02/01/2012

Grillo e «i botti di fine anno» su Equitalia; «Capire le ragioni oltre che condannare»

Grillo e «i botti di fine anno» su Equitalia; «Capire le ragioni oltre che condannare»

Il comico genovese sul suo blog: «un avviso di pagamento è il terrore degli italiani». Dopo gli ordigni nelle sedi di Modena e Foggia il moralizzatore della politica italiana dice la sua e divide

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25/12/2011

Terrore in Nigeria, bombe contro chiese cattoliche durante la messa di Natale

Terrore in Nigeria, bombe contro chiese cattoliche durante la messa di Natale

Esplosioni ad Abuja, capitale del paese e a Jos e Damaturu. Numerosi morti e feriti. I soccorritori: «Non ci sono abbastanza ambulanze». Rivendicazione della setta islamica di Boko Haram. Condanna del Vaticano: «Odio cieco e assurdo»

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25/07/2011

Oslo, la folla tenta il linciaggio di Breivik. Il padre: «Doveva togliersi la vita»

Oslo, la folla tenta il linciaggio di Breivik. Il padre: «Doveva togliersi la vita»

Smentito l'Arresto in Polonia di un presunto complice. Il killer aveva chiesto l'udienza a porte aperte e in uniforme. Perquisita la casa del padre: «Non sapevo»

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23/07/2011

Il premier: «E' un incubo nazionale» Sale a 91 il bilancio delle vittime

Il premier: «E' un incubo nazionale» Sale a 91 il bilancio delle vittime

«Norvegia mai colpita così dalla seconda guerra mondiale». Fermato uomo con coltello. Stoltenberg a Utoya per rendere omaggio ai caduti. Anche i suoi figli, illesi, erano al meeting laburista

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13/07/2011

India, diverse esplosioni a Mumbai

India, diverse esplosioni a Mumbai

Una deflagrazione in centro, in un mercato molto affollato. Il bilancio: almeno dieci le vittime e 15 i feriti. Il ministero dell'Interno: Attacco terroristico

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28/04/2011

Libia: prima missione di aerei italiani armati

Libia: prima missione di aerei italiani armati

Usa: da 10 mila a 30 mila vittime da inizio della rivolta. Raid effettuato nella zona di Misurata da due caccia Tornado decollati dalla base di Trapani Birgi

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29/12/2009

Mottaki: «Pugno in bocca a Londra»

Mottaki: «Pugno in bocca a Londra»

 

Teheran accusa Paesi esteri per i disordini, in particolare la Gran Bretagna. Il ministro degli esteri: «La Gran Bretagna non interferisca». Arrestata la sorella del Nobel Ebadi

 

TEHERAN - Non sono solo le proteste interne a non piacere al governo iraniano, che adesso se la prende anche con le critiche al suo operato che vengono mosse da più fronti internazionali. Il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, secondo quanto ha riferito l'agenzia Isna, ha detto oggi che se la Gran Bretagna non cesserà di parlare contro la repressione delle proteste in Iran, «riceverà un pugno in bocca». Ieri il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, ha definito molto «preoccupante» la «mancanza di autocontrollo» mostrata dalle forze dell'ordine iraniane negli incidenti avvenuti nel giorno dell'Ashura, con un bilancio di almeno otto morti e decine di feriti. Ma anche diversi altri Paesi europei hanno espresso la stessa posizione. «Le dichiarazioni di certe autorità straniere - ha affermato Mottaki - mostrano le cose vergognose che hanno fatto. Fino ad ora non abbiamo reso pubblici i loro dossier, su cosa hanno fatto e quando. Ma fortunatamente i popoli ne sono a conoscenza, e la faccenda è chiara». Dall'inizio delle proteste di piazza seguite alle elezioni presidenziali del 12 giugno, Mottaki ha affermato che il tutto era conseguenza di un complotto di Londra. Nessuna parola, invece, contro l'amministrazione americana, nonostante la presa di posizione di Obama che dalle Hawaii lunedì sera ha criticato il governo di Teheran.

«FOMENTANO LE PROTESTE» - Il portavoce di Mottaki, Ramin Mehmanparast, poco prima aveva invece ha accusato alcuni Paesi stranieri di fomentare le proteste degli ultimi giorni, annunciando l'apertura di un'inchiesta. «Sarà convocato al ministero degli Esteri l'ambasciatore britannico - aveva annunciato - per esprimergli la nostra contrarietà all'ingerenza del suo Paese negli affari interni dell'Iran». Il portavoce ha precisato che diversi giornalisti sono stati arrestati «per aver agito illegalmente», tra questi il giornalista siriano Reza al-Basha, inviato di Dubai Tv. Inoltre i guardiani della rivoluzione hanno diramato un comunicato per segnalare che i media occidentali distorcono le notizie per causare un rovesciamento del governo di Ahmadinejad.

MANIFESTAZIONE ANTI-MOUSAVI - I sostenitori dell'esecutivo, in ogni caso, scenderanno in piazza mercoledì pomeriggio (le 12,30 in Italia) per una manifestazione che punta a condannare il movimento riformista accusato di avere offeso la memoria dell'imam Hussein, celebrato domenica in occasione della Ashura, quando la protesta antigovernativa è esplosa in tutto il paese. Per gli organizzatori della manifestazione di domani, il 'movimento verdè avrebbe inoltre offeso la Guida Suprema della repubblica, l'ayatollah Ali Khamenei. La manifestazione è organizzata dall'Associazione Islamica dei commercianti, dal Centro nazionale responsabile delle moschee e dall'Istituto della propaganda islamica. Il sito 'Javan', vicino ai pasdaran, invita i sostenitori del governo a riunirsi dopo la manifestazione di fronte alla casa del leader riformista Mir-Hossein Mousavi a Teheran, al fine di chiedere pubblicamente il suo arresto in quanto traditore dei principi della repubblica islamica.

Shirin Ebadi
Shirin Ebadi

«MIRAVANO A ME» - Intanto, il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, che ricevette il premio nel 2003, ha reso noto che sua sorella è stata fermata dai servizi segreti iraniani, precisando che tre uomini e una donna si sono presentati lunedì sera presso la sua abitazione a Teheran. Dopo una perquisizione dell'edificio, hanno prelevato la 47enne docente di medicina Nushin Ebadi e sequestrato il suo computer. «L'hanno arrestata per costringermi a mettere fine al mio lavoro», ha detto Shirin Ebadi, avvocatessa e attivista per i diritti umani. «Non ha fatto nulla di male, non è coinvolta nelle mie attività per i diritti umani e non ha mai partecipato ad alcuna protesta», ha aggiunto.

ATTO ILLEGALE - Il premio Nobel ha aggiunto che due mesi fa la sorella era stata convocata dagli apparati di sicurezza. «In quella occasione le è stato detto che doveva convincermi a cessare le mie attività in difesa dei diritti umani, altrimenti sarebbe stata arrestata». Shirin Ebadi è all'estero per sicurezza dalle elezioni presidenziali dello scorso giugno «L'arresto di mia sorella è un atto illegale. Il Paese ha bisogno ora di calma più che in qualsiasi altro momento e questo può essere ottenuto solo rispettando la legge. Ogni atto illegale avrà conseguenze negative».


03/11/2009

La Corea del Nord lancia una nuova sfida "Riprocessato plutonio per armi nucleari"

La Corea del Nord lancia una nuova sfida "Riprocessato plutonio per armi nucleari"

 

Ripreso il trattamento di combustibile: Pyongyang potrebbe dunque costruire altre bombe atomiche nel reattore di Yongbyon, parzialmente smantellato due anni fa

 

Barre di combustibile nella centrale di Yongbyon (Afp)
Barre di combustibile nella centrale di Yongbyon (Afp)

La Corea del Nord lancia una nuova sfida alla comunità internazionale, annunciando di aver riprocessato ottomila barre di plutonio e di essere dunque in grado di produrre materiale fissile per armi nucleari. Ciò potrebbe consentire la costruzione di nuove bombe atomiche.

QUATTRO-SEI BOMBE - Il riprocessamento del combustibile nucleare è avvenuto nel reattore di Yongbyon, parzialmente smantellato due anni fa in cambio di aiuti economici, in base all'accordo raggiunto nei colloqui a sei con Corea del Sud, Cina, Usa, Giappone e Russia. Con il plutonio ottenuto, Pyongyang è in grado di produrre altri ordigni nucleari, oltre ai quattro-sei che si ritiene già possedere. La Corea del Nord ha effettuato due test nucleari, nel 2006 e a maggio di quest'anno. All' inizio di ottobre, in occasione della visita del premier cinese Wen Jiabao, il leader supremo Kim Jong-il ha detto di essere pronto a tornare al tavolo delle trattative ma chiede come primo passo un incontro diretto con rappresentanti statunitensi.


25/10/2009

Due autobombe a Bagdad, è strage

Due autobombe a Bagdad, è strage

 

IRAQ: il bilancio provvisorio è di oltre sessanta morti e 160 feriti. Attentatori suicidi in azione vicino alla sede del governatorato provinciale e del ministero della Giustizia

 

Scene di distruzione dopo il duplice attentato a Bagdad (Ap)

Almeno 40 persone hanno perso la vita e 75 sono rimaste ferite quando due autobombe, guidate da attentatori suicidi, sono esplose, domenica mattina, vicino alla sede del governat0rat0 provinciale e del ministero della Giustizia nel centro di Bagdad. Lo ha reso noto la polizia irachena. Le due forti esplosioni hanno fatto tremare gli edifici e una colonna di fumo si è levata nell'area. Le due esplosioni sono avvenute in rapida successione attorno alle 10.30 locali. Ne è seguita una sparatoria, secondo quanto riferito dal sito della Bbc. I due edifici governativi si trovano nella Zona verde della capitale irachena, sede di numerosi edifici ministeriali.

ATTENTATO GRAVISSIMO - «Eravamo a poche miglia dal luogo dell'esplosione, ma ne abbiamo potuto sentire l'effetto» ha detto il corrispondente della Bbc a Baghdad, Gabriel Gatehouse. Quello di oggi è il più grave attentato a Baghdad dal 19 agosto scorso (sesto anniversario dell'attacco in cui morì l'inviato speciale dell'Onu Sergio Vieira de Mello), quando due camion bomba lanciati contro i ministeri delle finanze e degli esteri fecero 95 morti ed oltre 550 feriti.


05/09/2009

Roma, bombe carta ai cancelli di Trigoria cinquecento tifosi contestano la Sensi

Roma, bombe carta ai cancelli di Trigoria cinquecento tifosi contestano la Sensi

 

FINITA LA MANIFESTAZIONE, TRANSENNE AL «BERNARDINI». Clima teso e cordoni di polizia nella protesta contro il presidente giallorosso: fumogeni e cori polemici

 

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È finita in maniera pacifica la contestazione dei tifosi giallorossi a Trigoria. Intorno alle 12.30 hanno iniziato a defluire i 500 ultras che per tutta la mattina avevano manifestato contro la dirigenza giallorossa dal piazzale Dino Viola, a pochi passi dal centro sportivo Bernardinì, il cui accesso è presidiato dalla polizia. Durante la mattinata, mentre la squadra si allenava agli ordini del neo tecnico, Claudio Ranieri, ci sono stati momenti di tensione, culminati con il lancio di 4 bombe carta e l'accensione di alcuni fumogeni.

«ROSELLA VATTENE» - Esposti diversi striscioni quasi tutti all'indirizzo del presidente della Roma, Rosella Sensi («Tu alla Presidenza, noi all'opposizione», «Ora basta», «Rosella Vattene», «Sei così incapace che con 1,1 milioni di euro al mese non ci mangi»), invitata ripetutamente a vendere la Roma. Contestazione anche nei confronti del direttore sportivo, Daniele Pradè, chiamato più volte ad uscire dal centro sportivo dai tifosi giallorossi e accusato per l'inadeguata campagna acquisti, con la colpa della cessione di uno dei gioielli romani della rosa: Alberto Aquilani, andato al Liverpool per 20 milioni di euro.
Cori di incitamento invece a favore dell'ex tecnico Luciano Spalletti, accusato dalla stessa Sensi di aver abbandonato la nave, e soprattutto per Daniele De Rossi, che all'uscita del 'Fulvio Bernardinì, è stato preso d'assalto dai tifosi giallorossi che lo hanno incitato a non mollare.
«Tutti insieme per dire Vattene», era lo slogan coniato da alcuni gruppi della curva nord per mettere in atto la contestazione nei confronti dell'attuale proprietà, dopo che già due giorni fa, dopo la nomina del nuovo allenatore Claudio Ranieri, sui muri del centro sportivo erano comparse scritte ingiuriose.

DAVANTI A CASA - Nel frattempo, in nottata, alcuni tifosi della Roma hanno esposto uno striscione davanti Villa Pacelli (residenza della famiglia Sensi) contro la dirigenza, con scritto «Rosella Vattene». Già da ieri le forze dell'ordine hanno blindato il centro tecnico «Bernardini», dove alcune transenne impediscono di arrivare fino al cancello d'ingresso. Gli striscioni di contestazione fanno il paio con quelli del due settembre, giorno della presentazione di Ranieri e dell'addio di Spalletti.

TENSIONE A LIVELLI DI GUARDIA - L'aria intorno alla A.s. Roma non migliora. Venerdì erano apparse due nuove scritte fuori dai cancelli del centro di Trigoria: «Spalletti si è dimesso... squadra, staff e società annateje appresso», e «Trasferta vietata... ennesima buffonata. Curva sud». Il secondo dei quali conteastava il divieto imposto ai tifosi di seguire la prossima trasferta della squadra.
Le dimissioni di Spalletti hanno aumentato, in gran parte della tifoseria, il malcontento per una società che non ha investito sul mercato e ha anche venduto Aquilani, uno dei tre romani intoccabili.

POLEMICHE SULL'ADDIO DI SPALLETTI - Proprio il tecnico di Certaldo, testimonial della Cedial Racing Cup 2009, per sostenere l'iniziativa benefica «Yes, we can play football» (ideata per permettere a bambini provenienti da tutta Italia appartenenti a famiglie disagiate di frequentare uno stage gratuito presso la Scuola Calcio di Sandro Tovalieri, ex attaccante giallorosso), ha risposto a distanza a Rosella Sensi. Il presidente della Roma, durante la conferenza di presentazione di Ranieri, si era detta sorpresa dell'addio di Spalletti: «Non mi aspettavo potesse abbandonare la nave». Ecco la risposta dell'ex tecnico giallorosso: «Ci sono rimasto male - come riportato dal sito Romanews.eu - e sono molto amareggiato. La Roma è una grande realtà, in questo momento qui ha bisogno di tranquillità e sul fatto di esserci o non esserci sulla nave ne riparleremo in un altro momento».

I MOTIVI DELLE DIMISSIONI - Spalletti ha spiegato poi perchè ha deciso di continuare con la Roma, a giugno scorso, quando aveva già molti dubbi. «Andarmene in quel momento sarebbe stato facile perchè avrei potuto trovare altre squadre, ma volevo continuare con la Roma. Poi ci sono state delle cose che secondo me avevano bisogno di un comportamento che ridesse un po' di slancio e ho ritenuto giusto fare così».
Quanto al suo futuro, il tecnico non ha novità, ma spiega di voler fare il suo lavoro: «Attualmente non ho segnali - dice -. Sono rimasto amareggiato perchè abbiamo passato tante situazioni insieme e perchè a me sulla nave mi avevano invitato spesso».