08/04/2011
Epidemia colposa: i pm chiedono il processo per Iervolino, Bassolino e Pansa
Epidemia colposa: i pm chiedono il processo per Iervolino, Bassolino e PansaPer 16 indagati è stato invece disposto lo stralcio. Chiesto il rinvio per altre 17 persone, tra cui numerosi sindaci: non avrebbero impedito il diffondersi di malattie
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10/01/2011
Crac Napoli e Campania: la guerra al federalismo dei politici da fallimento
Crac Napoli e Campania: la guerra al federalismo dei politici da fallimentoIervolino strangolata dai debiti, Bassolino sotto la lente per i fondi Ue. Ai campioni degli sperperi non resta che attaccare le riforme
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04/06/2010
La Campania dell’emergenza rifiuti vuole insegnare la differenziata ai cubani
La Campania dell’emergenza rifiuti vuole insegnare la differenziata ai cubaniRomano, neoassessore all'ambiente: «con quei soldi facevamo 3 isole ecologiche». Delibera choc: sotto Bassolino stanziati 662 mila euro per finanziare un progetto di eco-sostenibilità ai Caraibi.
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| Fidel Castro |
NAPOLI — Da che pulpito: la Campania vuole insegnare la raccolta differenziata agli Stati dei Caraibi: Cuba, Repubblica Dominicana, Haiti. La stessa regione che sconta un’eterna emergenza rifiuti, tipo fatica di Sisifo, sotto Bassolino ha stanziato 662mila euro di fondi europei per inviare consulenti in Centroamerica. Il loro compito, in sintesi, è spiegare le politiche di sostenibilità ambientale a cubani e haitiani. Urca. Come se i tecnici della British Petroleum, in piena tragedia in Louisiana, andassero per convegni a parlare di soluzioni ai disastri petroliferi.
DECRETO PASSATO A SAN SILVESTRO - Una cifra notevole (un miliardo di vecchie lire) prevista dalla vecchia giunta regionale con un decreto passato a San Silvestro, il 31 dicembre 2009, a poche ore dal cenone e dai fuochi d’artificio. Nello specifico: il decreto dirigenziale è il numero 214 dell’area generale di coordinamento 12 del settore sviluppo economico. Titolo: «Impegno risorse per cofinanziamento progetto europeo Caribbean sustainable waste management for a better life » ovvero, tradotto dall’inglese, gestione delle politiche ecosostenibili (dei rifiuti) ai Caraibi per migliorare la qualità della vita. Misura a favore di paesi svantaggiati che rientra nel piano regionale Paser— al centro di infuocate polemiche per le consulenze — sotto la voce «Promuovere il sistema produttivo su scala nazionale e internazionale».
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| Emergenza rifiuti a Napoli |
SOLIDARIETA' TROPICALE - Caraibi: parola che nell’immaginario collettivo evoca sole, mare, palme, turismo, ma anche socialismo tropicale castrista e povertà diffusa. Campania: parola che evoca attitudini tutt’altro che ecocompatibili, visto che la soglia di raccolta differenziata a stento tocca il 13 per cento complessivo. Non solo: appena tre giorni fa il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha parlato di crisi rifiuti campana non ancora risolta. Ma tant’è. Uno stanziamento di seicentomila euro e passa finito sotto la lente d’osservazione degli esperti di Palazzo Santa Lucia incaricati, per volontà del nuovo governatore Stefano Caldoro, di passare al setaccio delibere e consulenze dell’ultimo anno e cassare di diritto eventuali sprechi. Riccardo Marone, che nel dicembre 2009, era assessore alle Attività produttive, spiega al Corriere del Mezzogiorno: «Non ho memoria di un simile progetto, anche perché il decreto dirigenziale è stato approvato a fine anno, laddove l’ok iniziale della giunta viene dato molti mesi prima, se non anni, ed io ero assessore solo da giugno. Inoltre— aggiunge— al Paser attingono tanti assessorati, non solo le attività produttive». Qual è allora l’assessorato competente? Arcano che poteva essere svelato dal coordinatore dell’area 12, la dottoressa Maria Carolina Cortese, la quale però, come riferiscono dalla segreteria, risulta un giorno in riunione e l’altro non in sede.
LA «MISSIONE» INTERCONTINENTALE - Tornando al programma «caraibico», l’iniziativa non nasce naturalmente in Campania. Ha una dimensione internazionale che coinvolge più Stati, tra cui Brasile, Canada e Unione europea. Una missione che muove da princìpi di solidarietà: formare le autorità locali caraibiche sulla gestione dei rifiuti solidi urbani, che lì è un disastro. Anche se si tratta di isole tropicali che per mancanza di materia prima hanno da riciclare quantità di rifiuti decisamente inferiori rispetto ai ricchi cugini occidentali.
CONSORZIO DI BACINO SALERNO 1 - Investiti della mission di trasferire le nostre conoscenze in tema di rifiuti ai volenterosi della Repubblica Dominicana, Cuba e Haiti (ora alle prese, in verità, col post-terremoto) sono gli esperti del consorzio di bacino Salerno 1 sulla base di un partenariato con la stessa Regione Campania e organismi dell’Havana, Santo Domingo e Port-au-Prince. Pare anche che i tecnici siano già volati ad inizio anno un paio di volte in Centroamerica per questi «corsi di formazione». Il Consorzio opera nella popolosa area a nord di Salerno e, c’è da dire, a differenza degli omologhi soggetti napoletani e casertani raggiunge buone percentuali di raccolta differenziata (anche pari al 45%). Tecnici bravi, dunque. Ma detto questo, bisogna anche sottolineare, come fa il neoassessore regionale all’ambiente Giovanni Romano «che con quei soldi avremmo organizzato almeno tre isole ecologiche in Campania: costano duecentomila euro l’una. In effetti— prosegue Romano, ex sindaco di Mercato San Severino — la cifra stanziata è sicuramente alta, anche se non si discute il valore del progetto di solidarietà internazionale. Certo — ammette — suona un po’ paradossale se vogliamo che consulenti della Campania girino il mondo per insegnare tecniche virtuose di smaltimento rifiuti...».
Alessandro Chetta
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30/03/2010
Consulenze al commissariato rifiuti, Bassolino rinviato a giudizio per peculato
Consulenze al commissariato rifiuti, Bassolino rinviato a giudizio per peculato
Il processo si terrà il 20 luglio. Condannati invece Vanoli e Soprano (avevano scelto il rito abbreviato). L'ex presidente assolto per falso

NAPOLI - Antonio Bassolino rinviato a giudizio per peculato, per la vicenda delle consulenze al commissariato rifiuti. A poche ore dal suo addio alla poltrona di governatore, l'ex presidente va a processo per peculato (assolto per falso): così ha deciso il gup Vincenzo Alabiso accogliendo (in gran parte) la tesi del pm Giancarlo Novelli.
Già condannati, invece, l'ex vicecommissario Raffaele Vanoli e l'avvocato Enrico Soprano anche loro con l'accusa di peculato. Ai due, che avevano chiesto il rito abbreviato, è stata comminata una pena, rispettivamente, di due anni e un anno e sei mesi, pena poi sospesa.
Con Bassolino vanno a giudizio anche altre due persone: l’ex subcommissario Giulio Facchi e il consulente Michele Carta Mantiglia. Il processo si terrà il 20 luglio prossimo davanti alla prima sezione del tribunale, collegio A.
L'ACCUSA - Secondo la procura di Napoli i vertici del commissariato avrebbero erogato indebitamente somme di denaro a Soprano (79.534 euro) e a Carta Mantiglia (72.914 euro) facendo risultare nel primo caso che le consulenze erano retribuite in modo conforme alle tariffe professionali vigenti, nel secondo che al consulente potevano essere applicate le tariffe previste per i ragionieri mentre Carta Mantiglia, pur avendo conseguito il diploma, non è iscritto all’albo dei ragionieri.
Michele Carta Mantiglia è amico di Giulio Facchi oltre che bergamasco come lui. Venne nominato da Bassolino consulente nel 2002 per curare i rapporti del commissariato con gli impianti di smaltimento dei rifiuti in Lombardia, ai quali la Campania si rivolgeva per smaltire le migliaia di tonnellate di spazzatura giacenti in strada. Si era già occupato di rifiuti: era stato infatti amministratore delegato e detentore di una parte del capitale di Ecolservice Italia srl, compagine costituita nell’ottobre 1986. Oggetto sociale: raccolta, trasporto anche per conto terzi, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti. La parte restante del capitale di Ecolservice — 87,17% — era di Ecoltecnica Italiana spa, sino al luglio 1998 controllata da Giorgio e Salvatore Di Francia e da Domenico La Marca, i quali hanno gestito, tra l’altro, la discarica di Pianura per decenni. Dal commissariato, Carta Mantiglia percepiva 413 euro al giorno: la tariffa professionale prevista per i ragionieri nel caso in cui, per svolgere il mandato loro affidato, siano costretti ad allontanarsi per tutta la giornata dal proprio studio. Per il pm, però, «tali tariffe non erano applicabili all’indagato, il quale non era iscritto all’albo dei ragionieri e non poteva svolgere alcuna attività professionale di ragioniere». Quanto a Soprano, gli sarebbero state liquidate parcelle superiori a quelle previste dalle tariffe professionali per consulenze sui contratti stipulati dal Commissariato; eppure, la struttura aveva a disposizione cinque laureati in legge.
LA DIFESA DELL'EX GOVERNATORE - Era a firma degli avvocati Massimo Krogh e Giuseppe Fusco: «La richiesta di rinvio a giudizio di Bassolino - avevano sostenuto i due legali dell'ex governatore - riguarda la liquidazione di due fatture che i pm ritengono sia avvenuta in violazione della tariffa professionale. Il commissario firma i mandati di pagamento sulla base di un lavoro istruttorio degli uffici tecnici che accertano la regolarità formale e sostanziale delle prestazioni e delle fatture emesse». Ma il gup non ha ritenuto fondata questa obiezione (non ci sarebbe stata un'istruttoria di funzionari regionali) e ha rinviato a giudizio l'ex commissario ai rifiuti.
Titti Beneduce
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23/10/2009
Bonifiche, una raffica di perquisizioni: controlli anche per un avvocato dello Stato
Bonifiche, una raffica di perquisizioni: controlli anche per un avvocato dello Stato
Titolari i pm Ettore La Ragione e Henry John Woodcock. L'nchiesta riguarda Bassolino, Pansa, il presidente della Jacorossi e altre sei persone. Sospetti sui subappalti

Pansa e Bassolino: indagati dalla procura di Napoli
NAPOLI - Bonifiche sul litorale flegreo, arriva un altro ciclone in Campania. Il presidente della Regione, Antonio Bassolino, e il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, sono indagati - insieme ad altre sette persone - dalla procura della Repubblica di Napoli nell’inchiesta relativa a presunte irregolarità nell’affidamento di lavori di bonifica di siti e falde inquinati lungo il litorale flegreo, nell’ambito della quale sono state disposte oggi alcune perquisizioni. I due sono sottoposti ad indagini per fatti connessi alla funzione svolta in passato, in momenti diversi, di commissari per l’emergenza rifiuti in Campania. Perquisizioni alla sede della Jacorossi e nelle abitazioni di due ex subcomissari.
PROCURA E GDF - Il via ai provvedimenti è partito dalla Procura di Napoli, mentre le perquisizioni sono state effettuate dalla Guardia di Finanza. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco, è diretta dai pm Ettore La Ragione e Henry John Woodcock, recentemente trasferito a Napoli da Potenza.
I SOSPETTI SULL'ACCORDO - La Jacorossi, insieme alla società Fintermica, stipulò nel 2001 con i ministeri dell’Ambiente e del Lavoro, con il Commissariato per l’emergenza rifiuti e con la Regione Campania una convenzione per l’esecuzione di interventi di bonifica dei siti inquinati lungo il litorale flegreo. Sullo sfondo anche la stabilizzazione da parte dell’impresa di 380 Lsu, lavoratori socialmente utili. Essendo sorto un contenzioso tra le parti - che reciprocamente si accusavano di inadempimenti contrattuali - sul finire del 2007 fu definito un accordo transattivo, che poneva fine alla controversia. Secondo la Procura di Napoli, quell’accordo transattivo - al quale diede parere favorevole l’avvocato dello Stato Giuliano Percopo (sostituendosi, secondo l’accusa, ad una collega che aveva un’opinione diversa) e per il quale sono ora chiamati a risponderne coloro che lo sottoscrissero - fu illecito: uno stratagemma, a parere dei pm La Ragione e Woodcock, per eludere le procedure ordinarie degli appalti pubblici e favorire la Jacorossi.
SUBAPPALTI AD AZIENDE IN ODORE DI CAMORRA - L’impresa, infatti, vide lievitare di circa l’80 per cento i corrispettivi inizialmente previsti, nonostante - ha accertato la Guardia di Finanza - avesse fatto ampiamente ricorso ai subappalti, soprattutto per la movimentazione dei rifiuti dai siti inquinati. Alcuni di tali subappalti, inoltre - secondo dichiarazioni recenti di un pentito, ora sottoposte a verifiche da parte delle Fiamme Gialle - sarebbero finiti ad imprese in odore di camorra.
GLI ALTRI INDAGATI - Sono i sub-commissari pro-tempore Raffaele Vanoli e Arcangelo Cesarano, l’avvocato distrettuale dello Stato Giuliano Percopo, il presidente pro-tempore della Jacorossi imprese Ovidio Jacorossi, il vicepresidente Michele Giustozzi, il dirigente della Regione Campania per il settore ambientale Mario Lupacchini, ed, infine, Vincenzo Cocuzza, incaricato dalla Regione Campania di un parere su un atto. Per tutti gli indagati i reati ipotizzati sono concorso in abuso di ufficio, falso, truffa ai danni dello Stato e corruzione.
PERQUISIZIONI - Una riguarda la sede della società Jacorossi. Le altre riguardano l’abitazione romana del presidente pro-tempore della società Ovidio Jacorossi, indagato nell’inchiesta. Sono state, inoltre, disposte perquisizioni nell’ufficio dell’avvocato distrettuale dello Stato di Napoli Giuliano Percopo (presso la sede dell’Avvocatura distrettuale); nelle abitazioni di Arcangelo Cesarano e Raffaele Vanoli, entrambi subcommissari di governo pro-tempore per la bonifica dei siti inquinati; e nell’abitazione di Michele Giustozzi, vicepresidente pro-tempore della Jacorossi imprese.
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29/07/2009
Atitech, tafferugli a Capodichino: bloccati 12 check-in, voli in ritardo. Poi la «tregua»
Atitech, tafferugli a Capodichino: bloccati 12 check-in, voli in ritardo. Poi la «tregua»
Intesa a palazzo chigi per la vendita della società. La protesta per i mancati pagamenti degli stipendi. Poi la telefonata tra Bassolino e il commissario Fantozzi

NAPOLI - Un'ora di tensione, sfociata in tafferugli tra dimostranti e forze dell'ordine. L'ennesima giornata di protesta dei lavoratori Atitech - che da giorni chiedono il pagamento degli stipendi e un futuro aziendale- finisce con «ruvidi contatti» tra lavoratori e polizia. E con lo scalo che piomba nel caos con ritardi e blocchi. Infine, verso le 14 la «tregua».
LA PROTESTA - Una cinquantina di dipendenti dell’Atitech hanno protestato all’interno dell’aeroporto di Capodichino, bloccando i check-in dell’Alitalia e di Air One. La manifestazione è scattata intorno a mezzogiorno, con il «blocco» di 12 banchi di check-in. Momenti di forte tensione con scontri tra i lavoratori dell’Atitech e la polizia in assetto antisommossa. Gli agenti, infatti, sono intervenuti per spostare i manifestanti e rimuovere il blocco degli imbarchi in atto dal check-in 36 al 44, consentendo così gli imbarchi.
VOLI IN RITARDO - Disagi si sono registrati alle partenze. Tre i voli Alitalia - Air One che hanno subito ritardi: nello specifico quelli diretti a Milano Linate, Roma Fiumicino e Milano Malpensa. In ritardo anche il volo effettuato da Alitalia in partnership con Air France e diretto a Parigi.
«NON CE NE ANDIAMO» - «Siamo stati caricati dalla polizia, ma non ce ne andiamo», ha dichiarato Pasquale Lione, segretario di Napoli della Ugl Trasporti settore aereo, che si trova tra i manifestanti «Ieri - ha aggiunto - nel corso di un incontro, il prefetto di Napoli aveva dato assicurazioni in merito a un’ipotetica soluzione del pagamento degli stipendi e in merito a incontri finalizzati a capire il futuro dell’azienda. Al momento non c’è alcun sviluppo sui nostri stipendi. La cosa ridicola è che ci è anche arrivata la busta paga, ma i soldi no».
LA TREGUA ALLE 14 - Dopo quasi due ore di stop, è stato rimosso il blocco dei check in. I manifestanti si sono spostati in parte all’esterno dell’ingresso del terminal e in parte nella hall. Un «ammorbidimento» dovuto a una telefonata tra il governatore Bassolino e il commissario Augusto Fantozzi che ha promesso di sbloccare gli stipendi dei lavoratori.
INTESA A PALAZZO CHIGI - Mentre è in corso il caos nello scalo, è stata messa a punto l'intesa a Palazzo Chigi per la vendita di Atitech. L'accordo, giunto dopo una riunione che vedeva intorno al tavolo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, il presidente di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo (IesMed), Giovanni Lettieri, il condirettore generale di Finmeccanica, prevede che a rilevare il controllo sia, come previsto, la newco «Manutenzioni Aeronautiche>. Alla nuova società controllata da IesMed, parteciperanno Cai con una quota del 15% e Finmeccanica con il 10%. A garantire i fondi necessari è Intesa Sanpaolo, un cui comitato dovrebbe prendere una decisione nel pomeriggio.
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16/09/2008
NAPOLI, RECORD DEL NON FARE
NAPOLI, RECORD DEL NON FARE
Napoli, record del non fare: 10 anni per posare le transenne.
Più che un «Villa per il popolo» è un altro «Pacco per il popolo», l’ennesimo schiaffo ai napoletani, imbottiti da quindici anni (da quando, sotto la voce Prima Repubblica, è stata tirata una riga) dalla politica degli annunci che restano tali e dalle promesse mai mantenute. Il «Pacco per il popolo» doveva sorgere in via Marinella, strada che costeggia il Porto di Napoli, ma il cantiere è ancora lì, testimonial di quest’altro spreco alla napoletana. Fu immaginato nel 1998, quando il sindaco era Antonio Bassolino, campione mondiale nella politica degli annunci, abile tagliatore di nastri di opere appena iniziate e a volte mai ultimate. L’idea di un Parco da consegnare al popolo del Mercato, storico quartiere popolare dove risiedono tra l’altro la più amata delle basiliche di Napoli dedicata alla Madonna del Carmine e un importante mercato all’ingrosso e al dettaglio, venne a un esponente di Alleanza nazionale, Luigi Rispoli, oggi consigliere provinciale, che accusa: «Per il Mercato c’era una grande opportunità per migliorare la propria vivibilità, invece ora parliamo dell’ennesimo spreco del Comune». Nell’ottobre del ’98, il consiglio comunale approvò l’istituzione di un parco alla Marinella, fino a quel momento arteria stradale importante, parcheggio per bus pubblici e camion di giorno e per prostitute e trans in attesa di clienti di notte. L’area, circa 30mila metri quadrati, fu recintata dal Comune e chiusa al traffico. Cofinanziata dall’Unione europea con un costo previsto di 3 milioni e 819mila euro, per l’opera era stata prevista, come in ogni appalto che si rispetti, anche una data per la consegna: 8 marzo 2006. Oggi, è il 16 settembre 2008, sono trascorsi 2 anni 6 mesi e 8 giorni dalla data prevista per la inaugurazione della Villa del popolo ma, in Comune, nessuno sa dire quando e se il Parco verrà consegnato alla gente del Mercato. Dire che per tutto questo tempo l’area della «Villa del popolo» sia restata inutilizzata, sarebbe come commettere una grossa infamia nei confronti dell'amministrazione comunale. Ad esempio è servita a qualcuno per stendere sulle reti migliaia di alici, poi lasciate per giorni ad essiccare al sole. Chi le avrà mangiate quelle alici, restate in compagnia di topi e di cumuli di spazzatura? Già, perché come se non bastasse il disagio di avere un cantiere senza fine sotto casa, gli abitanti del quartiere hanno dovuto sopportare anche che l’area della Marinella sia stata utilizzata da incivili come discarica per la «munnezza» e dagli extracomunitari come area su cui costruire delle baracche. Baracche che ogni tanto vengono abbattute dal comune ma che vengono ricostruite puntualmente il giorno successivo. Ma soprattutto, la zona dove doveva nascere la «Villa del popolo» è stata anche il cimitero per due uomini, uccisi in tempi diversi e lì ritrovati dalla polizia. Si tratta di un diplomatico canadese di stanza a Londra, Lewis Brooks Miskell, il cui cadavere sbucò nel 2006 da un tombino, e di un extracomunitario originario del Ghana, trovato senza vita nel marzo di quest’anno.
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