29/10/2009

De Sica: «Io e Boldi ci siamo ritrovati ma non possiamo lavorare insieme»

De Sica: «Io e Boldi ci siamo ritrovati ma non possiamo lavorare insieme»

 

Il regista ha fatto una lezione allo iulm di milano. Dopo le aperture dell'ex collega. E sui cine panettoni: «A volte bastonati giustamente, troppe volgarità»

 

De Sica allo Iulm (Fotogramma)
De Sica allo Iulm (Fotogramma)

MILANO - Massimo Boldi aveva lanciato il sasso: «Se trovassimo un progetto, un'idea bella, divertente, nuova, perché no?». Ospite del programma Chiambretti Night, ha ventilato la possibilità di una reunion con Christian De Sica, dopo il clamoroso "divorzio" della coppia regina d'incassi. Ma l'ex collega frena gli entusiasmi. «Io e Massimo ci siamo ritrovati e abbiamo anche fatto dei progetti futuri, ma lui per 5-6 anni ha firmato con un'altra società di produzione e quindi non possiamo lavorare insieme» ha detto De Sica mentre teneva una lezione allo Iulm di Milano per Sky Cinema.

COMPETIZIONE - «Con lui c'è stata inizialmente un po' di maretta, dovuta a un senso di competizione che io non avevo - spiega -. Si è sentito messo da parte dalla De Laurentis rispetto a me, cosa che non era vera, e ha deciso di andarsene». Ricordando i tanti film in coppia, De Sica ha poi aggiunto di aver vissuto «momenti straordinari», caratterizzati da grande complicità. «Ho un bellissimo ricordo: siamo come Sandra Mondaini e Raimondo Vianello e forse abbiamo fatto più film di Bud Spencer e Terence Hill».

«NON MI NOMINA» - La sera prima, da Chiambretti, Boldi si era tolto diversi sassolini dalle scarpe: «Lui ha detto che non sono un attore ma un bravissimo comico? Sono felice perché è un grande complimento che mi ha fatto. L'importante è piacere al pubblico. Da un po' di tempo vedo le sue apparizioni televisive, adesso si presenterà anche a promuovere il suo film natalizio. Ma so che dice agli autori dei vari programmi di non nominare mai il mio nome, come se fosse la peste. Questo mi dispiace, non è da lui, perché lui è un grande signore. Quando saremo defunti, i nostri film rimarranno: se è un peso te lo tieni per tutta l'eternità».

«CRITICHE GIUSTE» - Anche De Sica ha parlato, con una punta di autocritica, dei suoi cine panettoni natalizi: «A volte sono stati bastonati giustamente. Spesso mi sono spinto troppo in là con le parolacce e le volgarità e hanno fatto bene a criticarmi. Tuttavia c'è anche chi ha detto che se abbiamo successo da 25 anni tanto deficienti non siamo e poi ciò che mi interessa è vedere i giovani che per strada mi dimostrano affetto e mi abbracciano».


10/05/2009

Boldi contro i David di Donatello «Ingiusto il premio dato solo a De Sica»

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IL CASO.«Discriminato perché milanese»

 

MILANO—Neanche le uvette gli hanno lasciato. Neanche un candito. «Vent’anni di cinepanettoni fabbricati insieme tutti finiti nelle fauci di Christian... Ci sono rimasto male davvero», sospira Massimo Boldi. No, quel David Speciale assegnato a De Sica per l’insieme dei film di Natale dall'Accademia del Cinema su proposta del presidente Gian Luigi Rondi, a lui non va proprio giù. «Ma come — si indigna — quelle pellicole le abbiamo fatte insieme, una dopo l’altra. Nel 2000 ci hanno addirittura dato un David di coppia "per aver portato al cinema 50 milioni di spettatori". Insieme abbiamo vinto 17 Biglietti d’oro. Ma ora premiano solo lui, come se io non fossi mai esistito. Mi ignorano. Peggio che fossi morto».

E’ così arrabbiato Boldi che ha dato incarico al suo legale, l’avvocato Alberto Pojaghi, di procedere a tutela dei suoi diritti. «Certo, l’omissione è innegabile— conferma quest’ultimo —. Bisogna vedere se ci sono gli estremi per una denuncia ». «Non avrei mai creduto... » prosegue Boldi, in questi giorni impegnato tra Lodi e dintorni sul set di I fratelli Benvenuti, fiction di sei puntate per Canale 5. La motivazione del David a De Sica parla di 25 film di Natale, mentre insieme ne avete girati «solo» 20. «La nostra collaborazione si è interrotta con Natale a Miami, nel 2005. Dopo, ciascuno ha girato altri film natalizi per conto suo. Cinque Christian, cinque io. Siamo pari». Come la spiega allora? «Intanto perché sono milanese. Un corpo estraneo in un ambiente romanocentrico. Poi c’è la rottura con Christian e con Aurelio De Laurentiis, produttore potentissimo. Dopo la morte di mia moglie avevo bisogno di ricominciare da capo. Loro se la sono presa moltissimo ».

Ma con Christian come sono rimasti i rapporti? «Ci sentiamo, lui è venuto a vedere il mio La fidanzata di papà, io avevo pensato di proporgli un seguito del film che ci fece incontrare tanti anni fa, Yuppies... Ma in privato non ci siamo mai frequentati, non siamo mai stati amici veri. Troppo diversi. Lui è un De Sica, un abile salottiero, una Mara Venier del cinema... Io vengo da una famiglia comune, mi sono fatto le ossa nel cabaret, mi invento le battute. Sono stato io, quando lui era un ragazzo grassottello e sconosciuto, a dargli per primo una mano. E adesso... Lui ha preso il David per un successo per metà anche mio».

Ritirando la statuetta, De Sica ha detto: «La divido idealmente con registi e produttori». Nessun cenno a Boldi. «E pensare che l’anno scorso Rondi mi invitò ai David per consegnare il premio alla Buy. Stavolta neanche una telefonata». La facciamo noi. Presidente Rondi, perché il David solo a De Sica? «Perché ha partecipato a tutti e 25 i titoli di Natale ». Però 25 ne ha fatti anche Boldi... «Beh, ma Christian in questo momento è più famoso: oltre che attore è regista e fa anche il musical. Insomma una figura più completa dal punto di vista dello spettacolo. Però ho anche grande simpatia a di Boldi, così pulito e perbene. Con lui ho girato l’unico film in cui appaio, nei panni di me stesso: Festival di Pupi Avati. Se ci è rimasto male mi spiace davvero. Cercheremo di rimediare».

Giuseppina Manin