27/04/2011

Biotestamento, il premier si mobilita

Biotestamento, il premier si mobilita

«Sul fine vita non si dovrebbe legiferare, se non ci fossero certi tribunali». Lettera ai suoi deputati: «La legge serve, i giudici scavalcano le Camere»

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09/12/2009

Arrivano le prime dita bioniche

Arrivano le prime dita bioniche

 

Impiantate con successo a una donna spagnola. Che ora può di nuovo afferrare gli oggetti e sfogliare le pagine

 

Maria Antonia Iglesias è un ex-pianista spagnola a cui nel 2003, in seguito ad una grave infezione, erano state amputate tutte le dita della mano destra e rimossa completamente la mano sinistra. La signora aveva dovuto non solo rinunciare alla sua passione per il pianoforte, ma anche alla possibilità di compiere i più banali gesti quotidiani, come afferrare un bicchiere o sfogliare le pagine di un libro.

DITA ARTIFICIALI – Di recente, però, la signora Iglesias ha ricominciato a leggere i giornali e a svolgere gli altri gesti che prima le erano proibiti. È infatti una delle prime pazienti ad utilizzare ProDigits, le dita artificiali realizzate dalla società inglese Touch Bionics. La protesi si presenta come un guanto personalizzato che può essere indossato su qualsiasi mano: all'interno sono installati sensori mioelettrici che percepiscono la tensione generata dai muscoli del braccio e la trasformano in movimento.

BENEFICI – La signora Iglesias ha ora ripreso anche ad esercitarsi con il pianoforte. «Sono davvero contenta di aver aderito a questo progetto, per me si tratta di un sogno che si realizza», ha dichiarato al Times. La protesi permette infatti di raccogliere oggetti di piccole dimensioni, come pure di afferrare una penna e scrivere con precisione.

COSTI - A seconda della tipologia scelta, il guanto bionico può costare tra i 38mila e i 50mila euro. Per ora si tratta di una tecnologia proprietaria, ma la compagnia inglese intende proporla anche ai servizi sanitari pubblici. Si calcola infatti che solo in Europa ci sono 52 mila persone che hanno subito un'amputazione parziale o totale delle dita. E la cifra sale a 1,2 milioni di individui nel mondo.

PROSTETICA - Si allarga così il fronte delle applicazioni prostetiche hi-tech che permettono ai diversamente abili di tornare a compiere normali gesti. Touch Bionics ha già realizzato una mano bionica che sembra funzionare a tutti gli effetti. Resta però il problema dei costi, non proprio alla portata di chiunque soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. È per questo che all'Università di Stanford stanno lavorando ad una gamba artificiale che costa solo 20 dollari. Potrebbe permettere a migliaia di vittime di guerra di poter tornare a camminare.

Nicola Bruno


06/09/2008

A PISA TRAPIANTATI 4 FEGATI IN 18 ORE

A PISA TRAPIANTATI 4 FEGATI IN 18 ORE

455602860.jpgSpesso i trapianti d'organo sono la sola risposta davanti a delle vite che si stanno spegnendo lentamente, con sofferenza. E, dopo tutte le polemiche nate dalle parole dell'Osservatore Romano sulla morte cerebrale, il trapianto continua a rispondere in Italia e nel mondo a quella 'esigenza di vita' che non viene mai meno, neanche quando si sa di essere condannati: oggi, da Pisa, arriva una 'risposta' concreta alla messa in discussione del concetto stesso di morte cerebrale fatta dall'Osservatore Romano. Quattro trapianti di fegato sono stati effettuati in una maratona no-stop in sole 18 ore, a partire dalle 21 di ieri sera. L'eccezionale operazione è avvenuta all'azienda ospedaliero-universitaria pisana. Due le èquipe chirurgiche impegnate in questa corsa contro il tempo per restituire una speranza di vita a quattro persone bisognose di un nuovo fegato. Il primo trapianto è cominciato alle 21 di giovedì sera ed è stato eseguito dal dottor Gabriele Catalano, dell'Unità operativa di Chirurgia generale e trapianto di fegato dell'Aoup: ad aspettare il fegato, arrivato da Firenze, un paziente di 49 anni della Sierra Leone, residente a Lucca, che aveva un carcinoma epatocellulare su cirrosi da virus B. Il paziente è stato trasferito stamattina in terapia intensiva, è sveglio, estubato e le sue condizioni sono stabili. Il secondo trapianto di fegato è cominciato all'una di notte, eseguito dal professor Franco Filipponi, direttore del dipartimento di trapiantologia, epatologia e infettivologia dell'Aoup e direttore dell'unità operativa di chirurgia generale e trapianto di fegato. Il fegato arrivava anche in questo caso da Careggi ed è stato impiantato su un paziente parmense, un uomo di 43 anni affetto da cirrosi da visus C. Anche in questo caso il paziente è stato già trasferito in terapia intensiva, è anch'egli stabile, estubato e sveglio. Il terzo trapianto è cominciato questa mattina alle 6, sempre ad opera del professor Filipponi. Il fegato, in questo caso, è stato donato da Taranto e impiantato su una donna romana 39 anni, affetta da cirrosi autoimmune. Infine, il quarto trapianto di fegato è iniziato alle 11, di nuovo per mano del dottor Catalano. L'organo è stato donato da Empoli e impiantato su uomo 51 anni, napoletano, malato di cirrosi da virus B. Nel pomeriggio è entrata in sala operatoria una terza èquipe, guidata dal professor Ugo Boggi, direttore dell'unità operativa di chirurgia generale e trapianti nell'uremico e nel diabetico dell'Aoup per un trapianto di reni duplice.


01:51 Scritto in BIOETICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: trapianti, bioetica, ospedali | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook