24/06/2009

Londra, commessa contro A&F: discriminata per la mia protesi

Londra, commessa contro A&F: discriminata per la mia protesi

 

L’azienda statunitense è specializzata in abiti "casual luxury". Giovane fa causa ad Abercrombie & Fitch. «Spostata al lavoro in magazzino per mio handicap». L'azienda nega

 

Riam Dean (Ap)
Riam Dean (Ap)

LONDRA - "Retrocessa" da addetta alle vendite a magazziniera per colpa di una protesi. Una ragazza di 22 anni, con una protesi a un braccio, ha deciso di fare causa ad Abercrombie & Fitch per discriminazione sul posto di lavoro. La studentessa Riam Dean, addetta alle vendite nel negozio di Savile Row, a Londra, ha portato davanti a un tribunale l’azienda statunitense - specializzata in abiti "casual luxury" - sostenendo di essere stata "retrocessa" ruolo di magazziniera proprio per via del suo handicap. Il trasferimento d’ufficio, secondo l'accusa, sarebbe stato motivato con l’incompatibilità della giovane con la "look policy" di A&F. L’azienda, da parte sua, si difende specificando in un comunicato di avere una rigida «policy anti-discriminazione e anti-molestie». Il verdetto è atteso per i prossimi giorni.

I FATTI - Riam aveva superato con successo il colloquio di lavoro. Dopo aver firmato il contratto, la ragazza aveva ricevuto un libretto che spiega nei dettagli cosa i commessi e le commesse del negozio devono indossare, come devono portare i capelli e persino quanto lunghe possono essere le loro unghie. La giovane aveva seguito le indicazioni alla lettera, ma vista la protesi le era stato permesso di indossare, nei mesi estivi, un cardigan bianco per coprire l'avambraccio. Dopo qualche giorno di lavoro però, i manager del negozio le hanno detto che stava violando le regole sul look e le hanno ordinato di lavorare in magazzino fino a quando sarebbero arrivate le uniformi invernali. Ora la ragazza, che ha appena terminato un corso di laurea in legge presso la Queen Mary University di Londra, ha deciso di portare in tribunale la Abercrombie & Fitch chiedendo fino a 20 mila sterline di danni. Il caso verrà discusso a breve da un tribunale del lavoro. Commentando le accuse sporte dalla ragazza, una portavoce del marchio statunitense ha definito «inesatta» la versione dei fatti offerta da Riam.

CAPI INDOSSATI DA MILIONI DI GIOVANI - Le vendite negli store Abercrombie & Fitch, i cui capi sono indossati da milioni di giovani e meno giovani nel mondo, sono affidate a modelli a torso nudo che accolgono i clienti, e a modelle in minigonna e magliettina slim, il tutto in un ambiente da discoteca, con luci soffuse e musica a tutto volume.


18/05/2009

«Sono stato aggredito sul treno: mi hanno inciso svastica sul braccio»

«Sono stato aggredito sul treno: mi hanno inciso svastica sul braccio»

 

La denuncia Un giovane di Cava dei Tirreni. Un 23enne si stava recando a Torino per prendere parte alla manifestazione contro il G8 dell'università

 

NAPOLI - Un giovane di 23 anni di Cava dei Tirreni (Sa) ha denunciato alla polizia ferroviaria di Torino di essere stato picchiato da alcune persone a bordo del treno Napoli-Torino, che gli hanno anche inciso con un coltello una svastica sul braccio. Il fatto è accaduto nella notte tra domenica e lunedì. Luca, questo il suo nome, si stava recando nel capoluogo piemontese per prendere parte alla manifestazione contro il G8 dell'università. Secondo quanto riferito dalla vittima, quando è uscito dal vagone per fumare, è stato aggredito, picchiato e «tatuato» con un coltello.


24/04/2009

La diocesi: «Pronti ad agire contro il sacrestano con svastica al braccio»

La diocesi: «Pronti ad agire contro il sacrestano con svastica al braccio»

 

A Vigevano. la vicenda resa nota dal corriere della sera. Monsignor Claudio Baggini ha già contattato il parroco di San Dionigi per prendere provvedimenti

 

Il sacrestano Angelo Idi (Sacchiero)
Il sacrestano Angelo Idi (Sacchiero)

MILANO - Dopo la pubblicazione sul Corriere della notizia riguardante il sacrestano di una chiesa di Vigevano ripreso davanti alla chiesa con una svastica al braccio, la diocesi di Vigevano informa, con una nota pubblicata sul suo portale web, che il parroco è stato contattato dal vescovo mons. Claudio Baggini e che sono già stati presi provvedimenti. Il sacrestano, il laico Anglo Idi, lavora nella parrocchia di San Dionigi in Francesco e martedì scorso, nel giorno in cui Israele commemora le vittime della Shoah, aveva accolto i fedeli davanti all'ingresso della chiesa con una svastica al braccio.

«LESA L'IMMAGINE DELLA DIOCESI» - «In merito alla vicenda del sacrestano della parrocchia di San Dionigi in Francesco di Vigevano, che si è fatto fotografare con al braccio una fascia con il simbolo che richiama al nazismo - si legge nella nota del portavoce della diocesi, mons. Emilio Pastormerlo - si rende noto che il vescovo di Vigevano, mons. Claudio Baggini, ha da subito avuto un incontro con il parroco, mons. Paolo Bonato, dalla cui parrocchia dipende il signor Angelo Idi e lostesso parroco ha assicurato che sono già stati presi i provvedimenti del caso per il signor Idi». «Il vescovo Mons. Baggini e il parroco Mons. Bonato - prosegue la nota - si dissociano da simile gesto, e valuteranno anche come salvaguardare l'immagine della diocesi, lesa da questo dipendente che comunque è sottoposto alle norme del diritto del lavoro».


Mons. Claudio Baggini, vescovo di Vigevano
Mons. Claudio Baggini, vescovo di Vigevano

 

IL 25 APRILE - «Il vescovo di Vigevano - afferma ancora la diocesi - auspica che simile gesto, dovuto ad un caso isolato e personale, non condizioni le celebrazioni del 25 Aprile, che richiamano quei valori di pace, di libertà e di democrazia che devono essere sempre difesi e testimoniati nella loro attualità, anche nel ricordo e nel rispetto di quelle persone che hanno offerto la loro vita per il bene comune della nostra Nazione».