27/06/2011

Riforma del Fisco: ipotesi tre aliquote Irpef e innalzamento dell'Iva dell'1%

Riforma del Fisco: ipotesi tre aliquote Irpef e innalzamento dell'Iva dell'1%

IPOTIZZATA ANCHE LA SOPPRESSIONE DELL'ISTITUTO DEL COMMERCIO ESTERO. Secondo l'Ansa verrebbero fissate al 20%, 30% e 40%. Prevista anche l'abolizione dell'Irap dal 2014

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30/11/2010

Federalismo, la bozza del decreto «Governatore 'in rosso' rischia posto»

Federalismo, la bozza del decreto «Governatore 'in rosso' rischia posto»

Prevista anche l'ineleggibilità per 10 anni degli amministratori che hanno dissestato l'ente. È un'anticipazione del testo che ha avuto il via libera preliminare del Cdm

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04/08/2010

Cedolare affitti, inquilini e proprietari ecco i consigli per risparmiare

Cedolare affitti, inquilini e proprietari ecco i consigli per risparmiare

La doppia strategia: punizioni più severe a chi evade, possibili sgravi a chi è in regola

 

Arriva da subito la cedolare secca sugli affitti. Si applicherà dal 2011, sarà su base volontaria, e avrà un'aliquota del 25%. Per i contratti a canone agevolato nei centri ad alta densità abitativa il prelievo sarà al 20%. È quanto prevede l'ultima bozza del decreto sul federalismo fiscale comunale che domani approva al Consiglio dei Ministri. Il nuovo tributo scatterà praticamente da subito assorbendo anche le imposte di bollo e registro, ma il proprietario potrà decidere di mantenere la vecchia modalità di tassazione Irpef.

La classica tecnica del bastone e della carota: la vuole usare il Fisco con i proprietari di case renitenti a dichiarare gli introiti percepiti da abitazioni in affitto, con le novità legislative previste dal quarto decreto attuativo del federalismo fiscale. Sul bastone è presto detto: saranno inasprite le sanzioni per i proprietari che evadono le imposte, con penali fino a duemila euro per le somme non dichiarate e fino al 400% sulle imposte evase.

Quanto alla carota: i proprietari che affittano a canone libero dal prossimo anno potranno optare tra la tassazione attuale e una cedolare secca del 25%, che andrebbe a sostituire l’Irpef (comprese le addizionali regionale e comunale), l’imposta di registro e i bolli. Con le regole attuali l’imposizione fiscale sulle locazioni prevede l’imponibilità ai fini Irpef dell’85% del canone annuo percepito, cui si aggiunge il 2% a titolo di imposta di registro (la metà è carico dell’inquilino). Ipotizziamo un contribuente con un’aliquota marginale Irpef, comprese le addizionali, del 42%, e che affitti una casa a 700 euro al mese: oggi paga 3.330 euro di imposte oltre all’Ici; con le nuove regole il suo esborso scenderebbe a 2.100 euro, cui comunque andrebbe aggiunta l’Ici. Il risparmio sarebbe di 1200 euro all’anno. Con aliquote marginali più basse e su canoni ridotti rispetto a quelli dell’esempio il risparmio si ridurrebbe ma rimarrebbe interessante, anche se il sospetto è che molti proprietari continuerebbero a preferire ancora l’esborso zero.

La legge sulle locazioni prevede un trattamento fiscale di favore per i contratti concordati: si tratta di locazioni effettuate, nelle grandi città, a canoni calcolati sulla base di parametri individuati di comune accordo tra le associazioni dei proprietari e i sindacati inquilini. Il proprietario di casa che concede la sua abitazione seguendo questo percorso normativo ottiene con le regole attuali un ulteriore sconto del 30% sull’imponibile Irpef, che quindi viene pagata sul 59,5% (ovvero l’85% standard meno un ulteriore 30%). Con le nuove norme il proprietario che invece optasse per la cedolare secca si vedrebbe applicata un’aliquota del 20%. Per restare al nostro esempio precedente, su un affitto da 700 euro al mese l’imposizione annua complessiva calcolata è di 2.230 euro mentre con la cedolare il carico scenderà a 1680 euro, con un vantaggio di 450 euro. Nei fatti quindi si ridurrà il vantaggio fiscale dei contratti concordati, perché se con le norme attuali a parità di canone si ottenevano, per restare sempre al nostro esempio, risparmi di 1.100 euro (2.230 euro contro 3.330), con la cedolare il gap scenderà a 420 euro. Siccome i canoni concordati sono di norma molto più bassi di quelli liberi, la diminuzione dell’appeal fiscale porterà i proprietari a snobbarli.

E per gli inquilini? Un vantaggio teorico c’è: se le case a canone libero avranno un carico fiscale minore, i proprietari potrebbero ridurre leggermente le pretese mantenendo invariato il guadagno. Nella pratica forse potrà succedere che, spinti dalla minore fiscalità, qualche proprietario che tiene la casa vuota la metta sul mercato. Solo se il fenomeno avrà dimensioni massicce i canoni scenderanno.

Gino Pagliuca


17/06/2010

Il Consiglio europeo: «Tassa sulle banche, paghi chi ha provocato la crisi»

Il Consiglio europeo: «Tassa sulle banche, paghi chi ha provocato la crisi»

Bce: «Subito riforme strutturali. Forse necessarie altre misure». La Merkel: «Bisogna tassare chi ha messo a rischio il mercato»

 

Il palazzo del Consiglio europeo a Bruxelles (Ansa)
Il palazzo del Consiglio europeo a Bruxelles (Ansa)

BRUXELLES - «Bisogna tassare chi ha messo a rischio il mercato»: lo ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, sostenendo «l'idea sia una tassa sulle banche sia di una tassa sulle transazioni finanziarie». Per la cancelliera - che ha parlato arrivando al vertice dei leader della Ue in programma a Bruxelles - «i mercati finanziari devono essere resi più responsabili».

CONSIGLIO EUROPEO - E proprio dal vertice europeo di Bruxelles dovrebbero arrivare le prime decisioni di riforma del sistema finanziario europeo. Nella bozza che sarà discussa dal Consiglio Europeo si legge che i Paesi dell'Unione Europea dovrebbero introdurre un «prelievo» sugli istituti finanziari per far sì che contribuiscano al costo della crisi. Il prelievo sulle banche, si sottolinea nella bozza di conclusioni, dovrebbe comunque essere parte di un quadro «credibile». Per i 27 occorre quindi portare avanti con «urgenza» la valutazione sulle caratteristiche del prelievo e le questioni relative a «condizioni di parità» nella sua applicazione. Il vertice chiede quindi a Consiglio e Commissione di portare avanti i necessari approfondimenti e riferire nuovamente in materia al vertice che si terrà il prossimo ottobre.
Rafforzare la parte sia preventiva che correttiva del Patto di stabilità e crescita con possibili sanzioni o incentivi collegati al risanamento dei conti pubblici: anche su questa necessità il Consiglio Europeo concorda secondo sempre quanto si legge ancora nella bozza di conclusioni. L'apposita task force istituita a livello Ue dovrà quindi portare avanti i lavori su questo fronte «al fine di disporre di un sistema coerente e progressivo che assicuri condizioni di parità negli Stati membri». Si terrà debitamente conto - si legge sempre nella bozza - della situazione particolare degli Stati membri appartenenti alla zona euro e degli obblighi ai sensi dei Trattati». Tutti i Paesi dell'Unione Europea dovranno disporre di regole di bilancio nazionali e quadri di bilancio a medio termine in linea con il Patto di stabilità. Per quanto riguarda la disciplina di bilancio, «gli istituti di statistica dovrebbero essere pienamente indipendenti» e deve essere assicurata la qualità dei dati statistici.
«Tutti gli Stati membri sono pronti, se necessario, a prendere misure aggiuntive per accelerare il risanamento di bilancio» si legge ancora nel progetto di conclusioni del Consiglio Ue, nel quale si ricorda come «vari Stati membri hanno di recente rafforzato e concentrato nella parte iniziale il risanamento dei conti pubblici». Nella bozza si legge ancora come nel mettere a punto nuove manovre «la priorità dovrebbe essere data a strategie di risanamento dei conti pubblici favorevoli alla crescita e imperniate soprattutto sul contenimento della spesa. Il miglioramento del potenziale di crescita dovrebbe essere considerato fondamentale per agevolare il risanamento dei conti pubblici nel lungo termine».

BCE - E le decisioni che si appresta a varare il Consiglio europeo trovano concorde anche la Bce. La Bce «condivide appieno il punto di vista dei ministri finanziari dell'Eurozona riguardo alla priorità di arrestare e invertire l'incremento del rapporto debito-pil e accoglie con soddisfazione l'impegno di intraprendere un'azione immediata a tal fine» scrive la banca centrale nel bollettino mensile di giugno.

RIFORME STRUTTURALI - La Bce invita ancora i governi a procedere nelle riforme strutturali per garantire una ripresa della crescita e dell'occupazione. La banca centrale europea avverte inoltre che «i paesi che presentano problemi di competitività nonchè squilibri interni devono intervenire con urgenza». A tal fine, osserva l'Eurotower, le contrattazioni salariali dovrebbero consentire un opportuno aggiustamento dei salari alle condizioni di competitività e di disoccupazione. Altrettanto essenziali sono le misure tese a incrementare la flessibilità dei prezzi e la competitività non di prezzo. La Bce stima per il prossimo futuro di Eurolandia «un ritmo di crescita moderato nell'area dell'euro, a fronte di perduranti tensioni in alcuni segmenti dei mercati finanziari e di un livello insolitamente elevato di incertezza». La banca centrale ritiene che tra i fattori che potrebbero frenare la ripresa figurino «il processo di aggiustamento dei bilanci in corso in diversi settori» e «le prospettive di debolezza del mercato del lavoro». «In prospettiva le aspettative per l'occupazione sono migliorate dai loro minimi, ma suggeriscono tuttora ulteriori, seppur relativamente moderati aumenti della disoccupazione nell'area dell'euro nei mesi a venire» scrive ancora la Bce dopo aver ricordato che ad aprile il tasso dei senza lavoro ad aprile nell'Eurozona ha toccato il 10,1% al livello più elevato dal 1998.

Redazione online


11/06/2009

Berlusconi vara "Magic Italy" Ma il logo è bocciato dalla Rete

Berlusconi vara "Magic Italy" Ma il logo è bocciato dalla Rete

 

Il premier: «servirà a rilanciare il turismo in italia». Lo slogan lanciato in tv dalla Brambilla. La blogosfera: «Sembra una televendita». Il ministro: «Solo una bozza»

 

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Brambilla e Berlusconi (Fotogramma)
Brambilla e Berlusconi (Fotogramma)

MILANO - L'ha presentato di notte, negli studi di Emilio Fede, in piena maratona elettorale: «Sono molto ansiosa di mostrare l'immagine nuova dell'Italia alla quale il presidente Berlusconi lavora da giorni». Michela Vittoria Brambilla ha aperto la cartelletta che portava con sé e, con una certa soddisfazione, ha lanciato lo slogan: "Magic Italy". Illustrato con una scritta su sfondo scuro con banda tricolore che, ha spiegato il ministro per il Turismo al Tg4, «sarà il marchio protagonista della nostra campagna di spot» (per poi precisare più tardi che quel marchio è solo bozza). Una conferma è arrivata dallo stesso premier durante l'assemblea del Confartigianato: «Stanotte ho varato il marchio 'Magic Italy' per rilanciare il turismo in Italia» ha annunciato Berlusconi, che si sarebbe occupato personalmente degli ultimi ritocchi. «Il nostro obiettivo, che è anche la missione del ministro, è raddoppiare in quattro anni il Pil rappresentato dal turismo: dal 10 al 20%. Abbiamo la possibilità di farlo».

REAZIONI - Ma il logo – almeno nella versione presentata al Tg4 - era già rimbalzato in Rete, assieme al video della Brambilla. Risultato? I giudizi della blogosfera sono stati impietosi. Si parte dalla stroncatura di SocialDesignZine, che ha svelato sul web il nuovo simbolo: «Questo accrocchio di luminescente barbarie grafica non ha né struttura, né status, né dignità di marchio: ci sembra scarsamente applicabile in qualsiasi contesto». Emmebi scrive sul suo blog: «Magic Italy odora di televendite notturne dei primi anni delle tv commerciali. Sembra che da un momento all'altro salti fuori Giorgio Mastrota. E poi Umberto Smaila con le ragazze cin-cin». Cattiva Maestra, invece, si chiede: «Magic Italy sarà principalmente una campagna per gli old media o sbarcherà anche sul Web? E in tutto questo, che fine farà l'annunciato rilancio del progetto Italia.it sotto le insegne del dominio Italia.info?». Su Facebook è già nato il gruppo "Magic Italy Go Home": «Quel marchio – si legge - è offensivo per un paese che continua a vantare una decorosa, a volte gloriosa, cultura del progetto».

IL PORTALE - Il timore, che si coglie dalle numerose critiche sparse in Rete, è che "Magic Italy" possa bissare il flop del portale italiano per il turismo: nonostante un investimento di 45 milioni di euro, Italia.it venne infatti chiuso nel gennaio 2008 dopo circa un anno di vita (e una marea di polemiche). Ma il nuovo governo ha deciso di riprovarci: a gennaio il ministro Brunetta ha siglato proprio con la Brambilla il protocollo di intesa per "la messa on line del portale nazionale del turismo" (qui il file in pdf). La dote, in questo caso, è di 10 milioni di euro.

LA REPLICA - Ma è lo stesso ministro a precisare al Corriere.it che lo slogan "Magic Italy", in realtà, fa parte della «nuova campagna di spot televisivi per i paesi esteri, che il ministero del Turismo diffonderà entro la fine del mese». «Il Presidente del Consiglio lo sta curando in prima persona, con grande impegno - prosegue la Brambilla. - I contenuti degli spot, la colonna sonora prescelta e la grafica di "Magic Italy" , ancora in corso di definizione, verranno resi noti in conferenza stampa entro la fine del mese di giugno. Nei giorni scorsi sono intanto state mostrate alcune bozze non definitive dello slogan che verrà inserito con grafica animata in coda agli spot». «Il Presidente del Consiglio ed il ministero del Turismo - aggiunge il ministro - stanno inoltre lavorando al nuovo logo dell'Italia, che comparirà in tutta la comunicazione ufficiale – dal nuovo portale alle pubblicazioni di ogni genere. Pur essendo ancora in corso di definizione, possiamo però anticipare che i colori utilizzati saranno il bianco, il nero, il rosso ed il verde. Si ritiene di poterlo presentare in via ufficiale nel corso della medesima conferenza stampa. Solo in quella data sarà quindi possibile commentare la nuova immagine dell'Italia, che ci auguriamo incontrerà il gradimento di tutti. Ed è facilmente immaginabile quale grande studio e confronto vi sia a monte della realizzazione dei progetti menzionati». Per adesso, dunque, si sta discutendo solo di una bozza. Una cosa è certa: questa immagine, così com'è, alla Rete non piace. Proprio come accadde al celebre "cetriolone" di Italia.it.

 

 

Germano Antonucci