09/09/2009
Rissa in tv per Luxuria e la Santanchè
Rissa in tv per Luxuria e la Santanchè
Luxuria e Santanchè salgono sul ring. Prima tele-rissa della stagione
ROMA (8 settembre) - Su canale 5, durante la prima puntata di 'Pomeriggio cinque', è stato trattato l'episodio che ha visto una coppia omosessuale aggredita nei giorni scorsi a Rimini, dando luogo a una vivace discussione in studio tra Alessandro Meluzzi, Daniela Santanchè e Vladimir Luxuria. Quando poi Luxuria afferma: «Se io vedo un uomo e una donna che si baciano, a me questa cosa mi procura gioia» si apre un battibecco tra tutti e tre, che tra l'altro, dicono: Santanchè, «Dipende da come si baciano». Luxuria, «Perchè avete problemi con la vostra sessualità? Probabilmente avete qualcosa di represso». Meluzzi, «La sessualità è qualcosa di sacrale e meraviglioso, non può essere svenduto come al banco di un mercato». Luxuria, «Il ragazzo che è stato accoltellato non stava facendo sesso, si stava baciando con un ragazzo». Santanchè, «Ma se fate le vostre manifestazioni con il sedere di fuori, siete voi che vi ridicolizzate». Santanchè ha anche affermato che «il Gay Pride fa diventare la sessualità ridicola. Non partecipate al Gay Pride, non diventate strumento di chi ha altre mire rispetto alla vostra libertà sessuale». E Meluzzi, da parte sua, ha aggiunto: «Vorrei che il mondo sessuale si interrogasse su perchè un popolo tollerante come gli italiani sta diventando così intollerante»
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01/07/2009
Caso Consulta, lite in aula Di Pietro attacca i giudici
Caso Consulta, lite in aula Di Pietro attacca i giudici
Il ministro Vito: «Incontro conviviale». L'ex pm attacca: «toghe spregiudicate, si dimettano». La cena tra il premier, il Guardasigilli e due toghe chiamate a pronunciarsi sul Lodo Alfano: è polemica
| Luigi Mazzella in una immagine del 10 Settembre 2003 (Ansa) |
ROMA - Scoppia la polemica nell'aula della Camera sulla Consulta e in particolare sulla cena, al centro di un'inchiesta de L'Espresso, alla quale hanno partecipato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro della Giustizia Angelino Alfano e due giudici della Corte Costituzionale, Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, chiamati a pronunciarsi sul Lodo Alfano. «Il governo Berlusconi non ha organizzato nella casa del giudice Mazzella alcuna riunione» ha detto il ministro Elio Vito a Montecitorio, rispondendo a una interrogazione in merito del leader dell'Idv Antonio Di Pietro.
«INCONTRO CONVIVIALE» - «Molte settimane prima della data indicata, a maggio, il presidente Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini e il giudice costituzionale Paolo Maria Napolitano hanno ricevuto un invio a cena con le rispettive consorti dal giudice costituzionale Luigi Mazzella. Si trattava di un incontro conviviale - ha spiegato Vito - che è conseguenza di rapporti di conoscenza e di stima antica organizzato nella prima metà del mese di maggio. In ogni caso antecedente al 26 giugno, quando la Consulta ha fissato al 6 ottobre la data di inizio della sua discussione sul lodo Alfano nominando il relatore».
«CENA CARBONARA E PIDUISTA» - Parole che non hanno però soddisfatto Di Pietro. Il quale per tutta risposta, ha chiesto le dimissioni del ministro della Giustizia, Angelino Alfano e dei giudici Mazzella e Napoletano, presenti alla cena con il premier, di cui ha parlato L'Espresso. Replicando a Vito, il leader dell'Idv ha giudicato «inaccettabile» la risposta del governo su una «cena - ha detto Di Pietro - carbonara e piduista», con la quale, secondo l'ex pm, è stata «compromessa la credibilità della Corte» che deve essere «talmente indipendente che non dovrebbe in alcun modo essere oggetto di interferenze». Insomma, con quella cena «avete infangato la sacralità della Corte» e ora «qualsiasi decisione presa il 6 ottobre non sapremo mai se sarà frutto di indipendenza» o esito della «cena piduista», ha concluso Di Pietro.
POLEMICHE - Anche per Lanfranco Tenaglia «la cena getta un'ombra di grave inopportunità sul comportamento dei due giudici costituzionali Mazzella e Napolitano». Al responsabile Giustizia del Pd e al leader dell'Italia dei Valori replica il sottosegretario e senatore del Pdl Carlo Giovanardi: «Gli onorevoli Tenaglia e Di Pietro - scrive in una nota - sono i sicuri vincitori del premio "sepolcro imbiancato" per l'anno in corso». «Nelle polemiche sulla cena con il presidente del Consiglio e i giudici costituzionali Mazzella e Napolitano - incalza in una nota Giovanardi - i due illustri ex magistrati dimenticano i rapporti organici fra una parte della magistratura italiana ed i partiti della sinistra, con tanto di riunioni comuni nelle sedi dell'allora Pci per orientare e condizionare i processi». «L'onorevole Violante giustamente e prudentemente tace - aggiunge il senatore - perché ci vuole una bella faccia tosta per sostenere che nel nostro Paese una cena è condannabile come se politici e governanti della sinistra non si fossero mai seduti a tavola con magistrati e giudici costituzionali».
BATTIBECCO DI PIETRO-BONDI - E il caso Mazzella è stato anche al centro di un battibecco tra il leader dell'Italia dei Valori e il ministro della Cultura Sandro Bondi. Quando l'ex pm Di Pietro ha preso la parola per illustrare la sua interpellanza al ministro Guardasigilli contro la cena che si è svolta tra i vertici dello Stato e due giudici della Consulta, ha usato toni molto forti. Che non sono piaciuti al ministro Bondi. Seduto ai banchi del governo, accanto al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e a quello dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, Bondi ha più volte allargato le braccia scuotendo la testa e borbottando. Quando Di Pietro ha parlato di «giudici spregiudicati che infangano la Corte», anche Elio Vito ha guardato ripetutamente il presidente di turno, Rocco Buttiglione, sperando in un intervento. Che non è arrivato. «Vergognati! Vergognati!» ha a quel punto gridato più volte Bondi all'indirizzo di Di Pietro . Poi si è alzato continuando a inveire verso gli scranni dell'Idv. I commessi gli si sono avvicinati. Alla fine, il ministro della Cultura ha preferito abbandonare l'Aula.
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| Tag: politica, ministro, vito, polemiche, di pietro, aula, camera sulla consulta, berlusconi, battibecco, biondi, lite | OKNOtizie |
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