07/04/2010
Leghisti si tassano contro i rapinatori
Leghisti si tassano contro i rapinatoriLa proposta arriva dopo una serie episodi criminali avvenuti a Lesmo, in Brianza
MILANO - In Brianza - nel Comune dove Silvio Berlusconi ha una delle sue residenze - sono in arrivo le taglie sui rapinatori. L'assessore alla Sicurezza di Lesmo, Flavio Tremolada, ha proposto agli altri due leghisti in giunta (il sindaco e parlamentare Marco Desiderati e l'assessore ai Servizi sociali Paola Gregato) di autotassarsi per creare un fondo e istituire le taglie. "Li ho già sondati - ha spiegato Tremolada - e daremo atto alla proposta. Lesmo non è il Far-West ma è anche vero che non possiamo più tollerare una situazione di terrore come quella con cui siamo costretti a convivere in questi giorni con rapine continue. Abbiamo anche chiesto un incontro al prefetto". Che Arcore sia a pochi chilometri e che nel comune di Lesmo si trovi villa Gernetto, dove il premier ha intenzione di aprire l'università della Libertà, ha raccontato Tremolada, non ha fatto desistere i rapinatori nonostante la presenza delle forze dell'ordine. "Penso di aver fatto ricorso vanamente a tutti gli strumenti che le leggi ci consentono. Adesso basta" ha concluso lanciando l'idea della taglia.
La proposta arriva dopo una serie episodi criminali, in particolare rapine, avvenuti nel territorio di Lesmo. Si tratta di fatti su cui stanno indagando i carabinieri coordinati dalla Procura di Monza ma che, secondo gli inquirenti, non sarebbero legati specificamente a quella zona. Si tratterebbe infatti di una coppia di rapinatori che, a volte insieme, talora uno alla volta, fanno irruzione in esercizi commerciali, di preferenza farmacie e tabaccai, mettendo a segno piccoli colpi da poche centinaia di euro. I rapinatori, oltre che a Lesmo e Peregallo hanno colpito anche a Monza, Brugherio e in altri centri della Brianza e quindi le indagini coprono un territorio piuttosto vasto. Quanto alla proposta della taglia gli investigatori fanno notare che simili misure non sono mai servite a risolvere un caso delittuoso.
PD, COLLETTA PER FORZE ORDINE NON TAGLIE - L'idea di autotassarsi per mettere una taglia sui criminali lanciata oggi da Flavio Tremolada, l'assessore alla Sicurezza di Lesmo, in Brianza, non piace a Giuseppe Civati, che è stato coordinatore nazionale della campagna di Ignazio Marino e come consigliere regionale del Pd é stato eletto proprio a Monza. "Prima di inventarsi un far west collinare - ha commentato - bisognerebbe fare qualcos'altro. L'assessore, il sindaco di Lesmo e il ministro dell'Interno Roberto Maroni, anche lui leghista, dovrebbero fare una colletta per pagare la benzina alle auto delle forze dell'ordine". "Ripeto - ha concluso - chiamino Maroni, visto che hanno il numero".
DE CORATO, A MILANO TAGLIE NON SERVONO - In un piccolo paese le taglie possono essere utili ma in una metropoli come Milano non sono praticabili, secondo il vicesindaco Riccardo De Corato che così ha commentato l'idea lanciata dall'assessore alla Sicurezza di Lesmo (Monza). "Io amministro una grande città - ha spiegato De Corato, che è deputato del Pdl - se fossi assessore in un paese con settemila abitanti, magari l'avrei fatto. A Milano è una strada non percorribile". "Noi - ha aggiunto - abbiamo un ottimo prefetto, questore e comandante dell'Arma. I reati in città si sono ridotti del 18%". Uno strumento di questo tipo, secondo il vicesindaco, però può servire se "si mette dove non ci sono forze dell'ordine".
CITY'S ANGELS, CI VUOLE CERTEZZA PENA -"Non bisogna tornare al Far West, le leggi ci sono, quello che manca è la certezza della pena". Lo ha detto Mario Furlan, fondatore dei City's Angels, commentando l'idea di una taglia sui criminali lanciata dall'assessore alla Sicurezza di Lesmo (Monza). "Mi sembra una reazione emotiva forse sulla scia di troppi fatti di cronaca nera - ha detto Furlan -. Certi paesi sembrano tranquilli ma quando poi capita qualcosa le reazioni alle volte sono spropositate". "Credo proprio che la proposta delle taglie non possa trovare concreta applicazione - ha aggiunto - E' un'idea che significa anche scarsa fiducia nelle forze dell'ordine che invece lavorano bene". "Ci vuole invece certezza della pena - ha ripetuto -. I cittadini vogliono essere sicuri che chi ha commesso dei reati non abbia sconti e resti in galera"(Ansa)
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01/02/2009
FALLITO SEQUESTRO DI UN IMPRENDITORE EDILE IN BRIANZA
FALLITO SEQUESTRO DI UN IMPRENDITORE EDILE IN BRIANZA
MONZA - Un giovane imprenditore edile di Carugate è sfuggito ieri mattina a un sequestro di persona. Il fatto è avvenuto nel comune brianzolo prima dell'alba (ma è stato reso noto oggi) sotto l'abitazione di C.E., di 26 anni, originario della Sardegna, piccolo imprenditore edile.
L'uomo stava andando ad accompagnare un amico all'aeroporto quando, dalla finestra, la moglie di quest'ultimo ha visto che C.E. veniva avvicinato da un altro giovane che lo ha aggredito costringendolo a salire su un'auto, poi fuggita a forte velocità. La donna ha chiamato il 112 e poco dopo i carabinieri hanno intercettato e fermato un furgoncino bianco con a bordo due fratelli, G.F. e B.F., di 34 e 27 anni, con precedenti, di cui uno residente ad Albignano di Truccazzano e l'altro a Carugate. I due hanno quasi subito confessato di essere gli autori del sequestro di C.E. che, nel frattempo, era riuscito a liberarsi gettandosi dall'auto e raggiungendo l'abitazione di amici.
L'imprenditore è stato portato all'ospedale di Cernusco sul Naviglio (Milano) dove si trova tuttora ricoverato per le molteplici contusioni e traumi riportati sia nel pestaggio sia nella caduta dall'auto in movimento. L'uomo ha denunciato ai carabinieri di avere un debito di alcune decine di migliaia di euro col suo aguzzino e che, finora, aveva potuto risarcire solo gli interessi. I due fratelli sono stati portati in caserma e, mentre il minore è stato arrestato per il sequestro, le lesioni e, successivamente, per l'usura, il maggiore, che a quanto pare era intervenuto solo per aiutare il fratello a ritrovare il sequestrato fuggito, è stato denunciato in stato di libertà.
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29/01/2009
Fan in lutto al villaggio Reitano «Ciao Mino, ci mancherai»
Fan in lutto al villaggio Reitano «Ciao Mino, ci mancherai»
Alle 15 i funerali del cantante calabrese ad Agrate Brianza, dove il "villaggio Reitano" è un'istituzione. «Vengo dalla Brianza per dirgli addio»
Mino di fronte al suo paese natale Fiumara Calabra

Reitanopoli vista dal satellite
Cristina, la moglie, ha gli occhi gonfi, un completo scuro e una parola per tutti. Accanto le due figlie, Grazia e Giuseppina: salutano, ricordano, stringono mani. Intorno, quello che qui ad Agrate chiamano con affetto il «clan Reitano »: otto tra fratelli e sorelle, più mogli, mariti, nipoti. Riconoscerli non è difficile: c'è chi ha lo sguardo di Mino, chi il profilo, chi le movenze. Gli assomiglia il fratello Gegè, che qui gestiva una pizzeria. Ieri, in giardino, accoglieva i visitatori: «Dalle 7 di stamattina il telefono non smette di suonare». Han chiamato amici, personaggi dello spettacolo, discografici. E' già venuto Nicola di Bari. Little Tony arriverà stamattina. Poi tanti altri, per i funerali, alle 15. Tutti lì, al villaggio Reitano, un'istituzione in paese. Papà Rocco ci arrivò nel 1969. «Cercava un posto per noi ricorda il fratello minore Valentino - videro per caso un cartello "Vendesi villa" e la comprarono».
Anno dopo anno costruirono il villaggio: ville, giardino, un campo da calcio. «Ma non eravamo chiusi qui dentro spiega la moglie Cristina in paese ci conoscono, Mino ha sempre fatto del bene, anche qui». Ai tempi d'oro, ogni giorno arrivavano fan a suonare il campanello: «Papà Rocco dice Valentino gestiva la situazione. Salutava, portava foto di Mino». Tanti di quelli che l'avevano visto sul palco son tornati ieri per dirgli addio. Tra i primissimi Wilson Barbuto, arrivato apposta da Bussero: «Lo vidi la prima volta nel 1980 in concerto a Milano, l'ho sempre seguito. Perché era bravo, e calabrese come me». Mario Riva arriva in bici: «Vengo dalla Brianza per dirgli addio». C'è pure l'impresario Domenico Fabluto, che negli ultimi anni gli aveva organizzato serate a Senago, o a Nova Milanese: «Anche fino a poco tempo fa aveva la dinamite dentro. Prima di salire sul palco dovevamo calmarlo, temevano si sentisse male. Successe una volta, anni fa, dovemmo rianimarlo in camerino. Non si risparmiava. Mai. Questa sua forza ci mancherà ».
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27/01/2009
Addio a Mino Reitano
Addio a Mino Reitano
Era malato da tempo. Aveva 64 anni. I funerali giovedì. Si è spento nella sua abitazione di Agrate Brianza, dopo una lunga malattia. Il ricordo dei colleghi

Mino Reitano negli anni '70
MILANO - È morto nella sua casa di Agrate Brianza, in provincia di Monza, il cantante Mino Reitano. Reitano, 64 anni, malato da due anni, era stato sottoposto a un intervento chirurgico un anno e mezzo fa e anche nello scorso novembre. Fino alla fine è stato assistito dalla moglie Patrizia e dalla figlia Giuseppina Elena. Nato a Fiumara, in provincia di Reggio Calabria, nel 1944, conquistò il successo nel 1968 con «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni». Con i proventi di queste prime canzoni acquistò un lotto di terreno ad Agrate Brianza dove costruì «Reitanopoli», un ranch in piena Brianza in cui si stabilì con la famiglia. I funerali del cantante, che lascia anche un'altra figlia, Grazia Benedetta, si svolgeranno giovedì alle 15 nella chiesa di Agrate Brianza.

Mino Reitano a Sanremo
BAUDO - «Mino Reitano era un bravissimo ragazzo, ostinato, il classico emigrante con grande voglia di arrivare, esuberante, simpatico». Così Pippo Baudo ricorda commosso il cantante, scomparso questa sera a 64 anni. «Nonostante il finale tragico e la sofferenza che durava da parecchi anni - sottolinea Baudo - Mino è stato fortunato, perché ha avuto dalla vita quello che voleva, passando dall'anonimato della provincia meridionale ai palcoscenici più importanti del mondo dello spettacolo, del quale è diventato a pieno titolo un protagonista». Di Reitano, Baudo cita «i grandi successi a Sanremo, ma soprattutto a Canzonissima, con la sua capacità di coinvolgere centinaia di migliaia di persone, che da casa lo votavano senza esitazione, e di farsi notare, con esibizioni che a qualcuno talvolta sembravano eccessive. Ma aveva anche l'animo del compositore: ha scritto, tra l'altro, «Una ragione di piu», uno dei brani più belli del repertorio di Ornella Vanoni, che considerava il suo piccolo capolavoro». «Finchè ha avuto la forza - dice ancora Baudo - non si è mai risparmiato nei suoi spettacoli, che duravano anche tre ore, grazie alla sua grande voglia di farsi amare. Mino - conclude Pippo - lascerà un ricordo piacevole e simpatico, e questa è la cosa più bella per un artista».

Sul campo di calcio che si era fatto costruire in giardino
LITTLE TONY - Little Tony si dice «molto addolorato» per la scomparsa di Mino Reitano, al quale era stato vicino in questi ultimi due anni di malattia. «Era un collega e un amico speciale, prezioso, da 40 anni. Ci siamo sentiti ogni settimana, io cercavo di incoraggiarlo in tutti i modi. Lui viveva la malattia con grande entusiasmo - aggiunge - mi diceva sempre che voleva fare un programma in cui io facevo Dean Martin e lui Frank Sinatra. L'anno scorso a Sanremo avrebbe voluto cantare in coppia con me, ma era già malato. Con lui c'era un'amicizia forte. Era dolce, modesto e si comportava sempre nel modo giusto. Era una persona speciale, particolare. Sua moglie Patrizia gli è stata vicina in questo calvario». «L'unico rimpianto - conclude Little Tony - è che dovevamo vederci dopo la sua ultima operazione, dopo le feste. Invece, sono stato male io, con un'influenza da cui sono uscito solo quattro o cinque giorni fa».
Con Paul Anka
REGGIO CALABRIA - Anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha espresso il cordoglio suo personale e di tutta la comunità reggina: «Mino Reitano era un amico e un artista di Reggio Calabria che ha dato lustro alla città e all’intera regione». «Ogni volta che avevamo occasione di incontrarci o sentirci -racconta il sindaco di Reggio Calabria- faceva sempre menzione del suo attaccamento a questa terra e al suo modo di esportare la calabresità nel mondo. Sono vicino -conclude Scopelliti- alla moglie Patrizia e ai due figli per questa grave perdita che noi come calabresi, ma soprattutto come reggini, piangiamo in maniera veramente dolorosa».
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02/12/2008
Progettavano attentati, due arresti
Progettavano attentati, due arrestiNel mirino anche l'Esselunga di Seregno, e la stazione dei carabinieri di GIussano. I due, marocchini, sedicenti legati ad Al Qaeda, fermati in Brianza. Tra gli obiettivi la Questura di Milano
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| Un posto di blocco a Milano |
I LEGAMI CON AL QAEDA - Dalle intercettazioni si evince che gli indagati, complessivamente una decina e che nei loro dialoghi rivendicavano la propria appartenenza ad Al Qaeda, avrebbero avuto inizialmente intenzione di utilizzare un camion di esplosivo. Resisi conto delle difficoltà, avrebbero ripiegato su alcune bombole ad ossigeno il cui uso era stato tratto da Internet. Uno dei due arrestati, da quanto trapelato, indottrinava il figlio di appena due anni sollecitandolo a riconoscere l'immagine di Osama Bin Laden e a chiamarlo «zio Osama». Il proselitismo era tale che un altro figlio, ancora più piccolo, era stato chiamato, appunto, Osama.
CASERME NEL MIRINO - Secondo quanto si è appreso, Ilhami e Abdelkader, arrestati su provvedimento emesso dal gip Silvana Petromer, non sono, come già avvenuto in passato per altri personaggi e gruppi legati all'estremismo islamico, solo sospettati di reclutare adepti per azioni all'estero, ma avevano in progetto di colpire in Brianza, dove vivevano e svolgevano la loro attività di proselitismo.
L'ESSELUNGA DI SEREGNO - In particolare, tra gli obiettivi di cui si sente parlare nelle varie intercettazioni telefoniche e ambientali nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto di due marocchini accusati di terrorismo internazionale, c'erano il supermercato Esselunga di Seregno - grosso centro di 38 mila abitanti a una trentina di chilometri del capoluogo - e i parcheggi di un locale notturno adiacente. Inoltre erano considerati possibili bersagli la caserma dei carabinieri di Giussano (una piccola stazione che fa capo alla compagnia di Seregno) e l'Ufficio immigrazione della Questura di Milano. Anche il centro culturale «Pace» di Macherio è stato perquisito. Nell'edificio, dopo i sermoni ufficiali, dal tenore moderato, si svolgevano delle riunioni serali a cui partecipavano cinque/sei persone in cui i toni erano decisamente fondamentalisti. Le conversazioni sono proseguite fino a pochi giorni fa. Nel corso dell'operazione degli agenti della Digos sono state effettuate anche diverse perquisizioni, sia personali che domiciliari. Le perquisizioni hanno riguardato altre persone risultate, a vario titolo, in contatto con i destinatari dei provvedimenti di arresto.
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