08/05/2010
Borse europee tutte in calo
Borse europee tutte in caloBruciati 183 miliardi di euro. Tokyo chiude a -3%. Moody's: Italia tra i Paesi meno a rischio. Ancora tensioni sui mercati del Vecchio Continente. Le autorità di controllo europee e Usa aprono indagine
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| Giovedì alla Borsa di New York (Ap) |
MILANO - «Siamo di fonte a un brutto colpo di coda della crisi finanziaria ed economica mondiale. Tutti dobbiamo sentire il dovere comune di concorrere a superare questa crisi». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in poche parole ha colto il senso delle tensioni finanziarie sui mercati mondiali.
GIORNATA TORMENTATA PER LE BORSE EUROPEE - Un po' per l'improvviso crollo di Wall Street di giovedì sera, un po' per la crisi della Grecia e dell'euro, venerdì mattina le Borse europee hanno di nuovo aperto con pesanti cali. Dopo un avvio a picco, le Borse hanno ridotto le perdite per poi passare in terreno positivo dopo mezzogiorno. Poi, mentre Milano era ferma per un improvviso guasto tecnico durato circa 30 minuti, un nuovo inaspettato crollo causato probabilmente dal cattivo andamento di Wall Street che vedeva cedere il Nasdaq del 4% e il Dow Jones di oltre il 2%. Così Londra perdeva il 4%, Parigi il 5,3%, Francoforte il 4%, Madrid il 4%, Amsterdam il 3,09%, Stoccolma il 3,28%, Zurigo l'1,72%, Atene il 2,84% e Lisbona il 3,41%. La riapertura delle contrattazioni del listino milanese faceva riallineare Piazza Affari alle forte flessioni delle altre Borse del Vecchio Continente. Così il l'Ftse Mib cedeva il 5,13%, mentre l'indice Ftse All-Share era in flessione del 4,76%. Poi un nuovo improvviso recupero dei listini del Vecchio Continente. Così alla fine Milano chiude con l'Ftse Mib che cede il 3,27%, mentre l'indice Ftse All-Share termina a -3,16%. Londra invece termina in flessione del 2,62%, Francoforte del 3,27%, mentre Parigi finisce pesante a -4,6%. A New York invece il Dow Jones chiude cedendo l'1,33% mentre il Nasdaq termina perdendo il 2,34%.
BRUCIATI 183 MILIARDI - Alla fine le piazze europee hanno bruciato altri 183 miliardi di euro di capitalizzazione. L'indice Dj Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio Continente, ha perso il 3,94% per cento. I listini in quattro sedute hanno così mandato in fumo quasi 440 miliardi di euro. Le piazze europee avevano bruciato 140 miliardi di euro nella seduta di martedì, 46 mercoledì e 71 ieri che, sommati ai 183 di oggi, portano il conto a 440 miliardi.
LA NOTA DELLA «CONSOB» EUROPEA - Le turbolenze sui mercati europei hanno scatenato anche la reazioni delle autorità di controllo per capire se si siano verificate delle irregolarità. Le autorità di mercato europee riunite nel Committee of European Securities Regulators (Cesr) hanno deciso una regia comune per rispondere alle recenti turbolenze dei mercati e per coordinare eventuali azioni delle autorità nazionali anche in stretto contatto, tra gli altri, con la Sec americana.
INTERVIENE OBAMA - E contemporaneamente all'Europa anche negli Stati Uniti le autorità americane hanno deciso di aprire un'indagine. Il presidente Usa Barack Obama ha riferito che le autorità americane hanno riscontrato una «insolita» attività sul mercato borsistico, che ha innescato il crollo dei valori. Saranno intraprese azioni a tutela degli investitori.
WALL STREET - «Un’enorme, anomala e inspiegabile impennata di ordini di vendita, sembra da Chicago» avrebbe innescato l'improvviso crollo di Wall Street avvenuto giovedì sera (ora italiana). Il New York Times (Nyt) avanza un’ipotesi alternativa per spiegare quanto avvenuto alla Borsa di New York - quando nel giro di quindici minuti sono stati bruciati i guadagni accumulati in oltre un anno di contrattazioni - e attribuito, secondo le prime indiscrezioni, a un errore di un operatore di Citigroup che avrebbe per errore digitato il tasto b (billion=miliardi) al posto del tasto m (million) durante un ordine di vendita. La fonte anonima del New York Times riferisce che la «gigantesca» impennata degli ordini di vendita è avvenuta verso le 14,45 (ora americana) nella piazza di Chicago. «La scintilla - scrive il Nyt - avrebbe dato il via a una serie di operazioni basate su algoritmi informatici, che a loro volta si sono riflesse sugli indici con un effetto domino». Ma molti broker non credono all’ipotesi che tutto sia partito da un errore. «Il mercato non ha mai perso mille punti senza un solo motivo che lo giustificasse», spiega un broker.
CONSOB - La Consob (la commissione italiana di controllo della Borsa) ha avviato già da giovedì accertamenti «per verificare eventuali anomalie o irregolarità nelle contrattazioni sui mercati nelle sedute degli ultimi giorni». Lo hanno dichiarano all'Ansa fonti vicine alla commissione, che ha già preso contatti «con i principali intermediari e le altre autorità competenti per chiarire le dinamiche che hanno caratterizzato le recenti turbolenze».
BORSE ASIA - Delle tensioni sui mercati venerdì ne hanno risentito anche le Borse asiatiche. A Tokyo l'indice Nikkei ha lasciato sul terreno il 3,1%. La Banca centrale del Giappone ha immesso sul mercato liquidità per 2 mila miliardi di yen, pari a circa 17 miliardi di euro, per la prima volta dallo scorso 2 dicembre. La Borsa di Seul ha perso il 2,2%, Hong Kong lo 0,7% e i mercati australiani il 2%.
MOODY'S - Intanto l'agenzia di rating Moody's ha reso noto che l'Italia è tra i Paesi meno a rischio sul fronte della crisi globale. L'agenzia internazionale mette in evidenza che «il sistema bancario italiano è risultato meno esposto» durante le turbolenze di questi mesi. Quanto al debito, Moody's osserva che «l'Italia ha bisogno di uno sforzo relativamente moderato per tenerlo sotto controllo». Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenuto alla trasmissione Mattino 5, ha detto che l'allarme lanciato da Moody's per le banche italiane è «uno dei casi scuola di attacco speculativo: si diffondono notizie non vere e si provoca una reazione da parte di potenziali speculatori. Immediatamente dopo, un'altra agenzia di rating (Fitch) dice il contrario». «L'Italia ha un sistema bancario che per fortuna ha tenuto», ha chiosato il presidente del Senato Renato Schifani.
Redazione online
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05/03/2010
Par condicio: non c'è Annozero, crollano gli ascolti di Rai2, perso il 10,8% di share
Par condicio: non c'è Annozero, crollano gli ascolti di Rai2, perso il 10,8% di share
Al posto del talk show di santoro è andato in onda il film «la carica dei 101». Durante la stessa fascia oraria i vari programmi hanno fatto registrare 2,5 milioni di spettatori in meno
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| Michele Santoro (Afp) |
MILANO - Il nuovo regolamento sulla par condicio in Rai pesa, eccome. Sugli ascolti in primo luogo e quindi di riflesso sulla pubblicità. Lo testimonia anche il risultato in termini di ascolti di Rai2 di giovedì che ha fatto registrare una perdita secca di 2.594.000 telespettatori pari al 10.80% in termini di share nella fascia oraria 21,14-23,40, quella normalmente dedicata ad Annozero.
CALO DI AUDIENCE - Senza il programma di Michele Santoro, Raidue registra un brusco calo in termini di audience, lasciando per strada oltre la metà degli ascolti ottenuti il giovedì sera. È quanto risulta dalle comparazioni dei dati Auditel effettuate dalla stessa redazione della trasmissione. In virtù del regolamento della par condicio sono stati cancellati i talk show: giovedì dunque il programma di Santoro non è andato in onda. Nella fascia occupata da Annozero - 21,14-23,40 - Raidue è stata seguita da 1.970.000 telespettatori pari cioè all'8,42%. Giovedì scorso, 25 febbraio, la puntata di Santoro sul caso Morgan era stata seguita da 4.564.000 telespettatori (19,22%). Nella serata di giovedì scorso, l'offerta di Raidue comprendeva La carica dei 101 dalle 21,04 alle 22,45: per il film 2.574.000 telespettatori e il 9.66% (e giovedì prossimo si prepara già la messa in onda del sequel, La carica dei 102). A seguire, tre minuti di Elezioni regionali, dalle 22,47 alle 22,50: per la rubrica 807.000 telespettatori e il 3,52%. Quindi, dalle 22,51 alle 23,04, il Tg2 con 988.000 spettatori e il 4,54%. Infine Electra - in onda dalle 23,07 alle 24,35 - con 837.000 spettatori pari al 7.29%.
Redazione online
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| Tag: politica, proteste, cancellati, programmi, annozero, santoro, cali, odiense, par condicio, sostituito, film, talk show, spettatori | OKNOtizie |
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19/02/2010
Una 45enne si "risveglia" all'obitorio Stava per essere imbalsamata
Una 45enne si "risveglia" all'obitorio Stava per essere imbalsamata
In colombia. Noevia Serna, dichiarata morta dopo un infarto, ha mosso il braccio destro in camera mortuaria
CALI (COLOMBIA) - Una donna di 45 anni, dichiarata morta dopo un infarto, ha mosso il braccio destro mentre stava per esser imbalsamata in una camera mortuaria dell'ospedale di Cali, in Colombia. A quel punto l'impiegato dell'agenzia funebre ha immediatamente interrotto la procedura e ha riportato Noevia Serna, questo il nome della donna, in reparto. In rare occasioni, ha spiegato il neurochirurgo Juan Mendoza Vega, può succedere che il battito cardiaco e il respiro scendano a livelli impercettibili.
L'INFARTO E IL RICOVERO - Serna, malata di sclerosi multipla, aveva avuto un infarto lunedì scorso ed era stata ricoverata in ospedale. Per dieci ore era rimasta collegata al respiratore artificiale. Poi, dopo un secondo infarto, i medici l'avevano dichiarata morta. Tre ore dopo, in obitorio, stavano per iniettarle nella gamba il liquido che si utilizza per conservare i corpi prima del funerale. Ma si sono accorti di non avere di fronte un cadavere. «Muoveva il braccio destro, ho fermato la procedura e l'abbiamo riportata di corsa all'ospedale» ha raccontato uno degli impiegati dell'agenzia funebre. Secondo i medici le condizioni di Noevia restano critiche ma stabili anche se le sue possibilità di sopravvivere «non sono alte». È ancora incosciente ma non ha più bisogno del respiratore artificiale.
SINDROME DI LAZZARO - La figlia unica di Noevia, la 18enne Maria Fernanda Andrare, ancora scossa dall'accaduto, ha raccontato: «Non sapevo cosa fare, se correre a incontrarla, piangere o gridare». In attesa di un'indagine su quanto avvenuto nell'ospedale di Cali, l'ipotesi è che si sia trattato di un caso di quelli che i medici sono soliti chiamare «Sindrome di Lazzaro». Si tratta di una condizione rarissima, in cui pulsazioni cardiache e respirazione scendono al di sotto di livelli misurabili per poi riprendere. Non è neanche escluso che il «risveglio» sia da attribuirsi, seppure tardivamente, alle cure con cui medici hanno cercato di far ripartire il cuore dopo l'arresto.
Redazione online
18:11 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, colombia, cali, donna, risveglio, obitorio, infarto, imbalsamata, morta, camera mortuaria, ricoverata, ospedale, sindrome di lazzaro | OKNOtizie |
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06/06/2009
Cali in vista per luce (-2,1%) e gas (-9,5%) Risparmio di 107 euro l'anno per famiglia
Cali in vista per luce (-2,1%) e gas (-9,5%) Risparmio di 107 euro l'anno per famiglia
Le stime di Nomisma Energia. Dopo gli aumenti del 2008, le tariffe continuano a diminuire anche nel secondo trimestre del 2009
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| (Ansa) |
ROMA - Nuovo calo in vista per le bollette della luce e del gas. Dopo la lunga corsa nel 2008 che aveva portato - sulla scia del caro greggio - i prezzi alle stelle, le tariffe elettriche e del metano dovrebbero registrare anche per il prossimo trimestre aprile-giugno un forte ribasso: -9,5% per il gas e -2,1% per la luce. Con un risparmio di quasi 107 euro a famiglia, su base annua. Una flessione, quella preannunciata dalle stime di Nomisma Energia, che se fosse confermata dall'Authority per l'Energia, vedrebbe la spesa delle famiglie registrare, solo dal primo gennaio scorso, un calo di oltre 230 euro l'anno rispetto alle tariffe in vigore a fine 2008.
TRIMESTRE DOPO TRIMESTRE - La flessione prevista per il prossimo trimestre si andrebbe ad aggiungere infatti al calo del 5,1% per l'elettricità e dell'1% per il gas, scattato dal primo gennaio scorso che aveva portato ad un risparmio di 36 euro a famiglia l'anno. E, ancora, alla riduzione del 7,5% del gas e del 2% della luce, in vigore dal primo aprile scorso (pari a 92 euro in meno l'anno a famiglia). Gli italiani, alle prese con la crisi, potranno contare così su un consistente risparmio. E dimenticare, per ora, un anno - il 2008 - scandito da vere e proprie stangate sul fronte della spesa per luce e gas. Sulla scia delle fiammate del greggio i costi energetici iniziarono a correre a fine 2007, mettendo a segno, trimestre dopo trimestre, un rincaro complessivo che nel solo 2008 ha pesato sui bilanci delle famiglie per oltre 220 euro su base annua.
18:08 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: petrolio, prezzi, cali, risparmi, luce, gas, diminuzioni, bollette, tariffe | OKNOtizie |
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