09/12/2010
Lingue dei brevetti comunitari, Italia e Spagna si appellano al Consiglio Ue
Lingue dei brevetti comunitari, Italia e Spagna si appellano al Consiglio UeUna decina di stati europei vogliono che si usi solo inglese, francese e tedesco. Lettera di Berlusconi e Zapatero che non vogliono che vada in porto la procedura della cooperazione rafforzata
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25/11/2010
Facebook compra la parola "Face"
Facebook compra la parola "Face"Mark Zuckeberg è a un passo dal garantirsi l'uso esclusivo sul web della parola "face" (faccia) che diventerebbe così marchio registrato. Il nuovo successo del social network creerebbe seri problemi all'applicazione Facetime di Apple
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12/12/2009
Apple contrattacca e fa causa a Nokia sui brevetti
Apple contrattacca e fa causa a Nokia sui brevettiDopo l'accusa di Nokia nei confronti di Apple (violazione dei protocolli Umts ai codici di linguaggio).«Ha violato dieci brevetti». Causa nel Delaware. Adesso è Apple ad andare al contrattacco contro il colosso della telefonia mondiale Nokia
Lotta serrata nel ricco mercato degli smartphone, la fascia dei telefonini che traina tutto il comparto (vendite a +14,8% sul 2008). Apple, con una mossa a sorpresa, decide di reagire alla causa intentata a Cupertino da Nokia a fine ottobre per il furto di dieci brevetti portando a sua volta l'azienda finlandese in tribunale sempre per la violazione di brevetti. Tredici, questa volta, quasi a stabilire un piccolo primato numerico: 13 contro 10. Il contrattacco nella disputa legale con Nokia ha sempre lo stesso oggetto del contendere, ossia il terribile iPhone (nella foto sopra a destra con il rivale N97), il telefonino touch capace nel giro di due anni di invertire una tendenza nella torta dei telefonini che non sembrava possibile: Nokia rimane leader indiscussa, ma con un ridimensionamento nelle quote di mercato dal 41 al 38% a fronte (anche) della vendita di oltre 20 milioni di Melafonini. Il colosso americano, difendendo le tecnologie usate per la produzione dell'iPhone messe in discussione da Helsinki, ha dunque accusato a sua volta la società rivale per presunte violazioni su tredici brevetti targati Apple. Senza entrare nel dettaglio. Quasi parafrasando quanto detto da Ilkka Rahnasto, vice presidente della proprietà legale e intellettuale di Nokia, poco più di un mese fa, Cupertino mette in campo nientemeno che il consigliere generale, il Bruce Sewell (nella foto a sinistra) da poco soffiato alla Intel: "Le altre società devono competere con noi mettendo a punto proprie tecnologie, non semplicemente rubando le nostre". Già ferve l'attesa per la prossima mossa in quello che a buon diritto ormai si può chiamare il "Risiko dei telefonini".
Federico Cella
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08/05/2009
Farmaci irregolari dalla Cina, indagati i vertici Menarini
Farmaci irregolari dalla Cina, indagati i vertici Menarini
L'inchiesta/L’accusa: importavano princìpi attivi coperti da brevetto. L’azienda nega. Perquisita la sede dello stabilimento fiorentino
Un laboratorio
L’inchiesta porta un nome abbastanza delicato — «Farmaco Scarlatto » — ma la sostanza è ben diversa. O per lo meno è quello che spunta da un’indagine ben precisa. La magistratura fiorentina, diretta dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, sta infatti facendo luce su un presunto traffico internazionale di «principi attivi». Un giro di farmaci che, a detta dell’accusa, ruota attorno all’Italia, Honk Kong, la Svizzera e la Norvegia. A coordinare l’inchiesta è il sostituto procuratore Luca Turco, che ha la fama di magistrato duro e inflessibile. È stato lui che, ieri mattina, ha mandato i carabinieri del Nas a perquisire diverse aziende farmaceutiche.
LE PERQUISIZIONI - A Firenze i militari hanno passato al setaccio la Menarini, azienda leader del settore in Italia, secondo i rating diciannovesima in Europa (su 2.311 concorrenti) e trentaseiesima nel mondo (su 4.641 aziende). La procura fiorentina ha aperto un fascicolo in cui si ipotizza il reato di truffa. La vicenda ha per oggetto un presunto traffico internazionale di «principi attivi» protetti da brevetto. Secondo i primissimi risultati degli inquirenti, dietro ci sarebbe un meccanismo ben preciso. Di fatto, almeno secondo l’accusa, esiste una holding capofila che ha sede a Lugano (Svizzera), che a sua volta si avvale per i suoi scopi di alcune società controllate da una terza società, diretta da due svizzeri. Un gioco a incastro, un puzzle che gli inquirenti hanno ricostruito dopo diverso tempo. Sempre secondo l’accusa, la società luganese gestisce, per conto della Menarini, l’intero commercio delle materie prime attraverso una seconda società, che per gli inquirenti rappresenterebbe una sorta di «paravento ». Questi i dati che sono serviti a incrociarsi con quelli di un contratto avvenuto alcuni anni fa proprio tra l’azienda farmaceutica fiorentina e un’altra società: quel contratto prevede che venga concessa la licenza per due «princìpi attivi» ben precisi. Ovvero la pravastatina e il fosinopril. Quel contratto, almeno secondo gli inquirenti, prevede che l’approvigionamento dei princìpi attivi avvenga esclusivamente da una casa farmaceutica. Ma è qua che il percorso devia, sempre secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti: l’approvigiobamento sarebbe avvenuto tramite un’altra società che ha sede in Nuova Zelanda. Con prodotti che arrivano direttamente da Honk Kong. La complessità dello schema delle varie società rappresenta molto bene un intreccio che deve essere ancora approfondito. Ed è per questo motivo che ieri mattina, oltre a perquisire la sede centrale della Menarini, i carabinieri del Nas hanno perquisito anche le abitazioni private di una decina di persone.
GLI INDAGATI - Sul registro degli indagati sono così finiti i vertici della casa farmaceutica del capoluogo toscano: il presidente del gruppo, il cavaliere del lavoro Alberto Aleotti, e gli assistenti del presidente, Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti. Si tratta, ovviamente, di un atto dovuto. L’azienda replica: «Respingiamo nella maniera più decisa e categorica qualsiasi illazione in merito a una presunta importazione illegale di un principio attivo dalla Cina e alla violazione di qualunque diritto di brevetto». Al momento gli inquirenti fanno un’ipotesi ben precisa: grazie a questo presunto meccanismo, la fatturazione dei prodotti importati sarebbe risultata superiore a quella reale. Ecco perché accanto ai carabinieri del Nas ci sono anche i funzionari delle Agenzie delle Entrate, che stanno facendo accertamenti per conto della magistratura. È chiaro che l’indagine è appena all’inizio. E che tutto il materiale sequestrato sarà passato al setaccio del Nas. Non fosse altro per l’importanza dell’azienda che nasce oltre un secolo fa (esattamente nel 1886) in un piccolo laboratorio della Farmacia Internazionale di Napoli e si trasferisce a Firenze nel 1915, dove tuttora ha la sua sede centrale. Una storia importante come i dati stessi dell’azienda che, non più tardi di tre anni fa, dava lavoro a oltre diecimila dipendenti sparsi in tutta Italia. Produce 450 milioni di confezioni di medicinali all’anno nei due stabilimenti di Firenze, nel nuovo stabilimento di L’Aquila, e in quelli di Pisa, Lomagna , Barcellona, Istanbul e Berlino. Nel gennaio 2006 Menarini ha acquisito l’impianto farmaceutico AWD Pharma di Dresda che le ha permesso ti potenziare la propria presenza sui mercati dell’Europa centrale e orientale.
Simone Innocenti
16:38 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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10/04/2009
E Apple inciampa sul «touch screen»
E Apple inciampa sul «touch screen»
La Elan (Taiwan) si rivolge ai giudici per furto di brevetti
MILANO — Sembra proprio che a Cupertino ad attendere Steve Jobs in giugno, al suo rientro dopo la lunga convalescenza, non ci saranno solo applausi. Ma anche qualche grana. Dopo l’affannosa rincorsa al fenomeno dei netbook classificati come «junk», spazzatura, solo pochi mesi prima dallo stesso Jobs, ora la Apple dovrà anche affrontare nel tribunale distrettuale di San Francisco il gruppo di Taiwan, Elan. L’accusa sulla quale bisognerà attendere il verdetto dei giudici è «furto» di brevetti. Non è certo una prima volta nella storia dell’azienda che si è scontrata per anni con la rivale di sempre, Microsoft, e fin dai suoi esordi negli anni Ottanta ha litigato con l’altra «mela», la Apple Records, etichetta discografica dei Beatles, per il marchio. I brevetti nella Silicon Valley sono quasi tutto. Ed escludendone il valore il Prodotto interno lordo dell’area ad alta densità tecnologica sarebbe destinato a crollare.
Ma il gruppo non potrà prendere il caso sottogamba visto che in gioco è la tecnologia touch screen alla base di iPod e iPhone oltre che di alcuni computer MacBook. La Elan, che tra le altre cose produce il mouse pad dei popolari netbook Asus EEE, ha fatto sapere di aver «deciso di procedere in tribunale dopo non essere riuscita a trovare con la Apple un punto di vista in comune ». Era da due anni che le aziende stavano cercando un accordo sui due brevetti oggetto del contrasto. Il principale è quello per ruotare e zoomare le immagini utilizzando due dita insieme.
Apple ha preferito non fornire commenti ma dalla parte di Elan c’è una vittoria ottenuta contro un’altra società statunitense, la rivale Synaptics, proprio su uno dei due brevetti contesi. Per il gruppo di Jobs che si è sempre contraddistinto per il design «cool » dei prodotti e per le tecnologie all’avanguardia il conto potrebbe essere salato: basti pensare il quarto trimestre del 2008 per l’azienda si è chiuso meglio delle aspettative proprio grazie alle vendite di iPod e iPhone. E, anche se in un caso totalmente diverso ma pur sempre nel perimetro delle contese sui brevetti, Microsoft è appena stata condannata a pagare 388 milioni di dollari a Uniloc per un software antipirateria.
Massimo Sideri
11:44 Scritto in tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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