26/03/2012

Donna morta dopo il test, eBay blocca le vendite di sorbitolo in tutto il mondo

Donna morta dopo il test, eBay blocca le vendite di sorbitolo in tutto il mondo

Dopo il caso della ventinovenne morta a Barletta. Il ministro della Salute Balduzzi: «Episodio di una gravità inaudita ma non è il caso di suscitare un allarme sanitario»

Continua...


03/12/2011

Crollo palazzina a Barletta, quattro arresti

Crollo palazzina a Barletta, quattro arresti

Disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni. Il 3 ottobre scorso morirono 5 donne

Continua...


11:49 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: barletta, crolli, lavoro in nero, cronaca | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

06/10/2011

Inchiesta Barletta, 9 nove indagati. C'è anche il papà dalla 14enne morta

Inchiesta Barletta, 9 nove indagati. C'è anche il papà dalla 14enne morta

LE INDAGINI SUL CROLLO DEL PALAZZO. Coinvolti il capo dell'ufficio tecnico, i titolari della ditta edile e il proprietario del maglificio colpito dal dramma

Continua...


A Barletta i funerali. Il sindaco: “C’è un clima difficile”

A Barletta i funerali. Il sindaco: “C’è un clima difficile”

L'ultimo saluto alle cinque vittime del crollo della palazzina. Il primo cittadino a SkyTG24: “Non dobbiamo criminalizzare né il datore di lavoro né le operaie. Aspettiamo l'esito dell'indagine". Napolitano: "Al Sud condizioni bestiali"

Continua...


16:15 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: nicola maffei, barletta, crollo, funerali, cronaca | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

05/10/2011

Barletta, "le vittime lavoravano in nero per 4 euro l'ora. Senza contratto, 14 ore al giorno"

Barletta, "le vittime lavoravano in nero per 4 euro l'ora. Senza contratto, 14 ore al giorno"

Il laboratorio - Il sindacato: era una delle centinaia di aziende che qui lavorano in nero. I parenti: pagate 3,95 euro l'ora. Il sindaco: non criminalizzare

Continua...


04/10/2011

Palazzo crollato, la strage delle operaie. Morte 5 donne: una aveva 14 anni

Palazzo crollato, la strage delle operaie. Morte 5 donne: una aveva 14 anni

Altre cinque persone sono state salvate. La ragazza estratta viva poi è deceduta per le ferite. La tragedia annunciata. Quelle crepe aperte da 3 giorni «Ci dicevano: le avete dipinte». Un testimone: «Quel palazzo tremava, sembrava si muovesse. Poi si è afflosciato su se stesso»

 

 

Continua...


03/10/2011

Crolla palazzo, sotto c'è un opificio Dalle macerie le voci delle persone

Crolla palazzo, sotto c'è un opificio Dalle macerie le voci delle persone

A BARLETTA. Corsa dei pompieri per estrarle vive: al primo piano c'è una maglieria. Al lavoro 10 ragazze, salvata una incinta

Continua...


15:09 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: cronaca, palazzina, barletta, crollo | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

06/05/2010

Studentessa molestata, manette al prof

Studentessa molestata, manette al prof

Bisceglie, il docente è finito agli arresti domiciliari. Avrebbe estorto favori sessuali in cambio di voti più alti

 

 

 

BAT (Barletta-Andria-Trani) — Tutto è cominciato con degli sms, in cui dichiarava il suo amore a una delle sue studentesse. Poi è proseguito con delle ripetizioni, nella propria casa, per farle recuperare un’insufficienza in un compito in classe. Così un professore 55enne di una scuola superiore di Bisceglie avrebbe approfittato di una sua alunna di sedici anni, iscritta al terzo anno che, dopo qualche settimana, lo ha denunciato (insieme ai genitori) ai carabinieri per violenza sessuale.

Ora il professore è agli arresti domiciliari su disposizione del gip Francesco Zecchillo, al quale però il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo e il sostituto Carla Spagnuolo avevano chiesto la detenzione in carcere. Nella richiesta della procura era stato evidenziato anche un abuso dell’autorità da parte dell’indagato, in quanto avrebbe «fatto valere la sua posizione di potere prospettando alla vittima la possibilità di ottenere voti migliori, un migliore rendimento scolastico per piegarne la volontà ai suoi desideri sessuali». Ma di questo il gip non avrebbe tenuto conto, considerando ai fini dell’arresto solo il fatto di aver costretto la ragazza a toccare contro la sua volontà (stringendole il polso) le sue parti intime. Come non avrebbe tenuto conto del rapporto sessuale completo che c’è stato, in quanto avvenuto con una persona di età superiore ai 14 anni e consenziente. Dal racconto fatto ai carabinieri dalla stessa ragazza, il professore le aveva fatto capire di poterla aiutare amigliorare i suoi voti a scuola. E non solo nella sua materia di insegnamento, che è di ambito strettamente scientifico. Come la studentessa ha riferito ai carabinieri, a casa dell’uomo - da cui la sedicenne si era recata più volte tra fine marzo e metà aprile - di ripetizioni in realtà ne hanno fatta solo una, la prima volta che la ragazza stessa è stata nell’abitazione.

Eppure i voti della ragazza, almeno nella materia di competenza del professore, erano nettamente migliorati dopo i loro incontri. Anzi, nella materia di competenza del professore la ragazza aveva anche ottenuto un nove. Nella maggior degli incontri a casa dell’uomo, invece, la ragazza aveva parlato dei suoi problemi di adolescente, mentre il professore la abbracciava. Fino a un sabato sera quando il professore aveva indotto la ragazza a un rapporto sessuale e, dopo averlo interrotto su richiesta della stessa, l’aveva presa per il polso per farsi toccare. I rapporti tra i due sono confermati dalle decine e decine di sms arrivati sull’utenza telefonica della presunta vittima, messi a disposizione dell’autorità, dai quali si evince che l’uomo - che è assistito dagli avvocati Maurizio Masellis e Michele Iacono - aveva perso la testa per la sua alunna. Il tutto - comprese le ripetizioni a casa dell'insegnante - è avvenuto sempre senza che la ragazzina dicesse mai nulla ai genitori, che sono rimasti all’oscuro di tutto per un po’ di tempo. Cioè fino a quando, accortisi dello strano comportamento della figlia a casa, hanno chiesto e ricevuto spiegazioni e si sono presentati dai carabinieri con la ragazza per sporgere denuncia.

Carmen Carbonara


08/04/2009

Lezione antidroga in classe, ma il preside dice: «Ragazzi, la marijuana non fa male»

Lezione antidroga in classe, ma il preside dice: «Ragazzi, la marijuana non fa male»

 

Il capo di istituto, in un liceo di barletta, rinviato a giudizio dal tri­bunale di Trani per istigazio­ne all’uso di stupefacenti nei confronti di minori

 

 

TRANI — Mentre i carabi­nieri fanno lezione di legalità agli studenti di una scuola su­periore, spiegando loro gli ef­fetti nocivi delle sostanze stu­pefacenti sulla salute, inter­viene affermando che non è provato scientificamente che le droghe leggere abbiano ef­fetti nocivi. Autore dell’intervento che destò molto scalpore fu, poco più di due anni fa, il preside in persona del liceo scientifi­co Cafiero di Barletta, l’oggi 64enne Ruggiero Dicuonzo, che a partire dal prossimo 24 giugno sarà giudicato dal tri­bunale di Trani per istigazio­ne all’uso di stupefacenti nei confronti di minori o comun­que persone affidategli per ra­gioni di istruzione ed educa­zione. Il rinvio a giudizio è stato disposto ieri dal gup del tribunale di Trani, Grazia Ca­serta, su richiesta del pm Giu­seppe Maralfa che ha coordi­nato le indagini sul caso venu­to fuori durante un’assem­blea d’istituto del liceo nel gennaio 2007. In quell’occa­sione, l’allora capitano della compagnia dei carabinieri di Barletta, Michele Zampelli, nell’ambito di un incontro con gli studenti delle quinte classi, stava illustrando gli ef­fetti nocivi derivanti dall’as­sunzione di sostanze stupefa­centi e i canali del loro ap­provvigionamento e del suc­cessivo riciclaggio del denaro proveniente da questi traffici illeciti.

Il professor Dicuonzo interruppe l’ufficiale dei cara­binieri, affermando che non concordava sulla pericolosità delle sostanze stupefacenti cosiddette leggere, in quanto non erano scientificamente provati gli effetti nocivi delle stesse sull’individuo e il fatto che possano dare, se assunte regolarmente e a lungo, as­suefazione. E per di più aveva affermato di averne provato di persona gli effetti e citato anche il caso di un suo amico che viveva in India e faceva uso, abitualmente, da anni di hashish e marijuana: la perso­na citata non solo non aveva problemi di salute, ma anzi di­mostrava particolare sensibi­lità nella musica e nella cultu­ra. Si era detto, infine, contra­rio al fatto di vietare la coltiva­zione della cannabis per uso personale. Di lì alla denuncia da parte dell’ufficiale dei cara­binieri il passo fu breve. Il professore davanti agli agenti di polizia, che vennero incari­cati delle indagini per ovvie questioni di opportunità es­sendo il denunciante un cara­biniere, negò di aver mai asse­rito di aver lui stesso usato so­stanze stupefacenti leggere. Ma spiegò di aver semplice­mente fatto presente, in occa­sione di quell’incontro a scuo­la, che esistevano altre corren­ti di pensiero in materia di stupefacenti.

Ma quanto so­stenuto dall’ex capitano dei carabinieri di Barletta, venne confermato anche da alcuni studenti ascoltati dai poliziot­ti. Sebbene non si concordas­se sulla circostanza in cui le dichiarazione erano state re­se: secondo l’ufficiale duran­te un incontro sulla legalità, secondo il professore e anche gli studenti ascoltati durante una giornata informativa per il reclutamento nell’Arma. Ma indipendentemente dal contesto, non cambiava co­munque la platea: ragazzi del­l’ultimo anno di scuola supe­riore, la maggior dei quali mi­nori. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio sostenuta dal sosti­tuto procuratore Maralfa, ac­colta ieri dal gup Caserta che ha ritenuto la necessità di ap­profondire la questione attra­verso il dibattimento, rinvian­do il professore a giudizio da­vanti al tribunale in composi­zione collegiale. Tutto questo nonostante la difesa, rappre­sentata dagli avvocati Rinal­do Alvisi e Arcangelo Cafiero, abbia sostenuto che in que­sto non si possa parlare di isti­gazione al consumo di stupe­facenti da parte del preside. In seguito al rinvio a giudi­zio, la condotta del professor Dicuonzo, che esercita anco­ra l’incarico di dirigente al li­ceo scientifico statale di Bar­letta, sarà segnalata - come da prassi - dall’autorità giudi­ziaria al ministero dell’Istru­zione perché assuma i provve­dimenti disciplinari del caso.