17/11/2010

Apple vs Apple, una guerra lunga 30 anni

Apple vs Apple, una guerra lunga 30 anni

Tra la società di Steve Jobs e i Beatles molti scontri in tribunale per colpa di un nome e di un simbolo troppo simili. Cronistoria di tre decenni di lotte che hanno preceduto lo storico accordo del 16 novembre.

Continua...


05/05/2010

Le «balle spaziali» di Giacobbo

Le «balle spaziali» di Giacobbo

L’ultima puntata di «Voyager» e la favola sulla morte di Paul McCartney

 

Roberto Giacobbo (Infophoto)
Roberto Giacobbo (Infophoto)

Contane un’altra, Bob. Roberto Giacobbo ci delizia con le sue «balle spaziali». L’ultima puntata di «Voyager» era dedicata a una leggenda metropolitana vecchia di quasi cinquant’anni: la fola sulla morte di Paul McCartney (talvolta citata come PID, Paul Is Dead), è una delle prime e più note teorie del complotto sul mondo del rock (Raidue, lunedì, ore 21,10). La storia inizia a circolare nel 1969; la tesi era che Paul fosse deceduto nel 1966 in un incidente stradale (nello schianto sarebbe rimasto decapitato), e fosse stato sostituito da un sosia, da un doppio. La leggenda, che ovviamente non è stata mai provata, troverebbe le sue conferme proprio in alcuni messaggi in codice disseminati dai Fab Four per alimentare la chiacchiera, da copertine allusive come quelle di «Abbey Road» e di «Sgt. Pepper» a messaggi incisi al contrario nei dischi. Internet è zeppo di siti che raccontano nei minimi dettagli, con prove spacciate per inoppugnabili, la morte di Paul; ma questa è solo la prova lampante che il Web è anche pieno di panzane e che se un maniaco ha la possibilità di esprimersi, si esprime da maniaco. Giacobbo sa come camminare sull’orlo del burrone. Spara la balla ma la avvolge con mille cautele: «teoria apparentemente incredibile», «forse solo una leggenda metropolitana », «qualcosa non torna».

Per creare l’effetto veridittivo, Giacobbo è andato in Inghilterra, sui luoghi del presunto incidente e si è appoggiato a una recente inchiesta della versione italiana di «Wired» (per «cambiare il mondo» «Wired» si occupa di queste cose?). William Campbell, questo sarebbe il nome del Paul Mc Cartney che conosciamo dal 1966 a oggi, dovrebbe avere due doti uniche e inconfutabili: assomigliare come una goccia d’acqua al bassista dei Beatles (e fin qui ci siamo, pur fra mille difficoltà) ma, soprattutto, essere bravo come Paul dal punto di vista musicale e scrivere canzoni come Penny Lane, Hey Jude, Let it Be. Finora l’unico doppio dei Beatles è il «Doppio Bianco».

Aldo Grasso


01/11/2009

La donna che aveva le chiavi di Disneyland

La donna che aveva le chiavi di Disneyland

 

Esce l'autobiografia di Chris O'Dell, la groupie più famosa al seguito di Beatles e Rolling Stones, per lei anni di droga, sesso e rock&roll: poi il matrimonio e l'addio agli eccessi


Chris O'Dell oggi
Chris O'Dell oggi

George Harrison le dedicò una canzone. I Rolling Stones fecero apparire una sua foto sul retro dell’album “Exile on Main Street”. Mike Jagger, Bob Dylan ed Eric Clapton furono solo tre dei tanti musicisti che ebbero una relazione con lei. Chris O'Dell è stata probabilmente la groupie più famosa della storia della musica. Negli anni '60 e '70 accompagnò nei loro tour mondiali gruppi come i Beatles e i Rolling Stones e finì a letto con numerosi artisti. Adesso a 62 anni pubblica la sua autobiografia «Miss O'Dell: My Hard Days And Long Nights With The Beatles, The Stones, Bob Dylan, Eric Clapton And The Women They Loved» (La signorina O'Dell: i miei giorni e le mie lunghe notti con i Beatles, i Rolling Stones, Bob Dylan, Eric Clapton e le donne che loro amarono) che è stata prontamente anticipata dai giornali britannici. Per descrivere quegli anni pieni di eccessi e di amori sconvolgenti la sessantaduenne, originaria dell'Arizona, usa una frase breve, ma chiara: «Era come avere le chiavi di Disneyland».

AMORE LIBERO - Come racconta il Daily Telegraph Chris aveva solo 20 anni quando nel 1967 lasciò la città americana di Tucson e sbarcò a Londra. Aveva solo 60 sterline nelle tasche, ma era molto carina e trovò subito lavoro come assistente alla "Apple Records", la casa discografica dei Beatles. Erano gli anni della "swinging London", l'edonismo e il pacifismo la facevano da padrone e la Beatlesmania aveva raggiunto l'apice. Il suo primo amore celebre fu quello con George Harrison e il chitarrista dei Fab Four perse talmente la testa per la ragazza americana che la invitò a vivere a casa sua assieme alla moglie. Inizialmente le compagne e le mogli dei 4 ragazzi di Liverpool furono molto fredde con lei, ma presto le idee dell'amore libero e l'atmosfera rivoluzionaria eclissarono la diffidenza femminile. Chris divenne grande amica sia di Pattie Boyd, compagna di Harrison sia di Maureen Starkey, moglie di Ringo Starr. Uno dei passi più divertenti del libro, secondo il Telegraph, è quello in cui la O’Dell racconta un insolito dialogo tra George Harrison e Ringo Starr. Il primo confessa al secondo di aver fatto sesso con sua moglie Maureen: «Sai, Ringo, mi sono innamorato di tua moglie» dice Harrison mentre i due assieme alla O'Dell sono nella cucina della casa del batterista: «Meglio tu che qualcuno che non conosco» taglia corto Ringo Starr che subito si consola proprio con la O'Dell. I due, al tempo, ebbero una relazione di tre mesi e poi rimasero grandi amici.

SESSO, DROGA E ROCK’N’ ROLL - Nell'autobiografia la scrittrice non nasconde lo stile di vita dissoluto all'insegna della triade "sesso, droga e rock’ n' roll". «Non facevamo altro che bere qualsiasi cosa, prendevamo coca, anfetamina e fumavamo erba» scrive la sessantaduenne. Molto divertente è anche il passo in cui racconta di un volo aereo assieme a John Lennon e Yoko Ono: «C'erano forti turbolenze e John e Yoko cominciarono a cantare l’Hare Krishna. Alla fine cantammo insieme fino all'atterraggio. In quei momenti pensavo che se fossi morta almeno avrei guadagnato le prime pagine dei giornali». Quando i Beatles si sciolsero Chris divenne assistente personale dei più famosi rivali dei "Fab Four", i Rolling Stones. Li accompagnò per tutto il tour del 1972 e finì più volte a letto con Mick Jagger, leader del gruppo. Due anni dopo fu la volta di Bob Dylan che la assunse come "tour manager". La loro relazione fu turbolenta e dopo altri amori prestigiosi come con Eric Clapton, la O'Dell abbandonò il mondo del rock e si sposò con Anthony John Mark Russell, figlio del Barone di Ampthill, membro della Camera dei Lords: «Passai dalle rock star all'aristocrazia» dichiara con una punta d'ironia al Daily Mail la sessantaduenne.

NIENTE PIU' DROGA - A chi le chiede come è possibile che abbia avuto relazioni solo con rock star, la O'Dell spiega che quel mondo era fatato, ma anche molto chiuso: «La cerchia dei Beatles era molto stretta» dichiara la sessantaduenne. Alla fine decise di lasciare il mondo del rock perchè temeva di aver raggiunto un punto di non ritorno. Le droghe, il bere, il sesso occasionale sembravano aver preso la meglio su di lei e allora ebbe la lucidità di dire basta a quel business autodistruttivo. La dipendenza dalla droga è ormai solo un vecchio ricordo. Da circa 20 anni la O'Dell, che si è sposata quest'anno per la seconda volta, è pulita ed è tornata a vivere in Arizona. Prima di scrivere il libro ha aspettato la morte di George Harrison, mentre Ringo Starr le ha dato l'autorizzazione a raccontare le vicende di quegli anni. «Oggi abbiamo tutti 60 anni» dichiara la O'Dell con un po’ di malinconia. «Alcuni addirittura vanno verso i settanta. Ognuno è cresciuto abbastanza per accettare quello che è accaduto negli anni passati».

Francesco Tortora


28/02/2009

Gli U2 come i Beatles: concerto in quota

Gli U2 come i Beatles: concerto in quota

 

La band irlandese si è esibita in cima al quartier generale della Bbc, regalando ai fan in visibilio due nuovi brani, nel 1969 lo show quartetto di liverpool sul tetto della apple

Concerto a sorpresa degli U2 sul tetto della Bbc, a Londra. Nel 1969 il precedente dei Beatles: l'ultima esibizione pubblica del quartetto di Liverpool avvenne sul tetto della Apple (Reuters)

Concerto a sorpresa degli U2 sul tetto della Bbc, a Londra. Nel 1969 il precedente dei Beatles: l'ultima esibizione pubblica del quartetto di Liverpool avvenne sul tetto della Apple

(Reuters)


LONDRA - Sono passati 40 anni e un mese dal mitico concerto dei Beatles sul tetto della Apple Records, in Savile Row a Londra, il 30 gennaio 1969. È stata l'ultima esibizione pubblica del quartetto di Liverpool. Nel 2009, in una sorta di omaggio, sono stati gli U2 a salire sul tetto del quartier generale della Bbc a Regent Street, per un mini-show "segreto" (in realtà largamente annunciato grazie al tam-tam su internet) a cui sono accorse migliaia di fan. Bono e compagni dall'alto del palazzo anni '20 hanno regalato alla folla in visibilio due brani dal loro nuovo album, «Get on your boots» e «Magnificent», poi due classici del loro repertorio, «Vertigo» e «Beautiful Day». «Grazie a tutti voi per averci regalato una vita bellissima - ha gridato Bono -, questa è la prima volta che suoniamo le nostre nuove canzoni». Il gruppo è apparso nella breve esibizione in grande forma, con una notevole potenza sonora e un grande calore, nonostante la temperatura rigida della sera. Lo show è stato trasmesso in diretta sul sito internet dalla televisione pubblica britannica.

(Reuters)

 

(Reuters)

(Ap)

(Ap)

(Ap)

In alto, il concerto dei Beatles sul tetto della Apple Records in Savile Row 3 a Londra, il 30 gennaio 1969 (da internet); sotto, 40 anni dopo, il mini-live degli U2 in cima al quartier generale della Bbc, in Regent Street

 


12/11/2008

«Eleanor Rigby» è esistita davvero: la prova all'asta per beneficenza

«Eleanor Rigby» è esistita davvero: la prova all'asta per beneficenza

Il documento reso noto da mccartney. Su un foglio la firma di una giovane che aveva lo stesso nome della protagonista del celebre pezzo

 

 

 

 

Il foglio con la firma di 'Eleanor Rigby'
Il foglio con la firma di "Eleanor Rigby"

 

 

 

 

MILANO - È una delle più celebri canzoni dei Beatles. "Eleanor Rigby", contenuta nell'album Revolver, ha appassionato per anni critici, musicologi e appassionati del quartetto di Liverpool che hanno tentato di scoprire chi fosse la protagonista del pezzo. A sciogliere il nodo è stato lo stesso Paul McCartney, autore della canzone: Sir Paul ha inviato al Sunbeam trust charity (un ente di beneficenza) un foglio con la firma di una tale Eleanor Rigby risalente al 1911: all'epoca Eleanor era una giovane inserviente nelle cucine dell'Ospedale di Parkhill a Liverpool.

ISPIRAZIONE - L'identità della misteriosa ragazza che nella famosa melodia «muore nella chiesa dove viene sepolta ma nessuno va a salutarla» è stata oggetto di molteplici indagini. Negli anni Ottanta, scrive The Guardian, una lapide con il nome di Eleanor Rigby (nata nel 1895 e morta nel 1939 e che dunque nel 1911 aveva 16 anni) venne individuata in un cimitero a Woolton, Liverpool, a pochi chilometri da dove Paul McCartney e John Lennon si incontrarono e diedero vita ai Fab Four, insieme a George Harrison e Ringo Starr. Si tratta molto probabilmente della stessa Eleanor Rigby che lavorava nell'ospedale di Parkhill. McCartney ha ammesso che il nome sulla lapide potrebbe aver influenzato a livello inconscio la decisione di intitolare la canzone con il nome della ragazza, malgrado per anni il musicista abbia affermato che il titolo era stato ispirato dal nome della protagonista del film Help! (Eleanor Bron) e dal cognome (Rigby) di un mercante di vini di Bristol. Non è chiaro quando McCartney sia venuto in possesso del foglio del libro contabile su cui è apposta la firma di Eleanor Rigby e che ora andrà all’asta al Fame Bureau dell’Idea Generation Gallery di Londra insieme alla catena con lucchetto di Sid Vicious e la chitarra di Dee Dee dei Ramones.


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13/09/2008

NUOVA BIOGRAFIA SUI

NUOVA BIOGRAFIA SUI

Il libro scritto da Philip Norman «Lennon amava McCartney». Nuova biografia sui Beatles: «John considerava Paul più di un semplice amico». Yoko Ono infuriata

 

John Lennon e Paul McCartney
John Lennon e Paul McCartney
"All you need is love" cantavano i Beatles, in uno dei maggiori successi della band di Liverpool, scritta da John Lennon, ma accreditata, come la maggior parte della composizioni alla coppia Lennon-McCartney. E su un'ambigua relazione tra i due musicisti specula malignamente l'ultima biografia suii Beatles, "John Lennon: The Life", scritta da Philip Norman. Biografia che ha fatto infuriare la vedova Yoko Ono e lo stesso McCartney.
«INDIGNATI» - Secondo il libro del giornalista inglese, esperto musicale e già autore di una famosissima biografia sui "Fab Four" ("Shout!", bestseller del 1981), John Lennon lottava contro un forte complesso di Edipo e in Paul McCartney vedeva qualcosa di più di un semplice compagno di gruppo. Lennon desiderava - secondo il biografo - dormire con la madre. Il diretto interessato, ucciso a New York nel 1980, non può certo difendersi. Ma Yoko Ono e l'ex Beatle Paul McCartney, scrive il tabloid britannico The Mirror, sono a dir poco indignati, anche per avere contribuito alla stesura del libro. La 75enne Yoko ha infatti acconsentito a farsi intervistare per "The Life", a cui ha collaborato anche McCartney. I due ora stanno prendendo le distanze dal libro e Yoko Ono ha ritirato il suo consenso.

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