14/08/2010

Ufficiale: Balotelli al City. Mancini: "Investimento sicuro"

Ufficiale: Balotelli al City. Mancini: "Investimento sicuro"

Il tecnico ha parlato del passaggio dell'attaccante al Manchester City: "Volevamo giocatori che fossero forti anche in prospettiva futura e Mario è uno di questi". Il giocatore ha firmato: "Mi dispiace lasciare l'Inter e l'Italia".

Continua...


05/08/2010

Ufficiale: Giovinco in prestito al Parma Balotelli-City, SuperMario vuole troppo

Ufficiale: Giovinco in prestito al Parma Balotelli-City, SuperMario vuole troppo

CALCIOMERCATO: Il fantasista ha scelto il club emiliano. I media inglesi: «L'attaccante vuole 10 milioni e mezzo a stagione»

 

Sebastian Giovinco
Sebastian Giovinco

MILANO - La "Formica atomica" ha deciso: sarà Parma la piazza dove tentare il rilancio. Sebastian Giovinco saluta la Juve (ma potrebbe essere un arrivederci) e approda in prestito in maglia gialloblù. La formula è quella dell'acquisto «a titolo temporaneo con diritto di riscatto della metà dell'attaccante». Il Parma, dunque, l'ha spuntata sulle altre pretendenti (Bari e Genoa) e si è assicurata il talento del club bianconero che nella prossima stagione cercherà quella consacrazione non ancora arrivata. «Giovinco è un giocatore del Parma e siamo estremamente contenti - conferma Pietro Leonardo, amministratore delegato del Parma, ai microfoni di Sky Sport 24. - Era un obiettivo importantissimo che ora va a migliorare la nostra rosa e sicuramente ci darà le giuste soddisfazioni. Lo conosco da tempo e sono convinto che possa fare cose importanti, è il top che potevamo prendere».

BALOTELLI-CITY
- Per una trattativa arrivata a conclusione, un'altra che rischia di bloccarsi. Il Manchester City non vuole cedere alle pretese di Mario Balotelli: secondo le notizie che arrivano dall'Inghilterra, l'attaccante nerazzurro avrebbe chiesto un ingaggio di dieci milioni e mezzo di euro a stagione per approdare alla corte di Roberto Mancini. I Citizens sembrerebbero decisamente stizziti dalle pretese di «Super Mario»: il Daily Star racconta di una richiesta di 180 mila sterline a settimana (pari a 8,6 milioni di sterline all'anno), che una fonte del club inglese definisce «ridicola». L'affare, ostacolato anche dal costo del cartellino che l'Inter avrebbe fissato in oltre 35 milioni di euro, subisce dunque un forte rallentamento anche se lo stesso tabloid si dice convinto che alla fine «si concluderà», forse grazie anche all'inserimento di Robinho come parziale contropartita tecnica. La dura risposta del Manchester City alle rivendicazioni di Balotelli e del suo agente Mino Raiola si evince anche dalle parole che trapelano dalla fonte del Daily Star: «I giocatori sanno che questo club è ricco, ma non ci prenderanno in giro con richieste di questo tipo».

LIVERPOOL-POULSEN
- Sempre dall'Inghilterra arriva la conferma dell'interesse del Liverpool per Poulsen. Data ormai per certa la partenza di Mascherano (destinazione Inter), il tecnico dei Reds, Roy Hodgson, spiega che il suo sostituto ideale è il centrocampista della Juventus. «È un nostro obiettivo - ha spiegato Hodgson -, lo conosco molto bene. Se riuscissimo a ottenerlo dalla Juventus a un buon prezzo sarebbe un'ottima cosa». Il costo dell'operazione, secondo quanto scrive il Daily Mirror, si aggira sui sei milioni di sterline (circa 7,2 milioni di euro). Denaro che potrebbe servire alla Juve per tornare sul mercato dopo una fase di stallo.

Redazione online


07/07/2010

Per Balotelli derby a Manchester

Per Balotelli derby a Manchester

Calciomercato. Il giocatore dell'Inter è conteso tra le due squadre della città inglese

 

Mario Balotelli (Ansa)
Mario Balotelli (Ansa)

MILANO — È cominciato il braccio di ferro. Dopo che Massimo Moratti ha lasciato intendere che Mario Balotelli non è incedibile («Vendere Balotelli? Se ci chiamano, noi non attacchiamo il telefono in faccia a nessuno»), Mino Raiola, il funambolico agente dell’attaccante interista, ai microfoni di Sky ha replicato: «Mario al Milan? Un procuratore non può escludere niente, può farlo chi detiene il cartellino: possono farlo la società o il giocatore, non io».

La volontà dell’entourage del baby talento nerazzurro è chiara: se l’Inter mette Balotelli sul mercato, sarà quest’ultimo a scegliersi la destinazione. «Non esistono giocatori incedibili, ognuno ha il suo prezzo e se c’è la volontà del giocatore di andar via è difficile tenerlo». Oggettiva finora è l’offerta del Manchester City di 32 milioni di euro. E pare che pure lo United sia pronto a scendere in campo.
L’Inter ne chiede 40, cifra impensabile per il Milan. «Con Mario guardiamo alle prospettive dei club e il Manchester United è il più grande club del mondo», ha aggiunto Raiola. Se Supermario parte, il maggior accreditato alla sua sostituzione è Edinson Cavani, per il quale il presidente del Palermo Zamparini ha fornito segnali di apertura. Sul fronte Milan crescono i pretendenti a Ronaldinho. Dopo il Flamengo si è fatto avanti il Palmeiras che si farebbe aiutare dagli sponsor (Fiat, Parmalat e Banif). Raiola ieri non ha escluso nemmeno l’ipotesi di Ibrahimovic al Milan: «Galliani dice che è impossibile? Mai togliere la speranza a nessuno».
La Fiorentina sta mettendo le mani su Radosav Petrovic, classe 1989, centrocampista del Partizan Belgrado. A Pinzolo in arrivo Andrea Agnelli. Prima di puntare a Krasic, occorre sfoltire la rosa. Trezeguet è nel mirino del Valencia e di club Usa.

Monica Colombo


07/05/2010

Balotelli: «Insulti razzisti da Totti»

Balotelli: «Insulti razzisti da Totti»

Napolitano: «atto inconsulto quello del capitano giallorosso». Il giocatore: «Mi ha detto negro di m...». Raiola: «Per il giallorosso ci vorrebbero sei mesi di stop»

 

Il fallaccio di Totti su Balotelli
Il fallaccio di Totti su Balotelli

MILANO - Mario Balotelli accusa Francesco Totti. E contrattacca. Il capitano giallorosso, scusandosi per il calcione rifilato al giocatore nerazzurro durante la finale di Coppa Italia (guarda), si era giustificato dicendo di essere stato «offeso e insultato» dal comportamento dell'avversario. A stretto giro di posta arriva però la replica dell'interista. «Negro di m... sì, mi ha detto proprio così» è il virgolettato di Balotelli riportato dalla Gazzetta dello Sport.

L'AGENTE
- «Mario - racconta Mino Raiola, agente del giocatore - mi ha giurato di non aver offeso nessuno. Lui ammette solo di avergli detto: 'Basta con i calci, non fare il bambino e giochiamo a pallone'. Nulla di più. Totti ha fatto il resto...». «Per me chi è razzista è ignorante - continua Raiola -. Scelga lui come considerarsi. Per un gesto premeditato ci vorrebbero 6 mesi di stop, in Brasile c'è anche l'arresto per atti razzisti. Cosa dovrebbe dire adesso Juan al suo capitano? Totti deve gestire con cautela questa brutta vicenda». Balotelli e Raiola sono disposti a chiudere la vicenda. «Mario e io siamo convinti che sia bene voltar subito pagina. La lotta al razzismo ha bisogno di contributi importanti e sarebbe bello che anche Francesco facesse la sua parte, magari con l'appoggio della Roma, sarebbe il miglior modo per chiudere l'incidente». Poi Raiola riferisce anche una battuta di Balotelli. «Totti è stato l'attaccante più forte, non mi stupisco se la sia presa con me: ora sono io il più forte...».

NAPOLITANO - E sul caso interviene anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il quale nel mondo del calcio ci sono «forme di tifo selvaggio che danno luogo a violenze intollerabili che oggi si esprimono negli stadi, ma domani chissà dove possono arrivare, fenomeni preoccupanti, le società calcistiche dovrebbero reagire». Anche il fallo di Francesco Totti che ha colpito con un calcio Mario Balotelli si spiega con questo clima, «è una cosa inconsulta» ha sottolineato Napolitano durante il ricevimento al Quirinale offerto al termine dell'incontro con i candidati al Premio David di Donatello, in uno scambio di battute con alcuni ospiti.

Redazione online


23/04/2010

Balotelli: "Scusatemi. Esasperato, ho perso la testa"

Balotelli: "Scusatemi. Esasperato, ho perso la testa"

Mea culpa dell'attaccante dell'Inter nel giorno in cui, all'ingresso di Appiano Gentile, è apparsa una scritta in spray che invita SuperMario a lasciare i nerazzurri. Contestazione ma anche qualche applauso all'allenamento.

 

 

 

Le scuse del campione - "Chiedo scusa a tutti per il mio gesto di martedì sera. Quando sono entrato in campo e ho sentito i fischi della gente e le urla dell'allenatore ho perso la testa, non capivo più niente e poi alla fine mi son tolto la maglia solo per sfogare la mia rabbia. Mi dispiace di non essere riuscito a controllare la tensione e la frustrazione che da mesi mi stanno logorando". Lo scrive Mario Balotelli in un messaggio anticipato all'Ansa, che sarà pubblicato sul sito dell'attaccante interista.

La contestazione
- 'Balotelli vattene'. Questa scritta in vernice spray verde su un cancello della Pinetina e qualche foglio con la foto dell'attaccante e un simbolo di divieto d'accesso sono gli unici segni della contestazione da parte degli oltre 2 mila tifosi che hanno invaso il centro sportivo dell'Inter per assistere all'allenamento a porte aperte, iniziato alle 10.30 e durato circa un'ora. Mario Balotelli, al termine, è stato comunque convocato da Mourinho per la partita contro l'Atalanta di domani alle 18.30 al Meazza (non è stato invece convocato Pandev per infortunio).

Fischi e applausi
- Qualche fischio, qualche 'vergognati!', ma anche applausi e urla di incitamento, 'vai Mario!'. Questo il trattamento riservato a TurboMario dai tifosi dell'Inter che hanno assistito all'allenamento aperto al pubblico. Al di là della scritta 'Balotelli vattene' fuori dalla Pinetina, dunque, per metà seduta Balotelli è stato praticamente ignorato dal pubblico. Poi, un suo dribbling e un assist a Milito durante la partitella hanno scatenato i primi applausi a cui altri tifosi hanno risposto fischiando. Al termine dell'allenamento, in risposta agli applausi di un gruppo di sostenitori, l'attaccante ha calciato verso di loro un paio di palloni. Ma mentre il pubblico si contendeva questi souvenir da portare a casa, il vice di Mourinho, Beppe Baresi, ha redarguito Balotelli, rientrato a testa bassa negli spogliatoi.

Alla Pinetina c'erano impiegati, che hanno preso un giorno di ferie, famiglie, anziani e persino alcune scolaresche ad assistere sotto una leggera pioggia alla rifinitura della squadra di José Mourinho, che domani affronterà l'Atalanta. Nessuna contestazione plateale da parte dei sostenitori contro Balotelli, autore tre giorni fa della sceneggiata con insulti al pubblico del Meazza e maglietta gettata a terra. Solo parecchi applausi per Mourinho, Milito, Sneijder ed Eto'o da parte dei tifosi che sotto gli ombrelli hanno assistito alla seduta, scandendo qualche coro.


22/04/2010

Balotelli, via da Inter o causa per mobbing L'esperto: «Non ci sono le condizioni»

Balotelli, via da Inter o causa per mobbing L'esperto: «Non ci sono le condizioni»

Dopo l'allenamento È uscito da Appiano Gentile da un'uscita secondaria. Sembra insanabile la rottura tra l'attaccante e la società e Raiola butta sul tavolo l'ipotesi di andare in tribunale

 

Dopo l'allenamento Balotelli esce dall'uscita secondaria della Pinetina ma due tifosi riescono lo stesso a contestarlo (Omega)
Dopo l'allenamento Balotelli esce dall'uscita secondaria della Pinetina ma due tifosi riescono lo stesso a contestarlo (Omega)

MILANO - Via dall'Inter o causa per mobbing. Queste le ipotesi che Mario Balotelli avrebbe messo sul piatto della società. Prima l'agente Mino Raiola - spiega la Gazzetta dello Sport - ha chiesto che l'attaccante sia messo sul mercato a fine stagione, poi ha ricordato alcuni episodi: la catenina strappata da Mourinho, l'energico intervento di Materazzi dopo la partita con il Barcellona (secondo Raiola «lo ha preso a calci»). Poco prima il presidente Moratti aveva parlato senza mezzi termini di «suicidio pubblico». Una rottura che sarà difficile ricomporre.

MOBBING - Anche se una strada - quella della causa per mobbing - sembra tutta in salita, se non impossibile. Secondo l'avvocato Giulio Dini, esperto di diritto sportivo, non esistono i presupposti per una denuncia di questo genere, in particolare nel caso che la società abbia rispettato l'accordo collettivo che viene firmato dalle due parti e che prevede fedeltà reciproca. Inoltre, spiega Dini, «i comportamenti dei giocatori non devono recare pregiudizio all'immagine della società».

ALLENAMENTO - Quel che è certo è che la tensione si sente, eccome. Balotelli si è allenato regolarmente poi, un quarto d'ora dopo, ha lasciato Appiano Gentile. Lo stava facendo dall'ingresso principale ma, vedendo tifosi e telecamere attorno all'auto di Quaresma, ha fatto retromarcia con la sua fuoriserie nera ed è sfrecciato via da un'uscita secondaria del centro sportivo, dove comunque un paio di tifosi lo hanno contestato.

MANCINI - «Mi dispiace per Mario»: così Roberto Mancini ha commentato l'episodio che ha visto Balotelli protagonista in negativo al termine della semifinale di Champions League contro il Barcellona, quando il nerazzurro ha buttato a terra la maglia dell'Inter. «Non ho visto quello che è successo, ma ho letto i giornali - afferma il tecnico del Manchester City -. Mi dispiace perché Mario è un bravo ragazzo oltre a essere un grande talento. Certe cose però bisogna evitare di farle».

 

 

Redazione online


Il City chiama Balotelli. Mancini: "Bravo e talentuoso"

Il City chiama Balotelli. Mancini: "Bravo e talentuoso"

L'ex tecnico dell'Inter è intervenuto sull'ennesimo litigio tra il giovane attaccante e i tifosi nerazzurri: "Mi dispiace per lui, certe cose vanno evitate perché è un grande talento". Sull'Inter: "Ha meritato col Barça ma al ritorno sarà dura"

 

roberto_mancini_man_city.jpg

"Mi dispiace per Mario". Così Roberto Mancini ha commentato l'episodio che ha visto Mario Balotelli protagonista in negativo al termine della semifinale di Champions League contro il Barcellona, quando il nerazzurro ha buttato la maglia dell'Inter. "Non ho visto quello che è successo, ma ho letto i giornali - le parole del tecnico del Manchester City -. Mi dispiace perché Mario è un bravo ragazzo oltre ad essere un grande talento. Certe cose però bisogna evitarle di fare".

A proposito della vittoria dell'Inter, l'ex tecnico nerazzurro usa solo parole di elogio. "E' stata una grande partita e l'Inter ha giocato benissimo. Ha meritato di vincere, ma per la qualificazione è ancora dura perché non sarà facile al Camp Nou. Comunque credo che adesso l'Inter abbia il 60% delle possibilità di raggiungere la finale di Madrid".


Tutti contro Balotelli : squadra, tifosi e società. Divorzio sicuro

Tutti contro Balotelli : squadra, tifosi e società. Divorzio sicuro

L'ultima ribellione segna la fine del rapporto. Moratti: «Il suo è un suicidio pubblico»

 

(Ansa)
(Ansa)

MILANO— «Mario, gira voce che ti vuoi scusare: è vero?». Gli occhi un po’ smarriti cercano il procuratore Raiola, «dov’è Mino?, dov’è?». Senza di lui non dice neanche mezza parola. La risposta è che le scuse non ci sono. «Aspettiamo quelle dei tifosi — scherza Raiola —. Se due che si vogliono bene litigano, o ci si scusa entrambi o si lascia correre e si va avanti». Ma il punto è: avanti fino a quando? La verità è che Balotelli è un giocatore nerazzurro a termine. Sia lui che la società hanno capito che dirsi addio è l’unica soluzione. Per ora, la società lo multerà con la sanzione massima (il 30% dello stipendio). Poi c’è l’accordo di ricucire, ma solo per finire l’anno senza altri colpi di testa. In fondo mancano, se va bene, due partite in Champions, quattro in campionato e la finale di Coppa Italia.

Lui, per essere uno che la sera prima ha sperimentato «il suicidio pubblico», usando le parole del suo presidente Massimo Moratti, sembra tutto sommato stare bene. «Sono sereno— assicura Mario —. Sono pronto a diventare il giocatore più forte del mondo, è il sogno che avevo fin da bambino, non voglio certo rovinarlo». Per ora è il più criticato del mondo, e anche il più scaricato, nel senso che è difficile, sui siti come nei bar, all’Inter come fuori, trovare qualcuno che lo difenda in queste ore. Mario — giubbotto di pelle verde e macchinone nero che sembra quello parlante di un vecchio telefilm — arriva quando l’incontro organizzato dalla Gazzetta dello Sport per la presentazione del libro di Stefano Borgonovo è già finito. D’altronde, solo l’idea di incontrare l’ex bomber della Fiorentina ammalato di Sla poteva fargli affrontare telecamere e taccuini in un giorno così, che è il day after gli insulti ai tifosi e la maglia scagliata in terra, mentre l’Inter stava vivendo una serata storica, una delle più belle della presidenza Moratti.

L’incontro lo ha emozionato per davvero. Borgonovo lo ha invitato a casa sua e Balotelli ha detto che andrà volentieri. «È una persona fantastica, mi ha detto che lui nella sua condizione sorride, e mi ha chiesto perché io non lo faccio. Gli ho spiegato che nella mia vita sono un ragazzo molto solare, magari lo faccio poco davanti alla tv». Ma non basterà un sorriso in più per convincere i tifosi che l’altra sera hanno tentato di assalirlo, con Moratti e Tronchetti Provera nell’inusitato ruolo di bodyguard. Non basterà per ricucire con il resto del gruppo, perché i compagni questa non gliela perdonano: se Materazzi ha pensato di risolvere la cosa fisicamente (a sentire Ibrahimovic «voleva matarlo», ucciderlo, a sentire Raiola «ha preso Mario a calci nel sedere»), gli altri, da Lucio a Eto’o, gli hanno urlato di tutto. Ecco perché la rottura sembra definitiva. «Ibra dice che dovevano lasciarmi stare? Io dico che ha ragione Ibra». Insomma, non pare esserci molta voglia di cospargersi il capo (scolpito) di cenere. Però un equilibrio va trovato.

La follia di SuperMario non è certo utile all’Inter, ma non lo è nemmeno a lui e a chi gli deve trovare un’altra squadra. Possibilmente in silenzio. Moratti sul futuro prima scherza con Lippi e Galliani in aula («Mi auguro che oggi il c.t. si sia convinto a chiamare Mario in nazionale... e poi c’è anche il Milan dietro, mi pare»), poi prova a lanciare segnali d’ottimismo, anche perché vorrebbe preservare Mario da un sabato infernale a San Siro contro l’Atalanta, quando potrebbe giocare. «Ricucire è difficile, ma non impossibile. La mia volontà è continuare con questo ragazzo, perché ha il talento e il carattere per superare certe cose. Ora cercheremo di rimarginare tutto con la squadra, l’allenatore e la società. Non sto sottovalutando il suo problema, se fa così un problema c’è». Già, alla fine resta una domanda semplice semplice. Ma perché si è ritagliato il ruolo di guastafeste? Balotelli ha considerato i fischi ingiusti, in generale si sente preso di mira. «Il suo è stato un suicidio pubblico. Lui ha le sue problematiche — continua Moratti —, ma non ci si può fermare al proprio dolore, pensare che ci sono altri con dolori più grandi aiuta». Chissà che dove non è arrivato Mou, dove non è arrivato Moratti, arrivi Borgonovo.

Arianna Ravelli


21/04/2010

Schiaffi e insulti, Balotelli non cambia

Schiaffi e insulti, Balotelli non cambia

L'ennesima lite. Litiga con pubblico e compagni nella notte della festa nerazzurra. Stankovic: «È un bambino»

 

Mario Balotelli litiga con gli 80 mila di San Siro (Ansa)
Mario Balotelli litiga con gli 80 mila di San Siro (Ansa)

MILANO - Super Mario non cambia di una virgola. E rovina la festa nerazzurra con una folle escalation di insulti con il pubblico e la lite negli spogliatoi con i compagni di squadra. L'ennesima serata tormentata per Balotelli, sempre più vicino alla rottura con l'Inter. Mandato in campo nel finale da Mourinho, l'attaccante si è attirato fischi e insulti dal pubblico, che ha mal digerito qualche suo errore e un atteggiamento ben sotto la soglia di intensità con cui stavano giocando i compagni. Quando poi Balotelli ha tentato il gol con un tiro quasi da metà campo, la rabbia del pubblico è esplosa.

INSULTI E GESTACCI - «Sporco milanista», l'insulto meno volgare che si è sentito in tribuna fra i fischi assordanti. L'attaccante ha risposto indicando tutte le tribune del Meazza indirizzando una serie di «vaffa...» e «figli di p...», come si è colto dal labiale nelle immagini televisive. Poi, al fischio finale, Balotelli si è tolto la maglia e l'ha gettata a terra (Stankovic per nasconderla se l'è infilata nei pantaloncini, poi ha commentato dicendo che «Mario è ancora un bambino») e si è avviato negli spogliatoi dribblando Gabriele Oriali che tentava di calmarlo. «Mi dispiace, ma capisco il pubblico perché tutti gli altri giocatori avevano dato tutto in campo mentre Balotelli ha avuto quell'atteggiamento: è successa una cosa brutta», ha detto Mourinho, assicurando che non si farà problemi a mandarlo in campo al Meazza sabato contro l'Atalanta.

SPOGLIATOI ROVENTI - Nello spogliatoio è stato duro il confronto fra Mario e alcuni compagni. «Materazzi voleva matarlo (ammazzarlo, ndr), mai vista una cosa del genere», ha raccontato Zlatan Ibrahimovic. Duro il commento anche di capitan Zanetti: «il suo gesto è stato una nota stonata. Dispiace che si possa rovinare una festa come questa con un gesto del genere. Mario deve capire tante cose, come stare tranquillo e fare ciò che sa, ovvero giocare a pallone». Oltre le parole sono andati alcuni tifosi, che hanno atteso Balotelli nei pressi della sua auto nel garage dello stadio. Uno gli ha tirato un ceffone ed è iniziato un parapiglia. Per placare gli animi sono intervenuti il presidente Massimo Moratti e il dirigente Marco Tronchetti Provera. «Mario è un ragazzo, questa sera voglio pensare soprattutto alla vittoria ma credo dia qualcosa che si rimarginerà ed è una lezione di vita che potrà essergli utile», ha osservato Moratti, che probabilmente prenderà provvedimenti contro il giocatore nei prossimi giorni.

Redazione online


01/04/2010

Balotelli si scusa: "Aspetto in silenzio di tornare utile"

Balotelli si scusa: "Aspetto in silenzio di tornare utile"

 

Dopo settimane di tensione, l'attaccante si è finalmente incontrato con Mourinho ad Appiano Gentile per un chiarimento: "Mi scuso per la situazione che si è creata negli ultimi tempi. Vorrei guardare al futuro per farmi trovare pronto".

 

Mario Balotelli

L'incontro con Mou - Il caso Balotelli é prossimo a una soluzione. In mattinata, l'attaccante dell'Inter ha avuto un incontro di chiarimento con José Mourinho ad Appiano Gentile e quindi potrebbe essere inserito tra i convocati per la partita contro il Bologna.

La dichiarazione -
"Mi scuso per la situazione che si è creata negli ultimi tempi. Sono il primo a soffrirne perché adoro il calcio e vorrei giocare e ora aspetto in silenzio per poter tornare ad essere utile alla mia squadra. Vorrei non dover più pensare al passato, ma guardare invece al futuro per concentrarmi sui prossimi impegni e farmi trovare pronto". E' questo il contenuto di una dichiarazione di Mario Balotelli pubblicata sul sito dell'Inter.