21/12/2011
Non solo nuoto per Federica Adesso punta sul wine bar e si ispira ai tacchi a spillo...
Non solo nuoto per Federica Adesso punta sul wine bar e si ispira ai tacchi a spillo...La Pellegrini si lancia nell'imprenditoria e apre un wine bar: il locale si chiama "Tacco 11". L'avventura coinvolgerà tutta la sua famiglia
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28/04/2011
Attentato in un bar a Marrakesh
Attentato in un bar a MarrakeshTRA I MORTI MOLTI EUROPEI. LA FARNESINA: NESSUNA NOTIZIA DI VITTIME ITALIANE. Almeno 18 morti. Il ministro dell'Interno: «Atto terroristico». La polizia: «Usate 4 bombole di gas»
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09/01/2011
Genova, spara alla moglie e a due fratelli in un bar: l'uomo asserragliato in casa
Genova, spara alla moglie e a due fratelli in un bar: l'uomo asserragliato in casaNel quartiere di Molassana. Dopo aver ucciso la donna ha raggiunto il locale e colpito i due, in condizioni disperate. La polizia ha circondato l'edificio dove l'uomo si è barricato
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02/11/2010
Bimba di 18 mesi cade dal settimo piano Presa al volo da un passante: salva
Bimba di 18 mesi cade dal settimo piano Presa al volo da un passante: salvaPARIGI. La piccola è rimbalzata sulla tenda di un bar ed è stata afferrata da un uomo. Denunciati i genitori
21/09/2010
Il (pessimo) caffè dei casalesi imposto a bar e supermercati: undici arresti
Il (pessimo) caffè dei casalesi imposto a bar e supermercati: undici arrestiMiscela della marca «nobis». Blitz della Dda: in manette per estorsione presunti affiliati al gruppo vicino a Bidognetti e Setola
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06/08/2010
Livorno, arriva la gestione pisana nei bar nello stadio. E' battaglia
Livorno, arriva la gestione pisana nei bar nello stadio. E' battagliaGuerra di campanile in Toscana. Cittadini e tifosi preoccupati per le conseguenze che può provocare nella tana del "lupo livornese"
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| La tifoseria livornese (Ansa) |
LIVORNO - Da quando si è sparsa la voce dell'aggiudicazione del bando di gara anche il mondo politico è entrato in ebollizione. Interessamenti trasversali, da destra a sinistra, dal centro alle liste civiche. Tutti preoccupati delle "imponderabili conseguenze" che potrebbero manifestarsi allo stadio Armando Picchi di Livorno. E soprattutto nei suoi bar, frequentatissimi (non solo durante la partita) dai tifosi amaranto. Il motivo? A partire dal prossimo campionato di serie B i bar avranno un altro gestore, la società Chiosco Marameo Sas con sede a Cascina, provincia di Pisa, una delle cittadine dove il tifo nerazzurro è più accanito. Apriti cielo.
POLEMICHE - Polemiche a non finire, tifosi perplessi, qualche sfottò via Internet e persino un probabile ricorso da parte degli ex gestori (di fede livornese doc) che i sono rivolti all'avvocato perché vogliono vederci chiaro nell'aggiudicazione dell'appalto. Sostenuti da una pletora di politici locali, anch'essi di fede amaranto, preoccupati per "lo snaturamento" e le "conseguenze" che il bar pisano provocherebbe nella tana del lupo livornese. E poco importa che la "Chiosco Marameo" sia guidata da Roberto Santi, originario della provincia di Pistoia. I tifosi si dividono così come i cittadini non attratti dalla fede calcistica. E c’è chi sui blog giudica “indecente” un possibile ricorso, perché nelle gare pubbliche se regolari il campanile non c’entra. Una querelle che nasce proprio alla vigilia di un possibile riavvicinamento sportivo delle due città. Il vice sindaco di Pisa, Paolo Ghezzi, ha rilanciato l'idea di uno stadio unico tra le due città da costruire al Calambrone, località di confine, un po' pisana e un po' livornese. Un'idea già lanciata in passato da Romeo Anconetani il rimpianto presidente del Pisa calcio di serie A, accantonata dopo i no sdegnati delle due cittadinanze, ma oggi neppure troppo lontana. Il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, pur ammettendo che da tifoso avrebbe un'immediata pulsione a bocciare il progetto, "come sindaco penso che sia una soluzione intelligente".
Marco Gasperetti
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23/05/2010
Torino, tragedia dopo la partita dell'Inter Accoltellato per strada muore in ospedale
Torino, tragedia dopo la partita dell'Inter Accoltellato per strada muore in ospedaleEdmondo Bellan, 63 anni, è stato colpito al torace e a un braccio. Lite tra due uomini in un bar sulla vittoria nerazzurra. Interrogate diverse persone, tra loro forse l'assassino
TORINO - Una lite, scatenata dalla vittoria interista nella Champions League, è finita in tragedia a Torino. Subito dopo la partita un italiano è stato accoltellato a morte davanti a un bar in cui aveva seguito la finalissima. La polizia sta ascoltando negli uffici della questura alcuni testimoni. Gli investigatori non escludono che tra loro possa esserci l'assassino.
DUE COLTELLATE - Da una prima ricostruzione dell'accaduto, sembra che la lite tra la vittima - Edmondo Bellan, 63 anni - e il suo assassino sia iniziata all'interno del bar Blu Sky di corso Lecce, nel quartiere Parrella. Una discussione banale causata dalla vittoria dell'Inter, ritenuta squadra poco rappresentativa dell'Italia per i troppi giocatori stranieri. Il titolare del locale ha allontanato i due, che dalle parole erano passati alle mani, ma la lite è proseguita in strada. Colpito da almeno due coltellate, una al torace e l'altra al braccio destro, Bellan è stato soccorso e portato in ospedale, dove è morto per una grave emorragia. Immediato l'arrivo delle volanti della polizia e degli investigatori della squadra mobile, che hanno portato in questura alcune persone. L'assassino dunque potrebbe avere le ore contate.
Redazione online
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04/02/2010
Conto con sovrapprezzo per una nomade in un bar a Tor Cervara: costa caro così ve ne andate da un'altra parte
Conto con sovrapprezzo per una nomade in un bar a Tor Cervara: costa caro così ve ne andate da un'altra parte
IL Caso in un locale vicino al campo nomadi della martora. «Due euro per un caffè, se sei rom». Per tutti gli altri solo 75 centesimi
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| Lo scontrino del caffè: due euro (Brogi) |
ROMA - Via di Tor Cervara, un bar. Siamo nella periferia est di Roma, tra Tiburtina e Collatina, vicino al Raccordo anulare. Ma anche nei pressi dell’ufficio immigrazione della questura di Roma e del quartier generale della Guardia di Finanza. Vicino c’è infine un campo nomadi, quello della Martora. In fila alla cassa, per un caffè. Costa 75 centesimi, annuncia la tabella in mostra alle spalle della giovane cassiera italiana. Diamo un euro, in cambio di uno scontrino e di 25 centesimi di resto.
CONTO DIVERSO - Poi tocca a una nomade. Chiede un caffè anche lei. «Due euro», è la risposta. «Ma come?», protesta la donna. «Ieri costava un euro e cinquanta. Oggi due?». Imperturbabile la cassiera ribatte: «Sono due euro». La direttiva deve essere molto netta. Caffè a due euro. La nomade paga, lo scontrino indica come voce dell’acquisto la categoria «varie». Accanto ci sono due agenti, stanno acquistando cartelle del Superenalotto alla vicina cassa, sono indaffarati, forse non sentono. Eppure la nomade ha protestato alzando un po’ la voce.
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| Il bar in via di Tor Cervara (Brogi) |
IL SOVRAPPREZZO - Va avanti così da tempo. Finora era un euro e mezzo, oggi (mercoledì 3 febbraio) è addirittura scattato un ulteriore sovrapprezzo. La banconista addetta alla macchina del caffè è una giovane rumena, alla nomade rumena come lei (ma rom) serve il caffè richiesto in un bicchierino di plastica. Tutto avviene in silenzio ora. Non è la prima volta che succede. La nomade lavora come operatrice di una cooperativa per la scolarizzazione dei bambini rom. Se ne va via col suo bicchierino di plastica in mano e lo scontrino che registra il prezzo del caffè probabilmente più caro d’Italia.
LA SPIEGAZIONE - Una volta fuori la nomade spiega: «Un giorno me l’hanno anche detto chiaro e tondo, il caffè costa caro perché così ve ne andate da qualche altra parte…». Sono appena passate le 15,12, dice lo scontrino, e in via di Tor Cervara si è ripetuta una scena che i rom considerano abituale. Tra gli operatori della cooperativa la vicenda infatti è più che nota, sono state fatte anche segnalazioni a quanto riferiscono alle forze dell’ordine, i controlli si sarebbero arenati di fronte al fatto che ogni esercente fa quello che vuole. Questo il succo degli interventi effettuati. Però, ricordano gli operatori della cooperativa in cui è ingaggiata anche la nomade, la tabella dei prezzi esposta dovrebbe pur contare qualcosa…
Paolo Brogi
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| Tag: cronaca, roma, prezzi, caffè, nomadi, rom, sovraprezzo, locale, bar, polemiche, controlli | OKNOtizie |
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11/11/2009
Uomo ucciso in rissa nel Teramano
Uomo ucciso in rissa nel Teramano
Emanuele Fadani, 37 anni, commerciante sarebbe stato ammazzato ad Alba Adriatica da alcuni nomadi italiani, la polizia ferma due persone, ricercato un terzo
ALBA ADRIATICA (Teramo) - Un commerciante di 37 anni, Emanuele Fadani, è morto nella notte ad Alba Adriatica, provincia di Teramo, per i colpi ricevuti durante una rissa con alcuni nomadi italiani del posto. La rissa sarebbe scoppiata per futili motivi verso le 2-2.30 di notte all'esterno di un bar di Alba, in viale Mazzini: ci sarebbe stata una discussione, poi l’uomo è stato colpito. Soccorso dal 118, è morto prima di arrivare all’ospedale di Giulianova.
FERMATI DUE NOMADI - La magistratura ha emesso tre provvedimenti di fermo per concorso in omicidio volontario. Due provvedimenti - nei confronti di cugini - sono già stati eseguiti; la terza persona viene ricercata. Uno dei fermati è lo zio di uno dei minorenni arrestati per l'omicidio di un cameriere di 23 anni, Antonio De Meo, aggredito il 9 agosto scorso a Martinsicuro (Teramo). De Meo fu ucciso con un pugno sempre da due nomadi italiani, però minorenni.
LA RICOSTRUZIONE - I due zingari attualmente in stato di fermo di polizia giudiziaria vengono interrogati nella caserma dei carabinieri di Alba Adriatica, dal sostituto procuratore Roberta D'Avolio. Lo stesso magistrato ha già affidato all'anatomo-patologo Cristian D'Ovidio l'incarico di eseguire l'autopsia sulla salma di Emanuele Fadani. Secondo una prima ricostruzione, nella notte i tre zingari, che facevano parte di un gruppo di 5, in evidente stato di ubriachezza - come hanno riferito da alcuni testimoni - avrebbero aggredito per futili motivi il commerciante all'esterno del locale «Black out»: nel corso della lite i tre hanno colpito con calci e pugni la vittima, nonostante il tentativo di separare i contendenti fatto da un passante. Quest'ultimo, che ha riportato ferite giudicate guaribili in pochi giorni dai sanitari dell'ospedale, è uno dei testimoni più importanti del delitto.
13:00 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: teramo, alba adriatica, rissa, nomadi, bar, ucciso, commerciante, fermati, zingari, polizia, arrestati | OKNOtizie |
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07/08/2009
Il conduttore Ossini bloccato al bar
Il conduttore Ossini bloccato al bar
Il presentatore accompagnato da moglie e figli fermato all'ingresso del cocktail bar dal cameriere che spiega che i bambini non possono entrare
| Massimiliano Ossini |
ROMA — «No children please ». Almeno non al cocktail bar di Porto Cervo. E, per favore, non in piena stagione. In vacanza sulle coste sarde, con la moglie Laura Gabrielli, e i figli di quattro e cinque anni (più il pupo di undici mesi, in albergo con la tata) il conduttore del Sabato e Domenica estate di Raiuno, Massimiliano Ossini, aveva voglia di un aperitivo prima di cena. Erano le diciannove di mercoledì sera, i locali erano ancora semivuoti e, dice Ossini: «Mio figlio, il più grande, voleva un'aranciata».
Abbronzata, serena e assetata la famiglia in vacanza si dirige al «Coast Music Bar», nel cuore di Porto Cervo «sotto la famosa piazzetta, tra i ginepri davanti al mare». Quand'ecco che il cameriere li ferma sulla porta, facendosi scudo umano davanti ai tavolini. Quindi con garbata determinazione fa: «Ci spiace ma non potete entrare».
Racconta il conduttore di Raiuno: «Io e mia moglie ci siamo scambiati uno sguardo confuso e io, un po' irritato, ho chiesto il perché. A quel punto lui aggiunge una frase che suona come la spiegazione definitiva 'La politica del locale non ammette bambini' ». Così. Il «Coast Music Bar» ieri non era telefonicamente raggiungibile ma da una struttura alberghiera gemellata, confermano che «i bambini non possono accedere al 'Coast', è vero, ma si tratta di un'eccezione, dovuta forse alla presenza della musica, non sappiamo. Possiamo solo dire che non è una politica diffusa in tutta Porto Cervo».
Fatalità, il conduttore di Raiuno ha il pallino dei diritti del consumatore («Ma come anche a Linea Verde abbiamo denunciato la vicenda del locale che aveva cacciato una madre che allattava...» si chiede sgomento Ossini) e così ha domandato perfino alle forze dell’ordine se il trattamento ricevuto fosse diffuso e censurato: «Ho ricevuto conferma che un esercizio aperto al pubblico non può selezionare i clienti da far entrare e poi, parliamoci chiaro, un bicchiere di acqua minerale viene cinque euro. Preso al banco il giorno prima. Mi pare eccessivo». L'estate, par di capire, è troppo breve per i locali di uno dei centri turistici più lussuosi d’Italia ed ecco che, qualche imprenditore si sforza di ottimizzare: «Certo io capisco che con un bicchiere di aranciata si guadagna meno che con un cocktail, però..» chiosa Ossini. Irritato annuncia: «Intendo parlarne nella mia trasmissione».
Nel frattempo, i bambini in albergo, lui e sua moglie hanno optato per un sushi restaurant a cena. Forse la serata non era quella giusta ma, anche lì, Ossini ha dovuto incassare il colpo: «Un conto da duecentocinquanta euro per due portate di sushi e un antipasto non ordinato. Tutto, guardandosi bene dal portarci il menù, pur richiesto».
Ilaria Sacchettoni
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