09/02/2012

Tremonti: «A volte sono le banche che fanno le rapine»

Tremonti: «A volte sono le banche che fanno le rapine»

LA BOUTADE. La battuta dell'ex ministro mentre presenta il nuovo istituto di credito per il Sud: «Finalmente cose buone per il Mezzogiorno»

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05/06/2010

Schiavone nella storia, Francesca regina del Roland Garros

Schiavone nella storia, Francesca regina del Roland Garros

A Parigi la milanese completa l’impresa facendo suo il torneo. L’azzurra in finale non ha lasciato scampo alla Stosur: ko 6-4, 7-6. La Leonessa, che da lunedì sarà la numero 6 del mondo, è la prima italiana a vincere un titolo dello Slam.

 

 

 

Francesca Schiavone trionfa al Roland Garros. La 29enne milanese ha vinto il torneo parigino  superando in finale l'australiana Samantha Stosur per 6-4, 7-6 (2) in 1h38'. La Schiavone è la prima tennista italiana ad aggiudicarsi un torneo del Grande Slam. L'azzurra ha compiuto l'impresa con una prestazione memorabile per qualità, personalità e intelligenza tattica. Non si è fatta impressionare dall'avvio lanciato dell'avversaria, che per presentarsi al pubblico del Phillipe Chatrier ha sciorinato un avvio perfetto. La Stosur non ha concesso nemmeno un  punto nei primi 2 turni di battuta in cui non ha mai dovuto far ricorso al secondo servizio. La Schiavone ha avuto il merito di rimanere in scia, tenendo testa alla rivale con 2 ace. Il quinto gioco è stato il più combattuto della fase iniziale del match. L'australiana ha cominciato con un paio di errori ma da 0-30 ha  rimediato grazie alla potenza del servizio e del dritto.

Alla battuta si è aggrappata anche l'azzurra, che ha trovato il prezioso terzo ace per evitare guai nell'ottavo game. Sul 4-4, è arrivata la svolta del primo parziale. Con una condotta impeccabile, impreziosita da un attacco perfetto, la Schiavone si è procurata 3 palle break: la Stosur ha annullato le prime 2 ma si è arresa sulla  terza commettendo il primo doppio fallo della giornata. Avanti 5-4, la 'leonessa' si è impantanata in un pericoloso 0-30. Ha risolto i  problemi aggrappandosi alla prima di servizio e ha completato l'opera quando la sua avversaria ha affondato in rete l'ennesimo rovescio: 6-4 in 40'.


La Schiavone ha continuato ad interpretare la sfida in maniera perfetta anche all'inizio del secondo set. Ha costretto la Stosur a scelte tattiche sgangherate e ha punito  l'avversaria spesso incerta dalle parti della rete. Sull'1-1, la Stosur si è trovata sotto 15-40: con le spalle al muro, ha tirato fuori dal cilindro 3 colpi vincenti evitando un break potenzialmente letale. La doppia occasione sprecata è costata cara all'italiana che nel game successivo ha ceduto il servizio per la prima volta nel  match. La Stosur ha cambiato marcia imponendo il ritmo con il solito dritto martellante.

E' scappata sul 4-1, dando l'impressione di poter agevolmente  approdare al terzo set. All'improvviso, però, ha dovuto fare i conti con una rivale rinata. La Schiavone, latitante per un paio di game, è rientrata prepotentemente in partita con una reazione degna del suo  soprannome.

Ha ritrovato il servizio, capace di neutralizzare la  potenza della 'aussie', ed è risalita fino al 4-4, tenendo poi il  passo con altri 2 ace determinanti per confezionare il 5-5. Senza sussulti, il set e' arrivato all'epilogo del tie-break. Dal 2-2, l'azzurra ha regalato prodezze a ripetizione: 4 punti vincenti per  arrivare al 6-2. Il primo matchpoint è stato sufficiente: la Stosur si è arresa dopo 1h38'. Per la Schiavone, il trionfo e un posto nella storia del tennis tricolore.


Con la vittoria di Parigi Francesca Schiavone stabilisce un altro record per il tennis femminile italiano. Da lunedì infatti, quando sarà stilata la nuova classifica mondiale, la tennista azzurra occuperà la sesta posizione, un record per le giocatrici italiane. Il successo di Parigi non porterà alla Schiavone solo punti in più in classifica ma anche un bel premio in denaro che va a rimpinguare i suoi guadagni in carriera. Al montepremi del torneo parigino che premia la vincitrice con 1.120.000, infatti, va sommato il premio speciale promesso dalla Federazione italiana tennis di 400.000 euro per un totale che supera il milione e mezzo di euro.


L’albo d’oro del Roland Garros

1946 OSBORNE DUPONT; 1947 TODD; 1948 LANDRY; 1949 OSBORNE DUPONT; 1950 HART; 1951 FRY; 1952 HART; 1953 CONNOLLY; 1954 CONNOLLY: 1955 MORTIMER; 1956 GIBSON: 1957 BLOOMER; 1958 KORMOCZY; 1959 TRUMAN; 1960 HARD; 1961 HAYDON JONES; 1962 SMITH COURT; 1963  TURNER; 1964 SMITH COURT; 1965  TURNER; 1966 HAYDON JONES; 1967 DURR; 1968  RICHEY; 1969 SMITH COURT; 1970 SMITH COURT; 1971 GOOLAGONG; 1972  KING; 1973 SMITH COURT; 1974 EVERT; 1975  EVERT; 1976 BARKER; 1977 JAUSOVEC; 1978  RUZICI; 1979 EVERT; 1980 EVERT; 1981 MANDLIKOVA; 1982 NAVRATILOVA; 1983 EVERT; 1984  NAVRATILOVA; 1985 EVERT; 1986 EVERT; 1987 GRAF; 1988 GRAF; 1989 SANCHEZ; 1990 SELES; 1991 SELES; 1992 SELES; 1993 GRAF; 1994 SANCHEZ; 1995 GRAF; 1996 GRAF; 1997 MAJOLI; 1998 SANCHEZ; 1999 GRAF; 2000 PIERCE; 2001 CAPRIATI; 2002 WILLIAMS S.; 2003 HENIN – HARDENNE; 2004  MYSKINA; 2005 HENIN – HARDENNE; 2006 HENIN – HARDENNE; 2007 HENIN – HARDENNE; 2008 IVANOVIC; 2009 KUZNETSOVA; 2010 SCHIAVONE.


19/05/2010

Roma candidata alle Olimpiadi del 2020

Roma candidata alle Olimpiadi del 2020

IL VOTO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL CONI. Battuta Venezia, non ha raggiunto i parametri minimi per concorrere. Ma il Veneto non ci sta. Bossi rilancia: «Ci diano le gare acquatiche». Proteste di Zaia e Orsoni

 

Il logo di Roma 2020
Il logo di Roma 2020

ROMA - È Roma la città italiana candidata alle Olimpiadi del 2020. Lo ha deciso a voto palese il Consiglio nazionale del Comitato olimpico riunito al Salone d'Onore del Coni: 9,2 contro i 5,3 di Venezia. Queste le parole ufficiali: «Il Consiglio nazionale del Coni delibera la città di Roma quale città italiana candidata ad ospitare la XXXII edizione dei Giochi Olimpici Estivi e la XVI edizione dei Giochi Paralimpici del 2020».

La riunione del Consiglio del Coni (Emblema)
La riunione del Consiglio del Coni (Emblema)

LE MOTIVAZIONI - Spazi più ampi. Maggiore capacità ed esperienza organizzativa. Strutture già esistenti come il Villaggio Olimpico, oltre ad impianti già costruiti o in fase finale di costruzione. Più poli per le gare, oltre al Villaggio Olimpico. Maggiore ricettività alberghiera. La Commissione di valutazione del Coni ha attribuito a Roma 32,3 su 35 di punteggio, mentre Venezia ha sommato 20,1 su 35 (quindi una valutazione in decimi rispettivamente di 9,2 per la Capitale e 5,7 per la città lagunare). Per tanto sulla base dei criteri Cio, Venezia non raggiungerebbe il parametro 6 (calcolato in decimi) per superare la soglia già individuata dal Cio per Rio 2016.

«CANDIDATI PER VINCERE» - La riunione è stata aperta dalla relazione del presidente del Coni Gianni Petrucci che ha detto: «Noi candidiamo una città per vincere non per partecipare. Sappiamo che le altre città concorrenti saranno agguerrite, ma noi ci chiamiamo Italia». E ancora: «Due candidature: tutte due belle e tutte e due affascinanti, non una contro l'altra. Noi abbiamo agito alla luce del sole: nessuno ha fatto pressioni. Io non ho chiamato nessuno, si alzi qualcuno e dica: mi ha telefonato il presidente del Coni. Oggi votiamo con serenità la delibera che la giunta ha approvato all'unanimità».

UN VOTO CONTRO ROMA - È del senatore della Lega Nord Giuseppe Leoni l'unico voto contrario espresso nel corso della votazione del Consiglio nazionale del Coni che ha deliberato la scelta di Roma come candidata italiana per i giochi Olimpici e Paralimpici del 2020. Contrarietà espressa anche con il grido di battaglia della Lega: «Roma ladrona». Leoni ha poi aggiunto: «Ora ci hanno rubato anche le Olimpiadi».

Il sindaco di Roma (Graffiti)
Il sindaco di Roma (Graffiti)

LE TAPPE - Spiega ancora Petrucci: «Diverse città avevano espresso il desiderio di ospitare i Giochi olimpici, siamo arrivati alla determinazione di due città: Roma e Venezia. Abbiamo stabilito in diverse tappe le procedure che il Coni intendeva seguire. Oggi non ci si può stupire di questo iter. La giunta del 21 ottobre ha nominato un comitato ristretto composto dalle massime autorità del Paese», dice Petrucci sottolineando la qualità della Commissione di valutazione. «Ne fanno parte quelli che io chiamo i colossi dello sport mondiale: Mario Pescante, Franco Carraro, Manuela Di Centa, Francesco Ricci Bitti e Ottavio Cinquanta. A questi aggiungiamo il dottor Pagnozzi, segretario generale dei Comitati olimpici europei, e Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico. Sono fiero che dalla commissione non siano usciti i punteggi dei giudizi», dice ancora. «Questa commissione è garanzia di competenza. Quello che oggi andiamo a proporre è quello che fa il Cio. Abbiamo due candidature belle e affascinanti, oggi possiamo decidere con serenità». Il Codacons ha presentato un ricorso al Tar contro le Olimpiadi. «Noi abbiamo tempo per intervenire sull'argomento», conclude Petrucci.

LA MEDIAZIONE DI BOSSI - Contro la decisione interviene anche Umberto Bossi. «Ora è necessario che Zaia tratti con il sindaco di Roma per vedere se Venezia può ottenere almeno i giochi acquatici», propone il leader della Lega. «Si può trattare» ha aggiunto e a chi gli chiedeva se non si vada, invece, a un muro contro muro tra le due città ha replicato ancora: «si può trovare una mediazione».

SINDACO E GOVERNATORE DELUSI - «Insoddisfacente sia nel merito che nel metodo»: così giudica la decisione del Coni il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, dopo la sconfitta di Venezia. «Siamo assolutamente convinti che la proposta di Venezia non sia stata tenuta nella giusta considerazione e che, invece, avrebbe potuto rappresentare una novità seria per la qualità che esprime. Venezia, capitale universale della bellezza, è il miglior ambasciatore di tutto il nostro Paese nel mondo». Non si arrende il governatore, che considera la scelta un modo per penalizzare il Nord. «Sia chiaro - ha detto ancora Zaia - che non escludiamo un intervento formale in altre sedi. Garantisco inoltre che da oggi spulcerò personalmente l'intera documentazione voce per voce, sviscerando numeri, conti e promesse che sono alla base di una scelta che ritenere sbagliata è un eufemismo». Durissima la reazione del sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni: «Decisione già scritta che non può che lasciare l’amaro in bocca». Dai microfoni di Radio 24, Orsoni attacca il Coni: «Trovo questo modo di comportarsi del Coni vergognoso, che dimostra tutta l’insufficienza dei vertici dello sport italiano che negli ultimi tempi hanno inanellato solo insuccessi nelle varie manifestazioni internazionali. E’ assolutamente ridicolo dire che Venezia non è in grado di gestire eventi internazionali quando è la città in Italia con più presenza di turisti, anche più di Roma».

Redazione online


15/07/2009

Battuta sul papa, dopo le polemiche rimosso il vaticanista del Tg3

Battuta sul papa, dopo le polemiche rimosso il vaticanista del Tg3

 

Decisione del direttore Di Bella. Il giornalista Roberto Balducci è stato rimosso dal suo incarico

 

LES COMBES (VALLE D'AOSTA) - È stato rimosso dal suo incarico, dopo le polemiche scoppiate ieri a causa di un servizio sul papa, il vaticanista del Tg3, Roberto Balducci. Ne danno notizia fonti della redazione del Telegiornale. Balducci aveva inviato ad Antonio Di Bella, direttore del Tg3, una lettera, nella quale, spiega lo stesso direttore, «ribadisce il rispetto per il Vaticano, si dispiace di aver procurato una danno alla testata e all'azienda e si rimette alla valutazione da parte del direttore». Ricevuta la lettera Di Bella ha comunicato al cdr che Balducci collega non seguirà da oggi il Vaticano.

LA VICENDA - Tutto è nato dal servizio su Benedetto XVI andato in onda domenica sera. «Domani il Papa va in vacanza e ci saranno anche due gatti... che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un po' di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare ancora le sue parole». Il riferimento (poi rivelatosi infondato) di Balducci era ai due gattini, uno grigio un po' malandato e uno bianco e nero, dal pelo lucido e folto, che il Pontefice dovrebbe trovare nella villetta di Les Combes, in Val d'Aosta, dove Ratzinger trascorrerà un periodo di riposo. Ma lo scivolone ironico del giornalista del Tg3 sui «due gatti» e i «proverbiali quattro» ha scatenato le polemiche. Il giornalista fa chiarezza sulle ragioni della «battuta» sui «quattro gatti» del Papa: «La frase è un inciso retta da ’gli strapparono un sorriso’ (i gatti di montagna perfino quello malandato), almeno quanto i proverbiali (sottolineo proverbiali) quattro gatti, forse molti di più (con immagine del saluto e del sorriso e della piazza piena), che hanno il coraggio e la pazienza di ascoltare».


25/05/2009

Notte al Museo 2, cambiata la battuta su Berlusconi «pronipote» di Napoleone

Notte al Museo 2, cambiata la battuta su Berlusconi «pronipote» di Napoleone

 

La versione al cinema diversa dal dialogo anticipato da «Sorrisi e Canzoni». Un cambiamento piccolo ma significativo: «C'è pure chi lo ama» diventato «tout le monde lo ama»

 

 

La scena di Notte al Museo 2 in cui Napoleone parla del suo pronipote Berlusconi (Omega)
La scena di Notte al Museo 2 in cui Napoleone parla del suo pronipote Berlusconi (Omega)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MILANO - Napoleone & Silvio, il giallo continua: nel film «Notte al Museo 2», ora nelle sale, è cambiata la battuta su Berlusconi «pronipote» cinematografico di Napoleone anticipata da Sorrisi. Lo rivela Tv Sorrisi e Canzoni in edicola martedì. «Ho tanti discendenti in Italia» dice Bonaparte nel film «Notte al museo 2». «Uno di loro è alla mia altezza, è un pezzo grosso, è un uomo molto potente e spiritoso... Una volta cantava sulle navi…»

IL GIALLO - Un piccolo giallo è nato nel frattempo sulla battuta successiva. Al protagonista (Ben Stiller) che diceva di non conoscerlo, Napoleone rispondeva: «Eppure lo conoscono tutti e c'è pure chi lo ama». In sala la battuta suona invece così: «Eppure lo conoscono tutti e tout le monde lo ama». Un cambiamento piccolo ma significativo. Chi è andato al cinema se ne è forse accorto; la versione pubblicata da Sorrisi risulta però da un documento ufficiale: la lista dialoghi usata dai doppiatori. Fino a un certo punto della lavorazione, il dialogo è stato quindi quello riportato da Sorrisi. Chi e perché, allora, ha cambiato la battuta? «Nella versione americana» dice Osvaldo De Santis, presidente e amministratore delegato della 20th Century Fox Italia, «alcuni personaggi facevano riferimenti storici a eventi o personaggi poco conosciuti, e perciò cambiando alcuni dialoghi abbiamo cercato di aggiungere un sorriso dove altrimenti non ci sarebbe stato. In quel dialogo in particolare, per la versione definitiva la nuova battuta ci è sembrata più carina e che suonasse meglio, con quel "tout le monde" che le dona un aroma francese».


04/05/2009

Tom Hanks: «Per Angeli e demoni aspettiamo i Berlusconi?»

Tom Hanks: «Per Angeli e demoni aspettiamo i Berlusconi?»

 

Anteprima mondiale del film a roma. La battuta accolta dal pubblico con una gran risata

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ROMA - «Vedo dei posti liberi lì in sala. Mister e mrs Berlusconi si dovevano sedere là. Che facciamo li aspettiamo per cominciare la proiezione?». È la battuta, accolta da una grande risata e un applauso del pubblico che ha fatto Tom Hanks lunedì in Sala Petrassi all'Auditorium Parco della Musica di Roma dove è andata in onda l'anteprima mondiale di Angeli e demoni.

LA PRIMA - Il regista del film Ron Howard, il cast e Dan Brown, l'autore del best seller da cui il film è tratto, sono arrivati per la premiere che si è svolta in un'atmosfera hollywoodiana nella capitale. All'entrata dell'Auditorium, oltre al consueto tappeto rosso, fin dalle prime ore del pomeriggio circa 400 fan della saga di Brown diventata un fenomeno mondiale con il Codice da Vinci, si sono assiepati ai lati della passerella per aggiudicarsi una delle magliette del film che venivano distribuite e con la speranza di ricevere uno dei biglietti gratuiti per la proiezione regalati alla fine. Ad accogliere la troupe, il cast e gli ospiti ai lati del red carpet c'erano 25 finte guardie svizzere e nove imponenti statue di angeli e demoni che nei pilastri trasparenti richiamavano alcuni elementi della storia, come l'aria, l'acqua, la terra e la setta degli illuminati. Inoltre sull'esterno dell'Auditorium venivano proiettate immagini di San Pietro e della Cappella Sistina, a ricordare l'ambientazione romana della trama.

OSPITI - Tra gli ospiti all'anteprima sono arrivati Paolo Bonolis, Ursula Andress, Walter Veltroni, Maria Grazia Cucinotta, Fausto Brizzi ed Enrico Montesano. Gli attori, tra cui Pierfrancesco Favino, Ewan McGregor e la star femminile della pellicola, Ayelet Zurer, e il regista, prima di entrare nella Sala Petrassi, si sono fermati a firmare autografi e a rispondere alle domande delle numerose troupe televisive lungo il tappeto rosso. «Queste statue e il red carpet mi ricordano che è tutto intrattenimento - ha detto Ron Howard - qui si tratta di cinema e fiction, è una cosa che va sempre tenuta presente. Anche se il film tratta di argomenti importanti non bisogna dimenticare che è pur sempre stato fatto per divertire».


18/02/2009

Battuta di Berlusconi sui desaparecidos L'Argentina convoca l'ambasciatore

Battuta di Berlusconi sui desaparecidos L'Argentina convoca l'ambasciatore

 

Frase pronunciata durante la campagna elettorale sarda a Cagliari. Secondo fonti di Roma si tratta di un equivoco: il premier voleva stigmatizzare chi lo considera un dittatore

 

 

BUENOS AIRES - Il ministero degli Esteri dell'Argentina ha convocato l'ambasciatore italiano, Stefano Ronca, per esprimere «la profonda preoccupazione» per le presunte frasi attribuite al premier Silvio Berlusconi sulla tragedia dei desaparecidos.

SCHERZO MACABRO - Tutto nasce venerdì scorso durante la chiusura della campagna elettorale a Cagliari per le regionali della Sardegna. Secondo il quotidiano argentino Clarin, che cita un servizio dell'Unità, Berlusconi avrebbe «scherzato» sulla vicenda dei desaparecidos in Argentina e sulla fine delle persone sequestrate dai militari. «Li portavano sull'aereo poi dicevano: è una bella giornata, andate fuori un po' a giocare», avrebbe detto il Cavaliere riferendosi voli della morte, con i quali venivano eliminati gli oppositori (spesso dopo essere stati torturati) del regime militare tra il 1976 e il 1983). Le vittime venivano lanciate vive e sedate da aerei militari nelle acque del Rio de la Plata.

EQUIVOCO - Fonti del governo italiano precisano che si tratta di un equivoco. Il presidente del Consiglio intendeva all'opposto sottolineare l'efferatezza dei crimini commessi contro i dissidenti e la tragedia dei desaparecidos per spiegare, aggiungono le fonti, come si sentisse offeso e insultato dai suoi oppositori che lo paragonano ai dittatori.

CLAMORE IN ARGENTINA - L'articolo di Clarin ha un richiamo in prima pagina dal titolo «Berlusconi, macabro con i desaparecidos», e precisa che «non è chiara la ragione» delle frasi del primo ministro italiano sui desaparecidos. L'articolo del quotidiano è stato ripreso dall'agenzia locale Telam e ha subito avuto ampia eco nelle tv e nei siti online a Buenos Aires, dove la presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, Estela de Carlotto, ha detto di «sentirsi offesa» dopo aver letto quanto riferito dal quotidiano. «Nei confronti degli argentini - ha ricordato - c'è sempre stata grande solidarietà, sia dai precedenti governi italiani sia da parte della giustizia».