15/06/2010

«Torno tra 2 minuti» Ma è scomparsa da venti anni

«Torno tra 2 minuti» Ma è scomparsa da venti anni

Il mistero a Llangollen, nord ovest del Galles. Reso noto il biglietto lasciato dall'antiquaria Evans sulla porta del negozio prima di sparire nel '90

 

 

Trevaline Evans
Trevaline Evans

Alle 12.40 del 16 giugno del 1990 Trevaline Evans uscì dal suo negozio di antiquariato «Attic Antiques» in Church Street a Llangollen, nord ovest del Galles, lasciando un bigliettino in cui diceva «torno fra due minuti». Sono passati vent’anni da quel giorno, ma dell'allora 52enne signora non si è più saputo nulla, tanto che il suo è considerato uno dei misteri più sconcertanti (e tuttora irrisolti) che la polizia locale si sia mai trovata ad affrontare. A due decenni di distanza la gente di Llangollen aspetta ancora delle risposte: da qui la decisione della polizia di rendere pubblico il famoso bigliettino lasciato dalla Evans sulla porta del suo negozio, nella speranza, come dice il Daily Mirror, che qualcuno riesca finalmente a ricordare qualcosa e a far definitivamente luce sul mistero dell’antiquaria scomparsa.

I MOVIMENTI DELLA DONNA - Stando a quanto hanno potuto ricostruire gli agenti riguardo ai movimenti della Evans di quel giorno di venti anni fa, pare che, venti minuti circa dopo essere uscita dal suo negozio, l’antiquaria abbia comprato una mela e una banana e sia stata vista attraversare la strada nei pressi di Castle Street, da dove avrebbe poi fatto ritorno al negozio, come confermerebbe la buccia di banana trovata nel cestino, anche se in effetti nessuno l’avrebbe vista rientrare. Nella bottega antiquaria sono stati rinvenuti anche la borsa e la giacca della donna, vicino ad un mazzo di fiori e a della frutta che evidentemente intendeva portare a casa. In base ai rapporti della polizia, la Evans avrebbe aperto il negozio come sempre alle 9.30, lasciando la sua Ford Escort blu parcheggiata a una trentina di metri di distanza, e durante la mattinata avrebbe ricevuto circa 25 telefonate di amici e clienti e tutti hanno confermato che la donna appariva felice e tranquilla. L’ultimo avvistamento certo risalirebbe alle 14.30 del pomeriggio in Market Street: cinque minuti più tardi, infatti, una donna corrispondente alla descrizione dell’antiquaria sarebbe stata vista camminare lungo la A5 in direzione di Corwen, mentre alle 15.45 ci sarebbe stato un avvistamento simile. Poi, più nulla. La Evans sembra essersi letteralmente volatilizzata e a nulla sono valse le ricerche che si sono susseguite in tutti questi anni.

DAI SOSPETTI SUL MARITO AI SENSITIVI - «È senza dubbio l’inchiesta più strana nella quale mi sia imbattuto – disse del 1992 il detective Colin Edwards che era a capo delle indagini – perché non si capisce davvero come sia possibile che una donna felicemente sposata possa svanire senza lasciare alcuna traccia in un sabato mattina di sole e in pieno centro». Come spesso succede in questi casi, il primo sospettato fu il marito Richard che, al momento della scomparsa della moglie, era a Rhuddian a fare dei lavori di ristrutturazione nella loro casa di vacanza: l’uomo è stato arrestato, interrogato e alla fine rilasciato senza alcuna accusa, mentre i presunti avvistamenti della Evans sono continuati e hanno spaziato da Londra alla Francia, per finire addirittura in una remota cittadina dell’Australia. Nel corso delle prime indagini, venne distribuito il disegno di un uomo con un blazer blu che qualcuno disse di aver visto insieme con la signora, ma si trattò di un buco nell’acqua, esattamente come quello del 1993, quando una donna sostenne di aver «avvertito» che il corpo dell’antiquaria fosse sull’argine di un canale vicino a Llangollen e per questo vennero impiegati i cani di ricerca, senza successo, o quello dell’anno prima, quando una medium ammise di «sentire» la presenza della Evans in una foresta delle vicinanze. In realtà, si trattò solo di mitomani. Anche quando il caso venne riaperto nel 2001e furono affissi manifesti della donna scomparsa e si susseguirono appelli in tv, non si fece alcun passo in avanti.

Simona Marchetti


14/05/2010

Mourinho regala un biglietto per la finale al primo tifoso nerazzurro in fila

Mourinho regala un biglietto per la finale al primo tifoso nerazzurro in fila

La sorpresa. Un giovane di 23 anni riceve il tagliando dal tecnico. Dovrà versare in beneficenza 225 euro

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MILANO - Il primo di loro ce l'ha fatta. I tifosi dell'Inter sono in fila da ore davanti alla banca milanese che sabato mattina distribuirà i biglietti per la finale di Champions League. Paolo Sacco, 23 anni, abbonato del terzo anello verde, aveva deciso di mettersi in coda addirittura da giovedì mattina, tanto da riuscire a piazzarsi davanti a tutti. La sua fedeltà alla squadra del cuore è stata ben ripagata: Josè Mourinho in persona gli ha infatti regalato un tagliando per la sfida con il Bayern Monaco.

BENEFICENZA
- Il fortunato tifoso dovrà versare in beneficenza il valore del biglietto, 225 euro. In coda da giovedì alle 9.45 per acquistare un tagliando da 160 euro, Paolo ne spenderà ben volentieri qualcuno in più, ma sarà certamente felice di farlo e di dimostrare il versamento a un ente che si occupa di solidarietà a sua scelta. Poi, alla fine della prossima settimana, partirà in auto alla volta di Madrid per seguire dal vivo il match tanto atteso. Come racconta il sito dell'Inter, Mourinho era particolarmente orgoglioso di sapere che tanta gente ha scelto di stare in fila anche più di due giorni per provare ad acquistare un biglietto. «Io non posso accontentare tutti - ha spiegato il portoghese -, ma con questo mio gesto voglio dimostrare il mio affetto nei loro confronti. È il mio applauso alla passione di tutti i tifosi nerazzurri. Il ragazzo dovrà dimostrare però di aver donato i soldi in beneficenza».

VISITA DI MORATTI
- In serata, poi, anche il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha fatto visita ai circa 5 mila tifosi neroazzurri in coda. Cori e applausi hanno accolto l'arrivo del numero uno interista che si è fermato a parlare con alcuni dei tifosi accampati sotto tende da campeggio e rifugi d'emergenza per proteggersi dalla pioggia. Molte persone hanno chiesto a Moratti di anticipare alle 8 del mattino l'apertura dello sportello che vende i tagliandi per accorciare i tempi di attesa dei tifosi, molti dei quali sono in coda già dal mattino e dal pomeriggio di giovedì. Moratti, secondo quanto raccontano alcuni dei presenti, ha detto che farà il possibile per andare incontro alla richiesta.


18/03/2010

Genova, prof denunciato per molestie da una studentessa si toglie la vita

Genova, prof denunciato per molestie da una studentessa si toglie la vita

 

Insegnava all'istituto tecnico Rosselli di Genova Sestri Ponente. Si è lanciato dalla finestra di casa sua, a due passi dalla scuola. Ha lasciato un biglietto: «Non ho fatto nulla»

 

GENOVA - Si è ucciso lanciandosi dalla finestra di casa sua, al nono piano di un palazzo a due passi dalla scuola dove insegnava. È stata questa la fine di un professore di un istituto tecnico di Genova, il "Rosselli" di Sestri Ponente, un quartiere periferico della città. Il 58enne era stato denunciato per molestie sessuali dai genitori di una studentessa della scuola. Prima di suicidarsi ha lasciato un biglietto ai familiari: «Mi accusano ingiustamente, io non ho fatto nulla». Dunque la sua morte non ha messo la parola fine alla vicenda e l'indagine va avanti.

SOSPENSIONE - Nei giorni scorsi i genitori della ragazza hanno presentato la denuncia alla stazione dei carabinieri di Voltri, ma le indagini non erano ancora partite. Ma a quanto si è saputo nei confronti dell'insegnante, titolare anche di uno studio di commercialista, era stato avviato un procedimento di sospensione.

 

Redazione online


20/07/2009

Muore alpinista italiana in Pakistan

Muore alpinista italiana in Pakistan

 

Cristina Castagna, 31 anni, aveva. All'attivo quattro "ottomila". Faceva l'infermiera. Tragedia sul Broad Peak. In un biglietto aveva scritto: «Se mi succede qualcosa lasciatemi in montagna»

 

Cristina Castagna
Cristina Castagna

VICENZA - Aveva un sogno, e non lo teneva nel cassetto: voleva salire sulle montagne che superano gli 8mila metri. Ne aveva già scalate quattro. Ma quel sogno è finito sul Broad Peak: lì è morta l'alpinista italiana Cristina Castagna, 31 anni, che è precipitata per decine di metri ed è finita in un crepaccio. La notizia della tragedia sulla montagna di oltre 8.000 metri nella catena del Karakorum in Pakistan, è stata diffusa dal Giornale di Vicenza, la città dalla quale la Castagna lavorava come infermiera al pronto soccorso dell'ospedale San Bortolo. La giovane, soprannominata "el grio", il grillo, aveva appena conquistato la vetta e stava scendendo dal Broad Peak (8.047 metri), conosciuto come "K3" e la dodicesima montagna più alta del pianeta.

IL BIGLIETTO: «LASCIATEMI IN MONTAGNA» - I familiari hanno trovato un biglietto nel quale la giovane, prima della partenza, aveva lasciato scritto di suo pugno, «Se mi succederà qualcosa lasciatemi dove la montagna mi ha chiamato a sé». Il suo programma prevedeva, dopo il Broad Peak, di scalare successivamente il Gasherbrum I (8.068 metri). All'attivo aveva gia quattro cime sopra gli ottomila metri: lo Shisha Pangma conquistato nel 2004, al Gasherbrum II (2005), al Dhaulagiri (2007) e al Makalu espugnato lo scorso anno. Con lei l'alpinista italiano Gianpaolo Casarotto, anche lui vicentino, che ha tentato di soccorrerla, inutilmente


06/07/2009

Il re dei giocattoli uccide la moglie

Il re dei giocattoli uccide la moglie

 

Due colpi di pistola, la tragedia scoperta dal figlio. Horvat, 67 anni, si è tolto la vita dopo il delitto. Fondò il gruppo Gig. Ha lasciato un biglietto per spiegare il gesto

 

PIETRASANTA (Lucca) — Fino a dieci anni fa era stato il re dei giocattoli, proprietario della Gig, colosso italiano del divertimento, licenziataria di Toy’s e Nintendo. Poi erano ar­rivati problemi economici e Gianfranco Aldo Horvat, 67 anni, in gioventù pilota di au­to sportive, nel 2000 aveva de­ciso di vendere a Enrico Pre­ziosi di Giochi Preziosi. Sem­brava un ritiro definitivo dal mondo degli affari e invece pochi mesi fa, l’imprenditore fiorentino, era tornato in cam­po come presidente e Ceo di Edison giocattoli. «Era entu­siasta. Aveva molte idee e nes­sun problema economico», di­cono gli amici. I sogni di Hor­vat e della moglie, Anna Gra­zia Satta, 64 anni, alla quale era legatissimo, si sono in­franti sabato notte nella casa in affitto delle vacanze nel centro di Pietrasanta. L’imprenditore ha ucciso la moglie con due colpi di pisto­la, una Smith & Wesson cali­bro 38, alla tempia e poi si è sparato in bocca. Un omicidio suicidio oscuro, sui quali gli investigatori stanno mante­nendo un riserbo assoluto. Si parla di un biglietto lasciato ai due figli nel quale l’impren­ditore spiegherebbe il motivo del gesto. Dietro l’allegria e la voglia di tornare a scalare il merca­to, pare si nascondesse il tor­mento dell’imprenditore per un tumore alla gola che lo per­seguitava da tempo.

«Mesi fa era stato in una clinica degli Stati Uniti per farsi curare — racconta un amico — ma nes­suno al di fuori della famiglia sapeva le sue condizioni e lui non ne parlava con nessuno». A scoprire i corpi, nella ca­mera da letto del primo piano della palazzina di via Piastro­ni 53, nel centro di Pietrasan­ta, sono stati i vigili del fuoco. La donna era sul letto, l’uomo leggermente inclinato verso il pavimento. A dare l’allarme uno dei fi­gli, Leonardo, 43 anni, ammi­nistratore dei beni di fami­glia. Era in vacanza con i geni­tori e, dopo cena, era uscito con la sua Porsche. Tornato a casa intorno all’una, aveva tentato di aprire la porta di ca­sa ma l’aveva trovata chiusa con la chiave inserita. Al pri­mo piano la luce accesa nella camera da letto. Spenti i tele­foni cellulari del padre e della madre. I coniugi Horvat, molto co­nosciuti a Firenze, vivevano con i figli, Leonardo e Gianlu­ca, in una residenza d'epoca con parco sulle colline di Fie­sole. Un luogo straordinario, dove ogni tanto arrivavano gli amici. Tra questi il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Gianfranco Aldo Horvat era stato un suo convinto sosteni­tore. «Non ho mai votato a si­nistra — aveva detto durante una cena pubblica a sostegno del candidato — ma stavolta lo farà perché Matteo è la per­sona giusta per guidare Firen­ze » . Il sindaco Renzi ieri ha com­mentato con profondo cordo­glio la morte dei coniugi: «So­no incredulo e sbigottito. Ri­cordo Horvat come un uomo appassionato e un imprendi­tore tenace, innamorato di Fi­renze ». Le indagini sono con­dotte dal comandante dei ca­rabinieri di Pietrasanta, An­drea Pasquali. Marco Gasperetti.

Marco Gasperetti