29/12/2011

Hans Cassonetto, senzatetto per scelta: «Solo così posso sentirmi libero»

Hans Cassonetto, senzatetto per scelta: «Solo così posso sentirmi libero»

MORTO BRUCIATO A BOLZANO LA NOTTE DI NATALE. Il racconto di un'amica di famiglia: «La madre gli lasciò 250 mila euro, una villa e appartamenti. Lui disse no»

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04/06/2011

Batterio killer, caso sospetto in Alto Adige

Batterio killer, caso sospetto in Alto Adige

Oms: 1823 casi e 18 morti. Secondo il quotidiano di lingua tedesca Dolomiten a Merano ricoverato un turista

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02/12/2010

Arresti per droga, in manette colonnello dei carabinieri

Arresti per droga, in manette colonnello dei carabinieri

'Ndrangheta. Nella sua abitazione a Bolzano sono state trovate armi da guerra ed esplosivo

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06/09/2010

Motociclista morto a terra e gli automobilisti non si fermano

Motociclista morto a terra e gli automobilisti non si fermano

La polizia municipale sta ora cercando di identificarli con le immagini di una telecamera. La vittima era stata centrata da un'auto che ha invaso la sua corsia all'uscita di un tunnel a Bolzano

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29/03/2010

Bolzano, arrestato l'aiuto parroco È accusato di abusi su 4 chierichetti

Bolzano, arrestato l'aiuto parroco È accusato di abusi su 4 chierichetti

 

I fatti sarebbero avvenuti tra il 2006 e il 2009. Un 28enne in manette a Varna. Sequestrati nella sua abitazione file, foto e video, di natura pedopornografica

 

BOLZANO - Un laico 28enne, responsabile dei chierichetti di Varna, un paesino di quattromila abitanti in valle Isarco, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su minori e di produzione e detenzione di materiale pedopornografico. L'aiuto parroco operava anche in altre associazioni giovanili del paese che si trova vicino Bressanone. L'inchiesta del commissariato di Bressanone, coordinata dal pm bolzanino Donatella Marchesini, è stata avviata lo scorso dicembre dopo la denuncia di una madre, alla quale si sono poi aggiunte quelle di altre tre mamme. Un appello è stato fatto dal pubblico ministero alle famiglie per segnalare eventuali casi di abusi sessuali.

MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO - I fatti, contestati all'uomo, sono avvenuti tra il 2006 al 2009 e riguardano per il momento quattro ragazzini, tra 11 e 14 anni. L'arrestato si occupava delle attività giovanili anche all'interno delle sezioni locali del club alpino sudtirolese Alpenverein, dei vigili del fuoco volontari e della Caritas. Sul computer, sequestrato nell'abitazione dell'uomo, sono state rinvenute numerose foto e un filmato con esplicito contenuto pedopornografico. I file erano stati cancellati, quando l'uomo da voci di paese era venuto a conoscenza della denuncia a suo carico, ma sono stati ripristinati da periti informatici della procura di Bolzano. Le immagini sono state raccolte dall'uomo in varie occasioni, comprese i soggiorni estivi e le gite dei chierichetti. Il parroco di Varna, informato alcune settimane fa dalla procura sull'inchiesta in corso, ha immediatamente sospeso l'uomo da ogni attività. Il magistrato non esclude che il numero delle vittime possa salire, anche perché non tutti i bambini ritratti sulle foto e nel filmato sono stati identificati. Il pm ha perciò rivolto un appello alle famiglie coinvolte di segnalare eventuali abusi al commissariato di Bressanone oppure alla procura di Bolzano.

Redazione online


19/07/2009

Bolzano, la madre annega con la figlia

Bolzano, la madre annega con la figlia

 

Ipotesi: si E' gettata con la piccola, affetta da sindrome di Down, tra le braccia. Il corpo della donna rinvenuto in un canale, non lontano da dove è morta la sua bambina di 5 mesi


BOLZANO - Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda della piccola Martina di appena 5 mesi trovata morta sabato nel tardo pomeriggio, annegata nell'acqua di una cisterna irrigua in un campo a Caldaro nei pressi di Bolzano. La madre della piccola, Evi Drescher, di 44 anni, è stata trovata morta anche lei, in un canale che esce dalla cisterna. L'ipotesi più probabile che la donna si sia gettata volontariamente con la piccola, affetta da sindrome di Down, tra le braccia. Pare che la madre avesse dato segni di sofferenza psichica dopo il parto. «L'ipotesi è quella dell'omicidio-sucidio», ha detto il pm Giancarlo Bramante dopo il ritrovamento del corpo della donna. La salma è stata trovata a poca distanza da dove poche ore fa era stato trovato il corpicino di Martina, la figlia di appena cinque mesi della donna. Il magistrato ha detto che sul corpo della donna non c'è alcun segno che possa fare pensare ad una violenza subita. Come ha detto il pm, appare anche difficile che la donna possa essere caduta involontariamente nella vasca, dato che l'apertura attraverso la quale è entrata è di appena 40 per 60 centimetri. Al momento del ritrovamento la donna portava ancora gli occhiali. Sulle cause del tragico gesto non v'è ancora chiarezza: la donna - ha detto il magistrato - «stava attraversando un periodo molto critico, ma non aveva manifestato l'intenzione del suicidio».

A trovare la salma della donna sono stati i tecnici che hanno introdotto nella cisterna una sonda munita di una telecamera. Alle ricerche hanno partecipato duecento uomini, tra poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco, con sommozzatori e nuclei cinofili. La piccola l'avevano trovata alcuni passanti, morta annegata in una piccola vasca di cemento per l'irrigazione dei vigneti che digradano lungo le colline che circondano il lago di Caldaro, una macchia azzurra nel verde dei campi poco a sud di Bolzano. Accanto alla vasca con il corpicino di Martina, di appena cinque mesi, il carrozzino, e nessuna traccia della madre. Fino nel cuore della notte 200 uomini, tra vigili del fuoco, poliziotti, pompieri e nuclei cinofili avevano battuto senza esito la zona alla ricerca della mamma, con il timore che si rafforzava di ora in ora e alla fine confermato, che la donna avesse abbia deciso di compiere un gesto estremo. Il corpicino ormai senza vita era stato trovato alle 19.30 e il perito settore dell'Ospedale regionale di Bolzano Eduard Egarter che aveva ispezionato la salma sul posto, aveva appurato che il dramma doveva essersi compiuto circa un'ora prima.

Non è stato trovato nessun testimone della tragedia. La viuzza dalla quale sia arriva nel campo, infatti, è piuttosto isolata e le abitazioni che vi si affacciano distano centinaia di metri l'una dall'altra; case di agricoltori, alcune delle quali sono state trasformate in pensioncine per i turisti, in gran parte tedeschi, che affollano la zona per il lago e per gli ottimi vini delle colline. Nessuna indicazione ha saputo dare il padre di Martina, Enzo Bagalà, muratore di 45 anni di origini calabresi. Come ha detto il pm Bramante che l'ha sentito, l'uomo è sotto choc e non sa capacitarsi dell'accaduto. Tra le poche informazioni in mano al magistrato per ricostruire il puzzle del dramma è il fatto che la piccola soffriva della sindrome di Down. Sembra inoltre che la madre fosse in cura presso un medico, forse per una depressione cominciata dopo il parto e accentuata dalla sindrome della sua bambina.

Ansa


08/01/2009

Il festival dei film porno a Bolzano Polemica per i contributi del Comune

Il festival dei film porno a Bolzano Polemica per i contributi del Comune

Ma gli organizzatori: anche i temi più delicati stimolano la discussione. Forza Italia: assurdo usare i finanziamenti pubblici. Unitalia: il sindaco faccia marcia indietro

 

Rocco Siffredi e Amira Casar in una scena di «Pornocrazia», film francese del 2002
Rocco Siffredi e Amira Casar in una scena di «Pornocrazia», film francese del 2002
MILANO - Libera, laica, sessualmente disinibita. Bolzano — dicono le statistiche — è in vetta alla classifica delle vendite degli anticoncezionali. Ma poi succede che nel capoluogo sudtirolese, dall'atmosfera mitteleuropea, un programma di cineforum dedicato alle opere pornografiche venga duramente contestato. Al grido «il comune neghi la sala e i contributi». Trovando scandaloso e anticulturale il fatto che si possa aprire un dibattito su film come L'Albero delle zoccole.

«Chiacchiere! Il ciclo è ben calibrato, ci sono anche film importanti», taglia corto Michele Capozzi, regista di Pornology, New York, la pellicola che, stasera, inaugura la rassegna. Sarà. Ma i crociati di Unitalia (partito a destra di An) non apprezzano star come Rocco Siffredi, protagonista di Pornocrazia, sul grande schermo giovedì prossimo. Che succede, dunque, a Bolzano? Qualche settimana fa, a dare scandalo fu il manifesto dell'Arcigay (giovanotto a torso nudo con preservativo in mano e, sotto, una scritta così esplicita da risultare volgare), affisso sui muri, per il lancio della campagna anti-Aids. Ancora: nei mesi passati, tenne banco la «blasfema» rana di Kippenberger, opera di un artista tedesco, esposta al Museion. Ma, almeno in quel caso, c'era di mezzo la campagna elettorale con relative strumentalizzazioni politiche. «Certe sortite di bigottismo spinto danno un'immagine della città che non corrisponde al vissuto — osserva il radicale Arnold Tribus, direttore del quotidiano Tageszeitung —. Qui, infatti, libertà e promiscuità sono costume corrente ». «E' vero, però — aggiunge— che esistono frange politiche agguerrite, specialiste in campagne oscurantiste e sessuofobiche. Solitamente collocate a destra, ma c'è anche il bigottismo di sinistra».

Del resto, la levata di scudi contro la pubblicità Arcigay, partita da An, raccolse consensi trasversali. «Con fondate ragioni — ammette il sindaco Luigi Spagnolli, Pd —. Tanto che riparammo all'errore, cancellandola. La questione del Cineforum è diversa. E il comune non ha titoli per intervenire. A meno di palesi infrazioni. Come l'ingresso libero ai minori di 18 anni». Puntualizza: «Non potrei, anche volendo, negare la sala di proiezione; essa è parte integrante della sede del circolo culturale, regolarmente affittato. I contributi? Nel 2008, l'Amministrazione ha versato 7.000 euro. Ora attendiamo la relazione sull'attività del 2009, prima di decidere alcunché». «E i soldi sborsati dalla Provincia? — attacca Micaela Biancofiore, vulcanica onorevole di Forza Italia —. Non sono una bigotta, ma trovo indegno che gli enti pubblici finanzino il cinema porno». «Falso. Anche i temi più delicati servono alla discussione», ha dichiarato al Corriere dell'Alto Adige Ferruccio Cumer, esponente dell'associazione nel mirino. Facendo notare che il ciclo sul porno di questi giorni non è che il terzo atto della serie intitolata Hard times.

 


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16/10/2008

Rifiuti, la soluzione di Bolzano

Rifiuti, la soluzione di Bolzano

 

Ecco i cassonetti hi-tech con la tessera-bancomat

Sono arrivati i bidoni della nuova generazione, quelli con tessera magnetica (che assomiglia tanto a un bancomat) che elimineranno i cassonetti verdi della raccolta indifferenziata. A Bolzano la Seab, la società comunale che tratta anche lo smaltimento dei rifiuti, li ha installati in via sperimentale per cinquecento residenti di piazza Matteotti.

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Si chiamano “Gaia”, sono interrati e dovrebbero soppiantare, nel giro di una settimana, i classici cassonetti verdi della raccolta indifferenziata. Già dal 6 ottobre sono state distribuite dagli addetti della società le tessere (simili a bancomat) necessarie a far funzionare i nuovi contenitori a cinquecento residenti della zona. I due “Gaia” sono attivi, ma il loro funzionamento rimane ancora un enigma per molti. «Sì, sono venuti a portarci la tessera magnetica, ma le indicazioni erano piuttosto scarne: ancora non ho capito se ci posso buttare anche l’umido», spiega Ottavio Fason.

In effetti, il dilemma su quale spazzatura si possa effettivamente gettare dentro Gaia avvince la piazza. I più interessati sono gli anziani che si accalcano in piccoli capannelli davanti ai bidoni, nel tentativo di farsi insegnare e spiegare da chi già ce l’ha fatta a buttare l’immondizia. Il cassonetto automatizzato presenta, infatti, una moltitudine variegata e colorata di bottoni. Gli unici che servono veramente però sono due: quello della lingua con cui si vuole sentir parlare “Gaia” e quello che attiva la funzione del rifiuto che si intende buttare.

«Le uniche cose che sappiamo, però, le abbiamo lette sul giornale: so che dovrebbero esserci degli operatori, ma ancora non li abbiamo visti», dice Agnese Tavernar.

I precedenti non sono incoraggianti: tempo addietro c'erano i “ canguri”, ossia un vecchio sistema automatizzato di raccolta rifiuti che spesso si inceppava, a causa di problemi con l’impianto fognario, e che costringeva molti a lasciare i sacchetti della spazzatura sull’asfalto.

Francesco Gallina, responsabile della raccolta rifiuti della Seab, rassicura: «I sistemi sono diversi, non dovremmo più avere di questi inconvenienti. Importante, però, sottolineare che per il momento i “Gaia” possono ricevere solo l’indifferenziato, anche se potenzialmente possono servire anche per la raccolta dei quattro materiali. Dobbiamo però lasciare il tempo ai cittadini di prendere dimestichezza con il sistema. Dovesse essere un’iniziativa di successo potremo pensare di estenderla, pur tenendo presente che non dappertutto si possono costruire ampi vani interrati e che l’i nstallazione comporta dei costi anche per il cittadino. I nostri operatori, infine, saranno presenti mattina, pomeriggio e sera in piazza Matteotti anche per consegnare le tessere a chi ha ricevuto la lettera perché non era in casa alla consegna. Importante dire che la tessera serve a noi per scaricare i dati delle utenze ma non per il pagamento
».

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29/08/2008

LA RANA CROCIFISSA

LA RANA CROCIFISSA

1930744716.jpgPolemica per la "rana crocifissa". Arte o blasfemia?

Non sarà rimossa l'insolita opera esposta nel museo di arte di Bolzano definita "un'offesa al senso religioso". I simboli religiosi Lo ha scoperto a sue spese – nel caso i precedenti non fossero sufficienti - non si toccano. Non vanno tolti da scuole e ospedali, non vanno danneggiati, ma soprattutto non vanno derisi. Neppure dagli artisti.Martin Kippenberger, l’autore dell’opera “Zuerst die Fuesse”, diventata celebre con il nome di “la rana crocifissa”. Il fulcro della polemica è abbastanza chiaro: al posto della figura sofferente del Cristo crocifisso, l’artista ha collocato una ranocchia con lingua a penzoloni e tanto di boccale di birra in una mano e un uovo nell'altra. Abbastanza per gridare allo scandalo.Oramai da tre mesi ci si accapiglia introrno all'opera che, nelle intenzioni dell'autore voleva simboleggiare l'ipocrisia di una società corrotta nell'intimo, irreprensibile all'esterno. L’opera, esposta al Museion, il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano, ha richiamato l’attenzione di autorità religiose e politiche. Si è perfino arrivati a veglie pubbliche di neocatecumenali e all'intervento del Papa che ne ha discusso con il vescovo locale Wilhelm Egger. Il presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige Franz Pahl ha optato per la protesta estrema: il digiuno per vedere rimossa quella che considera “un’offesa al senso religioso”. Il museo, sommerso dal clamore, aveva fatto una piccola ritirata: la rana era stata spostata al terzo piano, accanto ad opere dello stesso autore. Ultimo atto della diatriba, la scomunica del Papa in persona. In vacanza a Bressanone, Benedetto XVI  ha condannato senz'appello un'opera che "ha ferito il sentimento religioso di tante persone che nella croce  vedono il simbolo dell'amore di Dio e della nostra salvezza, che merita riconoscimento e devozione religiosa". I fautori dell'allontanamento della rana non sono però riusciti a piegare la direzione del Museion. Con un verdetto a sorpresa, il cda ha assunto a maggioranza la decisione di lasciare al suo posto la "rana in croce". Almeno fino al 21 settembre, giorno in cui si concluderà la mostra "Sguardo periferico e corpo collettivo".


15:19 Scritto in ATTUALITA' | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: rana, croce, crocifissa, bolzano, pahl | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook