03/02/2012

La Corte dell'Aja: la Germania non deve risarcire le vittime italiane dei nazisti

La Corte dell'Aja: la Germania non deve risarcire le vittime italiane dei nazisti

Westerwelle: «Bene, riconosciuto il diritto. Ora collaboriamo con Roma». Sentenza storica: l'Italia «ha mancato di riconoscere l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale» a Berlino

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09/01/2012

Merkel in pressing : ora la Tobin Tax Anticipato a gennaio il vertice sul Patto Ue

Merkel in pressing : ora la Tobin Tax Anticipato a gennaio il vertice sul Patto Ue

LA CRISI, L'EUROPA. Il Cancelliere: «Le trattative vanno bene». Sarkozy: «Priorità al lavoro. L' euro? Non c'è alternativa»

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08/09/2011

Berlino, arrestati due sospetti terroristi

Berlino, arrestati due sospetti terroristi

Si sarebbero procurato materiale chimico. Secondo la polizia stavano preparando un attacco di matrice islamica. Perquisite le loro case

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30/08/2011

Quando i ricchi vogliono essere tassati

Quando i ricchi vogliono essere tassati

Dalla germania alla francia cresce il fronte dei miliardari che vuole pagare di più. Un gruppo di tedeschi ha chiesto l'aumento delle imposte. «Cerchiamo di fermare il divario tra le classi sociali»

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15/02/2011

New York e Francoforte si fondono Nasce la Borsa più potente del mondo

New York e Francoforte si fondono Nasce la Borsa più potente del mondo

Agli azionisti della piazza tedesca il 60% della nuova società. Deutsche Borse e Nyse Euronext insieme creano la piazza finanziaria più grande: sinergie per 300 milioni di euro

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19/06/2010

Ecco Zefiro, il «tubo aperto» che concorre per l'Alta velocità di Trenitalia

Ecco Zefiro, il «tubo aperto» che concorre per l'Alta velocità di Trenitalia

Nella fabbrica Bombardier a Henningsdorf. Carrozze con presa per la corrente, luce per leggere, display con dettagli di viaggio e connessione internet

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BERLINO - Carrozza di seconda classe da Roma a Milano, poi sala per una riunione in videoconferenza nel viaggio verso Parigi. E, di seguito, nuovamente carrozza, ma di prima classe, con televisione e cinema. Nella fabbrica di Henningsdorf che quest’anno festeggia il secolo di attività, Bombardier - la mutinazionale canadese dei trasporti (per quanto riguarda i treni, è presente in 60 paesi con oltre 100 mila veicoli) che nel 2001 ha rilevato lo stabilimento - presenta la «famiglia Zefiro», i treni per l’Alta velocità candidati anche alla gara italiana per i 50 nuovi Frecciarossa. Con 850 treni costruiti negli ultimi vent’anni specificamente per questo settore, con le tecnologie Eco4 lanciate due anni fa (per riusare e risparmiare fino al 30% di energia) e con l’alleanza stretta con Ansaldo Breda, Bombardier promette, oltre ai trasporti rapidi, «la via più veloce per salvare il pianeta».

SEGRETI DEL TUBO - «Tubo aperto» è il termine usato per il design delle carrozze, «trasformabili» grazie ad un sistema di guide scorrevoli (C-rails: un po’ come le guide che si montano sul soffitto per alcuni tipi di tende) che permette di apparire e scomparire o di essere sostituito a pareti divisorie, tavolini, rastrelliere per bagagli, poltrone, supporti per bagagli extra e monitor. Ogni posto ha una presa per la corrente, la luce per leggere, display con i dettagli di viaggio e la connessione internet wi-fi.

LA FAMIGLIA - Sono diversi perché l’Alta velocità non è la stessa per tutti. In Cina, per esempio, dove i percorsi sono lunghissimi, viaggia già il vagone letto più veloce del mondo: lo Zefiro 250, con 8 o 16 carrozze, che può offrire fino a 122 posti a sedere, 480 letti e 16 posti letto extra lusso, ma circola anche nella versione «giorno». C’è poi il V300 Zefiro, che può viaggiare fra i 300 e i 360 Km/h e, in composizioni da 8 o 16 carrozze, ed è la versione proposta anche per l’Italia, in accordo con Ansaldo-Breda. Dovesse aggiudicarsi la gara da 1,2 miliardi di euro indetta da Trenitalia (l’altro concorrente è Alstom, francese, che firma tra l’altro Italo, il treno ad alta velocità di NTV, la Nuovo Trasporto Viaggiatori di Luca Cordero di Montezemolo e Diego della Valle) negli stabilimenti di Vado Ligure (Bombardier) e Pistoia (Ansaldo) sarebbero costruite non solo i 50 treni «italiani» ma ha anche altri convogli destinati al mercato europeo. Oltre alle carrozze che possono cambiare lay-out, ci sono i vagoni «silenziosi» per chi non vuol saperne di telefoni né di computer, bistrot e ristorante. Infine Zefiro 380, il più veloce, dal «naso» a forma di aeroplano «rubata» dai tecnici «all’esperienza Bombardier nel campo dell’aviazione».

PAESE CHE VAI… - L’Italia, con tratti relativamente brevi, ha bisogno di treni capaci di accelerare velocemente, oltre che di viaggiare in fretta. La Cina, accanto ai treni-letto, adotterà i velocissimi 380. Ma anche gli Stati Uniti - dove il basso costo dei carburanti ha sino ad ora favorito i trasporti aerei e le automobili - stanno scoprendo il treno. E nonostante la crisi mondiale, il settore ferroviario dell’alta velocità è in espansione: le stime indicano nel 135% la crescita del 2009 rispetto ai tre anni precedenti. Ai 10.739 chilometri di linee veloci esistenti l’anno passato in tutto il mondo, se ne aggiungeranno presto altri 13mila chilometri già in costruzione. I super-treni corrono già in Belgio, Francia, Germania, Italia, Inghilterra, Taiwan, Taipei, Giappone, Corea e Stati Uniti; stanno per arrivare in Olanda e Turchia ed hanno progetti Argentina, Brasile, India, Marocco, Polonia, Portogallo, Russia e Arabia Saudita. La Cina pensa di allungare la sua rete per arrivare ad un’estensione di 5mila chilometri nel 2020.

Laura Guardini


15/11/2009

Sarkò picconatore a Berlino? La Rete lo castiga con le foto burla

Sarkò picconatore a Berlino? La Rete lo castiga con le foto burla

 

Il caso. L'immagine del presidente francese a Berlino scatena la fantasia degli internauti

 

Le foto brula in Rete: sopra Sarkozy nell’affresco di Michelangelo

 

PARIGI - Tutto è cominciato con la pubblicazione di una foto su Facebook. L'immagine, che sarebbe stata scattata il 9 novembre del 1989 e postata dallo stesso Nicolas Sarkozy, ritrae l'attuale presidente francese mentre piccona una sezione del Muro di Berlino. Alcuni internauti, già a poche ore dalla pubblicazione della foto, hanno subito messo in discussione l'autenticità dell'immagine e molti hanno sottolineato di non credere che in quella giornata storica di 20 anni fa il Presidente fosse a Berlino. Alcuni buontemponi invece hanno immediatamente ideato le contromosse. Hanno creato diversi gruppi su Facebook e su Twitter in cui prendono in giro il Presidente francese dimostrando, prove (fasulle) alla mano, che Nicolas Sarkozy, nei momenti più importanti della storia dell'umanità, è sempre stato al posto giusto nel momento giusto.

IL PRESIDENTE ONNIPRESENTE - Grazie alla fantasia del popolo del web, Sarkò diventa non solo il principale protagonista degli eventi che hanno segnato la storia francese (dalla presa della Bastiglia fino ai mondiali di calcio del 1998 vinti dalla nazionale transalpina), ma anche delle più famose vicende internazionali. Sul blog "Coups droits" di Alain Auffray, giornalista del quotidiano di sinistra Liberation, l'utente Hunter scrive che da oggi in poi «la storia dell'umanità deve essere riscritta». Infatti dalle immagini postate sulla rete si evince che il Presidente Francese è il vero artefice della storia. Egli sostituisce addirittura Dio e nell’affresco La Creazione di Adamo di Michelangelo lo vediamo, con vistosi occhiali da sole e circondato dagli angeli, dare vita al primo essere umano. La volontà di Sarkò può tutto: come mostrano le immagini postate sul web è lui che crea da solo le tre Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino a Giza, in Egitto. È lui che scopre l'America al posto di Colombo nel 1492 ed è alla guida del popolo parigino durante la Rivoluzione Francese. È la sua sagoma quella vicino a Winston Churchill a Yalta durante il celebre summit della Seconda Guerra Mondiale nel 1945. È sempre l'attuale Presidente francese il primo essere umano a mettere piede sulla Luna. E poi è lui che ferma i carri armati in Piazza Tienanmen. Infine Sarkò è anche il protagonista di scoperte scientifiche e di eventi più «popolari». Ad esempio la vera mente che inventa la penicillina è quella del Presidente francese. E nonostante tutti gli impegni che ha, riesce anche a diventare il quinto membro dei Beatles e il vincitore di una medaglia olimpica.

COMMENTI IRONICI - I commenti ironici sul web la fanno da padrone: «Peccato che quel giorno Sarkò fosse in Inghilterra per registrare canzoni insieme ai Beatles - scrive un utente che usa il nickname "Franpi Barriaux" su Twitter - Sicuramente avrebbe impedito l'uccisione di Kennedy». E tornando alla notte dei tempi un altro utente spiega: «Giocando con due pietre, Sarkozy scoprì il fuoco». E ancora: «Fu proprio lui ad accordare la chitarra di Jimmy Hendrix prima del concerto di Woodstock>. Per adesso Sarkozy non ha ancora rilasciato nessun commento e nessuno sa se sia infastidito dalla burla multimediale. Sulla sua pagina di Facebook sono arrivati molti commenti violenti. Molti accusano il presidente di essere un bugiardo per aver scritto che la notte del 9 novembre del 1989 era a Berlino: «Ecco un'altra bugia del nostro presidente» taglia corto un utente di Facebook, mentre altri usano l'ironia: «Sicuramente signor presidente. La credo. Anch’ io, assieme a mio fratello, quel giorno, ho distrutto il muro. Ma nel mio giardino». Anche il giornalista francese Alain Auffray ha definito «una menzogna» il post del presidente pubblicato sul social network: «È impossibile che Sarkozy fosse a Berlino quel giorno - scrive il redattore di Liberation sul suo blog -. La mattina del 9 novembre nessuno né a Parigi, né a Berlino, poteva immaginare che il muro sarebbe crollato. Solo alle 20 si è cominciato a parlare di libera circolazione dei berlinesi. E non prima delle 23 i cittadini di Berlino Est hanno cominciato ad ammassarsi davanti alla frontiera».

 

LA FOTOGALLERY

Francesco Tortora

corriere.it


Francia: polemica su una foto di Sarkozy a Berlino alla caduta del Muro

Francia: polemica su una foto di Sarkozy a Berlino alla caduta del Muro

 

Siti e giornali francesi smentiscono il presidente sulla data: non era là il 9 novembre 1989. Ma il primo ministro Fillon assicura di averlo incontrato tra la porta di Brandeburgo e il check-point Charlie

 

Sarkozy piccona il Muro (da Libération.fr)
Sarkozy piccona il Muro (da Libération.fr)

PARIGI - Scoppia la polemica in Francia sulla presenza di Nicolas Sarkozy a Berlino il 9 novembre 1989 quando cadde il Muro. Il presidente francese domenica ha messo su Facebook il ricordo di quel giorno e una foto che lo ritrae mentre sta picconando la divisione in cemento armato, ma molti giornali e siti internet mettono in dubbio l'autenticità non tanto della foto in sé, ma la data esatta.

LE MONDE - Secondo "Le Monde", Sarkozy si sarebbe "sbagliato" di una settimana, visto che il suo viaggio a Berlino risalirebbe al 16 novembre 1989. In particolare, un'agenzia AFP, datata 17 novembre, riferiva di un viaggio di Nicolas Sarkozy, Alain Juppé e Jean-Jacques de Peretti a Berlino il 16 novembre. Proprio M. de Peretti, che in un primo tempo aveva confermato la versione di Sarkozy, ha confermato di non essere stato a Berlino «due volte». E lo stesso Alain Juppé, in una sua biografia, parla del 16 novembre.

FILLON: «ERA A BERLINO, L'HO VISTO» - A difendere il presidente è il primo ministo François Fillon, che assicura di aver incrociato Sarkozy a Berlino proprio la sera del 9 novembre 1989. «Ero a Berlino dal 7 novembre per partecipare a un dibattito sulle relazioni Est-Ovest», ha spiegato Fillon, che a quei tempi faceva parte della commissione Difesa dell'Assemblea nazionale. «Abbiamo passato tutto il pomeriggio e la serata ad assistere alle prime grandi manifestazioni nei pressi del Muro. Verso le 23 abbiamo incrociato tra la porta di Brandeburgo e il check-point Charlie Alain Juppé (allora primo ministro), che era accompagnato da Nicolas Sarkozy e da Philippe Martel, responsabile delle relazioni internazionali del Rpr (l'ex partito gollista)», ha detto il premier.


13/11/2009

Germania, due morti dopo il vaccino

Germania, due morti dopo il vaccino

 

VIRUS A. Il decesso il giorno dopo l'immunizzazione. L'autopsia determinerà se ne è stata davvero la causa

 

BERLINO - Due persone sono morte in Germania poco dopo essersi fatte vaccinare contro l'influenza A. Lo rivela il quotidiano 'Bild', secondo il quale a Wuppertal, nei pressi di Colonia, un uomo di 46 anni è stato rinvenuto cadavere nella toilette dell'azienda in cui lavorava un giorno dopo essersi fatto vaccinare. Il portavoce della locale procura, Wolf-Tilmann Baumert, ha confermato che è stata «ordinata un'autopsia» per stabilire se ci sia un nesso tra il decesso e la vaccinazione contro il virus H1N1. I medici dovranno anche spiegare se la morte possa essere stata prodotta da una reazione allergica, anche se l'uomo prima di farsi vaccinare aveva esplicitamente dichiarato per iscritto di non soffrire di allergie.

LA DONNA - Anche nel land orientale della Turingia una donna di 65 anni è morta il giorno dopo la vaccinazione a cui si era sottoposta. Il marito della vittima ha spiegato che subito dopo l'inoculazione del vaccino la moglie non aveva avvertito alcun disturbo, mentre dopo cena ha subito un infarto ed è deceduta dopo il ricovero in ospedale. A Duesseldorf un uomo di 30 anni ha invece subito uno choc anafilattico dopo essere stato vaccinato. A salvarlo è stato il fatto che si trovava ancora nello studio del suo medico curante, il quale ha spiegato che c'è un margine di tempo di 90 secondi per poter intervenire con successo. Condotto in ospedale, il paziente è stato dimesso due ore dopo.


04/11/2009

General Motors terrà Opel Chrysler, Marchionne svela il piano

General Motors terrà Opel Chrysler, Marchionne svela il piano

 

La replica di berlino: «Inaccettabile». Dopo mesi di tira e molla il consiglio di amministrazione ha deciso di «conservare» il controllo della filiale europea




(Reuters)
(Reuters)

MILANO - Il consiglio di amministrazione di General Motors ha deciso di tenere Opel piuttosto che vendere la quota di maggioranza a Magna. Lo comunica la casa automobilistica in una nota.

IL CDA - Dopo mesi di tira e molla il consiglio di amministrazione della General Motors ha deciso di «conservare» il controllo della filiale europea Opel/Vauxhal cancellando ogni piano di vendita. In un comunicato Detroit ha spiegato il cambio di scelta «grazie al miglior clima imprenditoriale degli ultimi mesi e all'importanza di Opel/Vauxhall nella strategia globale di Gm», che pertanto ha deciso «avviare un piano di ristrutturazione coscienzioso». Non è escluso che sulla svolta abbia pesato anche l'avvio dell'istruttoria da parte della Ue sugli aiuti di Stato che la Germania avrebbe concesso nel passaggio.

LA REPLICA - Duro il commento del governo di Berlino. Secondo il ministro tedesco dell’Economia Rainer Bruederle, il comportamento di Gm sul dossier della controllata tedesca Opel è «inaccettabile». La decisione di General Motors mette fine a mesi di trattative che avevano visto il governo tedesco approvare un aiuto finanziario di 4,5 miliardi per sostenere il piano di Magna a settembre. «Un simile comportamento per i lavoratori otto settimane prima di Natale non è assolutamente accettabile», ha commentato l’esponente liberale Bruederle, secondo il quale Opel dovrà ora rimborsare il prestito ponte di 1,5 miliardi di euro: «Riprenderemo i soldi dei nostri contribuenti», ha promesso il ministro.

IL PIANO DI MARCHIONNE -  Ormai è questione di poche ore: oggi con la presentazione ad Auburn Hills del piano industriale di Fiat per Chrysler l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne, nero su bianco illustrerà la sua strategia per il rilancio, nei prossimi cinque anni, della casa automobilistica americana. All'evento che avrà inizio alle 11, ora di Detroit, nel quartier generale di Chrysler, parteciperanno circa 300 persone, tra analisti finanziari e dell'industria dell'auto, rappresentanti dei sindacati, amministratori pubblici e giornalisti. Ad ascoltare il piano Marchionne anche John Elkann, nella doppia veste di vicepresidente della Fiat e di presidente di Exor, che del Lingotto è azionista di riferimento. Nel corso della presentazione, la cui durata è stimata in sette ore, Marchionne illustrerà per tappe i cinque anni che dovrebbero portare al completo risanamento del gruppo Usa. Secondo le indiscrezioni degli ultimi giorni il marchio Jeep dovrebbe restare l'unico globale, mentre la prima vettura Fiat ad essere prodotta oltreocaeno dovrebbe essere la 500 che dovrebbe essere realizzata in Messico e destinate al mercato Usa e Sudamericano.