10/01/2012

L’addio in stile di Microsoft al Ces. Con Windows 8 al centro

L’addio in stile di Microsoft al Ces. Con Windows 8 al centro

Nuovi programmi per Microsoft che lancia Windows 8

Continua...


11/03/2010

Ora è Slim l'uomo più ricco del mondo

Ora è Slim l'uomo più ricco del mondo

 

La classifica di Forbes. Il magnate messicano delle telecomunicazioni scavalca Bill Gates. Ferrero è il primo italiano della lista

 

Carlos Slim (Ansa)
Carlos Slim (Ansa)

Come ogni anno, il mensile Forbes ha pubblicato la classifica degli uomini più ricchi del mondo, ovvero quelli che hanno un patrimonio netto uguale o superiore a un miliardo di dollari (sono 1.011, più dei 793 di un anno fa; patrimonio medio di 3,5 miliardi di dollari). Il primo degli italiani è Michele Ferrero, 28esimo nella lista generale con 17 miliardi di dollari, seguito da Leonardo Del Vecchio (59esimo nella lista generale con 10,5 miliardi). Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è il terzo (74esimo nella lista generale, con 9 miliardi), superando gli altri italiani in classifica, ovvero Giorgio Armani, Mario Moretti Polegato, Carlo, Gilberto, Luciano e Giuliana Benetton, Ennio Doris, Francesco Gaetano Caltagirone, Stefano Pessina e Silvio Scaglia.

CLASSIFICA GENERALE - Nella classifica generale, l'uomo più ricco del mondo è il magnate messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim con 53,5 miliardi di dollari, che ha superato il fondatore di Microsoft Bill Gates, 53,0 miliardi (è la prima volta dal 1994 che il titolo non va a un americano). Al terzo posto c'è il finanziere Warren Buffet, 47 miliardi. Il sindaco di New York Michael Bloomberg è 23esimo con 18 miliardi di dollari, mentre i cofondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page sono appaiati al 24esimo posto con 17,5 miliardi, staccando l'amministratore delegato di Microsoft Steven Ballmer, 33esimo con 14,5 miliardi.

Redazione online


16/02/2010

Microsoft punta su windows 7 e crea applicazione per cellulari

Microsoft punta su windows 7 e crea applicazione per cellulari

 

MWC 2010 - Windows ripunta sul 7


Quello dei sistemi operativi per il mondo mobile è diventato un gioioso caos. Annunci a raffica, nessuno vuol rimanere fuori dalla torta sempre più ricca degli smartphone. E allora Microsoft rilancia, con la versione 7 di Windows Mobile, mentre Samsung decide di mettersi in proprio presentando Bada.

E' stato uno Steve Ballmer entusiasta come al suo solito a presentare davanti a una folla strabocchevole di giornalisti (la sala dell'Hotel Catalunya non è riuscita che ad accoglierne una parte della stampa registrata, gli altri - fra cui il sottoscritto - sono stati piazzati in salette con maxischermi) il nuovo Windows Mobile 7.

Un'interfaccia completamente ridisegnata, nessun punto in contatto con la versione 6.5, che pure è disponibile da pochi mesi. Se finora Win Mobile aveva solo aggiornato un progetto nato ai tempi dei PDA da usare con lo stilo, con la versione 7 la casa di Redmond taglia i ponti col passato adeguandosi ai nuovi telefoni touchscreen.

 

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Per i suoi Windows Phone 7, Microsoft parla di un "design olistico". Insomma, qualcosa in cui tutto (hardware e software) si tiene insieme. Quel che ha fatto il successo della Mela, per capirci. Il nuovo look di WM7 in effetti colpisce: nella schermata iniziale, sezioni aggiornate dinamicamente mostrano direttamente agli utenti i contenuti in tempo reale e - aggiunge Microsoft tirando una frecciatina a Apple - "rompendo con la tradizione di icone statiche che fungono da passaggio intermedio per l'applicazione". Per esempio, creando una sezione dedicata ad un amico nella pagina iniziale, l'utente può disporre di una visuale chiara e aggiornata relativa ai post ed alle immagini più recenti del proprio contatto, semplicemente visualizzando la schermata iniziale. Un homescreen attivo, dalla grafica per altro molto piacevole. Tutti i Windows Phon 7, poi, avranno tre pulsanti sul lato frontale, uno dei quali accede direttamente ai servizi di ricerca online con Bing. I display saranno capacitivi e multitouch (fino a 4 punti di pressione). Le varie attività sullo smartphone saranno organizzate intorno ad "hub",  dei "centri attività". Persone (con i contatti, che integrano quelli di Facebook, di Winddows Live, di altri social network), Giochi (con l'integrazione a XBox Live), Musica e Video, Marketplace (applicazioni da scaricare). Per farvi un'idea potete dare un'occhiata a questa ampia galleria di schermate. Oppure a questa demo video.

L'impressione è positiva: basterà per far recuperare a Windows Mobile il terreno perso? E i produttori accetteranno di pagare il nuovo sistema operativo quando esistono alternative gratuite (Android e il nuovo MeeGo)? Certo, l'integrazione con l'immenso mondo pc Microsoft è un richiamo non da poco, ma in più c'è il problema dell'interfaccia. Molto più bella del passato, ma che ora pare poco personalizzazione. E Htc, Sony Ericsson e gli altri brand che sono rimasti fedeli a Microsoft hanno sempre lavorato molto sulla "customizzazione" di Windows Mobile. Si adegueranno a non farlo più?
I primi Windows Phone 7 arriveranno a fine 2010.


L'altra grossa novità di Barcellona arriva da Samsung, secondo produttore mondiale di telefoni ma un po' in difficoltà tra gli smartphone. La mossa si chiama Bada, un sistema operativo "open" creato  dai coreani, con un suo kit di sviluppo applicazioni. Il primo cellulare con Bada, mostrato qui, si chiama Wave (date un'occhiata qui) e ha uno dei nuovi display Super-Amoled, davvero notevole del luminosità e definizione. Sugli schermi, grazie all'esperienza nel mondo delle tv e dei monitor, Samsung è maestra. Vedremo  se Bada manterrà fede al suo nome, che il coreano vuol dire "oceano". Già in primavera Wave dovrebbe essere nei negozi, a un prezzo non comunicato, ma che dovrebbe essere assai inferiore all'iPhone.


Paolo Ottolina

28/07/2009

Bill Gates chiude il profilo su Facebook «Non riuscivo a stargli dietro»

Bill Gates chiude il profilo su Facebook «Non riuscivo a stargli dietro»

 

La confessione: «I social network? Bisogna stare attenti a come si usano»


Bill Gates a Nuova Delhi (Epa)
Bill Gates a Nuova Delhi (Epa)

LONDRA - Diecimila richieste di amici­zia. Troppe, anche per uno che ha trascorso gran parte della sua vita davanti allo schermo di un computer. E che grazie alle nuove tecnolo­gie ha accumulato una enor­me fortuna. Ma a tutto c’è un limite e così, alla fine, Bill Ga­tes ha deciso di dire basta a Facebook. Il fondatore della Microsoft ha chiuso il pro­prio profilo sul popolarissi­mo social network. Il moti­vo? «Mi sono reso conto che si trattava di un’enorme per­dita di tempo» ha spiegato. La lista di contatti «in attesa di approvazione» era diventa­ta troppo lunga: impossibile distinguere i veri amici dagli sconosciuti, dai semplici fan o dagli scocciatori. Tutti lì a chiedere di entrare nella ristretta cerchia di contatti di Bill. «Era diventato ingestibile, alla fine ho dovuto rinunciare » ha ammesso Gates. Un clic sul tasto «disattiva account » e la sua pagina perso­nale - che a quanto pare con­tava poco più di cento amici ­è sparita dalla Rete.

«La rivoluzione informati­ca è stata di enorme benefi­cio » ha spiegato Gates a Nuo­va Delhi, dove si trovava per ricevere il premio 'Indira Gandhi for Peace Disarma­ment and Development' asse­gnato alla sua fondazione umanitaria, la 'Bill and Melin­da Gates Foundation' (la cui pagina su Facebook resta co­munque attiva). «Ma se non stiamo attenti - ha aggiunto subito dopo - le tecnologie possono trasformarsi in una perdita di tempo». Altro che semplificare la vita: tra amici­zie, gruppi, foto da taggare, video da linkare, eventi a cui partecipare e messaggi in ba­checa il rischio è quello di tra­scorrere un mucchio di ore davanti alla tastiera del pc. Un lusso che nemmeno un ti­po come Gates può permet­tersi. Il popolo del 'Sesto Conti­nente' ha perso dunque uno dei suoi cittadini più illustri. Ma quella di Bill Gates non è una scelta isolata. Facebook continua a crescere a ritmo impressionante, tanto che a metà luglio ha superato i 250 milioni di utenti: un successo che al momento non conosce crisi. Eppure non mancano gli iscritti che, stanchi o delu­si, hanno deciso di abbando­nare il social network, o pro­mettono di farlo presto.

Su In­ternet si moltiplicano i grup­pi degli scontenti: da 'Goo­dbye Facebook' a 'quelli stufi di Facebook'. E se in ogni caso i vip che utilizzano i social network per mantenere i contatti con i fan sono sempre più numero­si (la coppia Demi Moo­re- Ashton Kutcher è attivissi­ma su Twitter), non manca­no altri esempi celebri tra quelli che si sono 'pentiti'. Tanto per fare qualche nome di casa nostra, a metà aprile era stata Daria Bignardi ad an­nunciare sul proprio blog la decisione di abbandonare Fa­cebook. «Non sono fatta per amare a metà - aveva scritto la conduttrice - o tutto o nien­te, la vita impone già abba­stanza compromessi. Ma con 4.959 amici e 7.096 in attesa di essere accettati, capite che mi sta venendo l’angoscia?». Fatte le debite proporzioni, anche lei era alle prese con lo stesso problema di Bill. Nicco­lò Ammaniti ha deciso di 'sui­cidarsi' da Facebook, come si dice in gergo, dopo soli due mesi di permanenza: «È an­che uno strumento interes­sante - aveva spiegato tempo fa - ma per uno come me che vive di fronte al computer al­la fine si rivelava una distra­zione enorme». Un altro che ha abbandonato Facebook è la iena Paolo Kessisoglu: «Non mi ha preso - ha raccon­tato - perché è un mezzo che assicura la quantità e non la qualità».

 

Germano Antonucci


03/03/2009

Niente iPhone e iPod a casa Gates Melinda: «Lealtà verso Microsoft»

Niente iPhone e iPod a casa Gates Melinda: «Lealtà verso Microsoft»

 

Il racconto in un'intervista a «vogue america». La moglie di Bill Gates rivela: «I gadget di Apple sono vietati a nostri tre figli. Ma io ne vorrei uno»

 

Bill e Melinda Gates (Ap)
Bill e Melinda Gates (Ap)

NEW YORK - Né iPod, né iPhone. Anche se «ogni volta che vedo un iPhone in mano ad un amico ci faccio un pensierino, poi penso che non posso». Così a casa di Bill Gates, fondatore di Microsoft, non entra neanche uno dei gadget di Apple, l'azienda concorrente fondata da Steve Jobs.

L'INTERVISTA - A raccontarlo è Melinda Gates, moglie di Bill, in un'intervista a Vogue America. I tre figli della coppia più ricca del mondo, Jennifer Katherine, 12 anni, Rory John, 9, e Phoebe Adele, 6, non possono ascoltare musica con il lettore più famoso del mondo e neanche usare il telefono con il touch screen e la mela mangiata, almeno non nella loro tenuta a Lake Washington e certo non davanti a mamma e papà. Lealtà verso l'azienda di famiglia, spiega Melinda Gates, da anni ormai impegnata con il marito nella Bill & Melinda Foundation, l'organizzazione umanitaria creata dalla coppia nel 2000.

ALTRI DIVIETI - A casa Gates però i divieti non sono una novità. Un paio di anni fa, fu lo stesso Bill a raccontare che a sua figlia Jennifer Katherine, la maggiore, e al figlio Rory John aveva imposto un tempo massimo di navigazione su internet: 45 minuti al giorno, compiti esclusi, dopo che aveva scoperto trascorrevano anche tre ore filate incollati davanti al pc. «Fino a una certa età è giusto che i genitori diano un senso a quello che i figli fanno e vedono su internet e ne possano parlare insieme», spiegò allora.


17/12/2008

Dati a rischio per la falla di Explorer, Microsoft oggi ci mette la toppa

Dati a rischio per la falla di Explorer, Microsoft oggi ci mette la toppa

Il buco e la toppa

 

 

 

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In questi giorni sono tremati i pc, e i loro possessori, di mezzo mondo. O forse anche di tutto il mondo, visto che la diffusione di Internet Explorer, pur erosa (qui alcuni dati, mese per mese, assai indicativi), rimane per l'appunto globale. Ma oggi alle 19, ora italiana, la paura di lasciare in giro per la Rete i propri dati sensibili dovrebbe passare: Microsoft ha annunciato che per quell'ora sarà disponibile nel download automatico degli aggiornamenti una patch - "toppa", letteralmente - che dovrebbe risolvere il problema di furto dei dati. Insomma, che dovrebbe coprire il buco.
Un buco rimasto aperto diversi giorni, non solo in IE7 ma anche nelle versioni precedenti e pare anche nella 8 Beta. Un settaggio del livello di sicurezza della zona Internet verso "alto" avrebbe permesso in questi giorni di vulnerabilità una qualche protezione in più, ma niente di veramente risolutivo per un rischio che vedeva nel programma di Microsoft una vera superstrada per l'uscita, involontaria, delle nostre password, user id e altri dati sensibili dal nostro computer a favore di "pescatori" malevoli di dati altrui in Rete. Secondo Trend Micro, azienda che lavora sulla sicurezza online, sono stati finora circa 10 mila i siti internet "modificati" - o creati ad hoc - per sfruttare le opportunità di furto date dalla falla di Explorer.
Come hanno suggerito diversi esperti, fino alle 19 di oggi è meglio continuare a navigare usando altri browser. Poi da Redmond dovrebbero risolvere il problema. Almeno fino al prossimo, immancabile, allarme.

 


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04/12/2008

Gates: c'è crisi, i ricchi paghino più tasse

Gates: c'è crisi, i ricchi paghino più tasse

Colloquio con il fondatore di Microsoft: «Gli investimenti in scienza e tecnologia danno sempre dividendi formidabili», «È una cosa molto giusta. Il governo dovrà spendere»

 

 

 

Bill Gates (Ap)
Bill Gates
WASHINGTON - «Mister Gates, lei ha appena fatto l'elogio del deficit spending. Ma anche facendo debiti, la spesa pubblica porta sempre con sé il problema di come pagarla in futuro. Pensa che in America chi guadagna più di 300 mila dollari l'anno debba pagare più tasse di adesso? E come vede in generale il tema della tassazione progressiva?». Bill Gates sorride alla domanda del Corriere. Fa una battuta applaudita sulla propria condizione di super-ricco: «La gente può dire: tu hai così tanti soldi, che te ne importa? Ed è vero, sono parte in causa». Ma non si tira indietro: «Non c'è dubbio che le aliquote fiscali sui più ricchi dovranno essere aumentate. E trovo questa una cosa molto giusta. Il pendolo sta oscillando nuovamente verso l'imposizione progressiva. E' inevitabile in questa situazione di crisi, dove il deficit spending è l'unica strada appropriata che abbiamo per uscirne e ricominciare a crescere. D'altronde, il margine per aumentare la pressione fiscale su chi guadagna di più esiste. Dobbiamo ricordarci però, che esiste un punto oltre il quale l'aumento delle tasse sui più ricchi comincia a costruire un problema per il futuro. Ecco, bisogna evitare di superare quel punto». Il fondatore e presidente di Microsoft, ma anche uno dei maggiori filantropi del mondo con la sua Bill Melinda Gates Foundation, è venuto alla George Washington University, a dare il suo viatico al nuovo vangelo interventista ed espansionista di Barack Obama.

«Le azioni della futura amministrazione saranno un autoritratto della società americana, mostreranno i nostri valori e la nostra volontà di investire nel futuro», spiega Gates, che definisce «essenziale» l'approvazione del piano di investimenti preparato dal presidente-eletto per rilanciare l'economia e creare nuovi posti di lavoro. «Il governo federale deve farsi avanti, la spesa pubblica non ha alternative». La voce un po' chioccia, l'aria da eterno ragazzo geniale, la passione di sempre quando parla degli argomenti che gli stanno più a cuore, il padre di Windows mette soprattutto l'accento sulle opportunità offerte dalla pegggior crisi degli ultimi cento anni: «C'è sempre il rischio in una recessione di togliere lo sguardo dal futuro, la tentazione di sacrificare investimenti a lungo termine per guadagni immediati. A mio parere bisogna perseguire entrambi. Obama ha detto che vuole anche gettare le basi per una crescita sana e sostenibile nel tempo. Sono del tutto d'accordo». Ma quali sono, gli chiediamo, i settori nei quali a suo avviso bisognerebbe investire a lungo termine? «Ci sono due tipi d'investimento, che danno dividendi formidabili. Quelli nella scienza e nelle tecnologie, che ci procureranno gli strumenti necessari a risolvere i nostri problemi più gravi, come la sanità, l'educazione, l'energia. E quelli per lottare contro le diseguaglianze. Parlo di investimenti in favore degli studenti meno abbienti o parte di minoranze. Ma anche degli aiuti mirati allo sviluppo, per migliorare l'agricoltura, prevenire malattie, promuovere la crescita nei Paesi più poveri del mondo. Sviluppare il talento dei giovani, alleviare la povertà sulla Terra, fare medicina preventiva è sempre buon investimento, quale che sia lo stato del bilancio».

Attenzione, però, avverte Gates. L'impatto di queste spese «va continuamente valutato, bisogna essere sicuri che stiamo ottenendo il massimo da ogni dollaro investito». E' quello che il guru di Seattle chiama «smart spending», spesa intelligente. Gates indica a modello l'attività della sua Fondazione, una delle poche ad aver pianificato un aumento di risorse e programmi anche per il prossimo futuro: «Il nostro lavoro nelle scuole dimostra che anche i giovani più vulnerabili e svantaggiati possono avere successo se hanno il giusto sostegno a scuola». Citando decine di esempi concreti, Gates invita «il governo a fare la differenza», spendendo di più nell'istruzione e «diventando agente della riforma» per «far si che il Paese esca dalla crisi, meglio di come ci sia entrato». Ma l'America, secondo uno dei suoi figli più fortunati, dev' essere generosa anche all'esterno, «non tanto per avanzare la propria reputazione, quanto per migliorare la vita di milioni di persone nel mondo». L'obiettivo indicato da Barack Obama, di raddoppiare fino a 50 miliardi di dollari l'aiuto allo sviluppo entro il 2012 «è straordinario e va sostenuto, specialmente di fronte alla crisi finanziaria». L'iniquità è disastrosa «non solo perché lascia i popoli nella miseria, ma perché spreca potenziale umano ed elimina la migliore chance di una società di risolvere da sola i suoi problemi».

 


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