13/11/2010

Sequestrato kit nascondi targhe per sfuggire all'autovelox

Sequestrato kit nascondi targhe per sfuggire all'autovelox

La polizia di Ciampino ha bloccato il commercio dell'ultima trovata made in China e destinata al mercato napoletano: un marchingegno elettronico in grado di coprire i dati della propria auto ed evitare i controlli su strade e autostrade

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13/08/2010

Una multa da record del mondo

Una multa da record del mondo

Fotografato da un autovelox sull’autostrada A12 tra Berna e Losanna. L'ammenda di 928.770,45 euro a un trentasettenne svedese per aver guidato a 290 chilometri all'ora

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12/05/2010

Renzi sfreccia in auto sul raccordo Multato: lo racconta su Facebook

Renzi sfreccia in auto sul raccordo Multato: lo racconta su Facebook

Centocinquantacinque euro di multa e cinque punti tolti dalla patente del sindaco: «Qui gli autovelox funzionano bene...»

 

 

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, «pizzicato» da un autovelox e quindi multato. È lui stesso a raccontarlo, con ironia, sulla sua pagina Facebook. Il sindaco scrive che «gli autovelox della città di Firenze funzionano parecchio bene» e spiega di aver preso «una multa al raccordo autostradale del Varlungo» e che ora dovrà pagare 155 euro e che inoltre gli verranno tolti cinque punti dalla patente. «Alè - aggiunge poi il sindaco -: la prossima volta andrò più piano (anche se era solo a 91 km/h)».

Diversi già i commenti lasciati sul social network. Qualcuno gli ricorda che su quella strada «il limite è di 70 km/h», altri la buttano sull’ironia calcistica e scrivono: «Matteo c’hai meno punti del Siena». Altri ancora, invece, gli consigliano «di passare alla bici»; e proprio su questo il sindaco aggiunge: «Passare alla bici mi sembra difficile da attuare. Ero con moglie e figli e stavo tornando da Torino. Se passo alla bici sul raccordo autostradale di Varlungo con quattro persone in collo mi arrestano...».


21/08/2009

Tolta la gestione ai privati dell'autovelox

Tolta la gestione ai privati dell'autovelox

 

Stop del Viminale alla gestione affidata ai privati degli autovelox

 

ROMA - Stop alla gestione degli autovelox affidata a società private: le apparecchiature verranno gestite solo dagli operatori di polizia. Mai più pattuglie nascoste per la rilevazione della velocità. Massima tutela della privacy (le foto o le riprese video devono essere trattate solo da personale degli organi di polizia). È quanto prevede una direttiva del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, emanata a ridosso dei primi rientri dalle vacanze.

La direttiva affida ai prefetti il compito di monitorare sul territorio il fenomeno della velocità e di pianificare le attività di controllo. In particolare, dovranno essere individuati i punti critici per la circolazione dove si registrano più incidenti (con riferimento al biennio precedente) e dovrà essere previsto il diffuso impiego della tecnologia di controllo remoto, che consente il controllo di tutti i conducenti che passano in un determinato tratto di strada con contestazione successiva della violazione.

La Polizia stradale attuerà il coordinamento operativo dei servizi con il compito anche di monitorare i risultati dell'attività di controllo svolta da tutte le forze di polizia e dalle polizie locali.

Poche settimana fa 29 comuni del Casertano sono finiti nella bufera per la gestione degli autovelox sul proprio territorio

12/08/2009

Per evitare le multe prendono a picconate l'autovelox : denunciati tre amici

Per evitare le multe prendono a picconate l'autovelox : denunciati tre amici

 

FIUMICINO. Arrampicati su un palo hanno cercato di danneggiare il dispositivo fisso a quattro metri di altezza da terra


 

Stanchi di ricevere multe per eccesso di velocità, decidono di smontare l'autovelox a colpi di piccone. Forse ispirati da qualche pellicola, martedì pomeriggio tre amici (di 25, 31 e 32 anni) hanno pensato di danneggiare uno degli impianto per la rilevazione della velocità a Fiumicino, comune sul litorale alle porte di Roma.

SOSPESI A QUATTRO METRI DI ALTEZZA - I tre stavano cercando di smontare l'autovelox di via di Coccia di Morto, ma sono stati sorpresi dagli agenti della polizia che li ha trovati «al lavoro» muniti di piccone. Arrampicati sul palo di sostegno, stavano cercando di danneggiare il dispositivo ottico dell'impianto, posizionato a ben 4 metri da terra. I tre italiani (due dei quali residenti a Fiumicino e uno a Pomezia) sono stati denunciati in stato di libertà per danneggiamento aggravato. Il piccone utilizzato per commettere il reato è stato posto sotto sequestro dai poliziotti.


05/08/2009

Autovelox con il trucco, 200 indagati

Autovelox con il trucco, 200 indagati

 

Sotto accusa sindaci, assessori e comandanti delle polizie municipali: truccavano multe e sistemi di rilevamento nel casertano


(ph. Claudio Morelli/Emblema) I carabinieri sequestrano un autovelox sulla statale Appia

CASERTA - Autovelox col trucco: più di 200 persone, tra cui molti sindaci, assessori e comandanti delle Polizie municipali, sono indagate nel Casertano nell’ambito di un’operazione condotta dal comando della compagnia dei carabinieri di Capua e della Stradale di Caserta in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

INGENTI PROFITTI - Comuni e ditte, secondo l'accusa, avevano creato un modo «facile» per fare soldi, «ritoccando» le immagini inviate agli automobilisti. Le indagini, poi sfociate nell’emissione del decreto, hanno avuto infatti per oggetto il rilevamento delle infrazioni attraverso autovelox, photored o altri macchinari simili. Destinatari dei provvedimenti numerosi Comuni della provincia di Caserta e di società. L’indagine ha evidenziato un sistema «creato dai Comuni e dalle società che, in violazione di legge, rappresentava un modo di facile, ingiusto e rilevante profitto».

INFRAZIONI ILLECITE - Le condotte contestate riguardano le modalità di affidamento del servizio da parte dei Comuni alle ditte private, la non corretta indicazione in bilancio delle somme provento delle sanzioni, le illecite modalità di rilevazione delle infrazioni. Ed ancora, l’omessa comunicazione alle competenti autorità delle infrazioni per il decurtamento dei punti e illeciti nel trattamento dei dati personali. I reati contestati riguardano la truffa, l’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti, la falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, il rifiuto e l’omissione di atti d’ufficio. E poi, la soppressione, la distruzione e l’occultamento di atti veri, la violazione del codice della privacy per il trattamento dei dati personali.

I SEQUESTRI - Le somme incassate dai Comuni attraverso gli autovelox col trucco sono state sequestrate come quelle ricevute dalle società coinvolte e corrisposte dai Comuni per il noleggio e i servizi relativi al rilievo delle infrazioni mediante autovelox o strumentazioni simili. Analogo provvedimento riguarda le apparecchiature stesse e la documentazione cartacea e informatica relativa al rilievo delle infrazioni.

LE DENUNCE DEGLI AUTOMOBILISTI - L'inchiesta è stata avviata nel 2005 dai carabinieri di Capua, dopo le denunce presentate da automobilisti. Ai sindaci di 33 comuni, ad altri amministratori ed ai comandanti delle polizie municipali, viene contestato, tra l’altro, di avere installato autovelox e photored senza uno studio sulla pericolosità e sull’intensità del traffico, spesso con il trucco, ovvero senza idonea segnalazione, nascosti tra gli alberi o posizionati dopo una curva e con una improvvisa variazione del limite di velocità previsto sulla stessa strada. La constatazione delle infrazioni attraverso i riscontri fotografici non veniva effettuata dai vigili urbani e, dunque, da un pubblico ufficiale ma da dipendenti delle stesse società che provvedevano anche a redigere i verbali ai quali, poi, apponevano la firma digitale di un vigile urbano.

SENZA APPALTO- A sindaci ed altri amministratori comunali di quasi tutti i 33 comuni del casertano vengono anche contestati accordi diretti con le ditte per l’installazione ed il funzionamento delle apparecchiature e non attraverso regolari bandi di gare. Al centro dell’indagine compensi alle ditte non fissi ma proporzionali all’entità della sanzione comminata all’automobilista. Poi, l’iscrizione nel bilancio comunale di somme di denaro non corrispondenti all’effettiva entità degli introiti derivanti alle sanzioni per infrazioni al codice della strada. Non era stato, poi impiegato, come prescrive la legge, il 50 per cento delle somme riscosse per il miglioramento delle strade e le opere destinate alla sicurezza stradale nei singoli comuni.

LA DENUNCIA UGL - Il segretario regionale della Campania dell’Ugl Polizia, Giuseppe Raimondi, ricorda di aver già denunciato in passato la vicenda degli autovelox col trucco scoperti in provincia di Caserta. Nel 2004 il sindacalista intraprese uno sciopero della fame per protestare contro gli «autovelox selvaggi», ottenendo così l’intervento del prefetto di Caserta. «Se si vuole fronteggiare seriamente il problema della velocità, che ogni anno provoca centinaia di morti sulle strade - dichiara Raimondi - bisogna promuovere iniziative che veramente riducano il numero delle vittime rafforzando i parametri di sicurezza delle strade. L’uso degli autovelox lungo le strade a maggior rischio di incidenti è sicuramente valido, ma non deve, nel modo più assoluto, avere finalità redditizie per i comuni o per le società private, tra l’altro non previste dal codice della strada. Installare gli autovelox nei viottoli, nei cassonetti dell’immondizia, tra le siepi che costeggiano la carreggiata confondendoli con colori scuri, dietro i pali dell’illuminazione pubblica, nelle cabine simili a quelle dell’Enel, o altro, non aiuta a prevenire gli incidenti ma ad arricchire le casse comunali e quelle delle società private».

L'ELENCO DEI COMUNI - I Comuni di Terra di Lavoro dove sono stati effettuati i sequestri: Caserta, Tora e Piccilli, Pastorano, Villa di Briano, San Felice a Cancello, Marzano Appio, Francolise, Piana di Monteverna, Pontelatorne, Pratella, Orta di Atella. Nell'elenco anche Castel Morrone, Rocca d'Evandro, Grazzanise, Villa Literno, Cancello Arnone, Ruviano, Teverola, Vairano Patenora, Valle di Maddaloni, San Cipriano d'Aversa, Capua, Ciorlano, Pietravairano, Calvi Risorta, Bellona, Alvignano, Vitulazio e Pignataro Maggiore.

LE DITTE SOTTO INCHIESTA - Le 13 ditte messe sotto inchiesta dalla magistratura di Santa Maria Capua Vetere sono invece la Sercom (di Bellona), la Romatek e Roma Service (di Santa Maria Capua Vetere) e poi: Seos, Citiesse, Consorzio Gives, Idea Luce srl, Garda Segnale, Gruppo Trade, Ditta All Service srl, Electra Service, Società Lta Partners srl, Dealers Group srl e Tec Service che hanno sede in altre città di altre province italiane.


13/03/2009

La Cassazione: autovelox da segnalare 400 metri prima, altrimenti è una truffa

La Cassazione: autovelox da segnalare 400 metri prima, altrimenti è una truffa

 

DECISIONE DELLA SUPREMA CORTE. La sentenza ribadisce il principio di una circolare del ministero: no ad apparecchiature nascoste

 

ROMA - Gli autovelox devono sempre essere segnalati. E quanto stabilisce una sentenza della Cassazione che mette uno stop agli autovelox utilizzati in maniera scorretta - solo al fine di rispondere alle esigenze di cassa dei Comuni o delle società private che hanno in appalto il servizio - e sottolinea che gli apparecchi devono essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione. In caso contrario gli stessi autovelox possono venire sequestrati dall'autorità giudiziaria e i titolari della società di rilevamento rischiano l'incriminazione per truffa.

SEQUESTRO - La Cassazione con la sentenza 11131 ha confermato il sequestro di alcuni veicoli e autovelox della società Speed Control attiva nei comuni calabresi di Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro e Longobardi (Cosenza). Gli apparecchi erano stati messi in funzione senza essere segnalati con chiarezza e in anticipo. Ad avviso della cassazione, è corretta la tesi accusatoria della Procura di Cosenza in base alla quale l'attività di rilevamento così svolta «era intenzionalmente preordinata a trarre in inganno gli automobilisti, in contrasto con lo spirito della normativa in materia diretta a reprimere incidenti più che a reprimere». I giudici ricordano che la circolare del Ministero dell'Interno - del 3 agosto 2007 - prescrive «la segnalazione almeno 400 metri prima del punto di collocamento» dell'autovelox. Invece la società, che riceveva un compenso per ogni multa riscossa, occultava gli apparecchi a bordo di macchine di sua proprietà in modo che nessun automobilista potesse accorgersi della presenza di autovelox.

MULTE DA ANNULLARE - Esulta il Codacons, una delle associazioni di consumatori che ha sostenuto varie battaglie su questo tema. «Con la decisione di oggi la Cassazione ha stabilito che gli apparecchi devono essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione. E' una decisione sacrosanta - dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi - perchè limita il malcostume delle amministrazioni comunali di utilizzare tale strumento di controllo della velocità unicamente con lo scopo di fare cassa e non con la finalità di garantire la sicurezza stradale. Ora i Comuni devono annullare d'ufficio tutte le contravvenzioni elevate da autovelox non segnalati almeno 400 metri prima. In caso contrario, si preannunciano migliaia di ricorsi, tutti accolti, da parte degli automobilisti, che potrebbero mettere in crisi le casse comunali»