14/10/2010
«Non ci sono fondi per i ricercatori» Slitta la riforma dell'Università
«Non ci sono fondi per i ricercatori» Slitta la riforma dell'UniversitàLa ragioneria dello stato boccia alcune norme: nuovo stallo. Il nodo riguarda le coperture di alcuni emendamenti Fli: «Trovare le risorse o rinviare il ddl»
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13/07/2010
L'Onu boccia il ddl intercettazioni: «Il governo lo riveda o lo abolisca»
L'Onu boccia il ddl intercettazioni: «Il governo lo riveda o lo abolisca»Il comunicato del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione. «Se adottato nella sua forma attuale, il ddl può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia»
GINEVRA - Il governo italiano deve «abolire o modificare» il progetto di legge sulle intercettazioni perchè «se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia». Lo ha detto il relatore speciale dell'Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue in un comunicato.
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24/05/2010
A scuola più tardi, maggioranza divisa Lega: no al ritorno sui banchi a ottobre
A scuola più tardi, maggioranza divisa Lega: no al ritorno sui banchi a ottobreMa il ministro Gelmini apre: «Posticipare l'inizio dell'anno aiuterebbe il turismo». Il Carroccio boccia la proposta di legge presentata in Senato dal Pdl: «Inattuabile, l'Ue prevede 200 giorni»
| Mariastella Gelmini (Imagoeconomica) |
MILANO - Maggioranza divisa sull'ipotesi di posticipare l'apertura dell'anno scolastico. Il senatore Giorgio Rosario Costa (Pdl) ha proposto la riapertura delle scuole il 30 settembre, anche per dare una mano all'industria turistica. Ma la Lega Nord non ci sta. «La proposta del Pdl di tornare a scuola il 30 settembre è inattuabile», ha commentato la senatrice del Carroccio, Irene Aderenti, che spiega: «La direttiva europea prevede 200 giorni di scuola e va rispettata. Se togliamo i giorni di scuola del mese di settembre si rischia di non rispettare questo minimo. Inoltre, estendere questa proposta a tutto il territorio nazionale significa mettere in difficoltà le famiglie e i lavoratori dipendenti perchè questi alla fine di agosto, la maggior parte, iniziano il lavoro. E dove mettono i bambini?».
Sì DELLA GELMINI - «Molta aperta» alla proposta del senatore Costa si è detta invece Mariastella Gelmini. Ai microfoni di Sky il ministro dell'Istruzione Gelmini ha spiegato che di questa idea «si discute da tempo. Io sono molto aperta su questo. Il nostro Paese vive di turismo e a settembre si possono avere migliori opportunità economiche per le vacanze». «Posticipare l’apertura dell’anno scolastico - ha aggiunto - potrebbe aiutare molte famiglie e dare anche un aiuto al settore turistico. Vedremo come il Parlamento deciderà in merito».
I SINDACATI - Anche i sindacati confederali della scuola Flc Cgil e Uil scuola, come la maggioranza, hanno accolto divisi la proposta del senatore Costa di rinviare l'inizio dell'anno scolastico. Secondo Mimmo Pantaleo (segretario della Flc Cgil) quella del parlamentare Pdl è un’idea «un po' stravagante: non se ne capisce il senso a meno che, come sospettiamo noi, dato il parere favorevole anche della Gelmini, posticipare l’inizio dell’anno serva al ministero per prendere tempo per risolvere le mille incertezze in cui oggi versa il sistema. Il punto vero - ha aggiunto Pantaleo - è che c’è una situazione caotica, soprattutto alle primarie e alle superiori. Le vacanze estive sono una scusa, dietro il progetto di posticipare ci sono le conseguenze delle politiche sbagliate del governo». Possibilista, invece, Massimo Di Menna (Uil scuola), per il quale «l’idea non è poi così malvagia, ma il mese di settembre dovrebbe essere dedicato ad attività "parallele", come attività di integrazione per bambini stranieri, corsi di recupero per gli studenti con lacune, accoglienza e orientamento alle prime classi superiori. La proposta si può approfondire trovando una soluzione - ha spiegato Di Menna - ma ancora una volta registriamo che sulla scuola si fanno tante proposte che creano dibattiti senza poi intervenire seriamente sui problemi strutturali del sistema, come il sostegno alla scuola pubblica e la retribuzione del personale».
Redazione online
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17/03/2010
Eredità Agnelli, il tribunale boccia l'azione legale della figlia dell'Avvocato
Eredità Agnelli, il tribunale boccia l'azione legale della figlia dell'Avvocato
L'inizio della causa risale a tre anni fa. Margherita sosteneva che le fosse stata nascosta una parte del patrimonio
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| A sinistra Margherita Agnelli e sua madre Marella durante i funerali di Gianni Agnelli |
TORINO - Il giudice torinese Brunella Rosso ha rigettato l'azione legale portata avanti da Margherita Agnelli de Pahlen per l'eredità del padre, l'avvocato Gianni Agnelli. Il Tribunale ha dichiarato inammissibili tutti i 48 capitoli di prova dedotti da Margherita Agnelli, respingendo tutte le istanze di esibizione di documenti proposte dalla figlia dell'Avvocato.
GLI AVVOCATI: «VALUTEREMO IL RICORSO» - «Le sentenze si rispettano, ma se non convincono s'impugnano» hanno replicato i legali di Margherita Agnelli a proposito della sentenza del Tribunale di Torino. «Leggeremo con attenzione - affermano gli avvocati Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone - le motivazioni della decisione e valuteremo la proposizione di un atto d'appello».
TRE ANNI FA L'INIZIO DELLA CAUSA - L'inizio della causa risale a tre anni fa quando Margherita aveva citato in giudizio la madre, donna Marella, Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfrid Maron, in quanto collaboratori dell'Avvocato, ritenendo che le fosse stata nascosta una parte del patrimonio del padre. Il Tribunale, oltre a rigettare la causa, ha anche condannato Margherita Agnelli al pagamento delle spese processuali, che ammontano a 32mila euro.
(Redazione online)
15:47 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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11/11/2009
Il Coni boccia Bari: niente Olimpiadi
Il Coni boccia Bari: niente Olimpiadi
Poche righe da Roma: «La candidatura è irricevibile», l'amministrazione comunale aveva dato la disponibilità ad organizzare l'evento
BARI - Il Coni boccia la candidatura di Bari per le Olimpiadi del 2020. Ora è ufficiale: «La candidatura è irricevibile» è l'incipit del comunicato con cui Roma dà lo stop al sogno olimpico del capoluogo pugliese. Usain Bolt quindi non sfreccerà sulla pista dello stadio San Nicola. Almeno non nell'evento globale a cinque cerchi. Già il presidente Gianni Petrucci aveva commentato sferzante, il 19 ottobre scorso: «Le candidature olimpiche non sono come le pizze: nessun paese ne propone una al giorno, ed è giusto mettere ordine». Lasciando intendere che la decisione di Elio Sannicandro, assessore comunale allo sport, di promuovere la «nomination» pugliese per i Giochi era stata forse dettata da eccessivo entusiasmo. Esclusa Bari rimangono in corsa Roma, Venezia e Palermo.
Ecco il testo della nota romana: «Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ribadendo quanto già espresso in occasione della riunione della Giunta Nazionale del 21 ottobre scorso in merito ai requisiti di ricevibilità delle richieste da parte delle città che intendono candidarsi ad ospitare i Giochi Olimpici precisa che tali richieste non possono limitarsi ad essere espressione di mera intenzione all'organizzazione dei Giochi da parte delle amministrazioni comunali, ma devono già far riferimento e fondarsi sulle condizioni essenziali di base previste dal Cio e dalla Carta Olimpica per il successo della candidatura». «Pertanto la richiesta pervenuta in data 9 novembre da parte del sindaco di Bari, Michele Emiliano, in cui si manifesta la "disponibilità" a potersi candidare da parte della città, non può essere considerata ricevibile dal Coni, così come già comunicato allo stesso sindaco di Bari per lettera, anticipata via fax, in data 10 novembre».
Alessandro Chetta
13:03 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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