30/07/2009
In carcere il campione di surf «Ha simpatie terroriste»
In carcere il campione di surf «Ha simpatie terroriste»
SPAGNA. Iker Acero, 34 anni, è stato arrestato sulla costa basca per sospetti contatti con l’Eta
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| Iker Acero |
MADRID — L'onda lunga della giustizia ha colto di sorpresa il campione spagnolo di surf, Iker Acero. Di sorpresa e anche di buon'ora, ieri mattina, quando agenti dell'antiterrorismo gli hanno notificato, nella sua casa di Barrika sulla costa basca, un ordine di arresto e un'ingombrante accusa di connivenza con l'Eta. Niente a che vedere con l'attentato di poco prima a Burgos: pare che Iker fosse sotto osservazione da più di un anno perché sospettato, tra una prodezza e l'altra sopra i flutti, di alimentare online raccolte di fondi che sarebbero servite a finanziare l'organizzazione terroristica basca.
L'atleta, molto popolare, assieme al fratello Eneko, sulle spiagge spagnole del nord e ai campionati dei virtuosi della tavola, affianca alle imprese nautiche interessi internautici: è infatti il presidente della società proprietaria di un sito, Gaztesarea.net, tutto in lingua basca (ma il cui server sarebbe in Usa), attraverso il quale era possibile acquistare tagliandi da un euro per partecipare a riffe non proprio benefiche. L'ultima lotteria, per esempio, risulta essere stata promossa da Segi, l'organizzazione giovanile della sinistra indipendentista, fuori legge in Spagna dal 2002 e, da otto anni, classificata nell'inventario europeo dei gruppi terroristici. Sebbene sia ancora legale sul versante francese, Segi è stata condannata un paio d'anni fa per i suoi vincoli con l'Eta da una sentenza del Tribunale Supremo spagnolo.
Secondo gli inquirenti, il denaro raccolto era destinato ai detenuti di Askatasuna (che in basco significa «libertà» e forma parte dell'acronimo Eta), la cui lista elettorale era stata annullata dal Tribunale Costituzionale all'inizio della campagna per le amministrative nel Paese Basco in febbraio. Sempre per sospette collusioni con la banda armata.
Quando, nella pagina web, è stato pubblicato il numero del biglietto vincitore, gli inquirenti hanno deciso di non attendere oltre e il giudice Fernando Andreu, de la Audiencia Nacional ha inviato agenti in borghese della Guardia Civil a casa di Iker Acero. Oltre al surfista, è stato arrestato il responsabile del sito, Alberto Martinez Gutierrez, ad Artziniega, 55 chilometri da Vittoria, il capoluogo della provincia, mentre il campione assisteva alla perquisizione della sede della società. Il sito è stato bloccato per possibile «uso fraudolento» e i due titolari compariranno già domani davanti al giudice istruttore per rispondere di «collaborazione con l'Eta». Per il giorno successivo, sabato, gli indipendentisti del «Movimiento Pro-Amnistia» hanno annunciato una mobilitazione in difesa dei detenuti e delle loro famiglie.
Iker Acero non è il primo campione basco che si compromette con la causa e le strategie dell'Eta e dei suoi satelliti. Il mondo sportivo è spesso un terreno fertile per gli indipendentisti che riescono a far leva sullo spirito di bandiera (basca) degli atleti locali. Negli anni della Transizione, non esitò a dimostrarlo, dentro e fuori dal campo, uno storico portiere della nazionale, José Angel Iribar, che indossava alla rovescia i calzettoni per nascondere la bandiera spagnola ricamata all'altezza del polpaccio. A 35 anni, nel 1978, fu tra i fondatori di Herri Batasuna, il partito dichiarato definitivamente illegale dal giudice Baltasar Garzon nel 2003, per i suoi legami con l'Eta di cui era considerato il braccio politico. Negli anni '80 il portiere Iribar si ritirò dal terreno di gioco e dalla formazione politica. Ma altri suoi giovani colleghi e conterranei hanno rifiutato di rispondere alle convocazioni del commissario tecnico della nazionale a Madrid e di intonare l'inno d'inizio partita.
Elisabetta Rosaspina
10:04 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
| Tag: spagna, simpatizzante, eta, terrorismo, baschi, campione, surf, arrestato, contatti, iker acero | OKNOtizie |
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15/05/2009
Spagna: fischi sull'inno, la tv censura Cacciato il responsabile dello sport
Spagna: fischi sull'inno, la tv censura Cacciato il responsabile dello sport
L'incidente tagliato dalla tv pubblica che poi si scusa con i telespettatori. Coppa di Spagna tra catalani (Barcellona) e baschi (Athletic Bilbao): fischi all'arrivo del re e sull'inno
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| I giocatori del Barcellona esultano dopo aver vinto la Coppa contro l'Athletic Bilbao Per 4-1 (Epa) |
MADRID (SPAGNA) - Ha colto di sorpresa tutta la Spagna la plateale manifestazione di dissenso dei tifosi mercoledì notte a Valencia prima della finale di Coppa del Re fra Barcellona e Athletic Bilbao (vinta per 4-1 dai catalani). In tribuna c'era re Juan Carlos, come sempre del resto in occasione della finale: la coppa nazionale spagnola è infatti intitolata proprio al re (Copa del Rey). La sua presenza non era una sorpresa, come non era strano che si eseguisse l'inno nazionale prima della partita, previsto dal protocollo. Ma questa volta di fronte si trovavano due squadre provenienti da aree unite, nella diversità, dalla storica aspirazione indipendentista: i Paesi Baschi e la Cataluna. Così le due tifoserie si sono unite in una bordata assordante di fischi al momento dell'inno. Colti di sorpresa, alla regia della Tve, la televisione di stato che trasmetteva in diretta, hanno operato un immediato stacco, dando la parola agli inviati a Barcellona e Bilbao.
LICENZIAMENTO - La portata della contestazione nello stadio Mestalla di Valencia ha stupito. L'ingresso di Juan Carlos e della regina Sofia in tribuna è stato accolto dai fischi di migliaia di tifosi baschi e catalani. La stessa tempesta di fischi ha accompagnato poi l'inno nazionale, simbolo dell'unità della Spagna. Ma il «caso» è diventato poi il comportamento dell'emittente televisiva. Tve, a partita avviata si è scusata con un cartello per «l'errore umano» e ha trasmesso le immagini dell'inno durante l'intervallo, ma con inquadrature di tifosi la mano sul petto o plaudenti, e con un audio nel quale i fischi erano sovrastati dall'esecuzione musicale. «Migliaia di persone fischiano il re e l'inno nazionale e la Tve lo nasconde» titolava oggi in prima pagina il quotidiano spagnolo «El Mundo». Palazzo Reale oggi non ha fatto commenti. Li ha fatti invece il direttore generale della Tv pubblica Javier Pons, che ha annunciato l'immediata rimozione dall'incarico del direttore della redazione sportiva, Julian Reyes, e si è scusato con il pubblico, parlando di un «grave errore».
ASPIRAZIONI REPUBBLICANE - La protesta del Mestalla nasce da una connotazione autonomista e indipendentista, forte in Catalogna come nei Paesi Baschi, ma anche repubblicana. Già il mese scorso Juan Carlos e Sofia erano stati accolti da decine di bandiere della II Repubblica - soffocata nel sangue dal dittatore Francisco Franco nella Guerra Civile del 1936-39 - durante una visita nelle Asturie. Contestazioni repubblicane si sono verificate più volte anche in Catalogna e nelle Baleari. Ma nelle ultime settimane si è schierato per un ritorno alla repubblica anche il Partito comunista spagnolo (Pce), che ha denunciato gli accordi di transizione del dopo Franco che avevano confermato la scelta di Juan Carlos come proprio successore fatta dallo stesso Franco, e ha chiesto un referendum. Oggi il partito repubblicano catalano Erc, al governo a Barcellona, ha detto che «la monarchia è aliena alla democrazia». La vicepremier socialista Maria Teresa Fernandez de la Vega ha replicato che la monarchia «è una delle istituzioni più stimate dagli spagnoli». La popolarità personale del re in effetti è alta e gli spagnoli si dichiarano in maggioranza "juancarlisti", ma non mancano gli interrogativi sull'assetto istituzionale del paese nel dopo Juan Carlos.
10:47 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: spagan, fischi, inno, partita, match, barcellona, atletico bilba, censura, catalani, baschi, proteste | OKNOtizie |
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