17/05/2012

Lusi in Senato: «Ho dato 70 mila euro a Renzi». «Facevo quello che mi dicevano»

Lusi in Senato: «Ho dato 70 mila euro a Renzi». «Facevo quello che mi dicevano»

LE RIVELAZIONI DI LUSI SUI FINANZIAMENTI AI PARTITI. Tre ore davanti alla Giunta. L'ex tesoriere della Margherita accusa di nuovo Rutelli, Renzi e Bianco. Pronta la querela di Renzi e Rutelli.

Continua...


17/10/2009

Usa, giudice nega le nozze tra una bianca e un nero: «Difendo i figli»

Usa, giudice nega le nozze tra una bianca e un nero: «Difendo i figli»

 

LA COPPIA HA SUBITO FATTO RICORSO AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. Il caso in Louisiana. Il magistrato: «Sono i bambini delle coppie miste a soffrire e io devo tutelarli»


WASHINGTON – Un giudice di pace della Lousiana ha rifiutato di officiare le nozze tra una bianca e un nero affermando che nei matrimoni interrazziali “sono i figli a soffrire, e io devo tutelarli”. Il rifiuto, contro cui la coppia ha subito fatto ricorso al Ministero della giustizia accusando il magistrato di discriminazione, ha scosso l’America e acuito le polemiche causate dall’ex presidente Jimmy Carter, secondo cui gli attacchi della destra a Obama hanno radici razziste. A dire di no alle nozze tra Beth Humphrey di 30 anni e Terence McKay di 32 è stato il giudice Keith Bardwell della città di Hammond, un bianco. Intervistato dal Daily Star, il giornale locale, Bardwell ha dichiarato che i matrimoni interrazziali “sono in genere infelici e creano problemi ai figli”.

«PENSO AL FUTURO DEI FIGLI» - Quei bambini, ha sostenuto, non sono bene accetti né nella comunità bianca né in quella nera, e hanno la vita difficile: «Devo pensare a che futuro avrebbero» ha detto il giudice. «Non sono razzista solo realista. Io officio volentieri le nozze di coppie nere». Beth Humphrey ha riferito di avere invano telefonato alla moglie di Bardwell perché intercedesse col marito: «Mi ha risposto che il giudice sa quello che fa, conosce bene i problemi interrazziali». Keith Bardwell ha protestato: «Il rifiuto del magistrato è inconcepibile in un paese che ha un presidente nero». Per l’America, che si considera un crogiolo di razze, con 12 milioni di immigrati clandestini da tutti i continenti, è una vicenda traumatica. Ma nel profondo sud, la Louisiana in testa, forse l’area più conservatrice dell’America, una parte dei bianchi sembra d’accordo con il giudice. Le tragedie di alcuni matrimoni misti, celebrati o mancati, vengono alla ribalta anche in Italia. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, sono matrimoni del tutto normali. E’ quello che Washington sottolinea, smentendo che in America il razzismo risollevi la testa. Quando Jimmy Carter rinfacciò alla destra di opporsi a Obama «perché l’establishment bianco non considera un nero degno della Casa Bianca», il presidente smussò le polemiche commentando con arguzia: «Ero nero anche prima delle elezioni, e mi hanno scelto lo stesso».

Ennio Caretto

Corriere.it


16/09/2009

Illinois, studente bianco picchiato dai compagni neri sul bus della scuola

Illinois, studente bianco picchiato dai compagni neri sul bus della scuola

 

Durante l'aggressione in molti incoraggiavano il pestaggio. La polizia: «È razzismo», sembra che i ragazzi neri non volessero che il compagno si sedesse accanto a loro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

WASHINGTON - Il capitano Don Sax, responsabile della polizia di Belleville, in Illinois, non sembra avere dubbi: «Penso si tratti di una aggressione a sfondo razziale. Non c'era alcun motivo di altro genere per giustificare questa esplosione di violenza». La vittima dell'aggressione è uno studente bianco: è stato più volte picchiato da due compagni neri su un autobus scolastico in Illinois mentre altri ragazzi incoraggiavano i due aggressori.

NON VOLEVANO SI SEDESSE ACCANTO A LORO - A scatenare l'esplosione di violenza sarebbe stata la volontà del 17enne bianco di sedersi accanto ai compagni neri. Il pestaggio è stato ripreso da una telecamera sull'autobus. Il malcapitato studente è stato picchiato due volte, in cinque minuti, da due aggressori diversi. Alcuni dei ragazzi sul mezzo si sono limitati a osservare l'incidente, altri hanno urlato incoraggiamenti agli aggressori. I due studenti neri responsabili dell'aggressione sono stati sospesi da scuola e arrestati.


08/04/2009

Madrid adotta l'albino Moszy per proteggerlo dagli stregoni

Madrid adotta l'albino Moszy per proteggerlo dagli stregoni

 

È arrivato su un barcone. Rischiava di essere ucciso per riti magici a causa del colore della pelle

 

 

MADRID — Uno di troppo. Un intruso. Nella sua famiglia, nel suo villaggio, nel suo paese, e perfino sulla zattera che lo ha portato dalle coste della Mauritania alla spiaggia di Tejita, a Sud di Tenerife. Un emarginato pure sotto quella coperta offerta dalla Croce Rossa a riscaldare corpi ugualmente assiderati dal vento del mare. Sembra non esserci posto neanche in fondo alla coda, ultimo degli ultimi, per il giovane Moszy, approdato con altri 63 immigrati nella più grande delle Canarie, la Lampedusa spagnola. Il suo arrivo sarebbe passato inosservato, il suo rimpatrio forzoso altrettanto, se non fosse che Moszy è un albino. Né nero né bianco, anzi: sia nero sia bianco. Una specie commestibile, in qualche angolo meno civilizzato del suo continente d'origine. Un paria, un costoso ingombro anche per i parenti che possono sopportarlo, ma difficilmente pagargli le cure e le protezioni che necessita.

Nato in Benin, Moszy è sopravvissuto 18 anni alla maledizione della sua diversità. È scampato ai riti magici di cui le sue carni candide rappresentano l'ingrediente più ricercato. Ha resistito alle malattie, ai raggi ultravioletti, alle discriminazioni, ai pregiudizi e all'intolleranza. E si è convinto che in Europa non gli sarebbe sicuramente andata peggio. I soldi sono i soli a non avere colore e, quando ne ha racimolati abbastanza, si è pagato il suo angolo nel barcone che si affidava alle correnti e alla fortuna. Chi gli ha venduto il biglietto ha alzato le spalle, indifferente alla sua sorte dal saldo in poi. È andata bene. Bene come alla maggioranza dei 640 immigrati che, dall'inizio dell'anno, lo hanno preceduto sulla stessa rotta: sono arrivati vivi; poi sono stati o saranno rispediti al mittente. Ma forse a Moszy andrà addirittura meglio. Dalla sua ci sono le testimonianze dei missionari, degli antropologi, degli scienziati che possono certificare i rischi rappresentati da quella anomalia cutanea. Le persecuzioni, i riti superstiziosi, la convinzione che soltanto a brandelli il corpo di un albino possa portare ricchezza e benefici ai suoi carnefici. Le dita come amuleti, il sangue come fonte di benessere. Gli spagnoli hanno osservato sorpresi la foto di un bianco, guardato con sospetto e disgusto dal suo vicino color ebano.

Nei blog ci hanno scherzato un po' su, sempre a scapito del buon gusto: che ci faceva un norvegese su una zattera di africani? O che sia un profugo della bancarotta in Islanda? Ma nella maggioranza dei casi hanno solidarizzato: Moszy deve restare. L'eccezione che Madre Natura gli ha inflitto come una condanna deve essere trasformata in assoluzione dalle autorità costituite. Se ne sta occupando il Comitato Spagnolo di Aiuto al Rifugiato: basta una ricerca con Google per sapere che cosa aspetta il nero dalla pelle trasparente lontano dalla zone turistiche dell'Africa subsahariana. Il sito dei Padri Bianchi riferisce di almeno 40 albini uccisi l'anno scorso in Tanzania, dove ne sono ufficialmente censiti 4.000, ma potrebbero essercene altri 170 mila nascosti come fantasmi, la definizione che li contraddistingue in lingua swahili. Recluso nel centro di accoglienza temporanea dell'isola, il fantasma di Tenerife attende di diventare finalmente un uomo.

Elisabetta Rosaspina


20/03/2009

Russia, Obama nello spot di un gelato

Russia, Obama nello spot di un gelato

 

Polemiche per la pubblicità del cremino "Duet", con lo slogan «tutti ne parlano: nero dentro il bianco!», l'autore si è difeso: «in russia questo non è razzismo»

 


Obama nella pubblicità del gelato Duet (Afp)

 

MOSCA - Non è la prima volta che l’immagine di Barack Obama viene usata in una pubblicità, ma la campagna per il gelato "Duet" dell’agenzia russa Voskhod ha scatenato un mare di polemiche. Lo slogan, davanti a un Obama-cartoon sorridente che fa il segno della vittoria - sullo sfondo la Casa Bianca - è esplicito: «Tutti ne parlano: nero dentro il bianco! Cioccolato dentro la vaniglia! È il gusto della settimana».

ACCUSA DI RAZZISMO - Dalla Russia il manifesto è rimbalzato in diversi siti in lingua inglese, dove lo scandalo è scoppiato. «Si tratta semplicemente di razzismo» accusano diversi internauti. E uno si chiede: «Il gelato avrà lo stesso cattivo gusto della pubblicità?». L'autore dello sopt, Andrei Gubaidullin, ha replicato che «in Russia questo non è razzismo, è una battuta». Questione di sensibilità insomma. Ma la scritta «gusto del mese» riferita al presidente degli States sembra voler insinuare che il "fenomeno Obama" (con tanto di arcobaleni multipli sullo sfondo) durerà poco. La Russia "vanta" anche dei precedenti: l’immagine del presidente è stata usata per pubblicizzare un solarium e la catena di centri odontoiatrici MeraDent. In questo caso con lo slogan «democrazia dentale».