22/11/2010
Trovato il libro mastro dei Casalesi: 6 arresti per pizzo
Trovato il libro mastro dei Casalesi: 6 arresti per pizzoCaseifici, pescherie e allevamenti ittici: a Villa Literno, nel casertano, pagavano tutti. La polizia ha arrestato alcuni esponenti del gruppo Bidognetti, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione continuata
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13/05/2010
Suore sfrattate dal convento del '600 La Curia: «La colpa è del Vaticano»
Suore sfrattate dal convento del '600 La Curia: «La colpa è del Vaticano»Sabato mattina l'ordine esecutivo. Le «cappuccinelle»:«Ci hanno detto che ci toglieranno anche l'abito»

CASERTA – La Curia di Aversa ha dato lo sfratto esecutivo al convento delle Cappuccinelle, fondato nel 1599 e diventato luogo di clausura nel 1680. La notizia ha fatto indignare tutti gli aversani: sabato mattina alle otto i carabinieri eseguiranno lo sfratto allontanando dalla loro casa le suorine . Secondo alcune indiscrezioni le suore si sono rivolte ad un avvocato dopo che hanno capito che il vescovo don Mario Milani non aveva intenzione di recedere dall’intenzione di mandare via dalla storica abitazione le suore, quasi tutte anziane, molte di loro malate, e che vivono delle donazioni delle cittadini. Al cronista, che le conosce da sempre e cerca di contattarle, tra le lacrime una di loro sostiene: «Ci hanno detto che ci toglieranno anche l’abito».
LA CURIA - La Curia smentisce di avere qualcosa a che fare con lo sfratto delle suore: la decisione è stata presa direttemente dal Vaticano anche in considerazione del fatto che le ecclesistiche sono appena una decina. Qual che è certo è che cinque di loro saranno trasferite, mentre per le altre non è chiara la destinazione. La vicenda dai contorni ancora poco chiari, alla quale si stanno interessando fedeli di tutta la provincia, arriva in un periodo difficile per la curia aversana, finita al centro delle critiche per atteggiamenti giudicati troppo morbidi nei confronti della camorra permettendo nozze, battesimi e comunioni fastosi di componenti dei clan e dei loro figli, e accettando senza batter ciglio una donazione della famiglia Passerelli, il cassiere dei clan dei casalesi al quale è stato sequestrato un ingente patrimonio, secondo i giudici realizzato riciclando i proventi dei clan.
LA MOBILITAZIONE - Le suore sostengono che dal 17 febbraio scorso, da quattro mesi circa, non possono scende in parlatorio e non posso incontrare amici e parenti. Molte delle suore delle cappuccinelle sono entrate in convento appena adolescenti: qualche hanno fa, quando doveva essere restaurato il coro ligneo delle chiesa chiesero ai funzionari della Soprintendenza ai monumenti di farsi tutte insieme una foto: molte di loro non avevano visto mai una macchina fotografica. E mentre monta la protesta dei cittadini aversani che vedono tranciare di netto un’altra fetta della loro storia c’è chi sussurra che una parte del convento fa gola a qualcuno. Sabato si sta preparando un a mobilitazione per impedire lo sfratto, il tam tam è cominciato. Riuscirà a impedire lo sfratto?
UN GRUPPO SU FACEBOOK- La protesta dei fedeli e non arriva anche su facebook dove per oggi giovedì, verrà messo in rete un sito per difendere le suore del convento delle cappuccinelle che fanno parte della storia della città. Si sta anche organizzando una manifestazione per impedire lo sfratto esecutivo delle suore di clausura dal loro convento.
Redazione online
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19/05/2009
Preso il capoclan, 100 arresti di camorra
Preso il capoclan, 100 arresti di camorra
Catturato ad Aversa il ricercato Franco Letizia, uno dei latitanti più pericolosi d'Italia. Azione congiunta di carabinieri, polizia e guardia di Finanza contro il clan degli «Scissionisti»
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| (Ansa) |
MILANO - Era uno dei cento latitanti più pericolosi d'italia ma un'operazione coordinata delle forze dell'ordine ha messo fine alla sua libertà. Franco Letizia, 32 anni, cugino di Giovanni, sicario del grupo di fuoco di Guseppe Setola, è stato intercettato e arrestato dagli uomini della squadra mobile della questura di Caserta. Letizia è considerato il reggente del clan Bidognetti, fazione di quello dei Casalesi. L'uomo è stato sorpreso e arrestato in un'abitazione in via Cilea a San Cipriano di Aversa; con lui sono finiti in manette anche Antonio Diana, 41 anni, proprietario dell'abitazione, e Carlo Corvino, 40 anni
CENTO IN MANETTE - Intanto è in corso a Napoli un'operazione interforze anticamorra contro il clan Amato-Pagano, che fa parte del gruppo di «scissionisti» contrapposti al clan Di Lauro nella faida di Scampia. Polizia, carabinieri e guardia di finanza stanno eseguendo ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di cento persone, accusate a vario titolo di omicidio, associazione per delinquere di tipo mafioso, reati relativi al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti e riciclaggio di denaro.
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| Raffaele Amato, catturato in Spagna (Ap) |
L'ARRESTO DEL BOSS - Le cento ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia ed eseguite all’alba, seguono di tre giorni la cattura del capoclan Raffaele Amato. L’uomo, latitante dal 2006 era stato arrestato nella notte tra sabato 16 e domenica 17 a Marbella, in Spagna. Amato aveva trovato rifugio nella penisola iberica gestendo i traffici di droga con il Napoletano, soprattutto quelli di cocaina. Un tempo killer di Paolo Di Lauro detto «Ciruzzo 'o milionario», era attualmente a capo di un cartello criminale attivo non solo nei quartieri napoletani di Secondigliano e Scampia, ma anche nei comuni di Melito, Mugnano, Casavatore e Arzano.
CARRIERA CRIMINALE - Il latitante, considerato il capo di uno dei clan più pericolosi usciti vittoriosi dalla faida di Scampia, negli anni ’90 aiutò Di Lauro a seminare morte e terrore nell’area a nord di Napoli per dimostrare l’egemonia sul territorio e il controllo delle piazze di spaccio. L’uomo, catturato in una hall di un albergo, per sfuggire alla vendetta degli avversari e all’assedio delle forze dell’ordine, nel dicembre 2005 scappò in Spagna, dove si era rifugiato anche in precedenza. Amato venne arrestato una prima volta a Barcellona nel febbraio 2005, ma nell’aprile dell’anno successivo, mentre era ancora in attesa dell’estradizione in Italia, fu liberato. Il capoclan è accusato di una serie di delitti consumati durante la faida di Mugnano (Napoli) nata in seno al clan Di Lauro. Una lunga scia di sangue da collegarsi alla volontà di Paolo Di Lauro di sostenere l’avvicendamento, al comando del sottogruppo di Mugnano, di Gennaro Di Girolamo a discapito di Antonio Rocco che rientrava in città dopo un periodo di detenzione.
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