23/07/2010

“Una bira o famo la colla”: ecco il tormentone dell’estate

“Una bira o famo la colla”: ecco il tormentone dell’estate

Spopola sul web un’intervista di SkyTG24 a due ragazze romane che, da Ostia, danno i loro consigli su come difendersi dal caldo. Boom di contatti su YouTube e Facebook. E il video fa il giro del mondo

 

 

Un rimedio contro il caldo? Un calippo, una “bira” e una “doccetta se no al mare pizzica tutto”. Ed è subito tormentone. Tutto ha inizio in uno dei tanti stabilimenti di Ostia. SkyTG24 intervista due ragazze mentre prendono il sole. E il loro accento romano le trasforma subito in due star. Il video finisce su YouTube e in meno di 48 ore ha più di 740 mila visite. E il tam tam continua: da Facebook alla radio la “bira contro il caldo” è sulla bocca di tutti.


17/06/2010

Web 2010, boom di porno e giochi

Web 2010, boom di porno e giochi

L’ultima ricerca che censisce i contenuti del cyberspazio. Esplosione dei siti per adulti: più di un sito su tre porta a contenuti a luci rosse. Anche i giochi crescono del 212%

 

MILANO – Sarà l’anonimato (relativo), sarà la voglia di svago che il web continua a suggerire. Sta di fatto che i frequentatori del cyberspazio continuano a spendere molto del loro tempo a gironzolare, tra il serio e il faceto, per siti hard (soprattutto gli uomini), tanto che nel cyberspazio più di un sito su tre porta a contenuti a luci rosse. Dall'inizio del 2010 i materiali e siti pornografici sul web sono cresciuti infatti del 17 per cento e oggi rappresentano il 37 per cento del totale dei contenuti internet secondo i dati di una ricerca di Optenet. Ma sono i giochi a crescere più di tutti esponenzialmente, trainati da quelli di ruolo che hanno segnato nel primo trimestre un aumento del 212 per cento, mentre i siti legati al terrorismo sono cresciuti dell'8,5% e quelli con materiali violenti del 10,8%.

INTERNET E HARD - Il legame tra internet e porno è noto da tempo; esistono siti che sono in grado di intrappolare gli utenti, in larghissima maggioranza maschi, violandone il diritto alla privacy ed esponendoli al rischio di attacchi da parte di hacker. Uno studio della International Secure Systems Lab, pool formato da tre laboratori di ricerca specializzati in sistemi di sicurezza, ha dimostrato che molti dei siti a luci rosse contenevano adware, spyware e virus in grado di danneggiare i computer degli incauti visitatori.

LO STUDIO - Optenet è un'azienda leader dei sistemi di sicurezza dedicati al mondo della comunicazione e attualmente circa metà degli operatori sparsi per il mondo adotta sue tecnologie di difesa. Nel corso della ricercareport sottolinea inoltre come molti giochi disponibili online siano basati su comportamenti ad alto tasso di violenza, anche a sfondo sessuale, e mettano a disposizione dei giocatori numerosi canali di comunicazione, come chat, forum e Voip, che possono trasformarsi in vie d'accesso per cyber-bullismo e molestie sessuali rivolte ai minori. sono stati presi in considerazione 4 milioni di Url e il risultato dell'esame ha rivelato che nel primo quadrimestre del 2010 i siti per adulti e quelli con contenuti illeciti (pedo-pornografia e vendita di farmaci illegali) hanno avuto una crescita del 17% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo Ana Luisa Rotta, direttore dei progetti di protezione dei bambini di Optenet, «se si considera che più di un terzo del materiale reperibile sulla Rete è pornografico e si combina questo dato con il numero di giovani e giovanissimi liberi di navigare su internet e la facilità con la quale si può accedere a qualunque tipo di sito, diviene un imperativo, per gli adulti, assumersi la responsabilità della gestione della sicurezza del pc di casa». Il

NON SOLO PORNO - Fortunatamente non tutti gli internauti rivolgono la loro attenzione a siti hard o illegali. Siti correlati a giochi di ruolo come World of Warcraft, Grand Theft Auto 4 e Final Fantasy hanno registrato un incremento di contatti pari al 212% rispetto all'anno precedente. Tra gli altri contenuti più ricercati spiccano lo shopping online (+9%), viaggi e turismo (+5,7%) computer science e sport (+4,2%) e svago e divertimento (+3,6%).

Emanuela Di Pasqua


05/06/2010

Presidi e questori, addio anticipato allo Stato

Presidi e questori, addio anticipato allo Stato

MANOVRA. Nei ministeri verso la pensione 95 dirigenti, presentate all'Inps 1.500 domande


ROMA — Cento milioni di euro. Tanto dovrebbe costare allo Stato quest'anno, secondo il Tesoro, la fuga dei dirigenti pubblici verso la pensione, messa in atto prima dell'entrata in vigore della manovra, per evitare la rateizzazione, fino a tre anni, delle buonuscite superiori a 90 mila euro, da cui sono esclusi coloro che vanno in pensione per raggiunti limiti di età. E intanto, da Pechino, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, dice di non sentirsi «spaventata dal fatto che le donne possano andare in pensione anche un po' più in là nel tempo».

Cento milioni, dunque. Ma verrà rispettata la stima? A giudicare dalle indiscrezioni, l'impatto potrebbe essere superiore. A determinare un fuggi fuggi generale è stata la prima versione del decreto, che poneva il tetto a 24 mila euro, facendovi rientrare praticamente tutti, perché una buonuscita, dopo 35-40 anni di servizio, supera i 50 mila euro. Secondo il Tesoro, nel 2010 dovrebbero essere 800 i soggetti spinti verso la pensione, per un importo medio di circa 130 mila euro. Nel 2011, invece, a uscire dovrebbero essere in 2.100, per 280 milioni, spesa compensata da 680 milioni di risparmi, con un saldo positivo, per le casse dello Stato, di 400 euro. Altri 240 milioni verrebbero infine risparmiati nel 2012. Ma intanto anche in via XX Settembre è in atto la fuga tra i 15 mila dipendenti: una settantina le domande di pensionamento tra i dirigenti di prima e seconda fascia. Tra i primi, che sono 70, le domande sono state 7. All'Inps sono stati circa 1.500 i dirigenti a presentare domanda di pensionamento ma il fenomeno starebbe rientrando. Lo conferma Guido Abbadessa, membro del Consiglio di Vigilanza dell'istituto, per il quale «più di qualcuno ha ritirato la domanda dopo l'innalzamento del tetto a 90 mila euro».

All'Inail il fenomeno è più circoscritto: qui le uscite previste erano in ogni caso 400, nell'ultima settimana sono state presentate 130 richieste, solo la metà delle quali riferibili all'effetto-manovra. Quanto all'Inpdap, 4-5 dirigenti generali hanno chiesto il pensionamento, seguiti, a cascata, dai dirigenti di più alto livello. L'effetto su tutti i dipendenti pubblici, le cui pensioni fanno capo all'istituto, secondo Enrico Ponti, membro del Consiglio di Vigilanza, è stato cospicuo, con ritiri nell'ordine delle migliaia. Numeri che superano le previsioni di Tremonti. Il fenomeno è acuito dal fatto che la manovra impone che la buonuscita venga liquidata con i criteri del Tfr (lavoratori privati), anziché col più vantaggioso sistema del Tfs (dipendenti pubblici). In fuga, al ministero della Pubblica istruzione, ci sarebbero quattro dei 10 direttori generali e uno dei due capi dipartimento, oltre a diversi dirigenti. In sede periferica avrebbero già presentato dimissioni alcuni direttori generali di Uffici scolastici regionali e vari dirigenti degli uffici periferici. Numeri elevati anche perché il 31 maggio per i dirigenti scolastici si chiudeva una delle «finestre» per andare in pensione. Solo nel Lazio, dove i presidi sono il 10% del totale nazionale, ci sono state 32 richieste di pensionamento (ce n'erano state 86 a gennaio) e 150 telefonate di chiarimento.

Al ministero dei Beni culturali si sarebbero dimessi quattro direttori generali, mentre al ministero della Salute sarebbero andati via 11 dirigenti, il 10% del totale. Anche tra i questori è allarme generalizzato ma a causa di un'altra norma: quella che stabilisce che dal gennaio prossimo le promozioni hanno effetto giuridico e non economico. Motivo per cui, coloro che, avendo maturato 5 anni come dirigenti superiori, attendevano di potersi pensionare come direttori generali per ottenere il relativo aumento, circa 50, stanno chiedendo di uscire subito.

Antonella Baccaro


05/05/2010

Hello Kitty, il lunedì, i Suv e l'ora solare: su Facebook ecco le 106 cose da odiare

Hello Kitty, il lunedì, i Suv e l'ora solare: su Facebook ecco le 106 cose da odiare

La pagina fb ha già raggiunto 70 mila iscritti. Un blogger sfoga le sue frustrazioni quotidiane sul web. Poi approda sul social network: è boom di contatti

 

 

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Uno degli slogan presenti nella pagina di Facebook

MILANO - Il web diventa psicologo. E si trasforma in depositario di frustrazioni e sentimenti negativi che si accumulano nel corso della giornata, legati a situazioni, comportamenti, personaggi talmente spiacevoli da diventare l'oggetto di un sentimento d'odio. Che si dichiara apertamente online, con po' d'ironia. L'ultimo fenomeno del web è un blog che si chiama Vi Odio ed è opera di Gabriele Coletti, 24 anni, studente allo IUAV di Venezia, che ha dato vita a una sorta di sfogatoio in cui raccoglie tutto ciò che rende insopportabile l'esistenza dei suoi utenti. Tutto nasce da una giornata storta. «Lo scorso gennaio dovevo andare da Treviso a Verona per dare tre esami all'università. C'è stata una nevicata pazzesca e i treni si sono bloccati. Ho impiegato sette ore per un viaggio che di solito dura due ore e mezza» ricorda Gabriele. Che tornato a casa si mette davanti al computer e crea un blog dove sfogare la sua rabbia. Il primo post – riquadro nero e scritta bianca – è «Trenitalia ti odio». Ne seguono altri, dapprima personali, poi aperti ai contributi e ai suggerimenti dei visitatori. Adesso le dichiarazioni d'odio hanno superato quota cento e i bersagli sono i più disparati: i possessori di suv che non rispettano la precedenza e pretendono di aver ragione, il batuffolo di lanuggine che si forma nell'ombelico, il sonno che passa non appena ci si stende sul letto, Barbara D'Urso, la pressione bassa, la carta igienica finita, la penna che esplode all'improvviso nella borsa, l'ora solare, Marzullo, il dentista, Ligabue, la polvere sulla scrivania.

SUCCESSO SUL WEB
- A far diventare il fenomeno virale ha contribuito Facebook, dove la pagina dedicata al blog, aperta giovedì scorso, conta già quasi 70mila iscritti. «La violenza non c'entra e io non sono schierato politicamente. La maggior parte dei post riguardano episodi della vita di tutti i giorni, anche banali. È semplicemente un modo per sfogarsi, una specie di catarsi» precisa Gabriele che ha già ricevuto alcune proposte da parte di alcuni nomi importanti del web interessati alla sua creatura. «Ma ci vado cauto. Non vorrei tradire la fiducia e le aspettative di chi mi segue dall'inizio e ha fatto il successo del blog».


28/12/2009

Natale, venduti più e-book che libri

Natale, venduti più e-book che libri

 

Consegne anche last minut per il sito di e-commerce che ha assoldato anche i camperisti. Nelle transazioni su Amazon battuti quelli di carta ma anche gli altri gadget elettronici. Kindle il più gettonato

 

Il Kindle, il lettore di libri elettronici (Ap)
Il Kindle, il lettore di libri elettronici (Ap)

MILANO - E’ stato un Natale con il botto per Kindle, e al quartier generale di Amazon possono certamente stappare lo champagne. Il lettore di e-book è stato infatti l’oggetto più regalato nella storia dell’azienda di e-commerce. Ma – dato forse ancora più interessante – il 25 dicembre sulla piattaforma creata da Jeff Bezos sono stati comprati più libri di bit che di carta. Un sorpasso forse motivato dall’urgenza di ricevere immediatamente il titolo in questione, ma che nel contempo è la spia di un mercato in crescita: quello, appunto, dell’editoria digitale.

LE VENDITE - In generale sembra che le vendite in occasione delle feste siano andate particolarmente bene per Amazon, anche se l’azienda non ha fornito dati chiari e precisi: il giorno di picco è stato il 14 dicembre, quando i clienti hanno comprato 9,5 milioni di prodotti in 178 paesi, per una media di 110 al secondo. Non si tratta ovviamente solo di libri, ma anche dvd, gadget tecnologici, e oggetti di vario genere, perfino dolci. Sul fronte elettronico, dopo il Kindle, i prodotti più acquistati tra il 15 novembre e il 19 dicembre sono stati l’iPod Touch da 8GB della Apple e il Gps Garmin Nuvi 260W. Nella categoria videogiochi troneggia invece la Wii Fit Plus con Balance Board, seguita da New Super Mario Bros e Call of Duty: Modern Warfare 2. Molti i computer impacchettati: anche qui, i dirigenti Amazon, più che dare numeri, preferiscono affidarsi a immagini poetiche: e dunque i pc venduti sono tanti che in pila uno sull’altro sarebbero alti quanto due volte l’Everest.

DIETRO I PACCHETTI - Sul fronte della velocità nelle consegne va segnalato il caso di un cliente di Seattle che ha ordinato un Kindle alle 13 e 43 della vigilia di Natale e ha ricevuto il pacchetto alle 16 e 57 dello stesso giorno. In tempo insomma per metterlo sotto l’albero. Ma a questo proposito vale la pena ricordare che dietro il sistema di e-commerce di Amazon non ci sono solo byte e fibre ottiche, bensì anche muscoli e sudore umano. Come quelli delle centinaia di persone reclutate in occasione delle festività presso Coffeyville, in Kansas, dove si trova il più grande centro di smistamento dell’azienda americana. Quest’anno Jeff Bezos ha deciso di assoldare il popolo dei camper, di chi vive su 4 ruote, offrendo parcheggio gratuito a poche miglia dallo stabilimento e un lavoro di magazziniere e impacchettatore per circa 10 dollari all’ora. Turni di 8-10 ore continuamente in piedi, camminate da 15 miglia al giorno, sollevamento pesi e un deciso effetto palestra assicurato a fine giornata.

Carola Frediani


28/09/2009

Boom delle domande di disoccupazione

Boom delle domande di disoccupazione

 

I dati dell'inps. Sono aumentate del 53% in un anno. E la Cassa integrazione sale del 222%

 

(foto d'archivio)
(foto d'archivio)

ROMA - Cassa integrazione a livelli record e "boom" delle domande di disoccupazione. In un anno, tra il primo settembre 2008 e il 31 agosto 2009, le ore autorizzate per i trattamenti di integrazione salariale sono aumentate del 222,3%: la cassa integrazione ordinaria è salita del 409,4% (+660% nell’industria, +66,7% nell’edilizia) mentre quella straordinaria è aumentata dell'86,7%.

DISOCCUPAZIONE - In forte aumento anche le domande di disoccupazione presentate all'Istituto, cresciute del 53%, sopra quota 1,1 milioni, tra agosto 2008 e luglio 2009. A renderlo noto è il presidente e commissario straordinario dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, che traccia un bilancio dell'attività svolta a un anno dal suo insediamento. Con la corresponsione di un importo medio annuo di circa 5.292 euro, per alleviare il periodo di disoccupazione (che può variare da sei mesi ad un anno), l'Inps ha liquidato in totale 984.286 domande di disoccupazione (+52,2%). «La sfavorevole congiuntura economica che il paese ha dovuto affrontare in questi mesi ha riversato sulle casse e sugli uffici dell'Inps la responsabilità di sostenere i lavoratori in difficoltà» ha spiegato Mastrapasqua.


18/08/2009

In sette mesi evasi all'estero 3,3 miliardi

In sette mesi evasi all'estero 3,3 miliardi

 

I dati della Guardia di finanza. Di questi, 1,1 miliardi sono stati rintraccaiti nei paradisi fiscali. Evasione dell'Iva pari a 1,8 miliardi

 

(Agf)
(Agf)

ROMA - Nei primi sette mesi dell'anno sono stati evasi all'estero 3,3 miliardi di euro. Il dato è stato diffuso dalla Guardia di finanza. Di questi, 1,1 miliardi sono stati rintraccaiti nelle transazioni e nelle operazioni finanziarie con i cosiddetti paradisi fiscali. Oltre 600 milioni di euro sono stati accreditati a danno di soggetti e imprese che avevano falsamente spostato all'estero la propria residenza o la sede della propria attività. Altri 1,6 miliardi sono a carico di imprese estere che, operanti in Italia, non dichiaravano nulla al fisco.

DATI - Si tratta, sottolineano le Fiamme Gialle, di «valori in linea con i risultati del corrispondente periodo del 2008, che si è chiuso con i risultati più alti di sempre». Da gennaio a luglio sono state effettuate 5.690 indagini, verifiche e controlli contro l'evasione e le frodi fiscali internazionali e i trasferimenti illeciti di capitale all'estero. L'Iva evasa per frodi scoperte nelle indagini su «triangolazioni commerciali ricorrendo a società cartiere e fatture per operazioni inesistenti» è pari a 1,8 miliardi con 3.557 soggetti denunciati, «pari al 17% in più rispetto allo scorso anno». I titoli e la valuta sequestrati nei controlli alle frontiere ammontano a 396 milioni di euro, con «1.185 soggetti sorpresi a portare al seguito denaro o titoli per valori superiori a 10 mila euro».


26/05/2009

Praga, seno nuovo gratis per chi accetta di fare l’infermiera

Praga, seno nuovo gratis per chi accetta di fare l’infermiera

 

La clinica: in tre mesi boom di richieste. Praga, benefit per bloccare la fuga: in cambio un contratto di lavoro per tre anni

 

(foto di Marcella Milani)
(foto di Marcella Milani)

PRAGA — Gli infermieri so­no merce rara. In Italia. In Euro­pa. Nel mondo, visto che quelli dei Paesi più poveri migrano in cerca di salari migliori nelle re­gioni più ricche. E così, per fer­mare l’emorragia e reclutare nuove infermiere, una clinica privata di Praga ha offerto un benefit unico nel suo genere: un’operazione di plastica al se­no (cosce e/o pancia) in cambio di un contratto di lavoro per tre anni. «È stato un successo: in tre mesi abbiamo incrementato le domande del 10%», ha esulta­to Jiri Schweitzer, amministra­tore delegato della Iscare, sfi­dando le polemiche nate sul ca­so. «Ovviamente, se la dipen­dente vorrà andarsene prima, dovrà rimborsare i costi dell’in­tervento». Petra Kalivodova, 31 anni, è una delle prime infermiere ad aver firmato il contratto. Tra i benefit proposti — lezioni di te­desco, cinque settimane di va­canza o chirurgia plastica — ha scelto un’operazione estetica al seno. Nella Repubblica Ceca l’in­tervento costa, normalmente, 2.600-2.800 euro. Una spesa, ha dichiarato Petra all’Internatio­nal Herald Tribune, che non avrebbe mai potuto sostenere con i suoi mille euro scarsi al mese di stipendio. «Mi sento meglio quando mi guardo allo specchio», ha detto. «Ci hanno sempre insegnato che se un’in­fermiera è bella, intelligente e ama il suo lavoro, il recupero dei suoi pazienti è più veloce». Dunque, perché no?

Solo nell’ultimo anno 1.200 infermieri hanno lasciato la Re­pubblica Ceca per cercare un impiego all’estero. Germania e Gran Bretagna in primis. Ma an­che in Italia. All’appello, secon­do le associazioni di categoria, mancherebbero a 5.000 dipen­denti. A Brno, per questo moti­vo, un ospedale è stato costret­to a chiudere il suo reparto di terapia intensiva. E pure la pub­blica Na Bulovce di Praga, insie­me a buoni pranzo e assistenza ai figli, ha deciso di offrire co­me benefit ai suoi infermieri «operazioni di estetica a prezzi ridotti».

«Anche nel nostro Paese, so­prattutto le cliniche private, ri­corrono a una serie di benefit per attirare infermieri. Ma que­sti casi, gravissimi, sono l’em­blema di un’emergenza ormai globale», afferma Annalisa Sil­vestro, presidente della Federa­zione nazionale dei collegi infer­mieri. In Gran Bretagna sono state temporaneamente taglia­te decine di letti negli ospedali. Negli Usa il governo ha stimato una carenza di un milione di in­fermieri entro il 2016. «In Italia ne mancano tra i 40.000 e i 60.000», spiega Silvestro. «Con­tiamo 375.000 infermieri e di questi 30.000 sono stranieri. An­che se si inizia a vedere un eso­do all’inverso, questo è un be­ne per noi e un male per i loro Paesi: ecco perché i governi de­vono affrontare il problema a li­vello globale». Concorda Gio­vanni Muttillo, presidente del Collegio Ipasvi di Milano, che ri­lancia: «Noi stiamo cercando di contrastare in tutti i modi que­ste speculazioni, è in corso una vera e propria tratta degli infer­mieri ». E spiega: «I benefit spre­giudicati e le organizzazioni che reclutano infermieri in mo­do irregolare (diplomi falsi, se­questro di documenti) fanno parte di un’unica realtà che tra­valica i confini e fa male alla sa­lute globale».

Alessandra Mangiarotti


26/12/2008

Boom per le riscossioni da accertamento Più 46% da gennaio a novembre

Boom per le riscossioni da accertamento Più 46% da gennaio a novembre

Lotta all'evasione: recuperati 2,3 miliardi di euro in undici mesi

 

ROMA - Procede a gonfie vele la lotta all'evasione fiscale. Tra il primo gennaio e il 30 novembre di quest'anno - fa sapere l'Agenzia delle Entrate - le riscossioni da accertamento hanno raggiunto i 2,3 miliardi (+46% rispetto allo stesso periodo del 2007), di cui 1,5 miliardi provenienti da strumenti deflativi (+54%) e oltre 800 milioni derivanti da ruoli (+33%).

PROGRESSO - Un anno fa nello stesso periodo (gennaio-novembre) gli incassi da accertamento erano stati pari a 1,6 miliardi, di cui 980 milioni da adesione, acquiescenza e conciliazione e circa 600 milioni da ruoli.

 


05/12/2008

Borse, ancora un tonfo. Crolla l'energia

Borse, ancora un tonfo. Crolla l'energia

Eni a -8,57% sulla scia del petrolio, venduto a meno di 40 dollari al barile. Male tutte le piazze europee: Parigi a -6,3%, il mibtel cede il 4,73%

 

 

MILANO - Borse di nuovo in forte calo sulla scia del crollo dell'occupazione negli Stati Uniti e dell'inarrestabile discesa del petrolio, sceso sotto i 42 dollari al barile in America, mentre il Brent, a Londra, è scivolato addirittura sotto i 40 dollari.

ENERGIA A PICCO - In profondo i rosso i titoli dell'energia, con l'Eni che a Piazza Affari cede l'8,57%. Male anche gli altri titoli del settore come Tenaris (-9,76%), Saipem (-8,42%), Saras (-7,36%) ed Enel (-5,45%). In grande sofferenza anche i titoli finanziari, con Banco Popolare (-10,27%) e Unicredit (-5,98%). Scivola anche Fiat (-7,05%). In chiusura il Mibtel segna un pesante -4,73%.

EUROPA - In pesante calo anche le altre piazze finanziarie europee, sulla scia di Wall Street dove il Dow cede il 2,23% e il Nasdaq il 2,10%. Le perdite sono amplificate al di qua dell'Atlantico: Parigi cede il 6,27%, Francoforte il 5,14% e Londra il 3,77%. L'indice paneuropeo DJ Stoxx 600 affonda del 4,7%. Le Borse asiatiche hanno invece chiuso complessivamente al rialzo, vivace soprattutto il comparto dell'elettronica.

 


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