01/11/2010

Iraq, Al Qaeda assalta una chiesa: almeno 50 morti

Iraq, Al Qaeda assalta una chiesa: almeno 50 morti

Prima l'assalto dei terroristi, poi il blitz delle forze di sicurezza di Baghdad. Il bilancio è altissimo con vittime tra gli ostaggi, gli agenti e gli stessi esponenti del network del terrore. Il luogo di culto era già stato attaccato nel 2004. Il Papa: «Cessi questa violenza feroce»

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13/06/2010

Bagdad, assalto alla Banca centrale: almeno 12 morti e decine di feriti

Bagdad, assalto alla Banca centrale: almeno 12 morti e decine di feriti

Non è chiaro se si tratti di una rapina o di terrorismo. Uomini armati ancora all'interno dell'edificio. Il ministero dell'Interno: «Hanno preso anche degli ostaggi»

 

Una delle esplosioni nel centro di Bagdad
Una delle esplosioni nel centro di Bagdad

BAGDAD - Prima una serie di esplosioni che hanno scosso il centro di Bagdad. Poi l'assalto alla Banca Centrale. Ancora violenza nella capitale irachena: il bilancio provvisorio è di 12 morti e decine di feriti. Alcuni dipendenti dell'istituto sono stati inoltre presi in ostaggio. Secondo il ministero dell'Interno, però, non è ancora chiaro se l'attacco armato sia un atto terroristico oppure una rapina. A perdere la vita sono stati 12 dipendenti della Banca che erano appena usciti dal lavoro.

L'ATTACCO
- Uomini armati sono ancora asserragliati sul tetto di alcuni degli edifici del complesso della Banca centrale. L'attacco è iniziato verso le 15:00 locali (le 16:00 italiane) con una o più esplosioni, nelle quali sono morte almeno due persone, seguite da un conflitto a fuoco fra insorti e forze di sicurezza, ancora in corso.

NUOVO PARLAMENTO
- Gli attacchi hanno avuto luogo alla vigilia della sessione inaugurale del Parlamento nato a seguito delle elezioni del 7 marzo scorso.

Redazione online


24/05/2010

La guerra con gli occhi dei soldati

La guerra con gli occhi dei soldati

INTERNET:Uno di questi è al centro di un giallo. Esistono centinaia di video girati durante azioni in Iraq e Afghanistan caricati dai soldati stessi nel cyberspazio

 

MILANO - Un video di trentotto minuti diffuso da WikiLeaks, una sorta di versione irrintracciabile di Wikipedia, ha mostrato le immagini (datate 2007) di un attacco americano dal cielo di Bagdad, corredato di spari e dei commenti dei soldati, nel quale trovarono la morte dodici civili, tra i quali due giornalisti di Reuters. Ma dietro il video c’è un giallo.

LIVELEAKS/WIKILEAKS - Quando uno dei fondatori del sito LiveLeaks (noto sito Internet che permette agli utenti di caricare i propri video allo stesso modo di YouTube ma, a differenza di quest'ultimo, privilegia la documentazione di scene di guerra, incidenti, esecuzioni e crimini vari), Hayden Hewitt, ha visto le riprese in questione ha avuto un sobbalzo, non per il contenuto cruento e ancor meno per il fatto che un video girato da un elicottero da combattimento fosse messo in Rete. Quello che ha attirato l'attenzione di Mr. Hewitt è stato un certo senso di familiarità con le immagini diffuse da WikiLeaks, come se le avesse già viste prima.

LO STRANO CASO DEL VIDEO - Diversi utenti di LiveLeaks, affidabili e affezionati, hanno infatti affermato di avere visto il video incriminato un anno prima della sua pubblicazione su WikiLeaks. Per un giorno intero Hayden Hewitt ha cercato nel firewall del suo sito (dove peraltro il video non è più disponibile) le tracce del nastro originale delle riprese, senza riuscire a trovarle e ha definito «l'idea di una precedente fuga di notizie (in inglese leak) del video una leggenda metropolitana». La questione è ancora poco chiara, mentre i filmati di guerra che circolano sul web sono in crescita galoppante.

LA PRIMA GUERRA FORMATO YOUTUBE - Al di là del curioso caso delle immagini comparse e scomparse e poi ricomparse, la rete pullula di testimonianze belliche. «La prima guerra formato YouTube»: questa la definizione coniata dalla professoressa Jennifer Perry della University of California di Irvine, che ha condotto uno studio sui filmati girati dai militari nelle zone di guerra di Iraq e Afghanistan dal quale è emerso che Internet è stracolma di ogni genere di testimonianza della vita dei soldati, definite dalla ricercatrice americana «radicalmente decontestualizzate».

UN SORRISO - Tra le innumerevoli documentazioni degli orrori della guerra volate nel cyberspazio è spuntato un video che nulla ha a che fare con la triste realtà di quelle terre. Su YouTube due soldati di stanza in Afghanistan hanno dato vita a un remake del video di Lady Gaga della canzone «Phone». A tutt'oggi è stato guardato da più di quattro milioni e mezzo di persone.

Emanuela Di Pasqua


26/01/2010

Autobomba a Bagdad, 18 morti

Autobomba a Bagdad, 18 morti

 

Il bilancio provvisorio reso noto da una fonte del ministero dell'Interno citata dalla tv Al Jazeera

 

Una colonna di fumo si leva dal luogo dell'esplosione (Afp)
Una colonna di fumo si leva dal luogo dell'esplosione (Afp)

BAGDAD - Ancora sotto attacco. Dopo il triplice attentato di lunedì nella zona alberghiera, un'altra esplosione scuote Bagdad. Alle 11 di mattina un terrorista suicida a bordo di un'autobomba si è fatto saltare in aria nel quartiere di al-Karrada, in pieno centro. Il bilancio, provvisorio, è di 18 morti e 80 feriti. La deflagrazione è stata molto forte e subito dopo la polizia ha chiuso la zona consentendo alle ambulanze di accorrere. L'obiettivo era l'istituto di medicina legale usato dalla polizia per le sue indagini contro i crimini commessi in città. In seguito alla forte esplosione l'edificio colpito è crollato.

SOTTO ATTACCO - La capitale irachena non conosce insomma pace. Oltre 30 persone erano state uccise lunedì in un triplice attentato che aveva colpito quattro principali alberghi della capitale.


29/12/2009

Mottaki: «Pugno in bocca a Londra»

Mottaki: «Pugno in bocca a Londra»

 

Teheran accusa Paesi esteri per i disordini, in particolare la Gran Bretagna. Il ministro degli esteri: «La Gran Bretagna non interferisca». Arrestata la sorella del Nobel Ebadi

 

TEHERAN - Non sono solo le proteste interne a non piacere al governo iraniano, che adesso se la prende anche con le critiche al suo operato che vengono mosse da più fronti internazionali. Il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, secondo quanto ha riferito l'agenzia Isna, ha detto oggi che se la Gran Bretagna non cesserà di parlare contro la repressione delle proteste in Iran, «riceverà un pugno in bocca». Ieri il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, ha definito molto «preoccupante» la «mancanza di autocontrollo» mostrata dalle forze dell'ordine iraniane negli incidenti avvenuti nel giorno dell'Ashura, con un bilancio di almeno otto morti e decine di feriti. Ma anche diversi altri Paesi europei hanno espresso la stessa posizione. «Le dichiarazioni di certe autorità straniere - ha affermato Mottaki - mostrano le cose vergognose che hanno fatto. Fino ad ora non abbiamo reso pubblici i loro dossier, su cosa hanno fatto e quando. Ma fortunatamente i popoli ne sono a conoscenza, e la faccenda è chiara». Dall'inizio delle proteste di piazza seguite alle elezioni presidenziali del 12 giugno, Mottaki ha affermato che il tutto era conseguenza di un complotto di Londra. Nessuna parola, invece, contro l'amministrazione americana, nonostante la presa di posizione di Obama che dalle Hawaii lunedì sera ha criticato il governo di Teheran.

«FOMENTANO LE PROTESTE» - Il portavoce di Mottaki, Ramin Mehmanparast, poco prima aveva invece ha accusato alcuni Paesi stranieri di fomentare le proteste degli ultimi giorni, annunciando l'apertura di un'inchiesta. «Sarà convocato al ministero degli Esteri l'ambasciatore britannico - aveva annunciato - per esprimergli la nostra contrarietà all'ingerenza del suo Paese negli affari interni dell'Iran». Il portavoce ha precisato che diversi giornalisti sono stati arrestati «per aver agito illegalmente», tra questi il giornalista siriano Reza al-Basha, inviato di Dubai Tv. Inoltre i guardiani della rivoluzione hanno diramato un comunicato per segnalare che i media occidentali distorcono le notizie per causare un rovesciamento del governo di Ahmadinejad.

MANIFESTAZIONE ANTI-MOUSAVI - I sostenitori dell'esecutivo, in ogni caso, scenderanno in piazza mercoledì pomeriggio (le 12,30 in Italia) per una manifestazione che punta a condannare il movimento riformista accusato di avere offeso la memoria dell'imam Hussein, celebrato domenica in occasione della Ashura, quando la protesta antigovernativa è esplosa in tutto il paese. Per gli organizzatori della manifestazione di domani, il 'movimento verdè avrebbe inoltre offeso la Guida Suprema della repubblica, l'ayatollah Ali Khamenei. La manifestazione è organizzata dall'Associazione Islamica dei commercianti, dal Centro nazionale responsabile delle moschee e dall'Istituto della propaganda islamica. Il sito 'Javan', vicino ai pasdaran, invita i sostenitori del governo a riunirsi dopo la manifestazione di fronte alla casa del leader riformista Mir-Hossein Mousavi a Teheran, al fine di chiedere pubblicamente il suo arresto in quanto traditore dei principi della repubblica islamica.

Shirin Ebadi
Shirin Ebadi

«MIRAVANO A ME» - Intanto, il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, che ricevette il premio nel 2003, ha reso noto che sua sorella è stata fermata dai servizi segreti iraniani, precisando che tre uomini e una donna si sono presentati lunedì sera presso la sua abitazione a Teheran. Dopo una perquisizione dell'edificio, hanno prelevato la 47enne docente di medicina Nushin Ebadi e sequestrato il suo computer. «L'hanno arrestata per costringermi a mettere fine al mio lavoro», ha detto Shirin Ebadi, avvocatessa e attivista per i diritti umani. «Non ha fatto nulla di male, non è coinvolta nelle mie attività per i diritti umani e non ha mai partecipato ad alcuna protesta», ha aggiunto.

ATTO ILLEGALE - Il premio Nobel ha aggiunto che due mesi fa la sorella era stata convocata dagli apparati di sicurezza. «In quella occasione le è stato detto che doveva convincermi a cessare le mie attività in difesa dei diritti umani, altrimenti sarebbe stata arrestata». Shirin Ebadi è all'estero per sicurezza dalle elezioni presidenziali dello scorso giugno «L'arresto di mia sorella è un atto illegale. Il Paese ha bisogno ora di calma più che in qualsiasi altro momento e questo può essere ottenuto solo rispettando la legge. Ogni atto illegale avrà conseguenze negative».


25/10/2009

Due autobombe a Bagdad, è strage

Due autobombe a Bagdad, è strage

 

IRAQ: il bilancio provvisorio è di oltre sessanta morti e 160 feriti. Attentatori suicidi in azione vicino alla sede del governatorato provinciale e del ministero della Giustizia

 

Scene di distruzione dopo il duplice attentato a Bagdad (Ap)

Almeno 40 persone hanno perso la vita e 75 sono rimaste ferite quando due autobombe, guidate da attentatori suicidi, sono esplose, domenica mattina, vicino alla sede del governat0rat0 provinciale e del ministero della Giustizia nel centro di Bagdad. Lo ha reso noto la polizia irachena. Le due forti esplosioni hanno fatto tremare gli edifici e una colonna di fumo si è levata nell'area. Le due esplosioni sono avvenute in rapida successione attorno alle 10.30 locali. Ne è seguita una sparatoria, secondo quanto riferito dal sito della Bbc. I due edifici governativi si trovano nella Zona verde della capitale irachena, sede di numerosi edifici ministeriali.

ATTENTATO GRAVISSIMO - «Eravamo a poche miglia dal luogo dell'esplosione, ma ne abbiamo potuto sentire l'effetto» ha detto il corrispondente della Bbc a Baghdad, Gabriel Gatehouse. Quello di oggi è il più grave attentato a Baghdad dal 19 agosto scorso (sesto anniversario dell'attacco in cui morì l'inviato speciale dell'Onu Sergio Vieira de Mello), quando due camion bomba lanciati contro i ministeri delle finanze e degli esteri fecero 95 morti ed oltre 550 feriti.


19/08/2009

Bagdad sotto attacco, molte vittime

Bagdad sotto attacco, molte vittime

 

Almeno 50 morti e 300 feriti. Diverse esplosioni, autobombe e razzi, colpiscono la capitale irachena anche presso la Zona verde

 

 

Fumo nero nel centro di Bagdad dopo gli attentati (Afp)
Fumo nero nel centro di Bagdad dopo gli attentati (Afp)

BAGDAD - Almeno 50 persone sono morte e circa 300 sono rimaste ferite in una serie di attentati che mercoledì mattina hanno scosso il centro di Bagdad. Secondo alcune testimonianze, la prima esplosione è avvenuta con un'autobomba nei pressi della sede del ministero degli Esteri. Una seconda autobomba è esplosa nei pressi del ministero dell'Economia. Pochi minuti dopo un razzo è caduto vicino a uno dei varchi della superblindata Zona verde, nei pressi dell'Hotel Al-Rasheed, che si trova di fronte al palazzo che ospita temporaneamente il Parlamento iracheno. Questa esplosione ha mandato in frantumi le finestre ferendo alcuni giornalisti che si trovavano nell'ufficio stampa dell'edificio, hanno detto i testimoni. Il quartiere interessato dagli attentati è stato riaperto al traffico solo poche settimane fa e oggi ricorre il sesto l'anniversario dell'attentato che il 19 agosto 2003 investì la sede delle Nazioni Unite a Bagdad, causando la morte di 22 persone, tra cui l'inviato speciale del segretario generale dell'Onu Sergio Vieira de Mello.


23/04/2009

Bagdad, arrestato capo di Al Qaeda

Bagdad, arrestato capo di Al Qaeda

 

L'annuncio della tv. Abu Omar al Baghdadi preso nella capitale irachena

 

BAGDAD - «L'emiro dello Stato islamico in Iraq», un'alleanza di gruppi terroristi guidata da al Qaida, Abu Omar al Baghdadi, è stato arrestato nella capitale irachena. Lo ha annunciato il generale Qassim Atta, portavoce del comando delle operazioni per la sicurezza a Bagdad, citato, in una striscia in sovrimpressione dall'emittente tv al Iraqiya.


04/01/2009

Kamikaze in azione a Bagdad: 38 morti

Kamikaze in azione a Bagdad: 38 morti

Attentato vicino a una moschea, mentre decine di sciiti, si stavano preparando per le celebrazioni dell'"Ashura", l'esplosione ha colpito un checkpoint: tra le vittime molte donne e bambini

 

BAGDAD - Sanguinoso attentato a Bagdad: una donna kamikaze si è fatta esplodere a Kadhimiya, vicino alla più importante moschea sciita della capitale, intorno alle 11 (le 9 italiane), uccidendo almeno 38 persone (35 secondo altre fonti) e ferendone 55. È stato colpito un checkpoint vicino alla moschea dedicata all'imam Moussa, mentre decine di sciiti si preparavano per le celebrazioni dell'"Ashura", la festa religiosa che la morte di Hussein, nipote del profeta Maometto. «Una donna che aveva con sé una bomba ha azionato la sua cintura esplosiva davanti a uno degli ingressi del mausoleo» ha detto un portavoce delle forze di sicurezza, spiegando che le vittime sono in gran parte pellegrini iraniani, tra cui molte donne e bambini.


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