13/04/2012

Sicurezza a rischio, Apple rimuove un malware

Sicurezza a rischio, Apple rimuove un malware

IL CASO. Critiche dei blogger: intervento in ritardo, infettati 600mila Mac

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10/11/2011

I blogger denunciano i trafficanti e i narcos -killer li fanno a pezzi

I blogger denunciano i trafficanti e i narcos -killer li fanno a pezzi

Nello stato messicano di Tamaulipas, al confine con il Texas. L’ultima vittima è stata fatta trovare alla base di una colonna e senza testa. Salgono a 4 le vittime

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10/10/2011

«Se Jobs fosse nato a Napoli». La fiaba amara fa il record di clic

«Se Jobs fosse nato a Napoli». La fiaba amara fa il record di clic

IL CASO IN RETE/ Antonio Menna crea l'alter ego campano (e fallito) del genio Apple: il successo non si può raggiungere in Italia

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13/06/2011

Amina, mistero svelato: un americano dietro la blogger gay

Amina, mistero svelato: un americano dietro la blogger gay

La trentacinquenne omosessuale di Damasco diventata simbolo delle proteste in Siria non esiste. A creare la falsa identità Tom MacMaster, statunitense, durante una vacanza a Istanbul. Scoperto, l’uomo ha chiesto scusa ai suoi lettori in tutto il mondo

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18/01/2011

Tunisia, un blogger nel nuovo governo: l'annuncio su Twitter

Tunisia, un blogger nel nuovo governo: l'annuncio su Twitter

Il trentenne Slim Amamou è stato nominato sottosegretariato al ministero per la Gioventù e lo Sport, dopo il rovesciamento del presidente Ben Alì e l’insediamento del nuovo esecutivo. E sul social network avvisa i suoi followers: “Sono sottosegretario!”

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12/10/2010

Estrema destra inglese e Tea Party Alleanza transatlantica anti-Islam

Estrema destra inglese e Tea Party Alleanza transatlantica anti-Islam

L'America verso il voto. Il ruolo di Pamela Geller, la blogger «velenosa»

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26/09/2010

La festa dei blogger a Riva del Garda

La festa dei blogger a Riva del Garda

Tra i temi di dibattito l’editoria al tempo dell’iPad. Primo premio a Spinoza, a Nichi Vendola il titolo di miglior blog politico, a Disegni quello di vignettista

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05/09/2010

Tasse e grane legali: quando il blogger finisce nel mirino

Tasse e grane legali: quando il blogger finisce nel mirino

Imbavagliati in Italia, inseguiti fisicamente da una task force in California, tassati a Philadelphia e puniti se accettano regali da aziende. La dura vita dei blogger in tutto il mondo

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18/06/2010

Obbligo di rettifica per i siti: la Rete prepara emendamenti Blogger e parlamentari si sono alleati nel contrasto alla norma del ddl intercettazioni che prevede sanzioni per la blogosfera italiana fino a 12.500 euro. Modifiche elaborate sul Web, stanno pe

Obbligo di rettifica per i siti: la Rete prepara emendamenti Blogger e parlamentari si sono alleati nel contrasto alla norma del ddl intercettazioni che prevede sanzioni per la blogosfera italiana fino a 12.500 euro. Modifiche elaborate sul Web, stanno pe

Blogger e parlamentari si sono alleati nel contrasto alla norma del ddl intercettazioni che prevede sanzioni per la blogosfera italiana fino a 12.500 euro. Modifiche elaborate sul Web, stanno per essere presentate alla Camera

 

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“Chiuso per rettifica”. E’ la scritta che tra qualche mese potrebbero trovarsi ad esporre siti e blog italiani. Costretti a interrompere le pubblicazioni per l’impossibilità di tenere testa a una piccola norma inserita nella legge sulle intercettazioni. Saranno limitati nella loro libertà di raccontare e commentare, dall’obbligo di soddisfare entro 48 ore ogni richiesta di rettifica, allo stesso modo di tv e giornali. Per chi gestisce una pagina web da solo, per passione, anche un fine settimana a computer spento potrebbe allora rivelarsi fatale: dopo due giorni dalla richiesta di correzione, scatterebbe una sanzione fino a 12.500 euro. Perciò l’allarme è alto. E, in vista del varo definitivo della legge alla Camera, la blogosfera italiana prepara le contromosse. Un anno fa oltre 800 blog e siti italiani aderirono all’iniziativa: “Alza la voce”. Una manifestazione e uno sciopero virtuale indetti per denunciare l’iniquità della nuova norma sulla rettifica in Rete, introdotta a Montecitorio nel ddl intercettazioni. Si nutrivano ancora speranze, allora, che la disposizione potesse essere stralciata o quantomeno modificata al Senato. Ma così non è stato. E ora che la legge sugli ascolti si avvia al varo definitivo, da Internet partono iniziative volte a tradursi direttamente in proposte di emendamento alla norma incriminata, il comma 29 dell’articolo 1. “È la tomba della libertà di informazione in Rete”, sostiene dalle pagine del suo blog Antonio Di Pietro. “Una cosa è pretendere rettifiche e chiarimenti da siti professionali – spiega il senatore dell’Idv Luigi Li Gotti – un’altra richiederle a quelli amatoriali, il cui responsabile è chi ha registrato il sito ma spesso naviga su Internet saltuariamente”. “Si può rischiare una maximulta perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta?”, domanda il Partito democratico, che ha indetto per venerdì 18 giugno una giornata di discussione sulla libertà del Web. E che, per iniziativa di Paolo Gentiloni, Matteo Orfini e Giuseppe Civati ha lanciato una mobilitazione on-line. Il Pd annuncia alla Camera un emendamento abrogativo dell’obbligo di rettifica e lancia una sfida ad aderire ai colleghi del Pdl e della Lega che sono iscritti all’intergruppo parlamentare 2.0: “Nei convegni si esprimono sempre per la libertà d’espressione in Rete. Ora devono dimostrare che le loro non sono solo parole, da abolire a un cenno di Berlusconi”. Ma uno di questi colleghi, il deputato del Pdl Roberto Cassinelli, si è già mosso per proprio conto. E, raccogliendo l’invito a intervenire lanciato dalle pagine dei blog Il Nichilista e Byoblu, ha chiesto al Web un aiuto per elaborare un proprio emendamento. Il risultato è una proposta di modifica che lascia il limite di 48 ore alla rettifica sui siti di testate registrate, lo allunga a sette giorni per i siti non registrati e riduce la sanzione a un massimo di 2.500 euro per le pagine gestite senza fini di lucro. Cassinelli si dice ottimista sulla possibilità di far passare una modifica del genere. Ma se così non fosse, se la norma alla fine venisse davvero varata, il giurista Guido Scorza, uno dei primi a lanciare l’allarme sul rischio “chiusura” della blogosfera italiana, ha già elaborato una soluzione per rispondere colpo su colpo a una legge “stupida”, frutto “dell’ignoranza con la quale il Palazzo continua ad affrontare le cose della Rete”. “Sarà sufficiente pubblicare – suggerisce Scorza - in calce a ogni post un link che inviti chiunque abbia interesse alla rettifica a comporre autonomamente un commento di un numero di caratteri corrispondente all’informazione da rettificare e pubblicarlo, sempre autonomamente, sul blog stesso, giusto di seguito, rispetto al post incriminato”. Fatta la legge, trovato l’inganno? No, risponde Scorza: si tratta soltanto di rendere automatico “un processo che già oggi, senza bisogno di alcuna legge, è alla portata di tutti”.

Serenella Mattera


05/05/2010

Hello Kitty, il lunedì, i Suv e l'ora solare: su Facebook ecco le 106 cose da odiare

Hello Kitty, il lunedì, i Suv e l'ora solare: su Facebook ecco le 106 cose da odiare

La pagina fb ha già raggiunto 70 mila iscritti. Un blogger sfoga le sue frustrazioni quotidiane sul web. Poi approda sul social network: è boom di contatti

 

 

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Uno degli slogan presenti nella pagina di Facebook

MILANO - Il web diventa psicologo. E si trasforma in depositario di frustrazioni e sentimenti negativi che si accumulano nel corso della giornata, legati a situazioni, comportamenti, personaggi talmente spiacevoli da diventare l'oggetto di un sentimento d'odio. Che si dichiara apertamente online, con po' d'ironia. L'ultimo fenomeno del web è un blog che si chiama Vi Odio ed è opera di Gabriele Coletti, 24 anni, studente allo IUAV di Venezia, che ha dato vita a una sorta di sfogatoio in cui raccoglie tutto ciò che rende insopportabile l'esistenza dei suoi utenti. Tutto nasce da una giornata storta. «Lo scorso gennaio dovevo andare da Treviso a Verona per dare tre esami all'università. C'è stata una nevicata pazzesca e i treni si sono bloccati. Ho impiegato sette ore per un viaggio che di solito dura due ore e mezza» ricorda Gabriele. Che tornato a casa si mette davanti al computer e crea un blog dove sfogare la sua rabbia. Il primo post – riquadro nero e scritta bianca – è «Trenitalia ti odio». Ne seguono altri, dapprima personali, poi aperti ai contributi e ai suggerimenti dei visitatori. Adesso le dichiarazioni d'odio hanno superato quota cento e i bersagli sono i più disparati: i possessori di suv che non rispettano la precedenza e pretendono di aver ragione, il batuffolo di lanuggine che si forma nell'ombelico, il sonno che passa non appena ci si stende sul letto, Barbara D'Urso, la pressione bassa, la carta igienica finita, la penna che esplode all'improvviso nella borsa, l'ora solare, Marzullo, il dentista, Ligabue, la polvere sulla scrivania.

SUCCESSO SUL WEB
- A far diventare il fenomeno virale ha contribuito Facebook, dove la pagina dedicata al blog, aperta giovedì scorso, conta già quasi 70mila iscritti. «La violenza non c'entra e io non sono schierato politicamente. La maggior parte dei post riguardano episodi della vita di tutti i giorni, anche banali. È semplicemente un modo per sfogarsi, una specie di catarsi» precisa Gabriele che ha già ricevuto alcune proposte da parte di alcuni nomi importanti del web interessati alla sua creatura. «Ma ci vado cauto. Non vorrei tradire la fiducia e le aspettative di chi mi segue dall'inizio e ha fatto il successo del blog».