18/08/2011

Israele: attaccati due bus, almeno 6 morti

Israele: attaccati due bus, almeno 6 morti

Attacchi preceduti da scoppio di mine contro militari: poi conflitto a fuoco con terroristi. Colpi di arma da fuoco e anche un razzo antitank contro due autobus nei pressi di Eilat

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23/03/2011

Esplosione a Gerusalemme: una vittima e 31 feriti

Esplosione a Gerusalemme: una vittima e 31 feriti

Ambulanze e forze dell'ordine sul posto. Lo scoppio vicino a un autobus è stato provocato da un ordigno deposto vicino a una fermata

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04/08/2010

In Cina arriva l'autobus che passa sopra alle auto

In Cina arriva l'autobus che passa sopra alle auto

Funziona ad energia elettrica e solare e raggiunge i 60 chilometri orari. Alto cinque metri, largo sei, permette alle vetture di scorrere sotto, facilitando la viabilità

 


PECHINO - Macchè allargare le strade e spendere milioni; moltiplicare le corsie preferenziali per i mezzi pubblici, perennemente occupate da interminabili file di macchine o costruire nuove linee della metro. In Cina, dove si contano oltre 60 milioni di vetture, la soluzione per evitare che perlomeno gli autobus non rimangano imbottigliati nel traffico si chiama «3D Express Coach»: un curioso mezzo di trasporto, per di più ecosostenibile, che le auto attraversano letteralmente. Irrealistico? Non proprio.

IL BUS SCAVALCA-TRAFFICO - L'ultima bizzarria (dagli intenti più che seri) per risolvere l'annoso problema dell'intasamento delle strade arriva ovviamente dalla popolosa Cina. La descrive il portale tecnologico Engadget. Il futuristico autobus gigante, una sorta di metrotranvia sopraelevata, permette alle auto (di meno di 2 metri d'altezza) di scorrere sotto, facilitando di conseguenza la viabilità. Presentato a maggio dalla compagnia Shenzhen Huashi Future Parking Equipment, in occasione della 13esima fiera internazionale dell'high-tech a Pechino (la Chitech), il bus-galleria (anche noto come "bus veloce tridimensionale") è alto quasi cinque metri, largo sei, con due livelli: i passeggeri salgono al piano superiore, mentre i veicoli scorrono sotto. Come in un tunnel-viaggiante.

PROGETTO - Funziona ad energia elettrica e solare e raggiunge, annota l'Huffington Post, i 60 chilometri orari. Nell'ultramoderno mezzo trovano posto dai 1.200 ai 1.400 passeggeri. Che non devono preoccuparsi di arrivare in ritardo in ufficio perchè l'autobus di turno è rimasto bloccato nel traffico. I progettisti sostengono che «3D Express Coach» possa ridurre così la congestione stradale di almeno il 20-30 per cento. L'idea cinese, indubbiamente, è sensata, commentano numerosi blogger. Tuttavia, non è ancora chiaro come venga risolto il problema di vetture che superano i due metri d'altezza, di camion o grossi fuoristrada che non possono effettivamente scorrere sotto il bus. Indipendentemente da queste preoccupazioni la costruzione dei primi 185 chilometri di tratta è già stata fissata per la fine 2010 a Mentougou, nel distretto di Pechino. Il costo per costruire il bus e un percorso di 40 chilometri è stimato in 500 milioni di yuan (58 milioni di euro), decisamente meno di una nuova linea della metropolitana.

Elmar Burchia


11/02/2010

Usa: ragazza brutalmente picchiata e derubata. Ma nessuno interviene

Usa: ragazza brutalmente picchiata e derubata. Ma nessuno interviene

 

A una fermata del'autobus a Seattle. Una telecamera di sicurezza ha catturato un video che sta scioccando gli americani



SEATTLE - Ragazze violente: una telecamera di sicurezza ha catturato un video che sta scioccando gli americani. Davanti a una fermata dell'autobus a Seattle una ragazza di 15 anni viene improvvisamente assalita, presa a schiaffi e pugni da una coetanea. Il fatto preoccupante è che in quel momento attorno alle due adolescenti si trovavano alcuni passanti e persino agenti di sicurezza. Che però osservano impassibili al pestaggio e allo scippo, senza intervenire.

ASSALTO - La vittima cade a terra, perde conoscenza. L'assalitrice infierisce con calci e pugni nello stomaco e in viso, per poi derubarla. I testimoni dell'incredibile quanto brutale vicenda restano immobili, forse per paura. Alcuni colgono l'occasione per girare un video con il cellulare. Dopo alcuni minuti l'assalitrice si dilegua. Solo ora gli agenti di sicurezza si avvicinano all'adolescente distesa sull'asfalto. Le immagini dell'episodio alla stazione sottorranea di Westlake, che risale al 28 gennaio, sono state diffuse solamente ora.

CRITICHE - Sommerso dalle critiche il capo dell'azienda dei trasporti pubblici di Seattle, Kevin Desmond, si difende: gli uomini della sicurezza devono solo «osservare e riferire», ha spiegato al Seattle Times. Anche uno degli agenti presenti in quel momento sulla scena afferma: «C'era un intero gruppo di giovani. Si è avvicinato a noi. Avevo paura». I cittadini di Seattle scuotono la testa. Anche perché nel video è chiaramente visibile una mingherlina ma violenta ragazza e tre guardie robuste - in pettorina gialla - alla sue spalle che osservano la rissa senza battere ciglio. Il personale di sorveglianza sarebbe stato male organizzato e inoltre disarmato, ha comunicato l'azienda dei trasporti, inoltre: «benché il fatto sia riprovevole, questi agenti non sono addestrati per intervenire in simili situazioni».

Elmar Burchia

Fonte: Corriere.it


10/01/2010

Il Togo ci ripensa: «Giochiamo» Ma il governo ordina il rimpatrio

Il Togo ci ripensa: «Giochiamo» Ma il governo ordina il rimpatrio

 

Oggi al via la coppa d'africa. La retromarcia dei giocatori: «In campo in memoria dei caduti nell'assalto al bus». Poi lo stop del premier

Una foto della nazionale del Togo scattata a Lome il 31 dicembre scorso (Epa)

I giocatori della nazionale di calcio di Togo hanno annunciato a sorpresa nella notte di aver alla fine deciso di partecipare alla Coppa d'Africa in Angola, «in memoria» dei tre componenti della loro delegazione morti a seguito dell'assalto armato di venerdì contro il loro pullman. Una scelta non condivisa però dal governo del Togo che ha annunciato per bocca dello stesso primo ministro di Lomè, Gilbert Fossoun Houngbo che la nazionale di calcio del Togo «rientrerà"»oggi nel suo Paese.

IN CAMPO - «In memoria dei suoi scomparsi, la squadra nazionale ha deciso di partecipare alla Can (Coppa d’Africa per nazioni)», aveva dichiarato in precedenza uno dei giocatori del Togo, Thomas Dossevi. «Siamo tutti molto colpiti al cuore, questo non è più una festa, ma abbiamo voglia di mostrare i nostri colori, i nostri valori e che siamo uomini». «Si tratta - ha spiegato l’attaccante del Nantes - di una decisione che è stata presa quasi all’unanimità dal gruppo che si è riunito nella notte e ha deciso questo dopo aver ottenuto rassicurazioni dalle autorità angolesi».

Sul sito internet del quotidiano sportivo francesi l'Equipe il centrocampista togolese Alaixys Romao, in forza al Grenoble, aveva confermato: «Saremo sul campo lunedì per affrontare il Ghana. Sono morte delle persone per questa Coppa d'Africa, altre sono rimaste ferite. Non è possibile abbandonarle e partire come vigliacchi. Se restiamo qui, è per loro. Ma anche per non dare soddisfazione ai ribelli. Il nostro governo non è necessariamente d’accordo con noi ma siamo tutti determinati a giocare questa competizione». Il ct, Hubert Velud, che ha assistito alla riunione dei giocatori dichiarava: «A caldo, tutti pensavano di rientrare. Le autorità togolesi hanno predisposto una cellula psicologica che ha valutato il nostro stato mentale. Nessuno si è chiuso nel silenzio. Siamo sconvolti, ma proveremo a partecipare». La nazionale del Togo del resto è sempre in ritiro all'interno del villaggio olimpico, dove si trovano anche le delegazioni della Costa d'Avorio e del Ghana, con una nutrita presenza di soldati. L'ospedale H28, dove i feriti dell’agguato sono in cura, si trova in prossimità.

IL GOVERNO - Ma il governo del Togo manteneva la sua posizione e ribadiva che intende va richiamare i calciatori. Prima per bocca del portavoce del governo e poi dello stesso premier togolese.

I GUERRIGLIERI - Intanto i separatisti dell'enclave angolana di Cabinda, autori dell'attacco alla nazionale di calcio del Togo, hanno dichiarato che «le armi continueranno a parlare» a Cabinda.


09/01/2010

Angola: nell'agguato uccisi in tre, vittime anche fra lo staff della nazionale del Togo

Angola: nell'agguato uccisi in tre, vittime anche fra lo staff della nazionale del Togo

 

La squadra abbandona la coppa d'africa. Oltre all'autista, morte anche altre 2 persone. Nove i feriti nell'attacco avvenuto al confine con il Congo

 

 

(Reuters)


 

(Ap)
(Ap)

E' stata una strage. Due membri dello staff della nazionale del Togo sono morti in seguito all'attacco contro il pullman della nazionale avvenuto venerdì al confine tra Congo e Angola. Lo hanno riferito fonti ufficiali. Finora l'unico decesso accertato era quello dell'autista del pullman della squadra. Secondo alcune fonti le vittime sarebbero l’allenatore in seconda Hubert Velud e l’addetto stampa. Uno dei portieri Kodjovi Obilalé, sarebbe invece in condizioni gravissime e sarebbe stato trasportato d'urgenza in Sud Africa. Oltre al portiere ci sono anche altri 8 feriti. L’attacco al pullman del Togo, con colpi di mitra, è stato rivendicato dal Fronte di liberazione dell’enclave di Cabinda (Flec), che si batte dal 1975 per l’indipendenza di questo territorio che si trova tra la Repubblica democratica del Congo e il Congo-Brazzaville.

RITIRO - Il Togo si ritira quindi dalla Coppa d’Africa. Lo ha annunciato il presidente della federazione calcistica della squadra africana. La competizione continentale africana di calcio prenderà comunque il via lo stesso domenica in Angola. Il Togo è inserito nel Girone B nel torneo insieme a Costa d’Avorio, Burkina Faso e Ghana.

LA RASSICURAZIONE - Sull'atto terroristico è intervenuto anche il primo ministro dell'Angola. che ha dichiarato che l'attacco contro la nazionale del Togo «è stato un atto isolato» e «la sicurezza delle squadre è garantita».

GIOCATORI DI SQUADRE ITALIANE - Intanto la paura di nuovi attentati serpeggia tra alcune squadre italiane che hanno giocatori in Angola per giocare la Coppa d'Africa. L'Udinese ha chiesto ufficialmente il rientro di Kwadwo Asamoah. È lo stesso club friulano ad annunciarlo con una nota sul proprio sito alla luce dell'attentato contro la nazionale del Togo. «In merito e in riferimento ai gravissimi fatti accaduti in Angola durante la manifestazione della Coppa d'Africa e a tutela primaria dell'incolumità fisica del nostro giocatore Kwadwo Asamoah - si legge - l'Udinese Calcio ha richiesto alla Federcalcio del Ghana ed alla Fifa il rientro immediato del nostro giocatore. Vi è da sottolineare inoltre che la situazione generale, già di per sè molto preoccupante, è resa ancor più pericolosa per la Nazionale ghanese giocando la stessa nel medesimo girone del Togo e conseguentemente nei luoghi dove è avvenuto il vile e gravissimo attacco agli atleti togolesi».
all'Inter non si registrano particolari preoccupazione per Samuel Eto'o, che in vista del torneo continentale si trova ancora in ritiro con il Camerun a Nairobi in Kenya. Secondo quanto fa sapere il club, l'attaccante nerazzurro con la sua nazionale dovrebbe lasciare Nairobi tra domenica e lunedì per raggiungere a bordo di un volo charter privato l' Angola, dove farà l'esordio in Coppa d'Africa mercoledì.


Spari contro il bus del Togo: autista ucciso, giocatori feriti

Spari contro il bus del Togo: autista ucciso, giocatori feriti

 

In ospedale anche alcuni dirigenti. «Sospendete la coppa d'africa». Venti minuti di terrore al confine tra Congo e Angola: il veicolo sotto i colpi di mitragliatrice dei ribelli

 

 

LUANDA (Angola) - Colpi di mitra contro il pullman del Togo: la Coppa d'Africa si macchia di sangue. A due giorni dall'inizio del torneo, in programma da domenica in Angola, sull'evento sportivo piomba la notizia di un assalto al pullman di una delle selezioni partecipanti. L'automezzo su cui viaggiava la Nazionale del Togo è diventato il bersaglio dell'azione di un gruppo di ribelli nell'enclave di Kabinda, ricca regione petrolifera nel Nord dell'Angola. Tra notizie frammentarie e ricostruzioni parziali, si delinea un quadro drammatico: un morto, l'autista del veicolo, e 9 feriti tra calciatori, dirigenti e medici della comitiva.

LA RICOSTRUZIONE - L'inferno, alla frontiera tra Angola e Congo, si è scatenato verso le 15.15. Secondo fonti vicine all'organizzazione del torneo, l'azione sarebbe stata compiuta da una banda di ladri. La polizia avrebbe risposto al fuoco dei malviventi, con il pullman al centro della bufera per 20 interminabili minuti. «Io sto bene, ma alcuni giocatori sono conciati male», ha detto l'attaccante Thomas Dossevi all'emittente Radio Monte Carlo fornendo le prime indicazioni sull'accaduto. A riportare danni sarebbero stati, tra gli altri, il portiere Kodjovi Obilalè e il difensore Serge Akakpo. «Avevamo varcato il confine da 5 minuti, siamo stati scortati da mezzi della polizia: uno davanti e uno dietro. Tutto sembrava tranquillo quando si è scatenata una tempesta di proiettili. Siamo stati attaccati come cani, ci siamo dovuti nascondere per 20 minuti sotto i sedili per evitare le pallottole», ha aggiunto il calciatore che milita in Francia con la maglia del Nantes. «La polizia - ha detto ancora - ha risposto al fuoco ma la situazione era impossibile da gestire. E lo è anche ora, sono scioccato. Quando siamo scesi dall'autobus ci siamo chiesti cosa fosse successo e perché fosse capitato a noi. Piangevamo e ringraziavamo Dio».

Serge Akakpo, uno dei giocatori feriti
Serge Akakpo, uno dei giocatori feriti

GLI SPARI - Dall'Inghilterra, il Manchester City ha fatto sapere che il centravanti Emmanuel Adebayor è «scioccato ma illeso». Nelle stesse condizioni è Moustapha Salifou, centrocampista che milita nella Premier League con la casacca dell'Aston Villa. Alaixys Romao, centrocampista del Grenoble, ha fatto riferimento a 7 feriti ma ha precisato che il gruppo è diviso tra diversi ospedali. La situazione avrebbe potuto essere ancor più drammatica se, come ha raccontato il centrocampista Richmond Forson, i criminali non avessero sbagliato bersaglio all'inizio della loro azione: «Hanno sparato soprattutto contro il bus che era davanti a noi e che trasportava i bagagli». «Pensavano che noi viaggiassimo su quel mezzo. Poi hanno preso di mira il nostro pullman, hanno colpito l'autista e le persone sedute davanti. Il parabrezza è andato in frantumi immediatamente», ha spiegato ancora. Il Togo è inserito nel Girone B, insieme a Costa d'Avorio, Burkina Faso e Ghana e dovrebbe esordire lunedì. Il condizionale è d'obbligo perché la squadra in questo momento non sembra avere alcuna intenzione di pensare al campo e al pallone. «Nessuno vuole giocare - ha detto Romao-. Non siamo in grado di farlo. Prima di tutto pensiamo alla salute di chi è stato ferito, c'era tanto sangue. In queste situazioni bisogna pensare a chi ci è vicino, a chi ci vuole bene. Poteva essere la fine».


11/08/2009

Donna muore investita da bus sulle strisce

Donna muore investita da bus sulle strisce

 

Travolta dalle ruote posteriori del mezzo tra via Marghera e piazza Wagner, che poi è uscito fuori strada. L'autista è indagato per omicidio colposo


(Fotogramma)

 

 

MILANO - Una donna di 55 anni, Isabella Perissinoto, di origine veneziana, è stata investita lunedì pomeriggio da un autobus della linea 67 ed è morta poco dopo. L'incidente è avvenuto poco dopo le 19 tra via Marghera e piazza Wagner.

LA DINAMICA - Il bus aveva il semaforo verde e ha svoltato: la donna stava attraversando la via, sulle strisce pedonali, ed è stata travolta dalle ruote posteriori del mezzo, che poi è uscito fuori strada urtando due macchine e facendo crollare un palo della luce. Trasportata d’urgenza all’ospedale San Carlo, la donna è morta poco dopo, nonostante un intervento cui è stata sottoposta. Era gravemente ferita a una gamba. Nessun passeggero del mezzo Atm è rimasto invece ferito, ma l’autista dell’autobus, sotto choc, è stato soccorso dai medici e portato all'ospedale San Giuseppe.

L'ANGOLO «CIECO» - La zona è rimasta bloccata per oltre un’ora. In piazza Wagner, oltre al 118, sono arrivati sia i carabinieri, sia i vigili del fuoco per intervenire sull’autobus, finito contro l’ingresso di una fermata della metropolitana. Secondo i vigili la donna stava cominciando ad attraversare mentre l’autobus svoltava. In quel momento si è trovata nell’angolo «cieco» per la visuale dell’autista, che si è accorto dell’incidente solo dopo averla travolta. L'uomo è ora indagato per omicidio colposo.

ALTRO INCIDENTE - Lunedì sera c'è stato anche un altro incidente: alle 20.50, in piazzale Cuoco, il conducente di una moto che portava un passeggero è stato investito da un tram. Nessuno dei due è in gravi condizioni: sono stati trasportati all'Istituto clinico Città Studi e al Fatebenefratelli.

SILENZIO DA ATM - Dall'Atm nessun commento sulla tragedia. L'azienda milanese di trasporti si è limitata a fornire percentuali secondo cui negli ultimi 18 mesi i deragliamenti sono calati del 75%, gli scontri tra tram del 62% e quelli con auto e moto del 23%. Secondo i dati di Atm Milano sarebbe all'ultimo posto come numero di incidenti nel confronto con le altre principali città italiane: stabilito a 100 l'indice di Milano, nel confronto Roma si pone a 298, Napoli a 331, Torino a 268 e Bologna a 299.


19/04/2009

Il bus delle (aspiranti) mogli In 44 per ripopolare la campagna

Il bus delle (aspiranti) mogli In 44 per ripopolare la campagna

 

Spagna, gita in cerca di scapoli. «Abbiamo intenzioni serie». L’idea di un broker assicurativo: «Due, tre successi ogni viaggio». Gli incontri fra scherzi e timidezze

 

 

SAN CRISTOBAL ENTREVIÑAS (Castiglia e Leon) — Quarantaquattro spose per ventidue fratelli. Venti, al mo­mento della verità, perché due non reg­gono l’emozione o la fifa, e si defilano appena il pullman granturismo, maci­nati i 270 chilometri di distanza da Ma­drid, si staglia all’inizio della nazionale 630 che attraversa il paese di San Cristo­bal Entreviñas, provincia di Zamora, a un passo dal confine portoghese. Porta un altro carico di donne disposte a «ri­popolare » uno dei tanti spicchi di Spa­gna rurale che non approfitta dell’asse­gno bebé di Zapatero. O a confortare la routine solitaria dei campesinos, rima­sti ad arare la terra e a coltivare le vigne senza altro diversivo di un maschio bic­chierino, la sera al bar. Uomini tranquil­li, troppo per i gusti del romantico bro­ker assicurativo Manolo Gozalo Her­nando, 53 anni, che da 14, nel tempo libero, si dedica a organizzare « carava­nas de mujeres » nei villaggi ad alta den­sità di scapoli irriducibili, non tanto per scelta quanto per scarsità di compa­esane. Quasi tutte partite appena mag­giorenni a lavorare in città; e laggiù, più o meno definitivamente, accasate.

Le hanno aspettate invano di ritor­no. Per la stessa strada, però in senso inverso, spuntano ora altre carovane di emigranti. Non cercano un impiego sta­gionale, ma un contratto a vita. Qualcu­na un passaporto europeo. Hanno i ca­pelli freschi di parrucchiere e, talvolta, di quella tinta biondo-platino improba­bile per le loro origini latinoamericane. Ridono troppo, per essere davvero alle­gre, sulla corriera dell’amore diretta a stanare nel farwest castigliano qualche maturo John Wayne dimenticato. E, se Dio vuole, meno misogi­no. La statistica di Manolo è di due o tre successi a viaggio. Oltre 50 primavere sulle spalle e pochi grilli per la testa cor­vina: Madrid, per l’ecuadoriana Ma­ria del Carmen, si­gnifica 12 ore quoti­diane, dalle 7 alle 19, festivi inclusi, di dedi­zione a un’anziana si­gnora non più autosuffi­ciente. Per un giorno di gi­ta con l’agente Cupido ha ba­rattato il primo maggio. Pazien­za.

Si è passata sulle labbra un rosso car­minio e, sulle palpebre, un ombretto turchese; e si è accomodata nella prima fila del pullman: «Per distrarmi e fare nuove amicizie. Non spero di trovare un marito. Il mio mi ha lasciato dopo 24 anni, con tre figli. Li ho fatti laureare tutti, l’ultimo in ingegneria meccanica. Vivono a Quito, e quest’anno non potrò pagarmi i 2.300 euro del biglietto aereo per andare a trovarli». Così ne ha inve­stiti 20 in questa scampagnata, che in­clude pranzo, cena e pomeriggio dan­zante nelle sale del ristorante di Clara, perché a San Cristobal Entreviñas non c’è altro, a parte la chiesa romanica. Che chissà mai, possa rivelarsi utile più avanti. «Perché no?» chiosa Jany, la miss del­la comitiva, monumentale parrucchie­ra dominicana di 36 anni, chiome dai riflessi fucsia, jeans bianchi attillati che fanno crollare molte mandibole maschi­li. «Ho intenzioni serie e sono pronta a trasferirmi in campagna» garantisce al microfono della tivù locale. Sì, ma ha notato l’età media dei pretendenti? «Non importa, per l’amore non c’è età». E poi mancano ancora i timidi. I ventidue, meno due, del comitato d’ac­coglienza sono soltanto un’avanguar­dia.

Un’altra trentina si fa coraggio al bar, sempre di Clara, ridendo dei « solte­ros », i zitelloni già partiti all’attacco. Co­me Mariano, bel sessantenne dagli oc­chi blu: non si ritrae nemmeno davanti alla colombiana Rosa, che si presenta con un pancione di sette mesi e una pre­tesa imbarazzante, «cerco un papà per il mio bambino». Lui accenna un paso doble e promette: «Non farò doman­de ». Tanto scoprirà prima di pranzo che là sotto c’è un cuscino. Uno scher­zo architettato in pullman. Manuel, il sensale, è alla 44ª spedi­zione, da 41 scortato dalla moglie domi­nicana, Venecia, conosciuta alla terza: «Manolo — lo redarguisce lei — cam­bia musica, basta salsa!». Prima di ce­na, al bar, Mariano rimugina i perché della sua affezione al celibato: «Le don­ne... Vogliono soltanto divertirsi». Già, John Wayne non l’avrebbe detto me­glio.


02/04/2009

Bus, una «linea» solo per gli immigrati

Bus, una «linea» solo per gli immigrati

 

Do­po mesi di difficile conviven­za diversificate anche le fermate. Decisione dell’azienda dei trasporti: residenti e immigrati viaggeranno su automezzi differenti

 

 

Il bus per gli immigrati

Il bus per gli immigrati

 

FOGGIA — Immigrati del centro di accoglienza e resi­denti a Borgo Mezzanone non viaggeranno sugli stessi autobus e non attenderanno i mezzi alle stesse fermate. Do­po mesi di difficile conviven­za spesso degenerata in risse l’Ataf ha deciso di potenziare i collegamenti da Foggia ver­so la borgata della linea 24 di­versificando però le fermate. Una decisione assunta an­che dopo alcuni incontri in prefettura. Il nuovo servizio entrerà in vigore da lunedì contemporaneamente alle va­riazioni di orari e percorsi su altre quattro linee: la 10, 11, 14 e la 31. Borgo Mezzanone è servita dalla linea di auto­bus 24 suburbana con capoli­nea alla stazione. Già da tempo la società di trasporto aveva potenziato il servizio con una seconda li­nea che dal centro di perma­nenza per gli extracomunitari di Mezzanone, raggiungeva il centro cittadino.

Ma il fatto che gli autobus partissero en­trambi dal capolinea della sta­zione ha creato non pochi problemi tra residenti e immi­grati. Soprattutto nelle ore se­rali. Mesi fa, dopo un inciden­te che coinvolse anche un au­tista malmenato alla fermata, l’Ataf chiese una maggiore presenza delle forze dell’ordi­ne alla stazione. Mentre per gli immigrati da lunedì non cambierà nulla, arriveranno e ripartiranno dalla fermata che c’è al capolinea della sta­zione; per i residenti di Borgo Mezzanone la fermata sarà in via Galliani. «E’ stato necessa­rio potenziare ancor di più queste linee su ri­chiesta degli abi­tanti della borga­ta e anche, dopo un confronto con la prefettura, di­stinguere le due fermate del capo­linea per evitare ogni possibile problema».

Antonella Caruso