15/05/2012

La moral suasion di Monti sulla golden rule. Così il premier punta sulla banda larga

La moral suasion di Monti sulla golden rule. Così il premier punta sulla banda larga

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO TENTA DI CONVINCERE IL NUOVO DIRETTORIO FRANCO-TEDESCO. La scommessa: «Investimenti per ridurre il digital divide esclusi dal Patto di Stabilità europeo». Ma l'emendamento ad hoc è stato già bocciato dal rigorismo tedesco

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18/04/2012

Aste tv, il ricorso di Mediaset

Aste tv, il ricorso di Mediaset

TELEVISIONI. Confalonieri contro lo stop del «beauty contest». E annuncia: «Non è detto che parteciperemo all'asta»

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21/02/2011

Telecom, che stretta al p2p stop software 'mangia-banda'

Telecom, che stretta al p2p stop software 'mangia-banda'

Dal primo marzo il maggior operatore nazionale e proprietario della rete nazionale metterà questa novità nero su bianco, aggiornando le condizioni contrattuali. Come hanno già fatto altre telecom. Che cosa cambia e cosa potrà cambiare

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13/02/2011

Banda larga, ecco come controllare se Internet funziona bene

Banda larga, ecco come controllare se Internet funziona bene

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha messo a disposizione degli utenti un software per verificare che i valori della propria navigazione corrispondano a quelli promessi dai provider e, nel caso, recedere dal contratto. Scetticismo dei blogger

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01/02/2011

Accordo Sky Italia e Fastweb: nasce Home Pack

Accordo Sky Italia e Fastweb: nasce Home Pack

La migliore offerta di televisione a pagamento, la migliore rete a banda larga per i servizi internet e di telefonia fissa, in un'unica proposta commerciale. Un conto unico, un call center dedicato, un prezzo più vantaggioso

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28/01/2011

I sistemi wi-fi di Roma e Firenze invidiati anche dalla Germania

I sistemi wi-fi di Roma e Firenze invidiati anche dalla Germania

Il sito del settimanale Der Spiegel celebra i progetti pilota italiani: "Capillari e completamente gratuiti"

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27/04/2010

Un piano da 1,4 miliardi per la banda larga lombarda

Un piano da 1,4 miliardi per la banda larga lombarda

Fibra ottica - Confronto da Vodafone a Prysmian. I dubbi di Telecom. Consulto con i gestori, l’ipotesi dell’addio ai cavi di rame

 

MILANO — Procedono le prove di banda larga federalista al Nord. Nei piani alti del Pirellone lo staff del governatore fresco di rielezione, Roberto Formigoni, il consulente per il progetto di cablatura con la fibra ottica del territorio lombardo, Stefano Pileri, e gli esperti della società Between, hanno già tenuto, a porte chiuse, i primi due incontri: il primo con i manifatturieri del settore come Prismyan e Sirti e gli operatori alternativi, capitanati da Vodafone, Fastweb e Tiscali. Il secondo, a tu per tu, con i soli manager di Telecom Italia. Scelta tattica, certo. Che però sembra preconizzare la difficile convivenza da separati in casa che si prospetta nel primo tentativo di "società per la rete". Al centro degli incontri il corposo studio di 107 pagine preparato dal professore della Bocconi, Francesco Sacco, da Salvatore Lombardo di Invitalia e dagli ingegneri di Technovo, al quale ha lavorato anche l’ex responsabile rete per la Regione, Raffaele Tiscar. Dentro c’è già tutto: dai costi (da 1,09 a 1,429 miliardi nella sua versione evoluta), alle fee che dovranno pagare gli operatori fino al business plan che parla di una posizione finanziaria netta positiva dal 10˚ anno. L’Ente— come viene chiamata nel documento la società—avrà una dotazione di 300 milioni e sarà finanziata dalla FinLombarda per poi convergere verosimilmente verso un modello pubblico-privato. Insomma, l’annuncio fatto da Formigoni pochi giorni prima delle regionali del 28 marzo scorso, per posare 47 mila chilometri di vera banda larga da 20 megabit al secondo—in pratica un motore da Formula Uno per il web — non era solo una «sparata» elettorale.

Sul piano "Lombardia digitale", che sembra promettere di riuscire a livello federale dove fallì il consigliere dell’allora premier Romano Prodi, Angelo Rovati, si lavora a tamburo battente. Tra le persone chiamate a dare un giudizio informale ci sarebbe anche Francesco Caio. La molla politica del progetto è forte: l’orizzonte temporale fornito da Formigoni per la broadband ai cittadini lombardi, il 2015, ricorda troppo da vicino la data dell’Expo per essere casuale. Senza contare che il modello—a differenza di quello milanese di Fastweb che partì con Aem nel capitale — non prevede l’ingresso delle municipalizzate nell’equity della società, ma anzi la messa in concorrenza dei comuni per aggiudicarsi la cablatura da spendere poi come moneta elettorale con i propri concittadini. L’algoritmo del fare politica del territorio ha dunque digerito, almeno al Nord, l’accesso a Internet come tema prioritario.

Eppure, all’ombra dei due incontri, sono già emerse le prime frizioni che potrebbero rallentare il progetto: per come è stato presentato nella sua versione più «evoluta» è chiaro che in gioco c’è il rischio di estinzione del vecchio e consunto rame in mezza Lombardia. Un tema che gela il sangue nelle vene di Telecom Italia. Per adesso sembra che tutti, anche l’ex monopolista, si siano mostrati «interessati» al progetto. Ma la partita a scacchi è alle prime mosse.

Agli operatori non sarebbero stati chiesti finanziamenti «diretti» ma l’impegno a spostare massicciamente sulla nuova nervatura digitale la maggior parte dei servizi. Il punto fondamentale è che il modello annunciato è quello del fibre to the home, cioè del cavo che non si ferma all’edificio ma che proprio come il vecchio filo telefonico della scomparsa Sip dovrà raggiungere tutti i pianerottoli anche se il cliente non chiederà l’allaccio. L’unbundling fatto per la fibra ottica con la possibilità per ogni operatore di viaggiare fino al cliente finale, ultimo miglio compreso, veicolando a questo punto anche il traffico voce. Proprio questo scenario avanzato, però, rischia di mandare in soffitta in qualche anno il 50% del rame lombardo con l’erosione del potere di controllo della rete da parte di Telecom. Il pericolo è che dalla fibra germini un avatar della società della rete richiesta dall’Agcom. Il piano valuta anche una rete senza lo sviluppo verticale negli edifici ma sottolinea che questo restringerebbe l’accesso di tutti.

Le bocce sono ferme. Tra le questioni da risolvere c’è anche l’esclusione di Milano, che rimarrebbe un fortino Fastweb. Su tutti grava il dilemma di Lyddington, paesino inglese che si è tassato per avere la banda larga. Ma sul costo finale dell’accesso al Web veloce in Lombardia c’è già l’ipoteca dell’affitto della rete da parte degli operatori: fee di zona da 100 mila euro, una tantum più 14-16 euro di canone mensile base. Costi che si scaricheranno sulle connessioni.

Massimo Sideri


10/02/2010

Sperimentata la line a banda larga superveloce

Sperimentata la line a banda larga superveloce

 

Google sperimenta la Rete superveloce


 

Le vie di Google, se non infinite, comunque non sono ancora finite. Anzi. Direttamente dal blog della Big G, rimbalzando sul Wall Street Journal, da Mountain View annunciano la sperimentazione di una nuova connessione alla Rete attraverso le fibre ottiche capace di farci viaggiare a un Gigabit al secondo. Gli ingegneri di Google hanno avviato una serie di test in vista di collegare alcune città americane con questa nuova rete che di fatto è circa 100 volte più veloce della banda larga attuale. Secondo il blog del colosso di Mountain View, le città interessate devono segnalarlo a Google entro il 26 marzo. Quindi partirà la sperimentazione sul campo.

L'obiettivo del gruppo californiano è di raggiungere a breve tra 50mila e 500mila utenti con il nuovo servizio, che cambierà -secondo quanto si legge sul blog - il mondo della medicina a distanza e quello dell'alta definizione televisiva. Ma che in realtà apre la Rete a scenari del tutto nuovi in tutti gli ambiti, sia professionali sia di intrattenimento. I product manager Minny Ingersoll e James Kelly scrivono che l'idea è di offrire una rete aperta accessibile a diversi provider, garantendo un servizio ad un non meglio precisato "prezzo competitivo".


 


08/11/2009

Scajola a Berlusconi: «Accelerare su occupazione e banda larga»

Scajola a Berlusconi: «Accelerare su occupazione e banda larga»

 

CIPE. Il ministro dello Sviluppo economico: «Con 800 milioni di investimenti lavoro per 50.000 addetti»

 

Il ministro Scajola (LaPresse)
Il ministro Scajola (LaPresse)

ROMA - Aree industriali e banda larga. Con un obiettivo: difendere e creare oltre 60.000 posti di lavoro, dando una risposta forte alla crisi. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso dell'ultimo Cipe, ha consegnato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un appunto per chiedere - secondo quanto riferisce l'Ansa - l'avvio di alcuni progetti per i quali sono già state definite le risorse, «misure che attuate consentirebbero di dare risposta anticiclica a molte crisi in atto».

BANDA LARGA - Tra gli interventi viene citata la banda larga che con 800 milioni di investimenti da parte del Governo darebbe lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri, con un impatto positivo sul Pil pari a 0,2 punti percentuali. Ma, nell'elenco, sono indicati anche i progetti di riconversione di aree industriali e quelli per la creazione di zone franche, anche in Abruzzo.


17/10/2009

Banda larga, l'Europa a due velocità

Banda larga, l'Europa a due velocità

 

Il viceministro Romani: «Partiamo in ritardo, ma entro il 2012 tutti avranno 2 mega». La Finlandia darà lnternet veloce a tutti, la Svizzera lo fa già da un anno. E l'Italia? Inizia ad inseguire...

 

(Corbis)
(Corbis)

HELSINKI — L’annuncio è di quelli solenni: la Finlandia «sarà il primo Paese al mondo » a garantire per legge la connessione a banda larga a tutti i cittadini. A dire il vero qualcuno ci era arrivato prima: la Svizzera, che già nel 2006 aveva previsto di dotare tutti i propri abitanti di una connessione minima (in effetti non particolarmente veloce) da 600 bit. L’obiettivo doveva essere raggiunto entro il gennaio 2008. «E così è stato» confermano ora con orgoglio dal Bakom, l’ufficio federale per le comunicazioni che ha sede a Biel, nel Canton Berna. Ma primogenitura a parte, quello della Finlandia è un segnale di tutto rispetto, perché è la prima volta che il governo di un Paese Ue prende un impegno di breve e non di medio o lungo termine.

Che la Finlandia faccia da apripista non deve apparire strano, considerando il rapporto di questo Paese con nuove tecnologie e telecomunicazioni: Nokia è il marchio che in campo economico gli fa da ambasciatore nel mondo ed è finlandese quello che è considerato il principe degli «smanettoni», Linus Torvalds, l’inventore di Linux, l’anti-Windows. A partire da luglio—ha decretato il ministero delle Telecomunicazioni di Helsinki —, ogni cittadino avrà diritto ad una connessione con almeno un mega di velocità. L’obiettivo del governo è peròmolto più ambizioso: moltiplicare per cento la velocità di banda entro la fine del 2015. Cento mega a testa che dovrebbero rendere la vita di tutti i giorni davvero a portata di click, un traguardo quasi obbligatorio per una nazione dove vivono meno di 5 milioni e mezzo di abitanti sparsi su oltre 337 mila chilometri quadrati di territorio, dal Baltico alla Lapponia.

«I finlandesi hanno un indubbio vantaggio — commenta con un po’ di invidia il nostro viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani —: l’alfabetizzazione informatica. Praticamente tutti hanno un computer in casa e Internet lo usano abitualmente da anni». Una fotografia molto diversa da quella del Belpaese dove solo il 47% della popolazione tra i 15 e i 74 anni (circa 22 milioni di persone) naviga nel web e solo il 52% delle famiglie possiede un pc, secondo i dati dell’«Osservatorio Italia Digitale 2.0». Ma ancor più preoccupante, secondo Romani, è il «digital divide », il ritardo infrastrutturale che oggi riguarda tra il 12 e il 13% della popolazione, ovvero 7 milioni e 800 mila italiani che, al di là della loro propensione all’utilizzo di Internet, non hanno attualmente accesso alla banda larga. Un numero che sale a 22 milioni se si usa come parametro la connessione superveloce da 20 Mega, promessa dai provider ma di fatto garantita solo in alcune aree.

Per questo il governo ha dato il via libera ad un progetto da 1.471 milioni, di cui 800 milioni messi dallo Stato, che però attende ancora il via libera del Cipe. Un impegno non da poco, che secondo Romani permetterà di cancellare le disparità tra zona e zona mettendo tutti i cittadini in condizione di navigare ad almeno 2 mega «entro il 2011-2012». Per fare questo saranno aperti più di 33 mila cantieri, che coinvolgeranno circa 50 mila persone per l’allestimento di nuove centraline e la posa dei cavi. Ma i 2 mega sono solo un primo traguardo: il secondo step del programma prevede un ulteriore investimento di 6-7 miliardi di euro per portare la connessione a 50 mega. Di questo però si parlerà solo tra alcuni anni.

Intanto nei giorni scorsi il «Broadband quality index», uno studio delle università di Oxford e di Oviedo, ha messo l’Italia al 38esimo posto nella classifica mondiale sulla qualità della banda larga (in testa ci sono Corea del Sud e Giappone). Su una scala di 100, il voto dato alla nostra connessione è stato 28,1, considerato «sufficiente» per i servizi web disponibili oggi, ma ben al di sotto di quella quota 50 ritenuta indispensabile per le applicazioni dei prossimi 3-5 anni.

 

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Alessandro Sala