propofol e Lorazepam», ha spiegato il coroner in un comunicato ufficiale. «La morte verrà trattata pertanto come un omicidio». «Un omicidio» realizzato con forti dosi di anestetico. Il verdetto del coroner di Los Angeles sulla morte di Michael Jackson è quasi una sentenza di condanna immediata per il medico che nei momenti fatali era accanto al cantante. «Acuta intossicazione da Propofol e Lorazepam», dice il medico legale incaricato dai magistrati. Il primo di questi medicinali è un anestetico, il secondo è un sedativo. L'esame dell'autopsia ha rivelato anche la presenza di altre molecole nel cadavere di Jackson: Midazolam, Diazepam, Lidocaina e efedrina.
OMICIDIO - Il j’accuse del coroner – la prima dichiarazione ufficiale delle autorità californiane che la morte del cantante verrà trattata come un omicidio - dovrebbe portare in breve tempo all’arresto di Conrad Murray, il cardiologo di Las Vegas che gli avrebbe somministrato l’ormai famigerato «cocktail letale». La lista di farmaci, alcuni incompatibili tra loro, rinvenuti dal medico legale nel cadavere del cantante contraddice ogni elementare buon senso ippocratico. Jackson – sempre secondo il rapporto reso noto ieri - aveva in corpo un miscuglio micidiale di sedativi, antidolorifici e stimolanti. Dal Midazolam (un narcotico simile al Propofol, usato per calmare i pazienti senza però addormentarli durante le colonscopie) al Diazepam, la versione generica del Valium e dall’analgesico Lidocaina all’efedrina, un forte eccitante.
RAPPORTO - Il coroner ha precisato che il rapporto completo dell'autopsia di Jackson «rimarrà ancora nelle mani della polizia di Los Angeles e del procuratore generale della contea» anche se a questo punto tutte le indagini passano alla procura che presto potrebbe spiccare i primi mandati di arresto. L’ipotesi di un processo, che si preannuncia già come l’ennesimo circo mediatico mondiale, sembra ormai una certezza per il dottor Murray. Interrogato più volte dalla polizia, il cardiologo ha ammesso di aver iniettato l’anestetico Propofol al suo celebre paziente verso le 10 e 40 di mattina dello scorso 25 giugno, dopo aver trascorso un’intera notte nel vano tentativo di farlo addormentare, somministrandogli ben quattro iniezioni di Lorazepam e Midazolam, due potenti sedativi. «Alla fine sono stato costretto a cedere alle sue insistenti richieste», ha testimoniato il medico, ammettendo però di avergli iniettato lo stesso anestetico «tutte le notti, per ben sei settimane». Ma il Propofol può essere usato soltanto in ospedale e dagli anestesisti che, in virtù della sua potenza, sono costretti a monitorare in continuazione la reazione del paziente al farmaco. È chiaro, insomma, che usarlo come sonnifero è, non solo illegale, ma in questo caso anche un atto criminoso.
COMPLEANNO - Proprio oggi Jackson avrebbe compiuto 51 anni e in tutti gli Usa si moltiplicano gli eventi per ricordarlo. Al Nethermead Meadow di Prospect Park, a Brooklyn, ci sarà una grande festa in suo onore, organizzata dal regista nero Spike Lee dove sono attese fino a 40 mila persone. In occasione della kermesse il presidente del quartiere Marty Markowitz proclamerà il 29 agosto Michael Jackson Day.
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