28/04/2009
Un messaggio ritrovato ad Auschwitz
Un messaggio ritrovato ad Auschwitz
É rimasto nascosto nella terra per più di mezzo secolo. Nel campo di concentramento è stata rinvenuta una bottiglia con uno scritto di sette deportati
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MILANO - Per oltre 65 anni sono rimaste nascoste nella terra. Ora, grazie all’inaspettata scoperta di alcuni operai che stavano demolendo un tramezzo della Scuola Superiore di Auschwitz, le parole scritte con una matita, da sette deportati sono emerse alla luce.
IL MESSAGGIO E LE FIRME - L’edificio sotto il quale era custodita la bottiglia fu utilizzato durante la guerra dalle milizie tedesche come deposito del campo di concentramento di Auschwitz-Birchenau, dove i sette firmatari - il francese Albert Veissid e i polacchi Bronislaw Jankowiak, Stanislaw Dubla, Jan Jasik, Waclaw Sobczak, Karol Czekalski e Waldemar Bialobrzeski, all’epoca tutti tra i 18 e 20 anni - erano impegnati nella costruzione di un rifugio anti-atomico. La lettera risale al settembre del 1944. Jerzy Mensfelt, portavoce del museo di Auschwitz, diffondendo la notizia del ritrovamento, ha dichiarato che ulteriori dettagli potrebbero emergere nei prossimi giorni. «Siamo certi che almeno due delle persone che compaiono in calce alla lettera sono sopravvissute alla deportazione, ma non sappiamo cosa ne sia stato di loro né se siano ancora in vita. Come del resto per tutti gli altri».
LA TESTIMONIANZA - Secondo quanto riportato sul sito della testata francese Le Point , Albert Veissid non ha alcun ricordo di quel messaggio affidato alla bottiglia. «Eppure non ho dimenticato nessun particolare del campo e quel maledetto numero (12063, ndr) affianco al mio nome è proprio quello che ho tatuato sul braccio», ha dichiarato l’ottanquattrenne signor Veissid all’agenzia di stampa francese AFP. E avanza anche un’ipotesi su chi potrebbe aver scritto la lettera: «Mi ricordo, tuttavia, di aver stretto amicizia con un gruppo di polacchi cristiani che lavoravano per il rifornimento del campo. Potrebbero essere stati loro a siglare il messaggio con il mio nome e il mio numero di matricola».
Simone D’Ambrosio
15:51 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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14/04/2009
«Hai una macchina troppo vecchia» Lo picchiano e gli fanno perdere un occhio
«Hai una macchina troppo vecchia» Lo picchiano e gli fanno perdere un occhio
L'AGGRESSIONE LUNEDI' NOTTE A TOR BELLA MONACA. La vittima è un 30enne senegalese colpito da due italiani
Prima lo ha preso in giro perché guidava una vecchia auto, secondo lui un modello fuori moda. Poi lo ha colpito con una bottiglia al capo fino a romperla, accompagnando l'aggressione con insulti razzisti. Vittima dell'ultimo episodio di xenofobia fra Tor Bella Monaca e Casilino è stato lunedì notte un cittadino senegalese di 30 anni ora ricoverato in prognosi riservata in ospedale. L'uomo, curato dai medici del Policlinico di Tor Vergata, perde la vista da un occhio per i colpi ricevuti dall'aggressore, B.M., 20 anni, pregiudicato, arrestato dai carabinieri nella sua abitazione sempre a Tor Bella Monaca. Il giovane è accusato di lesioni gravissime, aggravate dall'odio razziale. Per lo stesso reato è stato denunciato un suo amico sedicenne, che ha partecipato all'aggressione.
L'AGGRESSIONE - Il senegalese è stato affrontato dai due fuori da un bar di via Casilina. Erano le due di notte. Spalleggiato dal minorenne e anche da altri giovani, B.M. ha iniziato a prendere in giro il trentenne. Alla reazione della vittima ne è nato un violento litigio, al culmine del quale il ragazzo ha afferrato una bottiglia e si è avventato sull'altro colpendolo più volte. Proprio in quel momento è intervenuto un avventore del bar che ha cercato di proteggere il senegalese ma il suo tentativo è fallito. Dopo la fuga dell'aggressore e dei suoi complici, la vittima ha chiesto aiuto ai carabinieri. Più tardi gli investigatori della compagnia di Frascati e della stazione di Tor Bella Monaca hanno rintracciato B.M. a casa dove, nel corso di una perquisizione, è stata sequestrata anche la sua maglietta ancora sporca di sangue. Il ventenne è stato condotto nel carcere di Regina Coeli.
Rinaldo Frignani
16:43 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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