29/03/2010
Puglia, botte tra Gabriella Carlucci e una candidata del Pd
Puglia, botte tra Gabriella Carlucci e una candidata del PdCOMUNALI. Antonella Cusmai, 36 anni, colpita al collo in albergo davanti a 200 persone dall'ex conduttrice
![]() |
| Antonella Cusmai (Corriere del Mezzogiorno) |
BARI - Si sono azzuffate davanti a 200 persone: protagoniste Gabriella Carlucci, ex conduttrice e parlamentare del Pdl, candidata sindaco del centrodestra nel Comune di Margherita di Savoia, nel foggiano, e Antonella Cusmai 36enne commercialista, militante del Pd e «punta di diamante» della lista che sostiene Bernardo Lodispoto, sfidante di Carlucci.
TRAUMA AL COLLO - L'episodio viene riferito sabato in articoli pubblicati da giornali locali.
![]() |
| Gabriella Carlucci (De Benedictis) |
Il «contatto fisico» sarebbe avvenuto nella sala di un albergo, a Margherita di Savoia, alla presenza di circa 200 persone. Le due donne ricostruiscono l'episodio in maniera differente ma entrambe ammettono che il «contatto fisico» c'è stato, tanto che Antonella Cusmai afferma di aver riportato un trauma al collo diagnosticato dai medici del pronto soccorso. L'occasione - riferisce il Corriere del Mezzogiorno - era un confronto presieduto da Carlucci per parlare di una residenza sanitaria per anziani. Cusmai, che di quella «rsa» in campagna elettorale ha rivendicato qualche merito al centrosinistra, presente nella sala, sostiene di essere stata invitata ad andarsene: «È una manifestazione del centrodestra», avrebbe detto Carlucci. Ma dopo il suo diniego Cusmai racconta di essere stata «afferrata per le spalle da una persona in preda all'isteria, osannata da una platea invasata» e di aver riportato un trauma al collo. Carlucci dà un'altra versione e accusa Cusmai di averle rivolto pubbliche offese: a questo punto la parlamentare del Pdl avrebbe accompagnato fuori dall'albergo «In maniera energica - ammette - l'avversaria». Cusmai ha annunciato di voler presentare denuncia per l'aggressione subita.
EVENTO ORGANIZZATO - Raggiunta da Corriere.it, la parlamentare del Pdl ha voluto precisare che «l'evento era stato organizzato da me e la Cusmai non era stata invitata. Ha inveito nei miei confronti usando espressioni molto volgari. Ho molte persone pronte a testimoniarlo. L'ho presa per un braccio e l'ho condotta fuori dal locale. Sostiene che io l'abbia graffiata: non è vero, non ho le unghie lunghe. In più dice che io l'abbia picchiata: è falso, lo dimostra il fatto che non abbia sporto denuncia. La sua è stata una vera provocazione». Non è la prima volta che Gabriella Carlucci finisce sulle pagine dei giornali per reazioni sopra le righe. Famoso il suo duello con il Trio Medusa nel corso di un servizio delle Iene.
«La Carlucci? È magra ma fortissima. Io ho soltanto urlato e le ho prese». Antonella Cusmai e la rissa con la deputata pdl
— «Oh Signore... anche adesso, per stare con lei al telefono... non ha idea che fitta».
Alla cervicale?
«Sì sì, esattamente... come avere un ago conficcato, mi creda... uuhhh...».
Parli piano.
«Sì sì, piano piano...».
Se vuole, posso chiamarla più tardi.
«No no... allora: cos’è che voleva sapere? Non avete già scritto tutto? Antonella Cusmai, candidata al consiglio comunale di Margherita di Savoia, aggredita da Gabriella Carlucci, deputata del Pdl, che qui è invece candidata alla poltrona di sindaco...».
Non abbiamo scritto esattamente così.
«Ah no?».
No. Perché la versione della Carlucci è bel po’ diversa.
«E che dice, mi scusi, la signora Carlucci?».
Dice che lei, signora Cusmai, l’altra sera è entrata nel salone dei congressi del locale albergo, dov’era in corso la presentazione del piano di costruzione di una residenza per gli anziani, urlandole contro offese irripetibili.
«Magari avrò urlato che lo stesso piano l’avevo presentato già io, due giorni prima».
Comunque vi siete picchiate.
«No, è lei che mi ha dato mazzate...».
Mazzate.
«Da dietro. Tum! Tum! Tum! Certi spintoni...».
Scusi, ma l’onorevole Carlucci è una donna elegante, magra e...
«E come tutte le magre è ossuta, è un fascio di nervi. Ha una forza quella donna... Del resto, il referto medico del pronto soccorso parla chiaro: trauma da contraccolpo».
Comunque non è stata una bella scena.
«Senta...».
Siete, come si dice, venute alle mani. Non si fa.
«Eh! È facile adesso dire no, non si fa, non si deve, voi che fate politica dovreste dare il buon esempio. Ma quella aveva gli occhi di fuori, il respiro affannato, ansimava di rabbia... e da dietro... Tum! Tum! Tum! M’ha sbattuto via come fossi un manichino».
La denuncerà?
«Non lo so, ci sto pensando ».
Ci sta pensando?
«Ah! Se lei sapesse...».
(La prima telefonata si è chiusa così. Poi ne abbiamo fatta una seconda, per capire meglio: ed è a questo punto che Antonella Cusmai — 36 anni, commercialista, un marito e una figlia—ci ha svelato di indossare un collare ortopedico e di avere letteralmente paura a uscire nelle strade di Margherita di Savoia, il piccolo centro del Foggiano dove «l’atmosfera politica s’è fatta brutta, ma brutta assai, e io di prendermi altre mazzate, capirà, non ho alcuna voglia»).
Fabrizio Roncone
Redazione online
10:59 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, puglia, botte, gabriella carlucci, antonella cusmai, colpita, collo, albergo, parlamentare, pdl, candidata, sindaco, centrodestra | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
03/08/2009
Roma, turista coreano mette ko un rapinatore con un colpo di taekwondo
Roma, turista coreano mette ko un rapinatore con un colpo di taekwondo
TEATRO MARCELLO. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri e li ha ringraziati: «Mi stavano massacrando di botte»
«Vi devo ringraziare, quelli lì mi stavano massacrando di botte». Così un rapinatore ha accolto l'arrivo dei carabinieri. Poco prima, infatti, l'uomo armato di un coltello aveva cercato di derubare un gruppo di coreani in visita al Teatro Marcello a Roma. Ma i turisti, invece di arrendersi, avevano messo in pratica qualche mossa di taekwondo (letteralmente «combattimento con le gambe»), l'antica arte marziale coreana che sfrutta pugni e, soprattutto, calci volanti.
L'ARRESTO - I carabinieri in motocicletta del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato un 48 enne di origini ligure con l'accusa di rapina aggravata. L'uomo aveva adocchiato un gruppo di turisti coreani in visita nei pressi del Teatro Marcello, nel cuore della capitale, si era avvicinato e dopo aver minacciato uno di questi con un coltello, ha cercato di allontanarsi con la sua borsa. Ma da «carnefice» è diventato praticamente «vittima»: i coreani non si sono persi d'animo e uno di loro, accortosi di quanto era accaduto, ha affrontato il rapinatore a colpi di taekwondo, disarmandolo e colpendolo così duramente da metterlo k.o. All'arrivo dei Carabinieri il pregiudicato è parso sollevato, quasi fosse contento di essere arrestato. La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita al proprietario mentre l'uomo è stato condotto nel carcere di Regina Coeli.
16:10 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: rapinatore, borseggia, armato, coltello, derubare, turisti, roma, coreani, assalito, botte | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
23/06/2009
La trasparenza di Google
La trasparenza di Google
Oggi a Milano era prevista una nuova seduta del processo "ViviDown contro Google", in cui il motore di ricerca è chiamato a rispondere di concorso in diffamazione e violazione della privacy in merito a un video del 2006 caricato su Google Video che riprendeva un ragazzo affetto dalla Sindrome di Down vessato dai compagni (qui tutti i dettagli). Il processo con rito abbreviato ha però subito uno slittamento a causa della malattia dell'interprete che avrebbe dovuto tradurre la testimonianza di un ingegnere arrivato appositamente in Italia da Mountain View. La cosa ha destato perplessità tra molti dei presenti, parti in causa e non, ma pare che non ci siano stati i tempi tecnici per trovare un sostituto.
Comunque sia, il dibattimento è dunque rinviato al prossimo 29 settembre, anche per la successiva indisponibilità del giudice Oscar Magi. Il processo dunque rimane a Milano, come già stabilito, e sarà a porte chiuse. Ed è questo il caso che oggi ha destato un certo scalpore. Perché il processo, in molti sensi unico nel suo genere a livello mondiale, è seguito con grande interesse anche da molti media americani: si tratta infatti di stabilire la responsabilità di chi ospita contenuti sul Web, o semplificando - come titola oggi un'agenzia della Associated Press - se nel Web debba prevalere il concetto di libertà oppure di responsabilità, legata a un maggiore controllo di quanto va online. Così diversi giornali italiani e statunitensi, tra cui il New York Times e il Wall Street Journal, avevano chiesto al giudice Magi la possibilità che l'udienza fosse pubblica. Ma le difese dei quatro imputati di Google si sono opposte e dunque il processo proseguirà a porte chiuse.
"Dont' be evil" è da sempre il motto dell'azienda di Mountain View. E forse a questa frase, involontariamente, ha voluto riferirsi il pubblico ministero Alfredo Robledo, che con il collega Francesco Cajani si era detto favorevole all'evenienza delle porte aperte, con il commento ironico seguito alla chiusura dell'aula ai giornalisti: "Prendiamo atto della trasparenza di Google". L'avvocato Pisapia, da noi contattato, ha voluto rispondere così: "Parlare in questo caso di trasparenza mi pare fuori luogo, perché il discorso era invece se violare la legge oppure no". Il legale, uno dei difensori di Google, prosegue: "Siccome noi avevamo l'interesse a terminare tutto il dibattimento entro la fine di luglio, come era previsto, non potevamo certo correre il rischio di vedere annullato il processo. Il rito abbreviato, infatti, è per legge un giudizio non pubblico: la pubblicità in questi casi può esserci solo in caso di richiesta da parte di tutti gli imputati. Che però oggi non erano in aula".
20:32 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: google, processo, milano, video, botte, ragazzo, down, vessazione, diffamazione, denuncia, violazione della privacy, responsabilità | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
01/03/2009
Botte al piccolo attore di The Millionaire
Botte al piccolo attore di The Millionaire
Il genitore voleva esporlo come un trofeo davanti a casa, ma il bambino era stanco per il viaggio, il ragazzino, 10 anni, colpito dal padre, malato di tubercolosi, che poi si scusa
![]() |
| Azharuddin Mohammed, 1o anni, accolto dal padre all'aeroporto di Mumbai |
Momenti di terrore per il piccolo Azharuddin Mohammed, ovvero il Jamal di Slumdog Millionaire, picchiato selvaggiamente dal padre Ismail all’esterno della sua casa di Mumbai, davanti agli occhi degli esterrefatti vicini e dei passanti. Stando a quanto raccontano Sun e Daily Star, che pubblicano anche le foto del bambino in lacrime mentre cerca di proteggersi in un angolo dall’attacco paterno, a scatenare la violenta reazione dell’uomo (malato di tubercolosi) sarebbe stato il desiderio del ragazzino di riposarsi dopo l’estenuante viaggio da Los Angeles per la cerimonia di consegna degli Oscar (il film di Danny Boyle ha portato a casa ben otto statuette).
Il padre voleva, invece, esporre Azharuddin a mo’ di trofeo all’esterno della sua casa e di fronte al rifiuto del figlio avrebbe letteralmente perso la testa, cominciando a colpirlo con ripetuti calci e pugni, malgrado la moglie lo supplicasse di smettere. Solo l’intervento di un amico di famiglia ha impedito che l’aggressione avesse conseguenze ben più gravi. «Ismail si è innervosito», ha raccontato un testimone, «quando il ragazzino, che non era nemmeno andato a scuola proprio perché era stanchissimo dopo il volo da Los Angeles, gli ha detto che voleva rimanere solo e che voleva che tutta l’attenzione su di lui cessasse. Il padre ha, però, insistito perché lui uscisse all’esterno della casa e si facesse vedere dalla gente. A quel punto, Azharuddin ha puntato i piedi e ha replicato che non lo avrebbe fatto e basta. Allora, Ismail non ci ha più visto e ha cominciato a colpirlo».
Qualche ora dopo il signor Mohammed si è, però, reso conto della gravità del suo gesto e ha chiesto scusa al mondo per il vile attacco. «Mi dispiace tantissimo per quello che ho fatto. Ero ancora sotto stress e profondamente turbato per il ritorno di mio figlio e per un minuto non mi sono riconosciuto. Ma io amo il mio ragazzo e sono davvero felice di riaverlo qui a casa con me».
00:02 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: botte, piccolo, attore, padre, film, premio oscar, the millionaire, genitore, malato, tubercolosi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
11/02/2009
Chicago, botte degli insegnanti a scuola
Chicago, botte degli insegnanti a scuola
Dal 2003 sono stati picchiati 818 alunni. La città dell'Illinois è la prima negli Stati Uniti per la delinquenza minorile
![]() |
| Chicago |
La legge dello Stato, ha notato la tv Cbs2 che ha scoperto lo scandalo, vieta le punizioni corporali nelle scuole, ma negli ultimi anni esse sembrano essere aumentate. La Cbs di Chicago, la città del presidente Obama, ha intervistato uno degli alunni percossi, Trevor Martin di 10 anni, della Robert Emmett Academy (Emmett è un eroe dei diritti civili, un ragazzo nero del profondo sud che fu linciato per un complimento a una giovane bianca). Dopo una breve lite con un compagno, Martin venne sbattuto sul banco dall’insegnante, subì una forte contusione, e dovette andare in ospedale, ma l’insegnante non fu neppure sospeso. «Nella mia classe, oltre a me sono stati picchiati cinque miei compagni», ha lamentato il bambino. «Abbiamo paura perché nessuno ci protegge».
Secondo la Cbs2 non è raro che il personale ricorra alle percosse per ristabilire la disciplina, che spesso viene violata nelle scuole pubbliche di Chicago, la seconda metropoli americana dopo New York (ha superato Los Angeles) ma la prima per delinquenza minorile. Gli allievi più indisciplinati verrebbero schiaffeggiati, percossi con un manganello, una riga e così via. In palestra o corridoio, qualcuno particolarmente turbolento sarebbe stato preso a pugni o calci. La Cbs2 ha ammesso che molte scolaresche di Chicago sono violente, ma ha aggiunto che reagirvi con altra violenza è illecito.
Lo scandalo minaccia di coinvolgere Arne Duncan, il ministro dell’Istruzione dell'amministrazione Obama, che sino a un mese fa era il sovrintendente delle scuole pubbliche di Chicago. La Cbs2 sostiene di averlo più volte sollecitato a intervenire ma di aver ricevuto un tiepido responso: Duncan, un ex campione di pallacanestro, avrebbe promesso di licenziare tutti i picchiatori, ma non avrebbe mantenuto la parola. Il suo successore Ron Huberman si è impegnato ad andare a fondo allo scandalo: ha chiesto alla Commissione comunale all’istruzione presieduta dall’assessore Pat O’Connor di prendere immediate misure.
11:00 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: chicago, insegnanti, botte, allievi, alunni, scuola, delinquenza minorile | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
05/02/2009
Botte e minacce, in un filmato l'iniziazione di una prostituta
Botte e minacce, in un filmato l'iniziazione di una prostituta
Lo sfruttatore catturato dalla polizia di frontiera del suo paese. Una romena, madre di un bimbo di 4 anni, costretta a sottoporsi al «rito» da un connazionale
ROMA - «Io sono il tuo unico vero capo. Ho potere di vita e di morte su di te: adesso tu sei morta e rinasci per una nuova vita». Minacce, botte, sputi e imprecazioni. L’incubo di una ragazza romena, madre di un bimbo di 4 anni, costretta a sottoporsi a un rito iniziatico per essere poi trasformata in una prostituta. Le immagini della cerimonia dei suoi aguzzini (GUARDA IL VIDEO) sono state sequestrate dalla polizia nel corso di un'operazione che, ad Ardea, a circa 50 chilometri da Roma, ha portato all'arresto di un romeno, Gigi Valentin Voetisi, 26 anni. Durante il rito, la ragazza, che ha 21 anni, è stata anche minacciata con un coltello.
L'INCHIESTA - Le indagini della Squadra mobile romana hanno preso l'avvio nel settembre dell’anno scorso dopo il fermo di un cinquantenne romano che aveva il compito di trasportare le ragazze rumene nei luoghi dove dovevano prostituirsi. Soprattutto nella zona di Castel di Guido, sull'Aurelia. Gli investigatori hanno ricostruito la rete di sfruttatori delle «lucciole» fino ad arrivare all’appartamento di Ardea. La ragazza ha deciso di collaborare, nonostante gli aguzzini le avessero prospettato ritorsioni sul suo bambino nel caso avesse rifiutato di prostituirsi. Voetisi, per il quale la procura di Roma aveva chiesto un mandato di cattura europeo, è stato rintracciato e bloccato dalla polizia di frontiera rumena mentre cercava di espatriare in auto. È accusato di favoreggiamento e induzione alla prostituzione, e riduzione in schiavitù.
00:16 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: prostitute, iniziazione, botte, sputi, coltello, minacce, filmato | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook










