13/04/2011
Quei gemelli perfetti sconfitti da Zuckerberg
Quei gemelli perfetti sconfitti da ZuckerbergStati Uniti. Volevano più soldi per l'idea «rubata» di Facebook. Dopo il no della Corte puntano sulle Olimpiadi
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11/03/2010
Nba: i Lakers vincono con l'aiuto di Lapo
Nba: i Lakers vincono con l'aiuto di Lapo
La squadra di los angeles si è imposta su toronto per soli 2 punti, 109-107. Il giovane Elkann, seduto a bordo campo, toglie un pallone al play dei Raptors nelle fasi finali dell'incontro
LOS ANGELES (CALIFORNIA) - Ha fatto vincere i Lakers pur non giocando. La squadra di Kobe Bryant ha steso i Toronto Raptors di Andrea Bargnani inj una gara valida per l'Nba con l’aiuto decisivo di Lapo Elkann. Il rampollo di casa Fiat ha «aiutato» i Lakers nelle fasi salienti del match di stanotte intervenendo su una palla vagante inseguita dal playmaker dei Raptors, Josè Calderon.
IL FATTO - Ad 1’48" dalla fine dell’incontro Elkann, seduto in prima fila per assistere all’incontro, ha impedito all’asso spagnolo di tenere in gioco la palla a spicchi ricevendo un’ovazione dal pubblico di casa per la «giocata». Sgradita, ovviamente, a Calderon: «Era un’azione cruciale perché eravamo sotto di due punti. Ma cosa voleva fare?», ha detto a fine partita il compagno di squadra di Bargnani. Elkann, che per allontanare la palla da Calderon si è addirittura alzato dal suo posto, ha chiesto scusa al giocatore. Il match, vinto per 109-107 dai Lakers, è stato chiuso sulla sirena da un decisivo canestro di Kobe Bryant, autore di 32 punti.
Alla fine della gara lapo Elkann si è scusato: «Ho visto la palla che arrivava e l'ho spinta. Non sono un esperto di basket...».
Redazione online
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04/02/2010
Quella volta che l'aviazione peruviana abbattè un aereo di una famiglia Usa
Quella volta che l'aviazione peruviana abbattè un aereo di una famiglia Usa
Spunta il video del pasticcio. Nove anni fa l'azione coordinata dalla Cia. Scambiato per un volo carico di droga
Pensavano di aver intercettato un aereo carico di droga e dopo blandi tentativi per fermarlo, lo abbatterono. Solo più tardi scoprirono che sul velivolo viaggiava una famiglia di missionari americani. Un video, girato nove anni fa da agenti della Cia e arrivato nei giorni scorsi nelle mani del network americano Abc, che lo ha immediatamente postato sul suo sito web, mostra l'incredibile cantonata presa dall'aviazione peruviana che provocò la morte di due persone innocenti. Inoltre le drammatiche immagini sono un severo atto d'accusa contro la Cia. I servizi segreti americani avevano sempre negato un coinvolgimento nella missione, ma il video mostra inequivocabilmente la loro attiva presenza.
LOCALIZZAZIONE E ABBATTIMENTO - Le immagini risalgono al 21 aprile del 2001. I jet peruviani in collaborazione con i servizi segreti americani localizzano nello spazio aereo del paese sudamericano un velivolo sospetto. I top gun peruviani tentano di stabilire un contatto via radio, ma non ci riescono. Alla fine, nonostante i numerosi dubbi espressi dagli agenti della Cia, i piloti peruviani decidono di fare fuoco sull'aereo che dopo essere stato colpito, precipita in un fiume. Sull'aereo, oltre al pilota Kevin Donaldson, viaggiavano i coniugi Veronica e Jim Bowers e le loro due figlie. La famiglia, originaria del Michigan, stava tornando negli Usa dopo aver portato a termine una missione umanitaria in Brasile. Il bilancio fu tragico: Veronica Bowers e la piccola Charity morirono sul colpo. Il pilota Donaldson fu ferito gravemente alle braccia e alle gambe, mentre Jim Bowers e l'altra figlia di sei anni, Cory, si salvarono miracolosamente.
ACCUSE - Il video, emerso all’improvviso dopo 9 anni, mette sott'accusa sia l'aviazione peruviana sia i servizi segreti americani. I primi non si preoccuparono di verificare il numero d’identificazione dell’aereo sospetto e nonostante i ripetuti ammonimenti dei servizi segreti americani decisero di abbatterlo. Dalle conversazioni via radio emergono chiaramente i dubbi dei piloti della Cia: «Siete sicuri che siano trafficanti di droga?» urla un membro dei servizi segreti americani. Un altro pilota statunitense ripete: «Secondo me ci stiamo sbagliando. Temo che stiamo facendo un terribile errore». Dopo che i jet peruviani cominciano ad aprire il fuoco, i piloti della Cia, avvertiti dal comando generale del terribile malinteso, gridano: «Non sparate. Fermatevi. Stop». Tuttavia i familiari delle vittime e alcuni politici statunitensi non perdonano alla Cia di aver mentito al Congresso e di aver sempre negato un proprio coinvolgimento nell'azione di quel giorno: «Vorrei che qualcuno si alzasse e dicesse "Sono anch'io responsabile"» - ha dichiarato alla Abc Gloria Lutting, madre di Veronica Bowers. Il senatore Pete Hoekstra non ha dubbi: «Se mai c'è stato un esempio di giustizia tardiva che equivale a una giustizia negata, questo è il più clamoroso». Poi ha aggiunto: «Il comportamento della Cia in termini di responsabilità è stato inaccettabile. Due americani sono stati uccisi con l'aiuto del loro governo. Inoltre l'Intelligence ha tentato di nascondere alcune cose e ha ritardato le indagini».
DIFESA - La Cia non ci sta e ha diffuso un comunicato per rispondere alle accuse: «Il personale della Cia non aveva alcuna autorità né per dirigere né per proibire le azioni del governo peruviano - recita la circolare. «I nostri piloti non hanno aperto il fuoco su alcun aereo. Per quanto riguarda il tragico caso del 21 aprile del 2001, il personale della Cia ha fatto notare ai piloti peruviani più volte che su quell'aereo non c'erano trafficanti di droga. Si è trattato di un tragico episodio, ma l'Agenzia si è mossa con professionalità e coscienza». Quindi segue l'attacco verso i critici: «Disgraziatamente alcuni hanno voluto trasformare i fatti e insinuare altre cose. Facendo ciò, hanno reso un cattivo servizio agli ufficiali della Cia che hanno rischiato la loro vita per la sicurezza americana».
Francesco Tortora
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20/09/2009
Quando a sventare la rapina in banca è il cliente
Quando a sventare la rapina in banca è il cliente
In un video si vede l'uomo che si butta sul criminale, lo blocca e lo immobilizza fino l’arrivo della polizia
WISCONSIN (Stati Uniti) - Azione da wrestling: nella cittadina di West Allis, nel Wisconsin, un uomo incappucciato e con una maschera per coprire il viso è entrato in una banca per fare una rapina. A quel punto uno dei clienti dell’istituto di credito ha fermato il ladro, buttandosi addosso.
LA MOSSA - Un placcaggio degno di un atleta professionista: il rapinatore aveva chiesto ad un impiegato della banca, la Guardian Credit Union, di riempire la sua borsa con i contanti. Il dipendente obbedisce. Da dietro, però, si avvicina un cliente, che fino a pochi istanti prima si trovava dall'altra parte del locale ad una distributore di snack. Senza pensarci un attimo si butta sul criminale, lo blocca gettandolo per terra e lo immobilizza fino l’arrivo della polizia. Il rapinatore, Senister Smith, di 23 anni, aveva 8.000 dollari nella borsa. E' stato arrestato per rapina a mano armata.
Elmar Burchia
29/08/2009
Napoli, rapina choc a Posillipo Spari e ostaggi al ristorante
Napoli, rapina choc a Posillipo Spari e ostaggi al ristorante
Gang in azione nella notte in via Manzoni. Pistole puntate alla testa dei clienti
È una delle cruente scene di una rapina messa a segno l’altra sera a Posillipo, nel ristorante «Manzoni», sull’omonima strada - alla confluenza con via Stazio - da una gang di feroci malviventi che hanno razziato danaro, soldi e gioielli, terrorizzando gli avventori con spari in aria, percosse e minacce. Sono le 23,30 in punto quando, nel locale posillipino, fanno irruzione due banditi. Impugnano pistole e hanno il volto coperto da caschi integrali.
Sulla strada attendono due complici, in sella ad altrettante rombanti moto, pronte a schizzare via a tutta velocità. Anche costoro sono resi irriconoscibili dal casco. Nel locale i tavoli occupati sono quattro. Una dozzina complessivamente, gli avventori. L’atmosfera è tranquilla.
Quasi tutti sono al dessert. L’incursione dei criminali scatena il panico. Alla cassa c’è una giovane donna, nelle cucine tre dipendenti. I banditi - che sotto il casco hanno parte del viso coperto da bandane colorate - sono decisi. Urlano, imprecano. Non sono giovanissimi, venticinque, trent’anni al massimo, diranno poi ai carabinieri i clienti del ristorante. Sotto la minaccia delle armi gli avventori iniziano a consegnare le proprie cose.
Un avvocato si sfila dal polso un Tudor d’oro. Una signora di mezza età sgancia un bracciale in oro e diamanti. Un altro cliente consegna un portafogli. E denaro in contante. Diverse migliaia di euro in banconote di medio taglio. Poi uno dei banditi si accorge che un anziano ha fatto scivolare sotto il tavolo un orologio. Si tratta di un Vacheron Constantin.
Ed è a questo punto che si teme il peggio. I rapinatori perdono la testa. Uno esorta l’altro a uccidere l’uomo, un docente universitario, titolare di cattedra alla Federico II. Sotto il tavolo c’è il suo cagnolino che, nel vedere i due rapinatori accanirsi contro il padrone, inizia ad abbaiare. A questo punto la donna che è alla cassa, temendo che il bandito uccida il cliente urla con quanto fiato ha in gola. Un avventore seduto ad un altro tavolo reagisce e affronta i criminali. Uno dei malviventi lo percuote, sferrandogli il calcio della pistola sul volto.
Nel frattempo, richiamati dal trambusto, escono dalla cucina cuochi e camerieri. I banditi si rendono conto che le cose possono mettersi male, arraffano danaro, oggetti e gioielli (tralasciano l’incasso del ristorante) e scappano. Sparando in aria e terrorizzando ulteriormente i presenti. Raggiungono i complici e in una manciata di secondi fanno perdere le proprie tracce.
Dal locale la cassiera telefona al 113. Arrivano i carabinieri che raccolgono la denuncia dei depredati.
11:38 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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20/11/2008
Giappone, serial killer in azione contro politici giapponesi: 2 morti e un ferito
Giappone, serial killer in azione contro politici giapponesi: 2 morti e un feritoL'assassino si presenta come un fattorino e ammazza le vittime a coltellate. Uccisi un ex viceministro della Sanità e la moglie e ferita la consorte di un altro ex viceministro
TOKYO (GIAPPONE) - Come in un film. Solo che stavolta è tutto vero. Un fattorino bussa alla porta, la vittima va ad aprire e il pony express, che è in realtà è un assassino, l'ammazza a coltellate.
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| La scena del delitto |
LE IPOTESI - Dopo il ritrovamento di numerose orme insanguinate intorno alle abitazioni delle vittime, la polizia nipponica ha trovato un timbro personale - usato in Giappone al posto della firma - nei pressi dell'ingresso della casa dell'ex vice ministro della Sanità Takehiko Yamaguchi, 66 anni, ucciso a coltellate insieme alla moglie Michico, 61 anni. Il ritrovamento del timbro, normalmente utilizzato per firmare le ricevute dei pacchi postali, andrebbe ad avvalorare la testimonianza della terza vittima, Yasuko Yoshihara, 72 anni, moglie di Kenji Yoshihara, 76 anni, ex vice ministro della Sanità, aggredita anche lei con un coltello ma non in pericolo di vita, che ha riferito di essere stata assalita da un uomo presentatosi alla porta come fattorino. Dalla stampa nipponica, intanto, sono filtrati particolari che fanno pensare a un'azione omicida pianificata con il preciso scopo di compiere un massacro: macchie di sangue, oltre che nell'atrio, sarebbero state trovate in altre stanze delle abitazioni, un elemento che suggerisce la volontà del killer di cercare, per assassinarle, altre persone eventualmente presenti in casa.
LEGAMI - Ora la polizia nipponica sta cercando di capire in che modo l'assassino sia a conoscenza dell'indirizzo delle sue vittime e per quali ragioni voglia colpire uomini politici legati al mondo della sanità. Si ipotizza infatti che qualcuno voglia colpire i presunti responsabili del dissesto del sistema pensionistico giapponese, pesantemente incrinato proprio a causa del dissesto causato dal settore sanitario. E' noto infatti che nel 1988 quando Kenji Yoshihara era vice ministro della Sanità Takehiko Yamaguchi era a capo della divisione contabile ed entrambi lavoravano a stretto contatto per la distribuzione dei fondi del budget sanitario. Una catena di relazioni questa che parte dal passato e che potrebbe portare gli investigatori ad identificare anche il nome del prossimo bersaglio del serial killer: forse perfino colui che era il ministro della Sanità della Sanità quando Yamaguchi ne era il vice, vale a dire l'ex premier nipponico Junichiro Koizumi.
16:26 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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