30/09/2010

Bancario scappa con quattro milioni La lettera: ho fatto beneficenza

Bancario scappa con quattro milioni La lettera: ho fatto beneficenza

Stefano Berton, 57 anni, è capogruppo del Pd in Comune a Este. Scomparso dal 27 settembre, ha annunciato che si consegnerà l'11 ottobre

Continua...


15/07/2009

Giallo a Roma, bancario muore in casa con una profonda ferita al cranio

Giallo a Roma, bancario muore in casa con una profonda ferita al cranio

 

POSSIBILE DELITTO MA IL MEDICO LEGALE NON ESCLUDE UNA CADUTA. Trovato in boxer e maglietta, in un lago di sangue. Viveva solo, ma la casa era frequentata da ragazzi

 

Quasi ogni sera cenava nella trattoria sotto casa, «Il matriciano», in via Taranto, a San Giovanni. «Trippa e bucatini, sem­pre da solo, da 20 anni, ma poi non era so­lo quando rincasava». È Giuseppino Ange­lini, proprietario del locale, a dare una pri­ma indicazione su quello che potrebbe es­sere accaduto in casa di R.N., 58 anni, ban­cario, trovato morto ieri sera, poco dopo le 22, nella sua abitazione al terzo piano di una palazzina in stile. Un giallo: non si esclude l’incidente, ma nemmeno che pos­sa essersi trattato di un delitto.

L’allarme è stato dato da alcuni vicini di casa. L’impiegato era riverso sul pavimen­to dell’ingresso, in boxer e maglietta, in un lago di sangue. Sul posto è intervenuta la polizia che, fi­no a tarda notte, ha ascoltato alcu­ne persone e svolto un accura­to sopralluogo nell’appartamen­to della vittima. Alla fine il me­dico legale non avrebbe escluso la possibilità che il banca­rio possa essere scivolato e aver sbattuto la testa per terra. Sarà l’autopsia però a chiarire le cause del decesso e ad accertare se invece il cinquantenne non sia stato col­pito al capo con un corpo contundente. Il medico legale, che ha constatato il decesso, ha riscontrato che l'uomo era affetto da una grave malattia alla bocca. L'uomo non sarebbe comunque deceduto per il colpo alla testa.

Un mistero, insomma, sul quale le indagi­ni sono appena iniziate. Tanto più che dal palazzo sarebbe stato visto allontanarsi un uomo robusto. Una testimonianza tuttavia da confermare. Sembra che l’abitazione dell’impiegato fosse frequentata da ragaz­zi, spesso stranieri. «E anche da sbandati ­aggiungono al ristorante - non erano mai gli stessi, ma lui ci diceva sempre "è mio nipote". Comunque erano affari suoi, non ci ha mai dato fastidio».

R. Fr.


05/03/2009

Bancario fa sparire 23 milioni, arrestato

Bancario fa sparire 23 milioni, arrestato

 

Protagonista del maxi-furto un manager della banca della Svizzera italiana. L'istituto aveva sporto denuncia, simulava autorizzazioni per bonifici o prelievi. in manette anche due complici

 

MILANO - Ha "distratto" fondi per 23 milioni di euro. Fuori dai tecnicismi, ha rubato. Protagonista del maxi-furto un manager della banca della Svizzera italiana (Bsi), la più antica del Canton Ticino. Lo stesso istituto ha denunciato il fatto alla Guardia di Finanza, che ha avviato gli accertamenti facendo scattare l'operazione «Silvan», come il famoso mago. La vicenda si è conclusa con l'arresto del ladro, anche lui abile (ma evidentemente non troppo) a far sparire le cose.

ARRESTATI DUE COMPLICI - Il manager, che si occupava della gestione dei grandi patrimoni, avrebbe simulato nel tempo di aver ricevuto dai clienti della banca d’affari disposizioni di autorizzazione, orali, scritte o telefoniche, per bonifici o prelievi in contanti. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Caterina Interlandi è stata eseguita dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Milano e riguarda anche due complici del bancario, anche loro accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato dalla fraudolenza. I due, già arrestati dalla magistratura svizzera, si sarebbero occupati dell’organizzazione delle strutture societarie «per convogliare il denaro carpito con le fraudolente movimentazioni del manager bancario».

CONTI IN ITALIA E ALL'ESTERO - Secondo gli investigatori, i soldi sarebbero stati convogliati in conti di altre persone e società in Italia e all’estero, che avrebbero simulato transazioni immobiliari per giustificare i passaggi di denaro. Grazie anche alle collaborazione con le autorità elvetiche, nel corso delle indagini sono stati ricostruiti i flussi finanziari e sono stati sottoposti a sequestro, in Italia e in Svizzera, somme e titoli per un valore di oltre 12 milioni di euro. Le fiamme gialle spiegano che «nel frattempo, grazie alle informazioni quotidiane scambiate con la polizia cantonale elvetica, tre dei soggetti indagati venivano arrestati in Svizzera, lo scorso febbraio, con l’accusa di truffa, amministrazione infedele e riciclaggio».