28/10/2010

Freddato con quattro colpi di pistola Avvocato trovato morto nel suo studio

Freddato con quattro colpi di pistola Avvocato trovato morto nel suo studio

CASSINO (FROSINONE). In via Cimarosa. L'assassino, 62 anni, si è costituito: ha ucciso per una causa di lavoro non andata a buon fine

Continua...


13/10/2010

Il legale pagato due volte dallo Stato

Il legale pagato due volte dallo Stato

Dipendente in contemporanea di diversi enti pubblici. «Restituisca due milioni». Giovanni Pascone, ex magistrato del Tar e consulente a Palazzo Chigi, ha collezionato 62 incarichi

Continua...


11/10/2010

Iran, arrestato il figlio di Sakineh

Iran, arrestato il figlio di Sakineh

Sajjad Qaderadeh nelle ultime settimane aveva mobilitato l'opinione pubblica internazionale per salvare sua madre dalla lapidazione. Oltre a lui sarebbero agli arresti l'avvocato della donna e due reporter tedeschi

Continua...


16/09/2010

I figli di Sakineh: «Muoriamo ogni giorno Il mondo adesso non ci abbandoni»

I figli di Sakineh: «Muoriamo ogni giorno Il mondo adesso non ci abbandoni»

La Farnesina: «Seguiamo il caso con attenzione». L'appello lanciato attraverso una lettera aperta: «Siamo stati minacciati. Su nostra madre troppe menzogne»

Continua...


06/08/2010

Dirigente indagata per abuso d'ufficio nell'inchiesta che ha portato alla chiusura della discoteca

Dirigente indagata per abuso d'ufficio nell'inchiesta che ha portato alla chiusura della discoteca

L'Avvocato Rita Amabile:«Io, nei guai per l'Hollywood:strega immolata sul rogo»

 

Rita Amabile (Newpress)
Rita Amabile (Newpress)

MILANO - La chiamano zarina, e le piace: «Sono donna e so comandare». Per il suo avviso di garanzia in Comune molti hanno brindato, e se ne compiace: «Ho amici e nemici. Più i nemici? Beh, io ho mandato via tantissima gente...». Andarsene, lei, per carità: «Mi sono messa a disposizione del sindaco. Non mi aspetto una difesa senza verifiche. Se nell'attesa resto al mio posto? Ci mancherebbe altro. Io, in questa inchiesta, servo a dare lustro. Servo a creare collegamenti con la Moratti». L'avvocato Rita Amabile, nata a Salerno il 3 novembre 1953, direttore generale di Milanosport, la società che si occupa delle strutture sportive di Milano, già capo gabinetto in Comune, è indagata nell'affaire Hollywood, ossia cocaina, belle donne drogate, mazzette, dirigenti comunali dal comportamento poco lindo, anche se i filoni sono due, distinti (le discoteche e la pubblica amministrazione).

Dalle carte emerge un'alleanza tra l'Amabile e Rudy Citterio. Di Citterio, ex boss del sindacato dei locali pubblici finito ai domiciliari, l'accusa scrive: «Uomo accecato dalla bramosia di denaro e dall'intento di soddisfare una carriera fulminea che lo porti alla direzione di centri di potere all'interno della struttura amministrativa milanese». A Citterio, l'Amabile ha affidato il figlio, i due sono stati in società per un ristorante aperto dal giovane. Ora, Citterio «è, sì, un furbetto», però «è stato ristoratore, è in Unione del commercio, era uno che poteva insegnare il mestiere. Così è stato». Decide di parlare, chiede di poterlo fare; dice che vuol chiarire anziché difendersi, la Amabile. «Sono una strega immolata sul rogo» premette e conclude. L'avviso di garanzia? L'ha avuto per una vicenda riconducibile a una mostra, spiega, una mostra internazionale, aggiunge, «sponsorizzata dalla famiglia Versace e da Rcs» dove «io intervengo, ma per risolvere un problema». Rileggiamo insieme le carte. Intercettazioni e ricostruzioni sostengono che lei e Citterio vi diate da fare per combattere «lo strapotere» dei pompieri nella commissione di vigilanza dei locali. Vero o falso? «La commissione è comunale. I vigili del fuoco stavano usando strapotere a casa nostra».

E ancora, Citterio e Amabile formano un'amicizia definita «inusuale»: Citterio la chiama e richiama, le manda sms, le chiede consigli e dritte, eppure lei, all'epoca, era un massimo dirigente del Comune, tutto normale? «Sa quante migliaia di persone mi hanno chiamata, in quegli anni, per sapere cose del Comune?». Spesso saranno state cose riservate, davvero le pare tutto normale? «Non lascio mai uscire notizie coperte dal segreto d'ufficio. Parlerei piuttosto di un sistema di relazioni. Con Citterio ho fatto quattro cene a casa mia, e a casa mia è venuta metà giunta, sono venuti i dirigenti. Si chiacchierava. È un reato?». Nell'inchiesta si parla di un concorso per dirigenti, si ipotizzano favori e raccomandazioni, ci sono intercettazioni... «Il concorso? Io mi incazzo, mi scusi il termine, perché è entrata gente impresentabile. Io mi arrabbio perché è rimasta fuori una persona che ha lavorato con Parisi, con me, con altri. Questa è la persona più qualificata del Comune. Non è passata».

Andrea Galli


03/03/2010

Omicidio Fragalà, indagato ex cliente

Omicidio Fragalà, indagato ex cliente

 

Attesa per l'esame del Ris dei suoi vestiti e del casco. L'uomo si sarebbe voluto vendicare perché convinto di non essere stato difeso bene dal legale

 

 

Il luogo dell'agguato (Ansa)
Il luogo dell'agguato (Ansa)

PALERMO - C'è un indagato per l'omicidio di Enzo Fragalà: è un ex cliente del noto penalista aggredito la scorsa settimana a colpi di bastone e morto dopo tre giorni di agonia. L'uomo in passato era stato condannato, a suo avviso, «ingiustamente» ed era convinto di non essere stato difeso bene dal legale, che aveva seguito in prima persona il suo caso, su cui vige il silenzio. Si trattava di un processo di microcriminalità, estraneo a reati di mafia. Il giovane, che corrisponderebbe alla descrizione fornita da alcuni dei testimoni sentiti dagli inquirenti, covava rancore nei confronti del legale.

ESAME SUI VESTITI - Ma sarà solo l'esame del Ris dei suoi vestiti e del casco a stabilire se effettivamente ci sono tracce di sangue o saliva del penalista ridotto in fin di vita a colpi di bastone e poi morto dopo tre giorni di agonia. I Carabinieri stanno anche passando al vaglio l'alibi del giovane fornito per la sera di martedì scorso. Ma l'uomo indagato, per un atto dovuto, per consentirgli di nominare un difensore in attesa di un atto irripetibile che verrà svolto giovedì a Messina, non sarebbe l'unico su cui i Carabinieri indirizzano l'attenzione.

APPLAUSO ALLA CAMERA - Intanto Enzo Fragalà è stato ricordato con un lungo applauso unanime dell'Aula della Camera ed un minuto di silenzio. Il presidente Gianfranco Fini ne ha ricordato la «barbara e vile aggressione che ha riempito tutti di sdegno», aggiungendo che Fragalà «portò in Parlamento una passione civile da tutti riconosciuta e la convinta adesione ai principi della Costituzione, spendendo il suo impegno per il rispetto pieno ed incondizionato della legalità contro ogni mafia. Fragalà credeva al rispetto della legge - ha proseguito Fini - credeva al primato della legge come presupposto della libertà contro ogni forma di mafia. Ne sentiremo la mancanza. È stato e sarà un fulgido esempio per le giovani generazioni di avvocati».


27/02/2010

E' morto l'avvocato Fragalà

E' morto l'avvocato Fragalà

 

Era stato aggredito martedì sera a bastonate da uno sconosciuto. Fini: «Gli spietati responsabili del suo vile assassinio siano quanto prima assicurati alla giustizia»

 

Enzo Fragalà (Ansa)
Enzo Fragalà (Ansa)

PALERMO - L'avvocato penalista ed ex parlamentate di An, Enzo Fragalà, è morto nel reparto di rianimazione dell'ospedale Civico di Palermo, dov'era in come dopo l'aggressione di martedì scorso. Fragalà aveva 61 anni ed era attualmente consigliere comunale del Pdl a Palermo. Martedì sera uno sconosciuto, che lo attendeva con un casco in testa davanti al suo studio legale vicino al palazzo di giustizia lo aveva massacrato con una mazza di legno. Al brutale agguato hanno assistito tre testimoni. Solo l'intervento di uno di loro ha messo in fuga il killer che si è accanito sulla vittima con una ferocia inaudita. Immediatamente portato all'ospedale Civico in fin di vita, il penalista è stato operato due volte, ma i medici hanno da subito definito disperate le sue condizioni.

INDAGINI - Sul caso indagano i carabinieri del reparto operativo coordinati dai pm Nino Di Matteo e Carlo Lenzi e dall'aggiunto Maurizio Scalia. Il fascicolo, a carico di ignoti, originariamente iscritto per tentativo di omicidio, ipotizza l'omicidio volontario. Finora gli inquirenti hanno seguito la pista professionale puntando su quattro o cinque recenti casi trattati dal legale

LESIONI -
Il professionista e uomo politico aveva subato gravi lesioni cerebrali ed era in coma dal momento dell'aggressione. I medici della II Rianiminazione dell'ospedale Civico avevano da subito descritto un quadro clinico estremamente grave e ancora nell'ultimo bollettino, alle 11 di questa mattina, avevano parlato di prognosi «strettamente riservata».

FINI: «ASSICURARE L'ASSASSINO ALLA GIUSTIZIA» - «Il presidente della Camera Gianfranco Fini nel messaggio inviato alla famiglia. «Ho appreso con profondo dolore la notizia della tragica scomparsa dell'amico Enzo Fragalà, la cui vita è stata stroncata da una violenza barbara e cieca. Con lui scompare un valente parlamentare, un illustre giurista e un insigne avvocato penalista». «Enzo - scrive ancora Fini - ha saputo esprimere la sua passione e la sua lealtà alle Istituzioni e ai cittadini con l'impegno politico e con un'intensa attività di promozione dei diritti umani, riconosciutagli a livello internazionale. Auspico vivamente che gli spietati responsabili del suo vile assassinio siano quanto prima assicurati alla giustizia».

PARLAMENTARE DI AN DAL 1994 AL 2006 - Esponente di primo piano del Movimento sociale italiano, Fragalà, era poi stato parlamentare di Alleanza nazionale dal 1994 al 2006, dalla XII alla XIV legislatura. Era stato componente della commissione parlamentare d'inchiesta sul dossier Mitrokhin. Attualmente era consigliere del Pdl al Comune di Palermo, dove era subentrato da primo dei non eletti ad Alessandro Aricò, divenuto deputato regionale in occasione delle ultime elezioni regionali. Era uno dei più noti avvocati penalisti di Palermo e si era occupato di importanti processi di mafia. Docente di materie giuridiche all'Università di Palermo era sposato e padre di due figli.


24/02/2010

L'avvocato Fragalà aggredito a bastonate

L'avvocato Fragalà aggredito a bastonate

 

Due testimoni hanno assistito all'aggressione: «Il sicario lo stava aspettando». Ex deputato di An, è tra i più noti penalisti di Palermo. L'agguato all'esterno del suo studio. E' «gravissimo»

 

Enzo Fragalà (Emblema)
Enzo Fragalà (Emblema)

PALERMO - L'avvocato Enzo Fragalà, uno dei più noti avvocati penalisti di Palermo, ex parlamentare di An, è stato aggredito questa sera a bastonate da uno sconosciuto sotto il suo studio legale in piazza Vittorio Emanuele Orlando, di fronte il palazzo di giustizia del capoluogo siciliano. Il professionista, che è anche consigliere comunale, è stato trovato riverso per terra, in una pozza di sangue e privo di conoscenza, dai colleghi del suo studio che lo hanno trasportato all'ospedale Civico. Secondo le prime informazioni le sue condizioni sarebbero «gravissime» secondo i medici che gli hanno riscontrato un violento trauma cranico. L'avvocato è stato traportato subito in sala operatoria per un intervento finalizzato a ridurre la vasta emorragia cerebrale causata dai colpi ricevuti. Sull'episodio sono in corso indagini dei carabinieri.

Il luogo dell'aggressione (Ansa)
Il luogo dell'aggressione (Ansa)

«UN AGGUATO» - L'aggressione ad Enzo Fragalà è stata «un vero e proprio agguato», stando al racconto degli unici due testimoni oculari che hanno assistito al raid. Ai carabinieri hanno riferito che l'aggressore, che indossava un casco integrale e un giubbotto, ha atteso l'avvocato davanti al palazzo dove ha sede il suo studio legale. Non appena il penalista è uscito dal portone, il sicario lo ha colpito alle spalle con un bastone e ha continuato ad infierire anche quando Fragalà è stramazzato per terra. Solo la presenza dei due testimoni, che hanno cominciato a gridare, lo ha fatto desistere. A quel punto è fuggito di corsa in direzione della vicina via Volturno, dove quasi certamente lo attendeva un complice. Secondo i carabinieri, che stanno conducendo le indagini, è ancora prematuro azzardare un movente: l'aggressione, spiegano, potrebbe essere collegata sia all'attività professionale dell'avvocato sia al suo impegno politico.

GLI AMICI IN OSPEDALE - Una folla di avvocati e amici si è subito recata davanti all'ingresso dell'ospedale Civico di Palermo, in attesa di avere notizie sulle condizioni del penalista .Le indagini dei carabinieri sono coordinate dal Pm di turno, Nino Di Matteo. I militari stanno ascoltando, oltre ai due testimoni oculari dell'agguato, i colleghi dello studio del penalista.

Redazione online


26/11/2009

La richiesta di Veronica: tre milioni e mezzo al mese

La richiesta di Veronica: tre milioni e mezzo al mese

 

BERLUSCONI E LA SEPARAZIONE. L'AVVOCATO DEL PREMIER: NOTIZIE NON GIOVANO AD ACCORDO. Il premier avrebbe rifiutato, offrendo 200mila euro «trattabili» fino a 300mila

 

Silevio Berlusconi e Veronica Lario
Silevio Berlusconi e Veronica Lario

Quarantatré milioni di euro l’anno, poco più di tre milioni e mezzo al mese. E’ l’assegno di mantenimento che Veronica Berlusconi avrebbe chiesto nell’ambito del ricorso di separazione con addebito presentato all’inizio del mese nei confronti del presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi ( nella foto, sullo sfondo il viso di Veronica ) avrebbe rifiutato, offrendo 200 mila euro «trattabili» fino a 300 mila.

GLI ACCORDI - «Fonti vicine al premier fanno presente che sarebbero già stati versati a Veronica tra i 60 e i 70 milioni di euro... Sempre secondo indiscrezioni Berlusconi si era detto disponibile a lasciare alla moglie Villa Belvedere, la residenza di Macherio in cui vivono Veronica e i figli, gli arredi compresi».

SEI VOLTE DINHO - La separazione da Veronica Lario potrebbe costare a Silvio Berlusconi 6 volte l'ingaggio di Ronaldinho (che si aggira intorno ai 7 milioni netti a stagione) e un terzo del monte ingaggi di tutto il Milan (che si attesta sui 125,5 milioni totali annui). L'avvocato della Lario, Maria Cristina Morelli, intanto si trincera dietro uno stretto riserbo. Sempre per fare un paragone calcistico, il quarto portiere del Milan, Flavio Roma, ha un ingaggio di 400 mila euro all'anno.

IL LEGALE DEL PREMIER: RISERVATEZZA - «È una separazione che va trattata con la riservatezza necessaria, come deve avvenire in tutte le separazioni. E trovo disdicevole che escano queste notizie. Non ho nulla da aggiungere, se non che mi dispiace per loro: questo genere di notizie non giovano ad arrivare ad una separazione consensuale». Così Ippolita Ghedini il legale matrimonialista, sorella del parlamentare e avvocato del premier Niccolò, che assiste Silvio Berlusconi nella causa di separazione dalla moglie Veronica Lario, commenta quanto pubblicato dal Corriere della Sera. A tuttora non è noto in quale tribunale sarebbe stato depositato il ricorso di separazione dai legali di Veronica dato che sia a quello di Milano sia a quello di Monza non risulta alcun deposito. Invece, secondo quanto riferisce all' Ansa chi è vicino a Veronica Lario, la signora intende mantenere ancora la linea del silenzio sulla vicenda tant'è che non vuole nè confermare nè smentire l'eventuale deposito dell'atto e le eventuali trattative in corso.


27/10/2009

Mills: in appello confermata la condanna a 4 anni e sei mesi

Mills: in appello confermata la condanna a 4 anni e sei mesi

 

Accolta la richiesta del procuratore generale di Milano. Il legale dell'avvocato inglese: «Decisione ingiusta, ricorreremo in Cassazione»

 

img_mills16_548x345_270x170.jpg

MILANO - La seconda sezione della Corte d'appello di Milano ha confermato la condanna di primo grado a quattro anni e sei mesi nei confronti dell'avvocato inglese David Mills per corruzione in atti giudiziari. Dopo le repliche del sostituto procuratore generale di Milano, Laura Bertolè Viale, che ha chiesto la conferma della condanna, e dei difensori, si erano riuniti da quattro ore in camera di consiglio.

RICORSO - L'avvocato Alessio Lanzi, del collegio di difensori di Mills, ha annunciato il ricorso in Cassazione. «Il nostro commento non può che essere amaro ed esprimere una sensazione di diasgio. Credo che questa sia una decisione che mette a dura prova la nostra fede nella giustizia. Non c'erano ragioni per condannare Mills». Gli avvocati difensori avevano chiesto l'assoluzione o in subordine la prescrizione del reato. «Non è finita qui», ha aggiunto l'altro difensore Federico Cecconi. «Abbiamo elementi forti che, qualsiasi sarà la motivazione di questo verdetto, potranno portare a una riforma della sentenza in Cassazione». Cecconi ha aggiunto di condividere le affermazioni di Mills, secondo il quale Berlusconi è estraneo alla vicenda. «Anche Mills non c'entra nulla, perché non c'è stata corruzione. Le conseguenze politiche della vicenda non ci riguardano, anche se ci sono circostanze oggettive che le testimoniano».

GHEDINI - In una nota Niccolò Ghedini, parlamentare Pdl e avvocato di Berlusconi, afferma: «La decisione della Corte d'appello di Milano è del tutto illogica e nega in radice ogni risultanza in fatto e in diritto. Un processo svolto in tempi record negando qualsiasi prova e rifiutando qualsiasi possibilità di difesa. Tale decisione non potrà che essere annullata dalla Cassazione. Comunque, ancora una volta si conferma che a Milano non si possono celebrare processi quando, ancorché indirettamente, vi sia un collegamento con Berlusconi». Mills è coimputato con Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari nei processi All Iberian e Guardia di finanza. Per il premier il processo era stato sospeso grazie del lodo Alfano, poi bocciato dalla Corte costituzionale. Mills è stato condannato per essere stato corrotto da Berlusconi con almeno 600 mila dollari affinché dicesse il falso o fosse reticente in due processi.

PRESCRIZIONE - Secondo l'accusa il reato di corruzione avvenne nel 2000 e quindi la prescrizione scatterebbe all'inizio di aprile 2010. Secondo gli avvocati di Mills, la corruzione avvenne nel 1998 e quindi il reato sarebbe «abbondantemente prescritto». Ci sono buone probabilità che per Mills si arrivi a una sentenza definitiva in Cassazione nell'aprile 2010. I giudici d'appello non hanno infatti concesso i termini per il deposito delle motivazioni del verdetto proprio per accelerare i tempi. Entro 15 giorni, quindi, verranno rese note le ragioni che hanno portato a confermare la condanna in primo grado. Poi gli avvocati di Mills avranno 30 giorni per presentare il ricorso in Cassazione. A quel punto mancheranno 4 mesi prima dello scoccare delle lancette della prescrizione. Se dovesse essere condannato in via definitiva, Mills comunque grazie all'indulto non andrà in carcere. Il processo a carico di Berlusconi, sospeso per il Lodo Alfano, dovrebbe riprendere tra dicembre e gennaio. La prescrizione per il premier scatterà nell'aprile 2011.