30/04/2011

Una soluzione per fermare il declino

Una soluzione per fermare il declino

La proposta di 7 mosse per l'italia. Possibile che invece di subire passivamente gli eventi non ci rimbocchiamo le maniche e li preveniamo da subito?

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18/12/2010

Internet, l'Agcom dà l'ok al testo per la tutela del diritto autore

Internet, l'Agcom dà l'ok al testo per la tutela del diritto autore

Sarà predisposta una lista di siti illegali e si potrà inibire l'indirizzo Ip. L'authority potrà ordinare la rimozione di contenuti coperti da copyright illegittimamente pubblicati

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24/07/2010

Il bavaglio? Su Internet non è stato rimosso, anzi

Il bavaglio? Su Internet non è stato rimosso, anzi

Con le ultime modiche al ddl "per i blog e per la Rete non è cambiato nulla" spiega Peter Gomez, direttore de Ilfattoquotidiano.it. E aggiunge: "La rete ti permette di conoscere. E questo non piace".

 

 

 

"Non è vero che il bavaglio è stato sciolto. In realtà è stato allentato. Dal punto di vista della stampa rimangono tuttora grandi problemi; per quanto riguarda Internet, invece, rimangono tutti i problemi".
Peter Gomez, direttore de Ilfattoquotidiano.it , commenta così le ultime modiche apportate al disegno di legge sulle intercettazioni e non usa mezzi termini: "Negli ultimi giorni la stampa e i parlamentari sia di opposizione che di maggioranza, hanno raccontato bugie".

Il giornalista, tra i fondatori de
Il fatto quotidiano, punta inoltre il dito contro altri problemi che interessano la Rete.
Il wi-fi, ad esempio, "non è sviluppato perché abbiamo ancora delle leggi antiterrorismo che risalgono all'11 settembre e in buona parte degli altri Paesi d'Europa non esistono più". Inoltre, in Italia "si è deciso di non sviluppare la banda larga, riducendo gli stanziamenti che erano previsti. E questo - sottolinea il direttore del fattoquotidiano.it - è avvenuto per due fattori. Da una parte per ragioni economico-commerciali; Internet corre il rischio di scalzare lo strapotere dei monopoli televisivi, che nel nostro Paese sono due: Rai e Mediaset. Dall'altra parte, invece, io credo che la conoscenza renda liberi: alla base di ogni democrazia liberale sta il principio secondo cui 'bisogna conoscere per deliberare'. Internet ti permette di conoscere. E questo non piace".

 

Peter Gomez commenta poi il successo de il Fatto Quotidiano, grazie al suo esordio sul web.

 


10/07/2010

Berlusconi: "Libertà di stampa non è un diritto assoluto"

Berlusconi: "Libertà di stampa non è un diritto assoluto"

All'indomani dello sciopero dei giornalisti il premier interviene sul ddl intercettazioni in un messaggio ai Promotori della libertà: "Dovete togliere il bavaglio alla verità imposto dalla stampa schierata con la sinistra che distorce la realtà"

 

 

Silvio Berlusconi affida un "compito non facile ma importante" ai promotori della Libertà e lo fa all'indomani dello sciopero dei giornalisti sul ddl intercettazioni: "Dovete togliere il bavaglio alla verità - dice in un messaggio audio ai Promotori della libertà. Quel bavaglio imposto dalla stampa schierata con la sinistra, pregiudizialmente ostile al governo, che disinforma, distorce la realtà e calpesta in modo sistematico il diritto sacrosanto della privacy dei cittadini". Un diritto che si traduce, per il premier, "nell'uso sereno del telefono" ma che i giornalisti "calpestano invocando la loro libertà come se fosse un diritto che prescinde dai diritti degli altri".

"In democrazia - ha proseguito Berlusconi - non esistono diritti assoluti perché ciascun diritto incontra il proprio limite negli altri diritti egualmente meritevoli di tutela che, in caso della privacy, sono prioritariamente meritevoli di tutela". Si tratta, ha aggiunto ancora il premier, di "un principio elementare della democrazia ma che la stampa italiana, nella sua maggioranza, ha deciso di ignorare".


Nel messaggio ai Promotori della libertà il premier parla anche della crisi economica. "La ripresa economica è una realtà confermata da tutte le rivelazioni statistiche". E invita a diffondere "nei gazebo un messaggio di fiducia e ottimismo". Il premier ha fatto presente come i dati economici indichino che "le cose stanno cominciando a funzionare" citando "l'aumento della produzione industriale, la crescita delle esportazioni e l'aumento del Pil dello 0,5% che è il più elevato rispetto agli altri paesi europei".


Intercettazioni, Alfano al Colle: “Modifiche significative”

Intercettazioni, Alfano al Colle: “Modifiche significative”

Nel giorno dello sciopero della stampa contro la legge bavaglio, il ministro della Giustizia è salito al Quirinale e, nell’incontro con il segretario generale Marra, ha annunciato la volontà della maggioranza di apportare cambiamenti al testo

 

Al disegno di legge sulle intercettazioni saranno apportate modifiche significative. Lo ha annunciato al Colle il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Venerdì 9 luglio, giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti contro la legge bavaglio, il Guardasigilli ha infatti incontrato il segretario generale del Quirinale Donato Marra e al lui ha confermato la volontà di Berlusconi di modificare il ddl intercettazioni. Il contenuto di questi emendamenti è a segreto. Si può ipotizzare che verranno affrontate le criticità, come le aveva definite lo stesso Giorgio Napolitano, che riguardano la durata degli ascolti, le multe agli editori e i margini per mettere le microspie nelle intercettazioni ambientali.


25/05/2010

Celentano a Mina, tu sindaco io consigliere

Celentano a Mina, tu sindaco io consigliere

ADRIANO CELENTANO

Mina mia, sorella cara!
Hai sempre delle belle parole quando scrivi su di me. Anche quando ti balena il sospetto che io possa inciampare e, per una qualche ragione, cadere malato di mente...


Del resto non è una novità. Si sa che noi artisti, rispetto ai sani macellai che hanno distrutto la Milano dei sogni, un po' malati lo siamo.


I distruttori infatti o, per meglio dire, i costruttori dell'arroganza, ci considerano addirittura degli appestati. Gente da non mischiare con chi si nutre di religioso profitto. E dal loro punto di vista non gli si può certo dar torto. Gli appestati, dato che l'unica loro arma è il sogno, sono fragili. Ma è proprio dalla loro fragilità che si può scatenare il tremendo scossone da dare a questa società immobile. Per cui io sono sì, malato, ma non abbastanza, purtroppo, per fare il Sindaco. Potrei però fare l'ideatore del Sindaco. E a quel punto tu, mia vecchia amica a cui anch’io ho sempre voluto bene, quasi da innamoramento, potresti essere il prezioso vice Sindaco, sul quale io potrei fare leva per ottenere dal tuo Capo la realizzazione di progetti che, essendo magari troppo sognanti per i suoi gusti, potrebbe egli non condividerli con l'ideatore. L'altra soluzione per far sì che lo scossone da dare alla Milano seppellita dall'accozzaglia di grattacieli e quartoggiari sia ancora più devastante, non rimane che quella di essere tu il Sindaco, e io l'ideatore che ti vuole bene!


30/03/2010

Facebook vuole cambiare di nuovo le impostazioni di privacy

Facebook vuole cambiare di nuovo le impostazioni di privacy

 

Localizzazione degli utenti, accesso alle informazioni personali da parte di compagnie esterne e nuove regole per il tagging. Le modifiche possono essere discusse fino al 3 aprile. Le prime reazioni

 

facebook

 

L'anno scorso bastò una piccola modifica per sollevare un pandemonio in rete: utenti sul piede di guerra e finanche minacce di azioni legali. Tanto che Mark Zuckerberg fu costretto a fare mea culpa nel giro di pochi giorni, promettendo che in futuro qualsiasi modifica sarebbe stata comunicata in maniera trasparente, dando agli utenti la possibilità di dire la propria prima dell'entrata in vigore.

E' passato più di un anno e Facebook ora ci riprova di nuovo a cambiare il "patto legale" che regola il trattamento dei dati personali degli iscritti. Con un
post pubblicato sul blog ufficiale, sono state annunciate nuove modifiche. C'è tempo fino al 3 aprile per leggere le proposte e discuterle in questa sezione del sito. Poi Facebook potrà decidere di adottarle, tenendo conto dei suggerimenti arrivati.
Naturalmente non è facile muoversi nel "legalese" dei documenti pubblicati. Accanto a modifiche formali, ci sono anche cambiamenti più sostanziali che potranno avere un impatto rilevante sulla condivisione delle informazioni personali, l'utilizzo che possono farne le applicazioni terze e il nuovo servizio di localizzazione degli utenti.

Molti cambiamenti sono stati inseriti in vista del lancio di nuove funzionalità che saranno annunciate alla conferenza F8 in programma per il 21 aprile. Tra queste ci dovrebbe essere anche la localizzazione automatica degli utenti attraverso il dispositivo da cui si accede (computer o cellulare).


Ma vediamo più da vicino quali sono le novità più importanti presenti nella nuova bozza della
"Normativa sulla Privacy" e della "Dichiarazione di Diritti e Responsabilità" di Facebook.

1) Non si potrà creare più di un account. Una volta rimosso un profilo, bisognerà chiedere l'autorizzazione per poterne attivare uno nuovo. In questo modo Facebook vuole evitare il proliferare di finti account, soprattutto nel caso dei giochi online o di adesione a gruppi politici.


2) Non si potrà "taggare" o inviare mail ad un utente senza il consenso preventivo. Si vuole evitare, in questo modo, la pratica del tagging su foto e documenti che possono rivelare informazioni personali di un utente a sua insaputa. Facebook prova così anche a rispondere alle recenti obiezioni arrivate dall'Unione Europea che intende
aprire un'istruttoria sulla privacy contro Facebook e Google.

3) Le agenzie pubblicitarie potranno accedere ai dati personali degli utenti, ma non potranno più trasferirli all'esterno. Si cerca così di frenare il "business dei dati personali" che stava prendendo piede tra le compagnie più spregiudicate.


4) Le applicazioni terze potranno accedere a un maggior numero di informazioni (i nomi degli amici, il genere sessuale, le foto del profilo, la località in cui si vive o da cui ci si connette con il computer). Queste informazioni tenderanno a diventare sempre più pubbliche. Il che deve essere letto nell'ottica di "twitterizzazione" di Facebook: diventare un social network sempre più aperto e meno privato.


Per il momento, le reazioni degli utenti non sembrano molte preoccupate. Nella versione italiana dei documenti si trovano molti "like" e commenti frettolosi di assenso ("Ok, va bene"). Solo qualche utente sottolinea che: "Non ci penso proprio a leggere tutto. Anche se utile, non ho tempo ne voglia. E così credo molti altri utenti. E questo è un dato di fatto di ciu tenerne conto, se volete realmente un feedback. Dovreste evidenziare solo le modifiche rispetto allo statuto attuale. Allora potrei leggerlo. E con me molti altri utenti". C'è poi chi contesta le nuove funzionalità di localizzazione automatica: "Non capisco perchè sia necessario raccogliere informazioni sul dispositivo usato per l'accesso e sul browser, ma soprattutto perchè raccogliere informazioni sulle pagine visualizzate". E qualcuno storce il naso anche per la condivisione pubblica dei dati: "Non sono d'accordo, voi caricate i nostri dati, poi in qualunque momento li potete dare a chiunque".


In generale comunque sono davvero pochi gli utenti che stanno intervenendo: siamo nell'ordine delle migliaia, davvero una piccolissima minoranza di quegli oltre 400 milioni di utenti attivi che continuano a condividere risorse online, ignari di ogni diritto o rischio.


30/11/2009

Google ridisegna l'home page

Google ridisegna l'home page

 

L'indiscrezione. Pochi cambiamenti grafici. Il motore di ricerca avrà però nuove funzionalità per filtrare i risultati

 

La nuova organizzazione dei risultati di ricerca
La nuova organizzazione dei risultati di ricerca

Che Google stesse mettendo a punto un restyling della sua homepage se n'era vociferato nei giorni scorsi su diversi blog specializzati e ben informati su ciò che succede nel quartier generale di Mountain View. Un'operazione non da poco, se si pensa che la pagina di Google è per milioni di persone in tutto il mondo la porta di accesso principale alla Rete. Ora da Gizmodo arriva la conferma: presto il motore di ricerca avrà una nuova home, diversa nel design e nelle funzionalità rispetto a quella diventata a tutti familiare. Una pagina che si può già vedere e provare in anteprima, seguendo le istruzioni apparse sullo stesso Gizmodo.

IL TRUCCO - Basta andare su Google.com (ovvero la versione inglese) , inserire nella url un codice e apparirà la home ridisegnata. Dal punto di vista grafico, cambia leggermente il logo del motore di ricerca: le lettere appaiono più grandi, con colori più cangianti e accesi, e ricordano in qualche modo una delle prime versioni di Google. I due bottoni sotto la stringa di ricerca,si colorano di blu, anch’esso molto acceso. Ma le novità principali si possono notare eseguendo una ricerca. Una volta inserito un termine nella stringa e cliccato su "search", a sinistra della pagina, di fianco ai risultati, appare una barra che consente di canalizzare e raffinare la ricerca stessa. Prima di tutto dal punto di vista temporale: niente realtime, per ora, ma la nuova funzionalità consente di filtrare il contenuto del web a seconda di quando è apparso online. È poi possibile scegliere tra alcune aree dove concentrare la ricerca: news, immagini, video, libri, forum, blog. In ciascuna area, è possibile un'ulteriore scrematura: ad esempio per i video è possibile scegliere la durata o la qualità della clip. Ricerche mirate e veloci dunque, grazie ad una sidebar che ricorda quella di Bing, il motore di Microsoft, e concettualmente avvicina Google all’interfaccia di Facebook. Il redesign non è definitivo e sono ancora possibili modifiche e ripensamenti. Google vorrebbe lanciare la nuova homepage all’inizio del prossimo anno ma prima ha deciso di farla testare ad un gruppo di utenti. È stato uno di loro, probabilmente, a fornire a Gizmodo il codice con cui accedere alla nuova homepage, svelandola così a tutto il Web.

Elvira Pollina


15/11/2009

La corsa della tv. Con gli occhiali

La corsa della tv. Con gli occhiali

 

Il futuro in casa. Cambiamenti a catena per gli apparecchi televisivi: nel 2010 arriva il 3D All’inizio serviranno lenti polarizzate per guardare gli schermi da 50 pollici

Il televisore a tubo cato­dico è defunto da tem­po. Basta una passeg­giata in un centro com­merciale per accertarne la sparizione. Ma se pensate di essere a posto solo perché avete comprato l’ultima tv su­perpiatta Full Hd, allora vi sbagliate di grosso. Perché il 2010 sarà l’anno dei televisori 3D: una tecnologia che dal ci­nema si prepara a invadere il mondo dei salotti hi-tech. Dopo decenni sonnacchio­si dal punto di visto tecnologi­co, da qualche anno siamo nell’era delle tv mutanti: pla­sma, Lcd, Hd Ready o Full Hd e il passaggio dalle trasmissio­ni dall’analogico al digitale. E fra pochissimo arriva il 3D. Il risultato è un bel mal di testa per chi deve acquistare. Pochi anni fa infatti basta­va scegliere le dimensioni del­lo schermo. Ora occorre barca­menarsi tra nomi, sigle e fun­zioni. Le tv navigano su Inter­net, si collegano senza fili a un computer, riproducono vi­deo e immagini salvati su una «chiavetta» Usb, hanno siste­mi integrati per il digitale e per il risparmio energetico. Il 3D rappresenta un passo ulteriore. Non solo televisori più belli e tuttofare, ma una vera scheggia di fantascienza che diventa presente. Non sa­rà il «Ponte ologrammi» caro agli appassionati di «Star Trek», ma lo stupore (abbina­to in qualche caso a un po’ di nausea) che si può sperimen­tare testando uno di questi schermi è innegabile. I model­li mostrati nelle fiere di setto­re hanno ancora bisogno de­gli immancabili occhialini. Che non sono più quelli verdi e rossi di una volta, ma hanno lenti polarizzate. Analoghi a quelli che molti hanno già provato al cinema per i recen­ti successi digitali come «L’Era glaciale 3» o «Up!». Gli schermi domestici avranno dimensioni intorno ai 50 pollici e prezzi da fascia alta del mercato, sopra i 2.000 euro. Per sfruttarli sarà quin­di indispensabile un lettore Blu-Ray. La Blu-Ray Disc As­sociation accoglierà la stereo­scopia nel proprio formato, con lettori nuovi, ancora non in commercio, pronti per le decine di titoli su cui Hollywo­od è al lavoro. A partire dall’at­teso «Avatar», il film del papà di «Titanic» James Cameron, che debutterà il 18 dicembre negli Stati Uniti (e il 15 genna­io in Italia). «Sarà una rivolu­zione — spiega Stephen Foul­ser, vicepresidente della Walt Disney Studios Home Enter­tainment —. Una rivoluzione che espanderà le possibilità dello spettatore. Il cinema aiu­terà a familiarizzare con il 3D, sempre più gente lo sperimen­terà e ne verrà conquistata. Ma in ambito domestico l’ado­zione delle tecnologie è lenta. Bisogna prima allargare la pla­tea del Blu-Ray». E poi le nuove tv saranno indispensabili per giocare an­che con i futuri videogiochi. Con il 3D sarà possibile infatti avanzare tra proiettili che ci sfiorano la testa e raggi laser che sembrano arrostire il diva­no. «In questo ambito il 3D proseguirà il discorso fatto in questi anni con controller che rilevano il movimento o lo sguardo degli occhi» dice Gae­tano Ruvolo, general mana­ger di Sony Computer Enter­tainment Italia , la cui Playsta­tion3 è l’unica console di gio­co già dotata di lettore Blu-Ray. «L’esperienza diven­ta sempre meno 'tastiera' e sempre più fatta di sensazioni ed emozioni». Resta il discorso delle emit­tenti televisive. Il 3D ci darà l’illusione di avere in salotto i «pacchi» della Rai o Maria De Filippi? Per diversi anni pro­babilmente no, almeno in Ita­lia: a livello di annunci ufficia­li tutto tace. Ma in Gran Breta­gna BskyB avrà un canale sa­tellitare 3D entro il 2010: film ma anche concerti, spettacoli e perfino sport. E allora l’emicrania da con­sumatore fa di nuovo capoli­no: cambiare la tv o aspetta­re? Il mondo dei televisori as­somiglia sempre più a quello di computer e cellulari: fra 6 mesi uscirà sempre un nuovo modello con più funzioni, im­magini e suono migliori, desi­gn più raffinato. «Le novità si sono fatte incalzanti ed è diffi­cile comunicarle al pubblico» ci spiega Enrico Ligabue di Lg Electronics, uno dei colossi che insieme a Sony, Panaso­nic, Jvc e altri si prepara al de­butto del 3D. «La responsabili­tà della confusione è da divi­dere tra l’industria, che propo­ne novità continue, e i riven­ditori spesso non in grado di aiutare l’acquirente. Che così si ritrova da solo, senza le in­formazioni necessarie». Bisogna dunque dire che probabilmente il 3D resterà al­l’inizio confinato a una nic­chia di superappassionati. Ma nel 2011 potrebbe già essere l’ora di buttare i fastidiosi oc­chialini: basterà un software a gestire il passaggio tra i nor­mali programmi televisivi 2D e il flusso tridimensionale. E allora forse sarà anche arriva­to il momento di portare la vecchia tv, cioè quella che adesso ci sembra nuova, al­l’ecocentro.


23/09/2009

Ahmadinejad: Obama farà grandi cambiamenti. «Il nucleare? Lo si usi solo per scopi pacifici»

Ahmadinejad: Obama farà grandi cambiamenti. «Il nucleare? Lo si usi solo per scopi pacifici»

 

Il presidente iraniano apre all'amministrazione americana, «Per gli Usa siamo un'opportunità»


Il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad tra i Guardiani della Rivoluzione (Afp)
Il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad tra i Guardiani della Rivoluzione (Afp)

Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, in un'intervista alla stampa americana ripresa oggi dal quotidiano Haaretz, ha affermato che il suo paese non rappresenta una minaccia agli Stati Uniti, come afferma il presidente Barak Obama, ma è piuttosto «un opportunità».

L'APERTURA A OBAMA - Ahmadinejad ha detto che nell'incontro in programma l'1 ottobre col gruppo del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania come membro aggiunto) l'Iran si aspetta una discussione aperta sulle questioni nucleari ma non è interessato a discutere di pressioni per arrestare il suo controverso programma nucleare che, ha ribadito, non ha fini militari. L'Iran, ha aggiunto, premerà invece per un programma internazionale di disarmo nucleare e per maggiori possibilità di impiego dell'energia nucleare a fini pacifici da parte di altri paesi. Secondo Ahmandinejad se il presidente Obama farà «grandi cambiamenti» nella politica del suo paese in Afghanistan, Iraq e in Medio Oriente troverà nell' Iran un amico.