02/10/2011

Per volare dal Papa 150 mila euro. La ministra tedesca nella bufera

Per volare dal Papa 150 mila euro. La ministra tedesca nella bufera

GERMANIA. La giustificazione: «Impegni troppo fitti, non facevo in tempo con i voli di linea». Ma scoppia la polemica

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19/01/2011

Bambine -modelle, bufera su Vogue

Bambine -modelle, bufera su Vogue

Vestite da donne fatali. E i lettori si indignano. Rimossa la caporedattrice del mensile

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13/01/2011

Il prefetto di Genova nella bufera: centomila euro per i lavori del bagno

Il prefetto di Genova nella bufera: centomila euro per i lavori del bagno

Il diretto interessato si difende: io non messo al corrente dei costi. Polemica sui lavori nell'appartamento di Francesco Musolino, pagati dal ministero delle Infrastrutture

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07/01/2011

Morte in culla e neonato rapito: bufera sulla soap della Bbc

Morte in culla e neonato rapito: bufera sulla soap della Bbc

La vicenda si intreccia con l'abbandono della serie della protagonista Samantha Womack. Seimila telefonate di protesta per la trama troppo cruda delle puntate andata in onda a Capodanno

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08/04/2010

Asia Argento contro Morgan: in tribunale per levare la patria potestà

Asia Argento contro Morgan: in tribunale per levare la patria potestà

DOPO L'INTERVSITA CHOC a «max» di nuovo nella bufera. Prima udienza oggi alle 10 ma il cantante non sarà presente: «ha avuto un intervento alle corde vocali»

 

 

Morgan durante la trasmissione di Santoro «Rai per una notte»
Morgan durante la trasmissione di Santoro «Rai per una notte»

ROMA - Asia Argento contro Morgan per ottenere la decadenza della patria podestà parentale sulla figlia di 8 anni. Oggi alle 10 il ricorso verrà discusso al Tribunale dei minori di Roma.

UN PROBLEMA ALLE CORDE VOCALI - Finito nella bufera dopo l'intervista a choc a «Max» sul suo rapporto con la cocaina, motivo dell'esclusione dal Festival di Sanremo, altra batosta per Morgan. Asia Argento ha tutta l'intenzione di togliere la potestà genitoriale all'ex compagno. «Morgan è molto dispiaciuto - spiega all'Adnkronos l'avvocato Giampaolo Cicconi del foro di Camerino, legale di Morgan insieme a Enrico Fioretti del foro di Roma - Ci tiene molto a sua figlia e sta lottando strenuamente. Oggi non potrà essere in aula perchè è stato sottoposto a un intervento alle corde vocali e non ce la faceva a sottoporsi a interrogatorio. Infatti, anche quando è stato ospite da Santoro, non ha cantato e i medici gli hanno consigliato di stare a riposo». Oggi, spiega il legale, «presenteremo un certificato e chiederemo che venga ascoltato nella prossima udienza».

«NON TRASCURAVA LA FIGLIA» - Non solo. «Chiederemo anche - anticipa l'avvocato - che vengano ascoltate Simona Ventura, Claudia Mori, Maddalena Corvaglia, Mara Maionchi, la madre e la sorella di Morgan, perchè possono testimoniare che non trascurava la figlia, anzi, la portava alla trasmissione «X Factor» ed era lucidissimo». «Asia Argento - ricorda l'avvocato - a febbraio scorso aveva ottenuto l'affidamento esclusivo. Francamente non capisco la richiesta di togliere a Morgan la potestà genitoriale: non ci sono i presupposti, ha sempre seguito la figlia. E poi togliere una bambina così piccola al padre può essere un trauma». Gli avvocati del cantante chiederanno, inoltre, di rivedere l'ammontare dell'assegno di mantenimento.

Redazione online


05/02/2010

Terry non è più capitano dell'Inghilterra

Terry non è più capitano dell'Inghilterra

 

Lo ha deciso Fabio capello: la fascia passerà a Ferdinand. Il difensore del Chelsea è finito nella bufera per la relazione extraconiugale con Vanessa Perroncel

 

(Olycom)

 

LONDRA - Non si sa ancora se John Terry riuscirà a salvare il suo matrimonio ma ormai è sicuro che non ha salvato la fascia di capitano della Nazionale inglese. Lo ha deciso, come riporta la stampa inglese, il ct Fabio Capello, dopo il faccia a faccia avuto venerdì pomeriggio con il difensore del Chelsea, finito nella bufera per la presunta relazione extraconiugale con Vanessa Perroncel, all'epoca fidanzata di Wayne Bridge, suo compagno di squadra ai Blues e oggi al Manchester City.

CAPELLO: «UNA SCELTA PER LA SQUADRA» - «Dopo averci pensato molto, ho preso la decisione che secondo me era la migliore, togliere la fascia di capitano a John Terry». Con un comunicato apparso sul sito della Football Association, Fabio Capello conferma la sua decisione sul difensore del Chelsea. «Come capitano, Terry ha mostrato un comportamento estremamente positivo - spiega il ct dell'Inghilterra - ma ho dovuto prendere in considerazione altre cose e ciò che è meglio per tutta la nazionale. È stato questo a ispirare la mia scelta».

Capello annuncia che il primo a sapere della sua decisione è stato lo stesso Terry e fa sapere anche che la fascia passerà a Rio Ferdinand. «Quando ho scelto Terry come capitano, ho scelto anche un vice - aggiunge, riferendosi al difensore del Manchester United - e ho anche fatto un terzo nome (Gerrard, che sarà quindi il vice di Ferdinand, ndr). Non vedo perché dovrei cambiare queste scelte». Da Capello, infine, un ringraziamento ai vertici della Federazione «per avermi permesso di prendere questa decisione da solo e nel miglior interesse della squadra».

LEI RINUNCIA A VENDERE LA STORIA AI GIORNALI - Intanto si è saputo che la modella Vanessa Perronce ha rinunciato a vendere la storia ai giornali, come invece aveva annunciato in un primo tempo. Capello, rientrato dalla Svizzera dopo un periodo di cure, aveva fatto sapere di voler decidere prima del sorteggio dei gironi di qualificazione agli europei in programma sabato.

Redazione online


23/12/2009

Berlusconi: ho perdonato Tartaglia

Berlusconi: ho perdonato Tartaglia

 

Il cavaliere collegato da arcore in conference call con la sede del Pdl a Roma. «Nel giudicarlo la magistratura non lasci passare il messaggio che si può colpire liberamente il premier»

 

(Ansa)

MILANO - Silvio Berlusconi ha perdonato Massimo Tartaglia, l'uomo che lo ha aggredito una settimana fa a Milano, ma allo stesso tempo ritiene che nel giudicare il suo gesto la magistratura debba ora tenere conto del fatto che non si può far passare il messaggio che si può aggredire il presidente del Consiglio, che resta una istituzione da difendere. È questo, secondo quanto apprende l'Ansa da chi ha potuto ascoltarlo, il ragionamento che il premier ha svolto da Arcore nel corso di una conference call con la sede del Pdl di Roma per gli auguri natalizi.

«GESTO DA NON SOTTOVALUTARE» - Ritornando sull'aggressione di piazza del Duomo, Berlusconi ha spiegato ai suoi, sempre secondo il resoconto di chi ha potuto ascoltarlo, di aver perdonato umanamente Tartaglia. Sapete che non so portare rancore, avrebbe detto il Cavaliere rivolgendosi agli interlocutori che lo ascoltavano dalla sede di via dell'Umiltà. Detto ciò, il premier ha sottolineato l'importanza che il gesto di Tartaglia non sia sottovalutato. Il suo ragionamento è stato il seguente: non deve passare il messaggio che si può andare in giro e colpire liberamente il presidente del Consiglio che rappresenta un'istituzione; il rischio è che altrimenti parta un tiro al bersaglio. Nel motivare le sue osservazioni, Berlusconi ha poi ricordato che se la statuetta fosse stata lanciata qualche centimetro più in alto lui sarebbe finito «sotto terra» o avrebbe perso un occhio. L'aggressione in piazza Duomo, ha spiegato il Cavaliere ai suoi, è stata frutto di un clima d'odio. Io - ha ragionato secondo quanto riferiscono i presenti - non ho mai scaldato il clima, ho fatto solo notare la provenienza di alcuni organismi istituzionali che è una provenienza chiaramente di sinistra.

SONDAGGI - Nel corso della telefonata da Arcore ai dirigenti e al personale del Pdl Berlusconi ha anche svelato i dati degli ultimi sondaggi sostenendo di godere di un gradimento personale che va oltre il 65% e che il partito «sfiora» il 40%.

«GRATO AL PREMIER» - Alessandro Tartaglia, il padre dell'uomo che ha colpito al volto il premier, è «grato» a Silvio Berlusconi che ha detto di essere pronto a perdonare il suo aggressore. «Sono contento di questo gesto e mi farebbe piacere se per mio figlio ci fosse la possibilità di riscatto». «Il perdono sarà certamente per Massimo Tartaglia un sollievo» ha detto l'avvocato Daniela Insalaco, legale dell'uomo in carcere per aver ferito il Cavaliere.

BERSANI - Anche Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, nel corso della registrazione di Porta a Porta è in qualche modo tornato sul tema dell'aggressione a Silvio berlusconi. «I fatti di violenza vanno condannati senza aggiungere parole» ma «nel nostro Paese c'è un aria un po' pesante perché non c'è ascolto». «Ognuno faccia il suo mestiere - ha aggiunto Bersani -, qualsiasi tipo di critica e pulsione deve avere una risposta. Anch'io penso che in qualche punto del Paese tiri un'aria non buona». Quanto all'ipotesi di norme restrittive per il web Bersani ribadisce che «ci sono altre strade, ci sono meccanismi di autoregolamentazione dei gestori della rete».


21/12/2009

«Clima d'odio influenza menti labili»

«Clima d'odio influenza menti labili»

 

Dopo l'aggressione una mattinata tranquilla nella residenza di arcore. Messaggio di Berlusconi: «Vado avanti per il bene del Paese. La solidarietà mi dà una spinta ulteriore»

 

Berlusconi in una foto di alcuni giorni fa (Afp)
Berlusconi in una foto di alcuni giorni fa (Afp)

MILANO - «Andrò avanti per il bene del Paese»: questo il messaggio lanciato da Silvio Berlusconi ai partecipanti alla manifestazione di solidarietà indetta in Piazza Brà a Verona, a una settimana dall'aggressione subita dal premier a Milano. «Manifestazioni di solidarietà nei miei confronti - ha detto Berlusconi, che ha chiamato al cellulare il sottosegretario Aldo Brancher - mi danno una ulteriore spinta ad andare avanti e a sostenere il nostro impegno per il bene del Paese».

ODIO - «Credo che a tutti sia chiaro che se di un presidente del Consiglio si dice che è corruttore di minorenni, un corruttore di testimoni, uno che uccide la libertà di stampa, che è un mafioso o addirittura uno stragista, un tiranno - ha dichiarato Berlusconi - è chiaro che in qualche mente labile, e purtroppo ce ne sono in giro parecchie, possa sorgere il convincimento che essere tirannicidi e diventarlo vuol dire essere degli eroi nazionali e fare il bene della propria patria e dei propri concittadini e quindi acquisire un merito e una gloria importante». Il presidente del Consiglio ha poi sottolineato che da quanto avvenuto si deve trarre l'insegnamento di «rispettare» gli avversari politici senza considerarli «nemici».

COMMOSSO - «Sono commosso - ha detto ancora Berlusconi - e ringrazio Verona che ha per prima voluto organizzare questa manifestazione di solidarietà». «L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio», ha ribadito il presidente del Consiglio; è lo stesso slogan dello striscione che campeggia sulla scalinata del Municipio. «Questo è il messaggio - ha aggiunto il premier - che stiamo portando in giro per tutta l'Italia». «Sotto l'albero di Natale - ha detto ancora, rivolgendosi ai sostenitori - regalate una tessera del Pdl». In piazza Brà, secondo una prima stima, un migliaio di persone, tra le quali oltre a Brancher il sottosegretario Alberto Giorgetti, e vari sindaci e assessori comunali. La manifestazione si è chiusa con le note di «Meno male che Silvio c'è».

A VILLA SAN MARTINO - L'intervento telefonico alla manifestazione di Verona è stato l'unico impegno pubblico di Berlusconi nella mattinata di domenica. Dopo la cena che ha portato sabato sera ad Arcore il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e i big della Lega, quella di domenica è stata una mattinata tranquilla a Villa San Martino, residenza di Silvio Berlusconi, in cui il premier ha deciso di passare la convalescenza dopo l'aggressione subita in piazza Duomo a Milano. Nessuna visitatore ha varcato in mattinata i cancelli della casa del Cavaliere e nessuno ospite particolare è atteso in giornata.


16/12/2009

Da Berlusconi un messaggio sul sito Pdl «State sereni, l'amore vince sull'odio»

Da Berlusconi un messaggio sul sito Pdl «State sereni, l'amore vince sull'odio»

 

BOLLETTINO MEDICO: SARA' DIMESSO MERCOLEDI'. La telefonata di obama. Bonaiuti: «Notte tranquilla e nuovi controlli». Striscioni di sostegno davanti al San Raffaele. Di Pietro attacca

 

Paolo Bonaiuti
Paolo Bonaiuti

MILANO - Anche Barack Obama ha telefonato a Silvio Berlusconi dopo l'aggressione di Milano. Il leader americano ha fatto al presidente del Consiglio gli auguri di pronta guarigione. «È stata una conversazione molto cordiale - rende noto Palazzo Chigi - nella quale il Presidente Obama si è informato delle condizioni di salute del Presidente Berlusconi e gli ha espresso solidarietà e vicinanza, augurandogli una rapida guarigione. Il Presidente degli Stati Uniti - prosegue la nota - ha anche ringraziato il Presidente del Consiglio per l’eccellente contributo italiano in Afghanistan e per la decisione del Governo italiano di inviare altri mille uomini nel corso del 2010». Il premier, intanto, ha trascorso un'altra giornata all'ospedale: l'ultima, prima di essere dimesso. E ha parlato, anche se solo attraverso un messaggio pubblicato sul sito del Pdl: «Grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e di affetto. Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri. L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio».

ALTRE AGGRESSIONI - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, in collegamento con il Tg1, ha riferito sulle condizioni di salute del presidente del Consiglio. «Tutti noi temiamo nuove aggressioni e glielo abbiamo detto altre volte, però togliere a Berlusconi il contatto con la gente sarebbe impossibile, non avremmo più il Berlusconi leone combattente che è sempre stato. È la chiave del suo successo personale e del suo carisma». Il presidente ha ripreso a lavorare? «Tenere lontano dal lavoro Berlusconi è estremamente difficile - dice Bonaiuti -. Ha vissuto tutta la vita lavorando, è un lavoratore nato, quindi togliergli questa possibilità di lavorare significa togliergli una cosa che gli sta molto a cuore».

MERCOLEDì LA DIMISSIONE - Berlusconi dovrebbe essere dimesso mercoledì pomeriggio dal San Raffaele, «con la raccomandazione di astenersi da impegnative attività pubbliche per almeno due settimane - ha spiegato il suo medico personale Zangrillo -. Le condizioni cliniche non destano preoccupazioni. Permangono i problemi legati alla sintomatologia dolorosa dovuta agli esiti del trauma subito, e in particolare alla riacutizzazione della cervicalgia che nei mesi precedenti aveva afflitto il presidente in più di una circostanza». Dal punto di vista psicologico, «l'umore è preoccupante perché è sempre piuttosto abbacchiato ma dà segni di ripresa - ha detto Zangrillo -. Ha una coda di profonda amarezza per quanto è capitato e per alcune cose successive». È stato intensificato il programma analgesico, cioè sono state aumentate le prescrizioni di antidolorifici dato il dolore persistente che affligge il premier in seguito alla ferita riportata. Il medico personale di Berlusconi ha anche specificato che il premier «mangia regolarmente, anche se con fatica», e che sul viso di Berlusconi non rimarranno cicatrici.

CARTELLI E STRISCIONI - Davanti all'ospedale sono ancora numerosi i cartelli e gli striscioni di solidarietà al presidente del Consiglio. Sui cancelli dell'ingresso principale è stato appeso un grande cartellone: «Forza presidente», firmato dalla Curva sud del Milan. Un altro recita: «La mia famiglia crede in te, presidente non darla vinta a quei balordi».

DI PIETRO: «GOLPISTI» - Al messaggio di Berlusconi sul sito del Pdl ha risposto Antonio Di Pietro: «L'amore vince sull'odio? Vorrei fosse così, ma detto da un manipolo di golpisti che brandisce prima il bastone e tende poi la mano...» ha scritto su Twitter il leader dell'Idv, che attacca l'idea di norme più rigide su web e manifestazioni: «Stanno scoprendo le carte: approfittando del gesto di uno squilibrato preparano leggi che limitano la libertà di manifestare. Maroni vorrebbe chiudere Facebook e YouTube, sono loro i maggiori sciacalli di quanto accaduto a Milano».


14/12/2009

«Il Cavaliere istiga», bufera su Di Pietro Bindi: il premier non faccia la vittima

«Il Cavaliere istiga», bufera su Di Pietro Bindi: il premier non faccia la vittima

 

Le reazioni dopo l'aggressione a Berlusconi/Napolitano: fermare la spirale di violenza. Fini: gravissimo, inaccettabili le parole del leader Idv. Bossi: atto di terrorismo. Bersani: gesto inqualificabile

 

Il premier durante il comizio (Afp)
Il premier durante il comizio (Afp)

MILANO - «Esprimo la più ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del presidente del Consiglio al quale va la mia personale solidarietà». Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha commentato così l'atto di violenza contro il presidente del Consiglio in piazza Duomo a Milano. Il presidente della Repubblica, che domenica sera ha anche telefonato al premier al termine degli accertamenti medici all'ospedale San Raffaele, ha anche espresso «il più netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza». Il messaggio del Colle non ha però spento le polemiche politiche scatenate dal primo commento a caldo di Antonio Di Pietro sull'aggressione al premier.

«CONTRO LA VIOLENZA MA LUI ISTIGA»- «Io non voglio che ci sia mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza» ha detto il leader Idv. «Condivido - ha aggiunto - le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese». Proprio pochi giorni fa Di Pietro, nel corso della manifestazione della Cgil a Roma, aveva detto: «Se il governo continua ad essere sordo ai bisogni dei cittadini, si andrà allo scontro di piazza, e lì ci scapperà l'azione violenta se il governo non si assume la responsabilità di rispondere ai bisogni del Paese». E dopo le critiche piovutegli addosso da tutto il Pdl e la presa di distanza di Pd e centristi, il leader dell'Idv ha mandato una nuova nota: «Come al solito quando si tratta di criticare l'Idv i soliti "Soloni" capiscono fischi per fiaschi. Ribadisco allora che noi tutti deploriamo e condanniamo l'aggressione subita dal presidente del consiglio. Ci mancherebbe altro!». «Però - aggiunge - non può e non deve legittimare e giustificare la dilagante esasperazione che l'assenza di politiche economiche e sociali di questo governo sta provocando nei confronti di miglia di lavoratori e padri di famiglia. Non è prendendosela con me che si risolvono i problemi, ma affrontandoli e dando risposte ai bisogni dei cittadini, cosa che il governo Berlusconi non ha fatto e non pare abbia alcuna intenzione di fare». Lunedì mattina l'ex pm è tornato a respingere con fermezza le critiche e ha puntato il dito contro «il balletto sconsiderato di criminalizzazione nei miei confronti a cui sto assistendo da ore».

BINDI: «IL PREMIER NON FACCIA LA VITTIMA» - Commentando l'aggressione al premier, il Pd attraverso il segretario Pier Luigi Bersani, ha parlato di un «gesto inqualificabile che va fermamente condannato». Ma in un'intervista a La Stampa, Rosy Bindi, pur condannando «il gesto folle», ha invitato il premier a «non fare la vittima», apostrofandolo come «uno degli artefici del clima violento» nel Paese. La presidente del Pd ha espresso «solidarietà» a Berlusconi, ma ha anche sottolineato che «resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c'è anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima». Per la Bindi gesti come quello di cui si è reso responsabile Tartaglia quelli «vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta, però, sono spiegabili». «Motivi di esasperazione ce ne sono molti, legati alla crisi economica che alcuni pagano con prezzi altissimi», ha detto Bindi a La Stampa. «La sensazione più diffusa è che non sai più a chi rivolgerti, chi ti tutela. C'è perfino una rottura in parte creata ad arte del movimento sindacale. E poi c'è uno scontro politico che si porta dietro sicuramente frange estremiste o persone che perdono la testa, ma - sottolinea - chi ha più responsabilità fa di tutto per dividere il paese».

FINI: «GESTO GRAVISSIMO» - «È davvero un brutto giorno per l'Italia, si tratta di un gesto gravissimo di fronte al quale tutte le forze politiche hanno il dovere di manifestare una convinta condanna esprimendo solidarietà al presidente del Consiglio»: è stato il primo commento del presidente della Camera Gianfranco Fini che aggiunge: «Le dichiarazioni di Antonio Di Pietro sono inaccettabili. Non si può in alcun modo giustificare un atto di violenza». «Solidarietà doverosa e condanna di un gesto di violenza che non può e non deve in alcun modo né minimizzato né giustificato». Ha aggiunto al Tg1 il presidente della Camera. «Il contrasto anche aspro non può legittimare o giustificare quanto avvenuto. C'è il dovere di tutte le forze politiche, e lo sottolineo perché mi sembra ci sia stata qualche dichiarazione francamente inaccettabile, di fare fronte comune perché l'Italia non riviva gli anni della violenza; chi ha 50 anni si ricorda quegli anni, che non devono tornare». Appena saputo del gesto, il presidente della Camera ha subito telefonato al ministro La Russa, in piazza Duomo con Berlusconi, per chiedere informazioni sulle condizioni del premier. «Era molto preoccupato», ha detto il ministro della Difesa.

BOSSI: «ATTO DI TERRORISMO» -«Quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo» ha detto il ministro Umberto Bossi. «Si sentiva un clima pesante da tempo - ha detto Bossi -. E quello che è accaduto oggi è un segnale preoccupante». «Silvio è un amico - ha aggiunto il leader del Carroccio - e mi aveva appena espresso in pubblico, nel suo discorso in piazza Duomo, ancora una volta la sua stima». «Dopo quel che è accaduto oggi - ha concluso Bossi - bisogna alzare la guardia. Ci sono in giro troppe persone pronte a gesti delinquenziali. La Lega si mobilita e si prepara per combattere contro ogni rischio di terrorismo».

VATICANO: «DALLA VIOLENZA DELLE PAROLE AI FATTI» - Interviene anche il Vaticano a deplorare l'aggressione al presidente del Consiglio: «È un fatto molto grave e preoccupante, che manifesta il rischio reale che dalla violenza delle parole si passi alla violenza nei fatti» dice il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. «Ogni violenza - aggiunge - va fermamente condannata senza incertezze da tutte le parti politiche e dalle diverse componenti della società. Al Presidente Berlusconi, così irresponsabilmente colpito, va la nostra doverosa solidarietà».

LA CEI: «AUSPICHIAMO CLIMA PIU' SERENO» - «La violenta aggressione subita dal Presidente del Consiglio costituisce un episodio di singolare ed esecrabile gravità»: è il commento della presidenza della Conferenza episcopale italiana. «Mentre esprimiamo sincera vicinanza al Presidente Berlusconi - prosegue la nota della Cei del card. Bagnasco - auspichiamo per il nostro Paese un clima culturale più sereno e rispettoso al fine di realizzare nella coesione sociale e nella responsabilità politica il bene di tutti e di ciascuno».

SCHIFANI: «ATTO DI INTOLLERANZA» - Il presidente del Senato, Renato Schifani, esprime profonda solidarietà nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e condanna duramente l'inaccettabile aggressione subita oggi dal premier. «Quello che è accaduto oggi - dice il presidente Schifani - deve essere assolutamente condannato senza se e senza ma. Siamo davanti ad un gesto gravissimo ed incivile atto di intolleranza che offende il popolo italiano ed il nostro Paese».

JOSE BARROSO: «PRONTA GUARIGIONE» - E il presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso ha inviato stasera un messaggio al presidente del Consiglio augurandogli «una rapida guarigione» dopo l'aggressione subita.

CASINI: «VIOLENZA INTOLLERABILE» - «La violenza anche in politica è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma». Lo ha detto il leader Udc, Pier Ferdinando Casini.

PRODI: «PROFONDO SDEGNO» - Solidarietà a Silvio Berlusconi anche dall’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi. «Esprimo profondo sdegno e una ferma condanna - afferma in una nota - per il gesto violento che ha colpito oggi a Milano l’onorevole Silvio Berlusconi, al quale va la mia più sincera solidarietà e l’augurio di una rapida guarigione».

RUTELLI: «GESTO INDEGNO» - Il presidente di Alleanza per l`Italia Francesco Rutelli esprime, in una nota, la sua «totale solidarietà» al Presidente del Consiglio, vittima di un «gesto indegno di un paese democratico e civile». «Tutti si impegnino, senza distinguo, perché questo clima di odio si superi immediatamente», ha sottolineato Rutelli.