19/10/2009

Windows 7 già "uscito" in Cina A 3 dollari in versione pirata

Windows 7 già "uscito" in Cina A 3 dollari in versione pirata

 

Mercoledì la presentazione a smau, giovedì l'uscita. Cresce l’attesa per il nuovo sistema operativo Microsoft, ma le bancarelle cinesi già piene di copie "tarocche"

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Mentre si avvicina la data fatidica del lancio mondiale di Windows 7, – giovedì 22 ottobre, con la conferenza di presentazione il giorno prima a Smau – cresce la curiosità tra gli utenti in attesa. Sono in molti, infatti, a volersi sbarazzare di Vista – il precedente software di sistema di casa Redmond non era stato esattamente un successo –, o a voler rimpiazzare finalmente il vecchio Xp.

GIA I BOOTLEGS – A quanto pare però i cinesi non ce l’hanno fatta ad aspettare. Come segnalato da News.com.au, sulle bancarelle di Shanghai già spiccano in bella vista le copie piratate di Windows 7. A una settimana dal lancio ufficiale i cinesi possono già comprarne un Cd (non autorizzato, un bootleg) per la modica cifra di 3,14 dollari. Uno “sconto” notevole se si calcola che in Europa Seven sarà venduto a 120 euro nella sua versione per il grande pubblico. Anche per la Repubblica popolare – dove pure, si sa, la violazione del copyright imperversa – si tratta insomma di un bel record. Secondo la società di ricerche Idc, era piratato l’80 per cento del software venduto in Cina l’anno scorso. Microsoft ne è consapevole, e per ovviare al problema ha spesso tagliato i prezzi dei suoi prodotti su quel mercato; dello stesso Windows 7 esiste una versione ridotta, low-cost intorno ai 64 dollari. Ma certo contro 3 dollari non c’è competizione.

PIRATERIA IN DIMINUZIONE – Tuttavia gli esperti sono ottimisti: in Cina la pirateria diminuisce anno dopo anno, grazie soprattutto alla riduzione dei prezzi da parte dei produttori, al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e alle campagne educative. Gli analisti di Gartner stimano che nel Paese i tassi di pirateria scenderanno al 50 per cento entro il 2012. Intanto i cinesi possono godersi quanto meno un’anteprima di Windows 7 con una visita al mercatino sotto casa. Per tutti gli altri ci vuole ancora qualche giorno.

Carola Frediani


02/10/2008

Venezia, senza bancarelle di grano i piccioni abbandonano San Marco

Venezia, senza bancarelle di grano i piccioni abbandonano San Marco


Erano 20 mila, ne sono rimasti mille. «Un numero sostenibile, mantenendo l'aspetto pittoresco», si sono spostati verso le isole

 

 

 

Le 'vecchie' bancarelle di grano (Archivio Rcs)
Le "vecchie" bancarelle di grano
VENEZIA - Ne sono rimasti solo mille. I piccioni lasciano Piazza San Marco. Motivo: la scomparsa delle bancarelle di grano. «Non trovando più da mangiare a sufficienza - ha detto la soprintendente ai beni architettonici di Venezia, Renata Codello - si sono spostati per lo più nelle isole, dove il cibo abbonda, e in Piazza San Marco è rimasto un numero sostenibile, senza che venisse meno l'aspetto pittoresco».

SCOMPARSA - Dallo scorso mese di maggio, quindi, quando sono state rimosse le bancarelle di granaglie, la stragrande maggioranza dei piccioni - erano circa 20 mila - non ha trovato più conveniente risiedere nel salotto buono della città e ha abbandonato anche molti siti di nidificazione. «Abbiamo rilevato la loro quasi totale scomparsa nelle logge di Palazzo Ducale - ha detto ancora la soprintendente - sulla facciata della Biblioteca Marciana e nelle parti alte decorative delle Procuratie Nuove». Completamente assenti, invece, da tutta la Basilica, che è stata completamente ripulita.

12:07 Scritto in AMBIENTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: piccioni, piazza san marco, venezia, bancarelle, grano | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook