25/04/2011
Arrestato il contabile del clan dei Casalesi
Arrestato il contabile del clan dei CasalesiVincenzo Schiavone detto «o copertone» preso in una clinica. Il ministro Maroni:«Casalesi colpiti al cuore».
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27/09/2010
Silenia o Longobardia? In Campania si discute di secessione
Silenia o Longobardia? In Campania si discute di secessioneAlcuni comuni del Salernitano hanno approvato delibere per la nascita del Principato di Salerno, altri chiedono di unirsi alla Grande Lucania. Ma c'è chi propone una Regione autonoma che lasci alla Campania solo i territori di Napoli e Caserta
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26/05/2010
Camorra, tangente su vincita del superenalotto: 5 arresti
Camorra, tangente su vincita del superenalotto: 5 arrestiIl clan Cava-Genovese aveva individuato molti dei 30 fortunati che nel gennaio del 2008 avevano centrato un 6 da 33 milioni di euro. Da ognuno dei vincitori, operai e artigiani, pretendevano con minacce parte della vincita per finanziare gli affiliati
AVELLINO - Le mani della camorra e della mafia vanno sempre dove ci sono i soldi. Anche nel caso del Superenalotto. Esponenti del clan Cava-Genovese erano riusciti infatti a individuare molti dei trenta fortunati vincitori che, giocando in società un sistema, il 17 gennaio 2008 avevano centrato un 6 da 33 milioni di euro a Ospedaletto d'Alpinolo, in provincia di Avellino. Da ognuno dei vincitori, in maggioranza operai e artigiani, pretendevano con minacce e intimidazioni parte della vincita per finanziare il clan e sostenere gli affiliati finiti in carcere e le loro famiglie. Cinque gli arresti a conclusione di indagini durate un anno e mezzo.
DENTRO ANCHE FIGLIO DEL BOSS - Le ordinanze di custodia cautelare riguardano esponenti di spicco del clan attivo nel Vallo di Lauro, nella zona del Partenio e nell'hinterland avellinese. In carcere è finito anche Marco Antonio Genovese, figlio del boss attualmente detenuto Modestino, accusato anche di minacce nei confronti di un imprenditore della zona che non aveva voluto assumere nella sua azienda un giovane segnalato dal clan.
JACKPOT - Intanto martedì sera nessuno ha azzeccato la sestina vincente (6, 34, 43, 60, 71, 73. Jolly 81. Superstar 71) e il jackpot per l'estrazione di giovedì è così salito a 78 milioni di euro, già il quarto più alto della storia del concorso.
Redazione online
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09/01/2010
Il giudice le ridà il posto di lavoro L'azienda la spedisce in India
Il giudice le ridà il posto di lavoro L'azienda la spedisce in India
La donna, madre di 5 figli: «sono confusa, ma pur di lavorare partirei». Società irpina che produce frigoriferi manda operaia in distacco presso un'impresa di Nuova Delhi
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| Gaetanina Di Paolo |
AVELLINO - «Te ne vai un anno in India, a Nuova Delhi». Questa, detta in breve, la risposta di un’azienda dell'Avellinese che produce frigoriferi industriali ad una sua operaia, che aveva appena incassato dal Tribunale la sentenza di riassunzione in servizio alle medesime mansioni svolte al momento della violazione delle norme sui contratti a tempo determinato. Lei si chiama Gaetanina Di Paolo, 49 anni, madre di 5 figli.
La Di Paolo «per poter proficuamente svolgere la prestazione inerente alle mansioni di assemblaggio frigoriferi che svolgeva precedentemente» - così le ha comunicato l’azienda - dal mese di febbraio dovrà trasferirsi a New Delhi, dove è attiva con una propria sede una società collegata. Il magistrato ha dichiarato illegittime le continue proroghe di contratto a termine, che la lavoratrice ha contestato all'azienda irpina, la Cei srl.
In extrema ratio però, la lavoratrice si dice pronta anche a partire per l'India. «Non è stato un bel regalo di Natale - spiega al Corriere - ma nonostante abbia cinque figli pur di lavorare e lasciarmi alle spalle la condizione di precariato sarei disposta a fare le valigie e raggiungere Nuova Delhi». Nel frattempo che la decisione maturi, la signora Di Paolo, assistita dall'avvocato Giacomo Ambrosino, si affretta a presentare un ricorso d'urgenza al Tribunale di Sant'Angelo dei Lombardi (Avellino) per ottenere almeno la sospensione del provvedimento di distacco deciso dall'azienda.
«Una vergogna», denuncia il segretario dei metalmeccanici Uil, Gaetano Altieri. «Le motivazioni del trasferimento - annuncia in una nota il sindacato- sono del tutto pretestuose e intendono intralciare la reintegrazione disposta dal giudice (Giuseppa D’Inverno del Tribunale di S. Angelo dei Lombardi, ndr) piuttosto che soddisfare una urgente e improrogabile esigenza aziendale».
R. W.
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05/08/2009
Avellino, invalida al 100% sorpresa a fare jogging
Avellino, invalida al 100% sorpresa a fare jogging
Ogni mattina usciva a correre con il suo cane ma per tutti era un'invaliuda totale. Dopo anni la donna è stata scoperta dai carabinieri e denunciata
Una donna di 62 anni, di Monteforte Irpino, nell'avellinese, è stata denunciata dai carabinieri della Compagnia di Baiano per truffa aggravata. Per lo Stato risulatava invalida totale ma lei tutte le mattina andava a correre in compagnia del proprio cane. Le indagini hanno accertato che l'anziana conduceva una vita normalissima, tra l'altro continuava ad arare il proprio terreno, pur ricevendo la pensione per l'invalidità.
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17/07/2009
Circolo Pd Avellino, tessera a Beppe Grillo «Due giorni per raccogliere 2 mila firme»
Circolo Pd Avellino, tessera a Beppe Grillo «Due giorni per raccogliere 2 mila firme»
Il comico è tesserato alMartin Luther King di Partenopoli: andrò al congresso. Il presidente Forgione: «Lanciata un forte provocazione. Illegittimo negargli l'iscrizione al partito»
MILANO- Il circolo di Arzechena ha rifiutato la richiesta. Così come quello di Sant'Ilario. Ma alla fine ce l'ha fatta: Beppe Grillo è riuscito a ottenere la tessera del Pd. Il comico è il tesserato numero 40 del circolo Martin Luther King di Paternopoli, in provincia di Avellino. «Sono molto contento, ma devo raccogliere 2 mila entro due giorni, e non so se ce la faremo».
IL VIA LIBERA- È stato Andrea Forgione, presidente del circolo, ad autorizzare il tesseramento per lanciare «una forte provocazione». Già, perché secondo Forgione «Il caso Grillo costituisce un precedente molto grave. Chi ha infatti la legittimazione a decidere chi tesserare e chi no? Beppe Grillo non è iscritto a nessun altro partito e ha una fedina penale pulita, quindi perchè negargli la tessera? Non vogliamo che il Partito democratico si trasformi in un partito burocratico».
L'OBIETTIVO- Beppe Grillo è felice, ma ora lo aspetta una nuova sfida. Perché per candidarsi alla segreteria, dice a Affariitaliani.it, deve raccogliere «2 mila firme entro due giorni». Un obiettivo ambizioso anche per lui, tanto che non sa «se ce la faremo. Anche se proverò fino all'ultimo secondo possibile». In ogni caso è sicuro: «Andrò al congresso a parlare. Adesso bisogna vedere se lo statuto prevede che un tesserato parli al congresso. Se non ci sarà un’altra commissione di garanzia dove l’articolo 4 del paragrafo 9 dirà che io non posso parlare... Allora vedremo.»
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22/05/2009
Grottaminarda: mamma si lancia nel vuoto con il figlio di un anno. Sono feriti
Grottaminarda: mamma si lancia nel vuoto con il figlio di un anno. Sono feriti
In provincia di avellino. Per fortuna si è lanciata da un balcone al primo piano. La donna è una casalinga e soffriva di crisi depressive
AVELLINO - Una donna di 42 anni si è lanciata dal balcone al primo piano di un’abitazione in ristrutturazione nei pressi della sua casa, in via Molise, a Grottaminarda, in provincia di Avellino, con in braccio il figlio che non ha ancora compiuto un anno.
SOLO FERITI - I due sono vivi ma feriti. Sono stati soccorsi e portati in ospedale di Ariano Irpino. Sembra che la donna - al momento sotto osservazione per un trauma cranico - non sia in pericolo di vita, sebbene resti in prognosi riservata. Si valuta l'ipotesi di trasferirla in un altro centro.
Il bambino che era con lei avrebbe riportato solo un ematoma alla testa, ferite superficiali, ma nessuna frattura. Secondo le prime notizie, la donna, una casalinga, soffre di crisi depressive.
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14/03/2009
Joe da Avellino, lo sceriffo più duro Fa sfilare i clandestini in slip rosa
Joe da Avellino, lo sceriffo più duro Fa sfilare i clandestini in slip rosa
Sotto accusa dopo 16 mila arresti in 18 mesi. Tendopoli nel deserto come carcere. Democratici e associazioni contro l'italoamericano. Lui: «Non mi piegherò, continuerò a far rispettare la legge
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| Lo sceriffo Joe Arpaio |
WASHINGTON — Tempi duri per «lo sceriffo più duro del West». Forse perché in città — intesa come Washington — è arrivato un nuovo presidente che non è proprio un patito dei metodi spicci. O forse perché Joe con le sue mosse ha superato il limite. Ma quello che conta è che Joseph «Joe» Arpaio, 77 anni, sceriffo della Contea di Maricopa, stato dell'Arizona, è finito sotto tiro. Il Dipartimento della Giustizia ha deciso di aprire un'indagine dopo una serie di denuncie contro l'uomo della legge. L'ultima, sostenuta da parlamentari democratici e associazioni per i diritti civili, accusa lo sceriffo di aver fatto marciare 200 detenuti incatenati nel deserto. In più non piacciono i suoi pattuglioni «indiscriminati». Da tipo tosto quale è Arpaio ha reagito sfoderando fermezza: «Non mi piegherò. Sto solo facendo il mio dovere. Nessuno mi costringerà a voltare le spalle al giuramento che ho fatto quando ho assunto il mio incarico ».
Un giuramento alla stella scintillante che porta sul petto prestato per la prima volta nel 1992 e poi ripetuto nel 1996, nel 2000, nel 2004 e nel 2008. La Contea lo ha, infatti, confermato nell'incarico con una buona dose di voti. Segno che ai confini dell'Arizona i suoi sistemi non disturbano. Anzi. Sono visti come rimedi estremi a mali estremi. E ieri la stampa locale è insorta in sua difesa sostenendo che è «vittima di una caccia alla streghe». Di origini italiane — il padre era di Avellino —, dopo una breve parentesi passata a fare il garzone nella drogheria di famiglia, Joe ha trascorso una vita da piedipiatti. Prima nella polizia militare, quindi con i Dipartimenti di Washington e Las Vegas, infine è arrivato in Arizona. E non ci ha messo troppo a farsi notare in una terra selvaggia, affascinante e pericolosa. C'è il problema dell'immigrazione clandestina dal Messico — anche se oggi è in ribasso a causa della crisi economica —, i cartelli della coca compiono scorrerie come ai tempi di Pancho Villa, esiste un fiorente traffico che alimenta le bande messicane. Invece degli Apaches, là fuori ci sono i coyetoros — mercanti di uomini senza scrupoli — e i Los Zetas, sicari pronti a riempirti di piombo. Allora, «in nome dell'ordine», Joe-io-sono-la-legge ha imposto le sue regole ferree. A cominciare da quelle nei riguardi dei detenuti. Invece delle tute arancioni o blu, ne indossano un tipo strisce bianco- nere che li fa somigliare ai celebri fratelli Dalton. Poi li ha costretti a portare biancheria di colore rosa: un'idea che si è trasformata in iniziativa commerciale. Un comune mortale può acquistare i capi con il logo dello sceriffo. Quindi ha bandito dalle prigioni qualsiasi rivista «porno », a partire da «Playboy». Per distrarre gli ospiti della galera ha aperto un canale radio che trasmette musica classica, canti patriottici e qualche canzone di Frank Sinatra. Infine, non contento, ha creato una sezione speciale della sua prigione nel deserto.
Un campo di tende, molto spartano, dove d'estate si arrostisce. Quando picchia il Sole la temperatura può superare tranquillamente i 45 gradi. L'ultima trovata è stata quella di lanciare un reality tv dove mostra la cattura di criminali latitanti. Una specie di «scherzi a parte». Infatti, i banditi sono attirati in trappole architettate dallo Sceriffo. Ma c'è poco da ridere. L'estremo rigore adottato nella Contea di Maricopa hanno provocato nel tempo commenti indignati. Soprattutto tra quanti ritengono che Arpaio si accanisca sui criminali incalliti e sui disperati che cercano fortuna oltre il Rio Grande — basti dire che dall'aprile del 2007 su 106 mila interrogatori condotti sui detenutisi è scoperto che 16 mila erano immigrati clandestini — ed è così arrivata l'inchiesta. Lo Sceriffo però non si mostra intimorito. E scommette su quanto sta accadendo lungo tutto il confine. A Washington c'è una preoccupazione costante per la minaccia dei narcos messicani e in queste ore non è stato escluso lo schieramento della Guardia Nazionale. Una militarizzazione della frontiera che non dispiacerà allo «sceriffo più duro del West».
Guido Olimpio
12:20 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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27/01/2009
Stupro nei confronti di studentessa: arrestato un professore di 60 anni
Stupro nei confronti di studentessa: arrestato un professore di 60 anni
L'uomo, 61 anni, docente in una scuola superiore, è ai domiciliari. Diverse le denunce contro di lui, per l'accusa avrebbe violentato una sua alunna a scuola e persino nell'androne di casa
MONTEFORTE IRPINO (AVELLINO) - Secondo l'accusa molestava le sue studentesse e per una di loro dovrà rispondere anche di violenza sessuale. E’ accaduto in provincia di Avellino, dove i carabinieri di Monteforte Irpino hanno arrestato un insegnante di 61 anni che prestava servizio presso una scuola superiore del capoluogo irpino. Diverse le denunce a suo carico sporte da giovani studentesse sue alunne. Il gip di Avellino Carmelo Iorio, su richiesta del sostituto procuratore Elia Taddeo, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
LA VICENDA - Secondo quanto accertato dagli investigatori, negli ultimi tre anni, il professore avrebbe costretto la ragazza a subire atti sessuali sia all’interno dell’istituto scolastico che fuori. Per la studentessa, infatti, il docente aveva una vera e propria ossessione al punto che lo scorso mese di dicembre si era recato a casa della giovane e, dopo averla attirata in strada con una banale scusa, l’aveva costretta a subire palpeggiamenti e pesanti avances nell’androne del palazzo. Nel corso delle indagini è emerso che il professore era solito molestare anche altre studentesse.
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