31/12/2009
Non era il figlio di Mike, 25 anni per la sentenza
Non era il figlio di Mike, 25 anni per la sentenza
IL CASO. Hayden perde la causa contro Bongiorno. Dopo processi a Milano, Londra e New York
MILANO — Chissà, forse avrebbe detto «Allegria!» anche questa volta. Ma tra sé e sé, tirando un sospiro trattenuto per venticinque anni. Oppure avrebbe guardato negli occhi i tre figli amatissimi. Peccato, Mike Bongiorno non può più raccontarci questa vittoria attesa fino all’ultimo: Philip Hayden, l’uomo che dal 1984 lo reclama come suo padre naturale, ha perso la causa di riconoscimento.
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| Philip Hayden che dal 1984 sosteneva di essere figlio naturale di Mike Bongiorno |
Con una sentenza depositata il 23 dicembre, i giudici del Tribunale di Milano hanno rigettato la sua richiesta. Per Mike non ci sarebbe stato regalo di Natale più gradito. Philip Hayden (a sinistra), che dal 1984 sosteneva di essere figlio naturale di Mike Bongiorno Cinque lustri di battaglie legali. Se le ricorda tutte, Mino Auletta, avvocato milanese e caro amico di Bongiorno per oltre 35 anni. «Era il 1984. Dopo una serie di azioni di disturbo, compresi alcuni appostamenti, Hayden avviò le procedure per il riconoscimento di paternità naturale». Un passo indietro. Per raccontare l’intera storia bisogna tornare al 1952, quando Michael Nicolas Salvatore Bongiorno, giovane presentatore italo-americano cresciuto tra New York e Torino, conobbe a Roma la vicina di casa Ruth Hayden, inglesina di 22 anni. Tra i due, entrambi reduci da un matrimonio fallito, pare fosse scoppiato l’amore. Nel ’55 la ragazza rimase incinta. Philip — capelli biondi, occhi azzurri, una vaga somiglianza con il re del quiz— nacque a Londra nell’aprile del ’56. Ruth gli diede il cognome del marito (da cui poi divorziò): Spencer. Lo fece cambiare in Hayden molto più tardi.
Quasi trent’anni di silenzio. Poi, nel 1984, la causa di Philip contro Bongiorno. «All’epoca — spiega Auletta — erano previste due fasi processuali. Una di ammissibilità e, quindi, una di merito. La prima, con due appelli e due sentenze di Cassazione, è durata fino al 1999. La seconda è stata avviata nel 2006». Botta e risposta, contrasti, rivelazioni scandalistiche. I giornali del 1993 titolavano così: «Arrenditi papà Mike, anche il Tribunale mi dà ragione», riferendosi alla Cassazione che dichiarava ammissibili le richieste di Hayden in applicazione del diritto italiano (in precedenza erano state rifiutate perché al caso doveva essere applicato il diritto inglese secondo cui «la madre può richiedere un accertamento di paternità nel termine massimo di tre anni dalla nascita»). Per Philip, che nel frattempo si era trasferito a San Juan de Porto Rico, sembrava fatta.
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| Mike Bongiorno |
Altre mosse: «Hayden aveva addirittura dato ai propri legali la delega per trattare con imedia», ricorda Auletta. «Aveva anche chiesto la prova del Dna. Mike si dichiarò disponibile a sottoporsi al test». E quando i giudici italiani diedero l’ok al prelievo di sangue, «colpo di scena»: alla prima data stabilita per gli accertamenti, nel novembre 2007, Philip non si presentò. Certificato di indisposizione firmato da un agopunturista portoricano. E altre improbabili scuse fino all’ultimo appuntamento mancato, nel giugno 2008. Mistero. Con tanto di rinuncia al mandato da parte dei difensori di Hayden. «E a quel punto — analizza l’avvocato di Bongiorno — i giudici di Milano, valutando il comportamento delle parti, hanno deciso: la domanda di Hayden è stata rigettata». Sentenza definitiva. Dovuta non tanto a un prelievo mai fatto, ma a una battaglia legale combattuta per anni nelle aule di giustizia di mezzo mondo: Milano, New York, Londra, Porto Rico. L’unico rammarico: la sentenza è arrivata troppo tardi. Doveva essere depositata a giugno. Poi, per slittamento dei termini, è passata a dicembre. Mike Bongiorno è mancato l’8 settembre scorso. «Lo vidi l’ultima volta il 4 agosto. Anche allora parlammo del caso. Sapeva che sarebbe stata questione di poco». Aveva ragione, Mike. La sua vittoria è giunta per Natale. Un regalo postumo. Per lui e per la sua famiglia. Quella vera.
Annachiara Sacchi
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12/09/2009
Bongiorno, folla in piazza Duomo
Bongiorno, folla in piazza Duomo
Tra i primi ad arrivare massimo boldi, susanna messaggio e roberta capua. In 10 mila per i funerali di Stato, arrivato anche. Silvio Berlusconi: «Mike ha unito l'Italia»
| La folla in piazza Duomo (Sciaky) |
MILANO- Sono cominciati ad arrivare intorno alle 8,30. Hanno Aspettato dietro le transenne per vederlo passare un'ultima volta. È il popolo di Mike Bongiorno. Arrivato con almeno due ore di anticipo in piazza Duomo per i funerali di Stato per il conduttore più famosa d'Italia. Tutti in fila per l'ultimo tributo. Sono in totale almeno 10 mila persone. E per chi ha rinunciato a un posto nella cattedrale rende omaggio a Mike con cartelloni e striscioni. «Ti vogliamo bene». Oppure: «Grazie l'Italia ti ama».
IL FERETRO- Tutto è cominciato in perfetto orario. Anzi, con un leggero anticipo. Il feretro è arrivato al Duomo due minuti prima delle dieci. La famiglia è stata accolta con un applauso scrosciante da tutte le persone in piedi sul sagrato. La cerimonia è officiata dal vescovo ausiliario di Milano e abate di sant’Ambrogio Monsignor Erminio De Scalzi.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO- In anticipo anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo cui Mike «era un uomo buono, dispensatore di positività».E poi che «aveva un grande rispetto per gli altri, soprattutto per quelli che avevano meno, per i più deboli. Credo che la sua sia stata una vita esemplare». Senza contare che «è stato un grande fattore di unità dell'Italia, ha sviluppato negli italiani quel comune sentire che ha avuto poi nella lingua italiana il mastice di ogni differenza regionale». Berlusconi ha quindi ricordato i tanti anni trascorsi con Mike Bongiorno: «con Mike - ha spiegato - non ho avuto cose particolarmente memorabili. La cosa buona con lui era la continuità del suo essere sempre perbene, di essere sempre vicino, positivo. Era un rappresentante di quei valori che devono esserci in un uomo, che è un capo di famiglia, un bravissimo marito, un ottimo padre.
I PERSONAGGI- E dall'ingresso laterale tra i primi ad entrare diverse personalità del mondo dello spettacolo come Massimo Boldi, Giorgio Gori e la moglie Cristina Parodi, Susanna Messaggio, Roberta Capua e lo storico autore televisivo di Mike che lui chiamava «il signor no», accompagnato da un assistente di studio. Poi ancora il sindaco Letizia Moratti, Gerry Scotti, Fiorello, Iva Zanicchi. Una sfilata di personaggi noti che hanno vissuta una parte dlela loro storia professionale accanto a Mike Bongiorno. E intanto i milanesi hanno reso omaggio alla salma del conduttore già in Triennale.
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11/09/2009
Folla alla Triennale per Mike. Fiorello: «Ora dirò io "Allegria!"»
Folla alla Triennale per Mike. Fiorello: «Ora dirò io "Allegria!"»
Il presentatore si è intrattenuto con la moglie e i figli di Bongiorno. Confalonieri schiva i giornalisti, vip e gente comune in fila davanti alla camera ardente
| Fiorello con la moglie di Mike, Daniela Zuccoli (Photomasi) |
MILANO - «Non eravamo un padre e un figlio, eravamo due pischelli». Uscendo dalla Triennale di Milano, dove è allestita la camera ardente di Mike Bongiorno, Fiorello ha spiegato: «Facevamo veramente cose da ragazzini, cose che non si fanno e non si possono dire. Più che un amico d'arte, un compagnetto». Fiorello è arrivato in viale Alemagna alle 11.20, si è fermato nella camera ardente per quasi un'ora e mezza, ha parlato con la moglie di Bongiorno, Daniela Zuccoli, e con uno dei figli; ha commentato con loro alcune delle immagini che scorrono su uno schermo fissato dietro la bara. Ai giornalisti, invece, ha confessato di sentirsi «in imbarazzo»: «Si rischia di cadere nel banale e lui non lo merita. Quello che lui ha fatto rimarrà per sempre e tenterò di portare avanti il suo ricordo. Magari potrei cominciare i miei spettacoli dicendo "Allegria!". Qualcuno deve pur farlo, mi prendo questa responsabilità». Lo show-man ha detto che non si aspettava questa morte «anche se Mike era una persona di una certa età. A lui è sempre piaciuto giocare ma forse se ne era sempre un po' vergognato. Io l'ho sciolto e non avremmo più smesso di giocare».
LA VISITA DI CONFALONIERI - Sempre nella mattinata di venerdì è arrivato, confuso tra la folla, entrando dall'ingresso per il pubblico e non da quello delle autorità, Fedele Confalonieri, il presidente di Mediaset. Si tratta del primo esponente del gruppo televisivo arrivato in viale Alemagna per rendere omaggio alla salma del presentatore. Confalonieri si è intrattenuto circa un quarto d'ora con la moglie di Bongiorno, Danila Zuccoli, e con i figli. Uscendo dalla Triennale, Confalonieri ha schivato i tanti giornalisti e le telecamere che lo attendevano per un commento sulla morte di Mike e i recenti rapporti tra il presentatore e le reti di Mediaset.
LA GENTE COMUNE - Prosegue intanto il via vai ininterrotto di cittadini che portano il loro estremo saluto e una piccola folla inizia ad assieparsi dietro le transenne poste dalla forze dell’ordine per delimitare lo spazio antistante alla Triennale. E’ una piccola folla eterogenea e silenziosa che segue con attenzione il via vai nel palazzo e il lavoro dei tanti cronisti, fotografi e troupe televisive inviate a seguire l’evento. Alcuni, per guadagnare le prime postazioni in coda, sono arrivati alla Triennale intorno alle 9, un'ora prima dell'apertura al pubblico. Al momento dell'apertura, il primo a portare dei fiori è stato Pasquale Padovano, l'unico sopravvissuto alla strage di Linate dell'8 ottobre 2001.
LA FESTA DEI NONNI - Sarà dedicata a Mike Bongiorno la prossima Festa dei Nonni della Lombardia: lo ha annunciato il presidente della Regione, Roberto Formigoni, anche lui in visita alla camera ardente. «Mi sta a cuore ricordare - ha detto Formigoni - quando 3 anni fa gli ho chiesto di fare il testimone della Festa dei nonni. Accettò con entusiasmo. Ora la prossima edizione del 2 ottobre sarà dedicata a lui, così come un'altra iniziativa della quale non ho fatto in tempo a parlargli, ma di cui, sono certo, sarebbe stato entusiasta. Si tratta di una guida destinata alle famiglie su come insegnare ai bambini il modo più corretto di stare davanti alla televisione». Formigoni ha anche ricordato che, tre giorni fa, Mike era diventato un'altra volta nonno. «Bongiorno - ha concluso il presidente della Regione - non è stato solo un personaggio televisivo, ma anche una persona con una grande umanità e ha incarnato il motto "Allegria!"». Ha voluto sottolineare il profilo umano di Mike anche l'ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che lasciando la camera ardente ha consegnato il suo ricordo ai cronisti: «E' stato un grande italiano e non c'era differenza tra quello che si vedeva in tv e quello che c'era dietro, un grande uomo».
I FUNERALI DI STATO- La camera ardente rimarrà aperta fino alle 20 di venerdì; le esequie del presentatore, morto martedì a Montecarlo all'età di 85 anni, si terranno nella forma dei funerali di Stato sabato mattina alle ore 10 nel Duomo di Milano. Rai-TG1 raccoglierà il segnale dal Duomo per la trasmissione in diretta dell’evento. Diretta anche su Sky, Rete4 e Telenova 2, canale dedicato alla cultura e all'informazione religiosa.
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Addio a Mike, per lui funerali di Stato
Addio a Mike, per lui funerali di Stato
Centinaia di persone in coda. Cadeo: «ruota della fortuna» al parco Sempione. Le esequie si terranno sabato mattina nel Duomo di Milano. Moratti e Veltroni alla camera ardente
| Uno striscione davanti alla Triennale (Salmoirago) |
MILANO - Con l’arrivo del primo cittadino di Milano, Letizia Moratti, centinaia di cittadini in attesa di portare il loro ultimo saluto a Mike Bongiorno hanno potuto accedere alle 15 di giovedì pomeriggio al palazzo della Triennale in viale Alemagna. La camera ardente rimarrà aperta fino alle 23 di giovedì sera, per poi riaprire venerdì dalle 10 alle 20. Le esequie del presentatore, morto martedì a Montecarlo all'età di 85 anni, si terranno nella forma dei funerali di Stato sabato mattina alle ore 10 nel Duomo di Milano. In mattinata la salma del conduttore, arrivata mercoledì sera a Milano da Montecarlo, era stata ospitata al Cimitero Monumentale di Milano, in una piccola sala privata allestita per la famiglia. Fuori dal palazzo di viale Alemagna le forze dell’ordine hanno disposto le transenne per contenere i curiosi e i numerosissimi cronisti e troupe televisive, mente è continuo l’afflusso di ammiratori che vengono a portare il loro ultimo saluto. Su una transenna è stato affisso uno striscione che recita: «Grazie Mike, l’Italia ti ama».
LA CAMERA ARDENTE - Il feretro di Mike Bongiorno è stato disposto in fondo all’ampio atrio della Triennale di Milano, coperto da un drappo rosso con la scritta «Allegria», posto tra il gonfalone del Comune e quello della Provincia di Milano. A fianco del feretro si sono posizionati la moglie di Mike, Daniela Zuccoli, e i tre figli, Niccolò, Leonardo e Michele. Davanti a loro, una fila ininterrotta di cittadini che esprimono il loro cordoglio: c’è chi pone una carezza sulla bara, chi lancia un bacio e chi si fa il segno della croce. Il feretro è sovrastato da uno schermo sul quale scorrono le immagini della vita e della carriera del celebre presentatore scomparso.
MORATTI E VELTRONI - «E’ stata una persona che ha fatto la storia del nostro Paese attraverso la televisione e il modo con il quale sapeva essere vicino alle persone: il numero di persone che sono qui dimostra come fosse sentita questa vicinanza», ha affermato il sindaco di Milano, Letizia Moratti, uscendo poco prima delle 15.30 dalla Triennale. «Il mio ultimo ricordo risale a quando l’ho chiamato per fargli i complimenti per la trasmissione Genius: anche in quello era innovativo per la sua capacità di guardare sempre ai giovani e al futuro», ha continuato il sindaco, che si è intrattenuta per circa 25 minuti davanti al feretro, portando il suo cordoglio alla famiglia. La Moratti ha anche parlato con l’ex segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, arrivato pochi minuti prima per portare il suo ultimo saluto a Mike.
LE PERSONALITA' - In ordine sparso sono arrivate molte personalità del mondo dello sport e dello spettacolo, tra cui l’attrice Marisa Laurito («Mi sento un po’ una figlioccia di Mike»), il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli e il giornalista Sandro Mayer. «Sono venuto qui per salutare un amico che conoscevo da tempo, credo però che Mike fosse in realtà un amico di tutti gli italiani, basta vedere come la gente sia rimasta emozionata per la sua scomparsa», ha detto il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà. «Ha fatto una bellissima vita intensa e ha saputo avere intorno a sé l’affetto di tantissime persone».
RICORDO IN REGIONE - E si è aperta proprio con un momento di raccoglimento in ricordo di Mike la seduta di Consiglio regionale della Lombardia di giovedì mattina. Davanti ai consiglieri in piedi, il presidente del Consiglio, Giulio De Capitani, ha ricordato che il conduttore tv scomparso martedì era stato insignito dalla Regione Lombardia nel 2004 con il sigillo longobardo, riconoscimento che viene consegnato ogni anno, in occasione della Festa dello Statuto, a cittadini che si sono distinti nei diversi ambiti sociali e culturali. Oltre a ricordare la sua carriera televisiva, De Capitani ha evidenziato l'impegno civico giovanile di Mike Bongiorno durante la Resistenza. «Penso di interpretare il sentimento dei colleghi - ha concluso De Capitani - dicendo grazie Mike».
«RUOTA DELLA FORTUNA» AL PARCO - L'assessore all'arredo urbano del Comune di Milano Maurizio Cadeo ha nel frattempo deciso di battezzare la futura ruota panoramica che dominerà dal prossimo Natale il Parco Sempione «Ruota della Fortuna», in omaggio alla nota trasmissione televisiva di Mike Bongiorno. «Credo che Milano debba rendere omaggio a chi ha ideato la televisione italiana», ha detto Cadeo. La famiglia Cadeo aveva uno stretto legame con Mike Bongiorno, visto che il fratello dell'assessore, Cesare, debuttò nel 1983 in tv proprio grazie a Mike Bongiorno.
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08/09/2009
Tv in lutto, è morto Mike Bongiorno
Tv in lutto, è morto Mike Bongiorno
PAPA' DELLA TELEVISIONE ITALIANA E RE DEI QUIZ, STAVA PREPARANDO IL RIENTRO SU SKY. Il popolare presentatore è stato stroncato da un infarto mentre si trovava in vacanza a Montecarlo
| Mike Bongiorno, il padre del quiz e uno dei volti storici della tv italiana, è morto a 85 anni (Newpress) |
MILANO - La televisione italiana perde uno dei suoi padri più conosciuti e famosi: Mike Bongiorno. Il popolare presentatore è deceduto durante una breve vacanza a Montecarlo. A darne notizia è stato il telegiornale di Sky, l’emittente per la quale Bongiorno avrebbe dovuto condurre un nuovo telequiz, dopo aver recentemente abbandonato il gruppo Mediaset, di cui era stato da sempre uno dei principali volti. Il decano dei presentatori aveva 85 anni: è stato colto da un infarto all'hotel Metropole, dove era in vacanza con la moglie Daniela. Proprio lunedì il popolare conduttore era partito da Milano per trascorrere un breve periodo di riposo a Montecarlo prima di tuffarsi nella nuova avventura televisiva sulle reti di Rupert Murdoch. Appena si è diffusa la notizia, una piccola folla di persone commosse ha iniziato a formarsi davanti all'abitazione milanese di Bongiorno, in via Giovanni da Procida, in zona Sempione.
«SCOMPARE UN GRANDE AMICO» - «Mi dispiace molto, era un amico, scompare un grande protagonista della storia della tv italiana» ha commentato a caldo Silvio Berlusconi, che negli anni Ottanta riuscì ad ingaggiarlo strappandolo alla Rai. «Sognava di diventare senatore», ha aggiunto il premier. Unanime il cordoglio del mondo della politica, oltre che della televisione, della cultura e dello sport. «Mike era l’essenza della televisione italiana» è invece il ricordo di Maurizio Costanzo. «Mi colpiva di lui la sua capacità di costruire i suoi errori e le sue gaffes». «È stato il primo divo della tv» ha detto poi l'altro decano dei presenttori italiani, Pippo Baudo, mentre per Piero Chiambretti Bongiorno resta una «figura immortale».
RE DEI QUIZ - Italoamericano nato a New York (il nonno paterno era emigrato dalla Sicilia), Mike Bongiorno è stato il papà della televisione italiana. È stato lui infatti a presentare la prima trasmissione in onda dalla TV di Stato italiana (RAI), cioè Arrivi e partenze. Il conduttore avrebbe dovuto condurre il prossimo autunno su Sky Uno il Riskytutto, a 54 anni dalla prima messa in onda del primo grande quiz della televisione italiana Lascia o raddoppia?. Seguiranno anche i quiz Rischiatutto e Scommettiamo. A partire dal 1963, ha condotto undici edizioni del Festival di Sanremo. Alla fine degli anni Settanta Bongiorno ha contribuito alla nascita della tv commerciale. Il suo ultimo programma Rai è stato Flash (1980-1982), poi il passaggio a Mediaset (Bis, Superflash,Telemike). Dal 1989 al 2003 conduce la Ruota della Fortuna. Nelle ultime stagioni ha condotto vari programmi su Retequattro ed è diventato testimonial di alcune campagne pubblicitarie con Fiorello (Wind), con il quale aveva instaurato uno stretto rapporto di lavoro e di amicizia.
LE ESEQUIE - Le salma di Bongiorno è stata composta all'obitorio della Societè Monegasque de Thanatologie (Somotha), in Avenue Pasteur a Montecarlo dove sono attesi i familiari per definire l'organizzazione della camera ardente. L'ambasciatore italiano a Monaco, Franco Mistretta, si è recato nel pomeriggio all'hotel Metropole per porgere le condoglianze alla vedova. L'ambasciata è in attesa di ricevere la documentazione medico legale dalla società di pompe funebri per la pratica burocratica per il rimpatrio in Italia della salma, una pratica che richiede normalmente alcuni giorni
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