03/08/2010
Attenti al vetro-gorilla
Attenti al vetro-gorillaNel 2011 arriveranno le tv a prova di gorilla. Il «Gorilla-glass» per televisioni super-resistenti -
Il "vetro-gorilla", riscoperto nel 2008, è ora in uso su una quarantina di milioni di smartphone (dal nuovo Droid X di Motorola al futuro tablet-cellulare Streak della Dell) e computer portatili (il notebook X300 della Lg). I due video in pagina ne mostrano le capacità di resistenza - 2-3 volte superiori a quelle dei normali vetri chimici -,che però non andrebbero a inficiare lo spessore e dunque anche il peso. L'unico dubbio rimane sul prezzo, dato che secondo alcuni analisti l'introduzione del materiale della Corning farebbe aumentare il prezzo delle tv dai 30 ai 60 dollari al pezzo.
In ogni caso l'azienda newyorchese, attiva con varie invezioni - come il Pyrex - fin dalla Guerra civile americana, ha annunciato una nuova capacità di investimento nella produzione e una fabbrica da poco aperta nei pressi di Pechino. Propio per far fronte a quella che si annuncia una nuova generazione di televisioni superesistenti, che dovrebbero vedere la luce già dall'anno prossimo.
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12/05/2010
Microsoft integra Office con il web
Microsoft integra Office con il webLa sfida con google in un settore chiave del business dell'azienda di redmond. Disponibile alle aziende la versione 2010: per la prima volta alcuni programmi (Word, Excel, Powerpoint) saranno fruibili online e il file si potranno salvare su web
Word, Excel e soci si aprono definitivamente al web. Disponibile da oggi alle aziende (il lancio al pubblico è previsto per giugno), Microsoft Office 2010 presente poche novità immediatamente visibili per chi è abituato alla versione 2007 (l'interfaccia "Ribbon", "a nastro" pressoché analoga) ma molti miglioramenti "sotto il cofano" e nelle funzioni, soprattutto per chi usa le modalità avanzate di lavoro collaborativo in azienda.
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WEB E SOCIAL NETWORK - C'è per la prima volta la possibilità di avere alcuni applicativi fruibili online (Web Apps) e quindi di salvare i propri documenti "nella nuvola" del web piuttosto che su un pc fisico, per poi andare a editarli in modalità avanzata con i più evoluti programmi (Word, Excel, Powerpoint, Access, etc) installati fisicamente sulle macchine. Oltre a questa grossa novità ci sono ovviamente molti interventi sui singoli programmi, per lavorare meglio e più rapidamente. Molte novità sono concentrate su Outlook che, oltre a una gestione più semplice dei grossi flussi di messaggi, gestirà anche l'integrazione con i social network, ormai parte integrante della vita digitale della maggioranza degli utenti.
Due le versioni riservate alle aziende, mentre altri 6 pacchetti, con costi differenti saranno riservati al pubblico dei consumatori.
PROVOCAZIONE GOOGLE - Microsoft risponde così, in un settore chiave del proprio business, alla sfida di Google e al suo modello web-centrico. Proprio la casa di Mountain View, alla vigilia del lancio di Office 2010, ha pubblicato sul suo blog aziendale una tabella che confronta il suo Google Docs con le (ormai vecchie) versione di Office 2003/2007. E invece di investire risorse nell'upgrade al 2010 invita gli utenti a passare Google Docs.
p. ott.
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05/05/2009
Legambiente: «L'ecomafia ha un giro d'affari di 20,5 miliardi di euro»
Legambiente: «L'ecomafia ha un giro d'affari di 20,5 miliardi di euro»
Quasi 26mila reati, uno ogni tre ore. Più del 48% è concentrato in Campania, Calabria, Sicilia e Puglia: regioni a tradizionale presenza mafiosa
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| (Ansa) |
ROMA - L’ecomafia è un business ch non conosce crisi con un giro d’affari stimato attorno ai 20,5 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente. Sono 25.776 gli ecoreati accertati: quasi 71 al giorno, uno ogni tre ore. Circa metà, più del 48%, si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), il resto si spalma democraticamente su tutto il territorio nazionale.
RIFIUTI PERICOLOSI - Il 2008 è l’anno dei record per le inchieste contro i trafficanti di rifiuti pericolosi, ben 25, con un fatturato che supera i 7 miliardi di euro. Tutti soldi sporchi - si legge nel Rapporto - accumulati avvelenando l’ambiente e i cittadini. La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla «Rifiuti Spa» in un solo anno ha raggiunto la vetta di 3.100 metri, quasi quanto l’Etna. Non è mai stata così alta (31 milioni di tonnellate è la stima nel Rapporto). Questi gli impressionanti numeri dell’Italia sfregiata dal malaffare nella foto puntuale del rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente, presentato martedì a Roma, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Sebastiano Venneri, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità Legambiente, il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, il vicepresidente della commissione Antimafia Fabio Granata, il presidente della commissione sul Ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella, il responsabile Ambiente del PD Ermete Realacci, Enrico Fontana del direttivo Legambiente, il presidente del Copasir Francesco Rutelli e Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente.
LE FORZE DELL'ORDINE - Dal dossier, in positivo emerge la maggiore efficacia degli interventi repressivi da parte delle Forze dell’ordine. Aumentano gli arresti, passati dai 195 del 2007 ai 221 del 2008 (+13,3%) e i sequestri: dai 9.074 del 2007 ai 9.676 dello scorso anno (+6,6%), mentre diminuiscono il numero di reati ambientali (dai 30.124 del 2007 ai 25.766 del 2008), a causa, soprattutto della tendenza da parte delle Forze dell’ordine a concentrare le attività investigative sui reati di maggiore gravità, tali da determinare provvedimenti e interventi repressivi più severi, come l’arresto e il sequestro.
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26/10/2008
Università, il business dei laureati precoci
Università, il business dei laureati precociSono cresciuti in un anno del 57 per cento. La metà negli atenei di Siena e Chieti
Ancora più sorprendente, tuttavia, è la quota di maschi: su 1.918 sono 1.897. Contro 21 femmine. Come mai? Con ogni probabilità perché alla fine del 2003 l'Università firmò una convenzione coi carabinieri che consentiva ai marescialli che avevano seguito il corso biennale interno di farsi riconoscere la bellezza di 124 «crediti formativi». Per raggiungere i 148 necessari ad ottenere la laurea triennale in Scienza dell'amministrazione, a quel punto, bastava presentare tre tesine da 8 crediti ciascuna. E il gioco era fatto. Ma facciamo un passo indietro. Tutto era nato quando, alla fine degli anni Novanta, il ministro Luigi Berlinguer, adeguando le norme a quelle europee, aveva introdotto la laurea triennale. Laurea alla portata di chi, avendo accumulato anni d'esperienza nel suo lavoro, poteva mettere a frutto questa sua professionalità grazie al riconoscimento di un certo numero di quei «crediti formativi» di cui dicevamo. Un'innovazione di per sé sensata. Ma rivelatasi presto, all'italiana, devastante. Colpa del peso che da noi viene dato nei concorsi pubblici, nelle graduatorie interne, nelle promozioni, non alle valutazioni sulle capacità professionali delle persone ma al «pezzo di carta», il cui valore legale non è mai stato (ahinoi!) abolito. Colpa del modo in cui molti atenei hanno interpretato l'autonomia gestionale. Colpa delle crescenti ristrettezze economiche, che hanno spinto alcune università a lanciarsi in una pazza corsa ad accumulare più iscritti possibili per avere più rette possibili e chiedere al governo più finanziamenti possibili. Va da sé che, in una giungla di questo genere, la gara ad accaparrarsi il maggior numero di studenti è passata attraverso l'offerta di convenzioni generosissime con grandi gruppi di persone unite da una divisa o da un Ordine professionale, un'associazione o un sindacato. Dai vigili del fuoco ai giornalisti, dai finanzieri agli iscritti alla Uil. E va da sé che, per spuntarla, c'è chi era arrivato a sbandierare «occasioni d'oro, siore e siore, occasioni irripetibili». Come appunto quei 124 crediti su 148 necessari alla laurea, annullati solo dopo lo scoppio di roventi polemiche. Un andazzo pazzesco, interrotto solo nel maggio 2007 da Fabio Mussi («Mai più di 60 crediti: mai più!») quando ormai buona parte dei buoi era già scappata dalle stalle. Peggio. Perfino dopo quell'argine eretto dal predecessore della Gelmini, c'è chi ha tirato diritto. Come la «Kore» di Enna che, nonostante il provvedimento mussiano prevedesse che il taglio dei crediti doveva essere applicato tassativamente dall'anno accademico 2006-2007, ha pubblicato sul suo sito internet il seguente avviso: «Si comunica che, a seguito della disposizione del ministro Mussi, l'Università di Enna ha deciso di procedere alla riformulazione delle convenzioni» ma «facendo salvi i diritti acquisiti da coloro che vi abbiano fatto esplicito riferimento, sia in sede di immatricolazione che in sede di iscrizione a corsi singoli, nell'ambito dell'anno accademico 2006-2007».
Bene: sapete quanti studenti risultano aver preso la laurea triennale nell'ateneo siciliano in meno di due anni grazie ad accordi come quello con i poliziotti (76 crediti riconosciuti agli agenti, 106 ai sovrintendenti e addirittura 127 agli ispettori) che volevano diventare dottori in «Mediazione culturale e cooperazione euromediterranea»? Una marea: il 79%. Una percentuale superiore perfino a quella della Libera università degli Studi San Pio V di Roma: 645 precoci su 886, pari al 73%. E inferiore solo a quella della Tel.M.A., l'università telematica legata al Formez, l'ente di formazione che dipende dal Dipartimento della funzione pubblica: 428 «precoci» su 468 laureati. Vale a dire il 91,4%. Che senso ha regalare le lauree così, a chi ha l'unico merito di essere iscritto alla Cisl o di lavorare all'Aci? È una domanda ustionante, da girare a tutti coloro che hanno governato questo Paese. Tutti. E che certo non può essere liquidata buttando tutto nel calderone degli errori della sinistra, come ha fatto l'altro ieri Mariastella Gelmini dicendo che di tutte le magagne universitarie «non ha certo colpa il governo Berlusconi che, anzi, è il primo governo che vuol mettere ordine». Sicura? Certo, non c'era lei l'altra volta alla guida del ministero. Ma la magica moltiplicazione delle università (soprattutto telematiche), la corsa alle convenzioni più assurde e il diluvio di «lauree sprint», lo dicono i numeri e le date, è avvenuta anche se non soprattutto negli anni berlusconiani dal 2001 al 2006. E pretendere oggi una delega in bianco perché «non si disturba il manovratore», è forse un po' troppo. O no?
13:02 Scritto in UNIVERSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: universita', business, laureati, precoci, università di siena, università di chieti, dottorato | OKNOtizie |
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