03/04/2009

Cgil: «Verso il primo sciopero confederale contro la nuova Alitalia»

Cgil: «Verso il primo sciopero confederale contro la nuova Alitalia»

 

Mauro RossI, segretario nazionale della Filt Cgil. «La Cai disattende gli accordi di Palazzo Chigi. A rischio il reddito di altre mille famiglie»

 

Mauro Rossi, segretario nazionale Filt Cgil (dal web)
Mauro Rossi, segretario nazionale Filt Cgil (dal web)

MILANO – «Incomprensibili iniziative unilaterali dell’azienda, violazioni degli accordi di Palazzo Chigi, problemi denunciati da mesi e non risolti portano inevitabilmente alla crisi e all’apertura della vertenza». A denunciarlo, al termine di un incontro con la dirigenza di Alitalia, in merito alle questioni aperte in ogni area dell’azienda, il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi, spiegando che «dalle tematiche relative ad organici e alle assunzioni, alle situazioni critiche nelle manutenzioni e nell’handling fino a quelle che riguardano piloti ed assistenti di volo, ciascuno dovrà assumersi presto le proprie responsabilità». Torna a farsi teso il rapporto tra i sindacati e la nuova Alitalia. «Non è servito a molto confrontarsi con il nuovo vertice di Cai che ha preferito continuare con una serie di iniziative unilaterali…»
Cioè?
«L’ultima in ordine cronologico è una lettera di trasferimento di tecnici di linea di base a Roma che sono stati trasferiti, in maniera coatta, a Torino, Venezia, Bari e in diverse città italiane. L’azienda pretende che queste persone si trasferiscano armi e bagagli da un giorno all’altro. Addirittura ci sono tecnici di linea in cassa integrazione in quelle città e potrebbero essere assunti loro e non trasferiti tecnici da Roma. Si tratta di 20/30 tecnici che a regime diventeranno tra 50/100. Inoltre l’azienda sta dando all’esterno lavorazioni di manutenzione che erano sempre state fatte in Alitalia e ora, invece, sono date in appalto in Israele oppure a Malta, o alla Singapore Airlines. Questo fa sì che non si possano richiamare al lavoro i cassaintegrati: in violazione degli accordi di Palazzo Chigi».
Ci sono problemi anche sulle buste paga?
«Esatto. Gli accordi prevedevano anche delle garanzie sulle retribuzioni. Infatti era stato concordato un taglio del 7 % sulle buste paga del personale navigante. Adesso nelle buste paga vediamo tagli del 20%, peraltro con diciture non definite dagli accordi. Non si capisce come vengono fatte queste buste paga. Stiamo assistiamo a dei veri e propri disastri. Ci sono anche altri problemi: ad esempio, hanno deciso di esternalizzare attività su scali esterni a Roma, l'organizzazione del lavoro risulta spesso stravolta di giorno in giorno e non vengono applicati gli accordi sui requisiti per essere assunti. Infine, è stato disatteso l’accordo un accordo importante. Quello che prevedeva che le due aziende Ams (Roma) e Atitec (Napoli) che fanno manutenzione agli aeromobili di medio raggio (Md80 ed A320) e ai motori, fossero acquisite da una nuova compagine azionaria di cui Cai doveva possedere il 20% (il restante 80% suddiviso tra Finmeccanica e Fintec). Niente di tutto questo è avvenuto e i contratti che Cai ha prorogato, subentrando ad Alitalia, scadono ad aprile. Quelle aziende adesso rischiano la chiusura e quindi potrebbero esserci anche problemi di ordine pubblico».
Cosa significa problemi di ordine pubblico?
«Significa che ci sono più di 1.000 famiglie che perdono il reddito».
E allora ora che succede?
«Nel giro di poche ore, noi organizzazioni sindacali, in modo unitario, ci apprestiamo a formalizzare le procedure previste in questi casi. Si avvicina il primo sciopero confederale nei confronti di Cai».
Dopo Pasqua?
«Ritengo di sì, manca proprio il tempo per farlo prima».

Nino Luca


11/12/2008

Formigoni: «Malpensa sarà lo scalo di riferimento per Cai»

Formigoni: «Malpensa sarà lo scalo di riferimento per Cai»

Il governatore della Lombardia: «Scelta irrevocabile». Alemanno: «Ipotesi inaccettabile e infondata»

 

 

L'aeroporto di Malpensa
L'aeroporto di Malpensa

 

 

 

 

MILANO - Botta e risposta a distanza tra Formigoni e Alemanno. In primo piano, il ruolo di Malpensa e Fiumicino nel rilancio di Alitalia. Dopo l'incontro con l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, è il governatore lombardo ad annunciare soddisfatto: «Malpensa sarà l'aeroporto di riferimento e privilegiato per Cai». «La scelta è irrevocabile - aggiunge Formigoni - qualunque sia il partner internazionale di riferimento. Cai ha scelto di investire su Malpensa e di farlo diventare l'aeroporto di riferimento. Se oggi si dovesse chiedere a quattro specialisti su cosa è un hub, credo che avreste quattro risposte diverse». Formigoni spiega che la scelta di investire su Malpensa come aeroporto di riferimento è dovuta al fatto che è al nord e, in particolare in Lombardia, che si concentra il mercato. «Al nord - dichiara Formigoni - ci sono molti aeroporti perché è qui che si concentra maggiormente il mercato, soprattutto quello business. È necessaria una razionalizzazione degli aeroporti ma puntando su Malpensa come aeroporto di riferimento».

ALEMANNO - Non ci sta, però, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Qualsiasi supremazia di Malpensa su Fiuminino è inaccettabile e infondata - è la sua replica. - Ne parleremo con Cai al tavolo interistituzionale convocato per il 15 gennaio, ma deve essere chiaro che bisogna garantire una effettiva parità fra lo scalo di Malpensa e quello di Fiumicino». Sulla questione aeroportuale della Nuova Alitalia interviene anche il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che chiede a Cai di smentire le affermazioni del governatore lombardo.

 


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19/11/2008

Sabelli stringe sull’offerta Air France più vicina

Sabelli stringe sull’offerta Air France più vicina

Scajola decide oggi. Valutazione degli advisor. Trecento milioni in contanti L’ultimo negoziato con il commissario. Raffica di cancellazioni di voli

 

 

ROMA —È aggiornato a stamattina il confronto tra il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, e l’amministratore di Cai (Compagnia aerea italiana), Rocco Sabelli sull’offerta fatta dalla società per la compagnia aerea. In una giornata in cui solo a Fiumicino Alitalia ha cancellato 70 voli, Fantozzi e Sabelli hanno iniziato a discutere alle 9,30 del mattino sul prezzo proposto da Cai, pari a un miliardo, e sulla composizione dell’offerta: 285 milioni in contanti e il resto in accollo di debiti. In serata i due si sono spostati al ministero dello Sviluppo economico, dove è stata presa la decisione di aggiornare tutto a oggi.

Le distanze tra le parti non sarebbero insormontabili. Il confronto tra le parti ha subito numerose interruzioni. Nel pomeriggio sia Sabelli che Fantozzi sono stati ricevuti dal sottosegretario Gianni Letta, ma uno dopo l’altro. La discussione si è incentrata sulla richiesta di Fantozzi di rimodulare l’offerta, aumentando la parte in contanti, in modo da poter garantire ai creditori della «bad company» un maggior ristoro. Secondo indiscrezioni, il punto di equilibrio potrebbe trovarsi a quota 300 milioni in contanti, con tempi accorciati da 18 mesi a 12 per il saldo finale. Intanto, senza attendere l’esito del confronto tra Cai e il commissario, l’Enac (ente aviazione civile) ha convocato per venerdì prossimo Fantozzi e Sabelli per l'istituzione di un comitato di monitoraggio e di vigilanza sulla fase di transizione tra la compagnia Alitalia ed il nuovo vettore.

La tempestività della convocazione del presidente Vito Riggio ha alimentato le voci di chi ritiene che l’intesa sull’offerta in sostanza fosse già a portata di mano. Di fatto il consiglio d’amministrazione di Cai è già convocato per lunedì prossimo: all’ordine del giorno ci sarebbe la capitalizzazione di CaiOne e CaiTwo. Intorno alle 21 il confronto tra Fantozzi e Sabelli si è spostato al ministero dello Sviluppo economico, dove il responsabile Claudio Scajola ha coordinato numerosi tavoli intorno ai quali si sono avvicendati, oltre a Sabelli e Fantozzi, i rappresentanti del Comitato di sorveglianza, presieduto da Andrea Monorchio e i vertici di Banca Leonardo, l'ente periziatore degli asset della compagnia che ieri ha consegnato a Scajola la valutazione.

Sarà proprio quest’ultimo, probabilmente oggi, a autorizzare la vendita. Poi per Cai sarà il momento di stringere l’alleanza con Air France-Klm. Ieri le 9 sigle sindacali presenti in Alitalia hanno iniziato l’esame congiunto, presso il ministero del Lavoro, sulla procedura di cassaintegrazione. L’incontro è stato aggiornato a venerdì in attesa dei chiarimenti richiesti dai sindacati sulle coperture assicurative e sanitarie, sulla validità dei brevetti e delle certificazioni e sul mantenimento di concessioni di viaggio in capo alla nuova azienda. Intanto i piloti dell’Anpac nel precisare che la posizione del sindacato «sarà sempre più dura», hanno lanciato sul loro sito Internet un sondaggio anonimo tra gli iscritti chiedendo se si intenda o meno aderire all’offerta Cai.

 


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18/11/2008

Berlusconi-Merkel su Alitalia:«Sì ad accordo con Lufthansa»

Berlusconi-Merkel su Alitalia:«Sì ad accordo con Lufthansa»

Il premier: «Piena intesa con il Cancelliere sulla possibilità di una collaborazione. Ma bisogna chiedere a Cai», «Nessun intervento del governo nel settore dell'auto»

 

 

Silvio Berlusconi e Angela Merkel (Reuters)
Silvio Berlusconi e Angela Merkel
TRIESTE - «Abbiamo parlato del dossier Alitalia. Io e Angela Merkel siamo concordi sulla possibilità di una collaborazione tra Alitalia e Lufthansa. Siamo favorevoli a questo accordo». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine del vertice italo-tedesco a Trieste. Il premier ha specificato che sulle alleanze internazionali di Alitalia bisogna «chiedere a Cai», ma che «Lufthansa ha molti punti di convenienza rispetto a Malpensa.

AUTO - A proposito del mercato dell'auto, il premier ha invece dichiarato che «non sono previsti interventi» del governo. «Riteniamo che non si debbano fare interventi in questa direzione - ha aggiunto Berlusconi - non li escludiamo neppure, vediamo come si comporterà il mercato, ma non sono previsti per il momento interventi»

CLIMA - Per quanto riguarda la questione ambientale, ha aggiunto Berlusconi, «abbiamo deciso di formare un tavolo tecnico che cercherà di avvicinare le nostre posizioni». «Noi siamo influenzati dalle conseguenze» che il pacchetto europeo sul clima «potrebbe avere sulle nostre imprese». Berlusconi ha spiegato che occorre approfondire i piani dell'Unione europea sul clima: «Italia e Germania sono i principali paesi manifattueri» e «noi non vogliamo che ci siano ricadute pesanti sulle nostre imprese», ha aggiunto il premier. «L'Europa ha comunque il dovere di imporre agli altri» la propria linea affinchè «tutti gli altri possano seguirla», ha concluso il presidente del Consiglio.

 


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01/11/2008

Alitalia, Cai presenta l'offerta vincolante Berlusconi: «Ottimista, Letta ce la farà»

Alitalia, Cai presenta l'offerta vincolante Berlusconi: «Ottimista, Letta ce la farà»

Via libera da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ma 5 sigle non ci stanno: «accordo stravolto». I sindacati confederali dicono sì al lodo, ma resta lo stop dagli autonomi. Matteoli: «Prevalga il senso di responsabilità»

 

 

Il presidente della Cai Roberto Colaninno con l'ad Rocco Sabelli (Lapresse)
Il presidente della Cai Roberto Colaninno con l'ad Rocco Sabelli
 
 
ROMA - Dopo una giornata di passione Cai, la Compagnia Aerea Italiana, ha presentato l'offerta vincolante al commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, per l'acquisizione di beni e asset. Cai si aspetta una risposta entro la prossima settimana. Lo ha deciso il cda della società, che si è riunito sotto la presidenza di Roberto Colaninno, dopo la firma dei contratti da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Resta il no delle cinque sigle autonome Sdl, Avia, Anpac, Anpav e Up. Dalla loro mancata firma secondo Colaninno «non sorgeranno problemi perché hanno firmato le quattro sigle confederali». Fantozzi ha comunicato che l'offerta della Cai sarà esaminata lunedì 3 novembre.

VIA LIBERA DELLA UE - Resta inoltre in piedi la condizione vincolante del via libera da parte dell'Unione europea che attesti l'assenza di aiuti di Stato in merito al prestito ponte da 300 milioni di euro (decisione attesa per il 12 novembre) e dell'autorità garante per la concorrenza e il mercato, che dovrebbe arrivare nella seconda metà di novembre. Secondo indiscrezioni riportate dai media francesi, il 12 novembre dovrebbe essere anche il giorno in cui Cai annuncerà la scelta del partner straniero: in corsa sempre Air France e Lufthansa, mentre sembra più lontana l'ipotesi di British Airways, con la quale però non sono stati sospesi i contatti. Ora la Cai ha una trentina di giorni per mettere a punto tutto i dettagli della nuova compagnia aerea: il commissario Fantozzi ha infatti detto di avere liquidità fino al primo dicembre.

TRATTATIVA RIAPERTA - Il Cda della Cai è tornato a riunirsi dopo una fumata nera, con la decisione di non presentare alcuna offerta seguita al no delle associazioni dei piloti e degli assistenti di volo. Ma in serata si sono aperti nuovi spiragli: la trattativa è stata riaperta grazie alla mediazione di Gianni Letta e il presidente Colaninno e l'amministratore delegato della società Rocco Sabelli hanno lasciato la sede di Banca Intesa a Roma per raggiungere Palazzo Chigi. «L'intesa con le quattro sigle sindacali e la presentazione di un'offerta per Alitalia rappresentano un primo passo, siamo ancora all'inizio e c'è tanto da fare», ha commentato Sabelli, riconoscendo che «la regia del governo è stata importante nell'ultima fase, il momento era grave». Berlusconi se l'è presa con i rappresentanti dei lavoratori per la mancata firma: «C'è una responsabilità grave se Alitalia fallisse da parte di chi non ha firmato? «Giudicate voi...». Ma poi si dice ottimista: «Letta ce la farà anche questa volta, esisterà ancora una compagnia aerea italiana».

IL LODO LETTA - Poco prima a Palazzo Chigi c'era stato l'estremo tentativo di trovare un terreno comune, con un documento messo a punto da Gianni Letta. Un testo firmato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ma non dalle sigle autonome Sdl, Avia, Anpac, Anpav e Up (le categorie che rappresentano la maggior parte degli assistenti di volo e piloti). Il cosiddetto lodo Letta è un documento di premessa al contratto e ai criteri di selezione del personale nella Nuova Alitalia in cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio si pone come «garante dell'intesa».

ASSEMBLEA LUNEDÌ - In serata i sindacati confederali sono tornati a Palazzo Chigi, su richiesta di Letta, «per perfezionare la sottoscrizione dei contratti collettivi, consentendo così alla Cai di presentare l'offerta per Alitalia nei termini previsti e prima della scadenza» spiega un comunicato di palazzo Chigi. Resta invece il secco 'no' dei cinque sindacati autonomi, che stanno valutando una posizione comune ma sono d'accordo nel non firmare l'accordo. «Anpac, Unione Piloti, Sdl, Avia e Anpav confermano il giudizio negativo sul metodo del confronto odierno e sui contenuti dei documenti proposti per la firma» si legge in una nota. Le cinque organizzazioni hanno organizzato per lunedì un'«assemblea informativa di tutti i lavoratori coinvolti nel progetto Cai».

«PREVALGA RESPONSABILITÀ» - «Un altro significativo passo avanti è stato compiuto con il positivo concorso di tutte le grandi confederazioni sindacali, il ruolo fattivo del governo e la conferma della volontà di promuovere una nuova compagnia di bandiera da parte della società Cai» ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, aggiungendo che «ancora una volta i profeti di sventura sono stati smentiti». Soddisfatto anche il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli: «Alla fine è prevalso, come abbiamo sempre auspicato, il senso di responsabilità. Con la firma sui contratti e sull'accordo complessivo da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, la nuova Alitalia potrà davvero decollare. Auspico che anche le altre sigle sindacali aggiungano la loro firma dimostrando analoga responsabilità». Il ministro delle Riforme Umberto Bossi dice di non capire l’interesse dei sindacati a far fallire Alitalia: «Se la vogliono far fallire alla fine fallirà. Io mi auguro che invece trovino l'accordo».

«ACCORDO STRAVOLTO» - Le sigle autonome non hanno firmato anche per «le gravi esclusioni sociali che sono state avanzate dall'azienda nel documento, come quella delle donne in maternità e di coloro che assistono persone disabili». In alcuni casi si tratta di «veri mostri sociali», spiega il presidente di Avia Giuseppe Divietri, con l'azienda che ha la «discrezionalità assoluta sulle persone da assumere e quelle non da assumere». La denuncia avanzata nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi viene però respinta da Cgil, Cisl, Uil e Ugl che affermano che questa lettura è «da escludere categoricamente. È un'ipotesi priva di fondamento, assolutamente da smentire». E comunque i sindacati ricordano che, in caso di dubbi, si può sempre ricorrere alla mediazione della presidenza del Consiglio, così come previsto dal lodo Letta. «C'è stato il tentativo di stravolgere l'accordo raggiunto a settembre» denuncia il leader dell'Anpac Fabio Berti. Per il numero uno del'Unione piloti, Massimo Notaro, il risultato «è un progetto nano da un punto di vista etico e morale. Da quando, trentacinque giorni fa, abbiamo firmato l'intesa - spiega - abbiamo perso tempo». Duro l'attacco nei confronti degli altri sindacati: Berti si chiede come «chi ha dato l'ok abbia mai potuto farlo»

«EVITATA TRAGEDIA» - Il leader della Uil Trasporti, Giuseppe Caronia, para gli attacchi: «Abbiamo evitato una tragedia sociale. Forse qualcuno non se ne è reso o non se ne vuole rendere conto. Finalmente abbiamo messo fine a una condizione di incertezza che pesava sulle famiglie e sul trasporto aereo, asset strategico del nostro paese». Sulla stessa linea Claudio Claudiani della Cisl: «Non capiamo chi ha firmato l'accordo a settembre e non l'ha fatto oggi. Qui non ci sono più spazi per rilanci». Secondo il segretario di categoria della Cisl il lodo Letta è «coerente con gli accordi di settembre». Il leader della Filt-Cgil, Franco Nasso, spiega che «la stesura dei contratti non è definitiva perché ci sono ancora dei punti con delle criticità, abbiamo firmato una premessa. Ma buona parte dei problemi è alle nostre spalle. Per noi - continua - che l'abbiamo sottoscritto significa stare nella traccia degli accordi di settembre». E auspica un «ripensamento» di chi ha respinto il documento. Roberto Panella dell'Ugl ricorda che la strada del fallimento era una strada concreta e «questo ci ha indotto a firmare».

DI PIETRO: «SPECULATORI» - Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro si schiera invece dalla parte dei sindacati autonomi: «Il governo la smetta di dividere i lavoratori con ricatti e minacce per obbligarli ad accettare le proposte indecenti dei loro amici della Cai. E si adoperi affinché la nuova compagnia garantisca i diritti dei piloti, degli assistenti di volo e del personale di terra. È questo il compito del governo, e non quello di fare da braccio armato degli speculatori». Ben diversa la posizione di Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera: «Ci dispiace che, proprio ora che si comincia a vedere l'uscita dal tunnel per l'Alitalia, ci sia chi insista nel portare avanti una battaglia ideologica sulla pelle dei lavoratori: non possiamo non criticare la posizione dei piloti e degli assistenti di volo che non hanno firmato l'accordo per il rilancio della compagnia di bandiera».

SINDACATI IN ALITALIA - La rappresentanza sindacale di Alitalia è suddivisa tra sindacati confederali, autonomi e associazioni di categoria. Tra i confederali il sindacato più pesante è la Filt-Cgil che conta 2.200 iscritti tra piloti, personale di terra e assistenti di volo. Alla Fit-Cils sono iscritti 2.050 lavoratori tra piloti, personale di terra e assistenti di volo, mentre alla Uil trasporti sono 1.900. Infine l’Ugl trasporti conta 1.030 iscritti. Tra gli autonomi, l’Sdl ha 1.650 iscritti tra piloti, personale di terra e assistenti di volo. Le associazioni di categoria invece sono rappresentate dai piloti dell’Anpav e dell’Up che si sono unite e contano 1.200 iscritti su circa 3.000 piloti in totale. Infine gli assistenti di volo fanno capo ad Avia ed Anpav con rispettivamente 300 e 500 hostess e steward.


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