21/05/2009

INDIA: ABBATTUTA CASA BABY ATTRICE DA OSCAR

INDIA: ABBATTUTA CASA BABY ATTRICE DA OSCAR

 

NEW DELHI - Il comune di Mumbai ha abbattuto anche l'altra casa della baby attrice Rubina Ali e la polizia ha picchiato il padre, che cercava di opporsi alle ruspe. La piccola star indiana del film Il Milionario, vincitore di otto premi Oscar, quando è stata intervistata è scoppiata in lacrime, disperata perché non sa dove andare a dormire e perche' il padre è ferito. La settimana scorsa il comune della capitale economica dell'India aveva mandato i bulldozer ad abbattere lo slum di Garib Nagar.

Tra le baracche abbattute, anche quella di Azhar, l'altro baby attore del film, e quella della madre naturale di Rubina, subito accorsa sul posto e ripresa dalle telecamere mentre piangeva abbracciando sua madre. Stamattina le ruspe hanno continuato l'opera di demolizione della baraccopoli abbattendo, fra le altre, l'abitazione nella quale Rubina viveva con suo padre e con la seconda moglie di questi, Munni Qureshi, che alla televisione ha denunciato che suo marito è stato anche picchiato dalla polizia mentre tentava di bloccare la demolizione della casa.

Nonostante il film diretto da Danny Boyle abbia vinto premi e incassato milioni di euro, la vita per i piccoli attori non è cambiata e dopo le riprese hanno continuato a vivere nelle baracche dalle quali sono stati scelti per girare il film. Sia il governo del Maharastra che diversi privati avevano promesso una casa ai baby attori che avevano portato lustro all'India. Ma delle case, come anche dei soldi della produzione, non si è vista l'ombra e i baby attori protagonisti del film continuano a vivere nello stato di indigenza nel quale si trovavano prima di venire selezionati. Di recente la piccola Rubina era già finita all'attenzione delle cronache quando il settimanale britannico The News of the World ha sostenuto che il padre sarebbe stato disposto a venderla ad una coppia araba per 200mila sterline. Una notizia poi smentita dall'interessato.


05/02/2009

Kibera, i volti della baraccapoli che si vedono dallo spazio

Kibera, i volti della baraccapoli che si vedono dallo spazio

 

In kenya il progetto del fotografo parigino JR. Tuguri «vestiti» con immensi poster che ritraggono gli sguardi delle donne africane

 

 

 Il nuovo progetto del fotografi parigino JR: scatti dalla baraccopoli di Kibera, in Kenya. Visibili anche da Google Earth e «persino dallo spazio» - dice l'artista - i poster sui tetti dei tuguri che ritraggono i volti e i sorrisi delle donne di Kibera (foto di JR dal sito jr-art.net)

Il suo volto è sconosciuto, misterioso. Forse perché la missione del fotografo parigino JR è quella di rivelare i volti degli altri, delle persone che incontra nei luoghi più diversi del mondo. Proprio come la baraccopoli di Kibera, in Kenya, "sede" del suo ultimo progetto – talmente grande da essere visibile perfino da Google Earth. Meglio, «persino dallo spazio», spiega l’artista sul suo sito. 

 (foto di JR dal sito jr-art.net)

 

BARACCOPOLI «VESTITA» - Due giorni fa, dopo un anno di pianificazione, JR è riuscito a «vestire» duemila metri quadrati della più grande baraccopoli africana (oltre un milione di abitanti) con immensi poster dei volti e dei sorrisi delle donne di Kibera. Il materiale utilizzato, spiega l’artista, è resistente all’acqua: saranno dunque le fotografie stesse a proteggere le fragili case su cui sono montate, specialmente durante la stagione delle piogge. JR ha anche montato dei poster sul treno che passa, due volte al giorno, dalla baraccopoli, e sulla massicciata che separa la ferrovia dalle case: ogni volta che i convogli passeranno, completeranno i volti, rendendoli perfettamente visibili.

 

 (foto di JR dal sito jr-art.net)

 (foto di JR dal sito jr-art.net)

 (foto di JR dal sito jr-art.net)

IMPRESE SPERICOLATE - JR non è nuovo a imprese spericolate: in passato (oltre a conquistare la prima pagina del New York Times), ha "pubblicato" foto sui muri di baraccopoli in Brasile, sull’Hotel de Ville a Parigi, sul muro di separazione tra Israele e Territori Palestinesi. Questa nuova tappa del suo progetto l’ha portato in Africa, in zone poverissime o devastate dalla Guerra, dove s’è concentrato sul volto delle donne, «testimoni della voglia di vivere». E ora, prima di spostarsi in India e in Asia, ha deciso di far testimoniare i volti e gli occhi "invisibili" delle donne di Kibera.

 

 


11:52 Scritto in ARTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: kibera, artista, volti, africa, baraccopoli, spazio, kenya | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook