26/09/2011

Dal 27 settembre il mondo consuma più risorse di quante ne produce

Dal 27 settembre il mondo consuma più risorse di quante ne produce

Oltrepassata la soglia del 2011. Raggiunto l'Earth Overshoot Day per quanto riguarda la capacità rigenerativa dell'ecosistema

Continua...


08/07/2009

Calce in mare per affrontare il biossido di carbonio

Calce in mare per affrontare il biossido di carbonio

 

CAMBIAMENTO CLIMATICO. Il composto sarebbe in grado di convertire la CO2 in ioni di bicarbonato, senza aumentare l’acidità delle acque

 

(Archivio Corriere)

Riversare ingenti quantitativi di calce negli oceani potrebbe fermare il processo di accumulazione di anidride carbonica nell’atmosfera. Questo il nucleo centrale del progetto «Cquestrate», presentato da Tim Kruger nel corso di una conferenza sui cambiamenti climatici, organizzata dal quotidiano britannico Guardian. L’innovativa tecnica potrebbe aiutare a risolvere uno dei più pericolosi effetti collaterali delle emissioni umane di CO2, ovvero l’aumento dell’acidità delle acque oceaniche.

MARE - Gli oceani sono un punto chiave del ciclo naturale del biossido di carbonio. Circa la metà delle emissioni di anidride carbonica rilasciate nell’aria dall’uomo vengono, infatti, assorbite dalle acque marine. Ciò aiuta a rallentare il surriscaldamento del pianeta, ma aumenta il tasso di acidità del mare, creando una minaccia potenzialmente disastrosa per il suo ecosistema. Il progetto di Kruger punta ad aumentare la capacità degli oceani di assorbire CO2, ma in una maniera rivoluzionaria che, invece di aumentarne l’acidità, aiuti a diminuirla. Obiettivo che si può raggiungere, appunto, convertendo la pietre calcaree in calce, attraverso un processo simile a quello sfruttato dalle industrie cementifere, e riversando in mare il prodotto così ottenuto.

IL PROGETTO - La calce reagisce con il biossido di carbonio dissolto negli oceani, convertendolo in ioni di bicarbonato. Così facendo, l’acidità dell’acqua diminuisce e consente agli oceani di assorbire una maggiore quantità di CO2, contribuendo ulteriormente a ridurre il surriscaldamento climatico. Secondo Kruger «è essenziale che le nostre emissioni di anidride carbonica diminuiscano, ma potrebbe non essere una soluzione sufficiente. Bisogna predisporre un piano B per ridurre efficacemente la quantità di biossido di carbonio nell’atmosfera. E ciò va fatto ora, non solo da parte degli scienziati, ma anche dei governi e delle istituzioni».

DIFFICOLTÀ - Tuttavia, immettere grandi quantità di calce in mare è attualmente illegale. Inoltre, è lo stesso Kruger ad ammettere che gli ostacoli da superare non sono pochi. La quantità di calce da riversare ogni anno negli oceani per far fronte alla totalità delle emissioni mondiali è davvero ingente e dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 km3. Senza dimenticare che un tale progetto avrebbe senso soltanto se l’anidride carbonica risultante dalla produzione di calce venisse catturata e smaltita alla fonte.

MANCHESTER REPORT - «Cquestrate» appartiene al gruppo dei cosiddetti progetti di geo-ingegneria che si propongono di intervenire nel sistema terrestre per contrastare i cambiamenti climatici. Quella di Kruger è una della venti innovative proposte illustrate durante la Conferenza di Manchester, una due giorni organizzata dal Guardian e dedicata alle idee più suggestive ed efficaci per salvare il pianeta, che verranno selezionate entro la prossima settimana da un gruppo di esperti incaricato di evidenziare le dieci idee più promettenti.

Simone D’Ambrosio


20/04/2009

Muraglia cinese, un gigante fragile

Muraglia cinese, un gigante fragile

Due le minacce: i cambiamenti climatici e la costruzione di infrastrutture. Secondo nuove rilevazioni è lunga 8.852 km, contro i 6.300 stimati finora. Ma lo sviluppo del Paese la insidia

La Grande muraglia cinese: secondo le ultime rilevazioni è lunga quasi 9mila chilometri, contro i 6.300 ritenuti finora (Epa)

La Grande muraglia cinese: secondo le ultime rilevazioni è lunga quasi 9mila chilometri, contro i 6.300 ritenuti finora (Epa)

PECHINO - Quasi 9mila chilometri, 2.500 in più rispetto a quanto si sapesse fino ad oggi: è la lunghezza della Grande muraglia cinese, ottenuta grazie a nuove misurazioni effettuate con tecnologie moderne come riporta il quotidiano China Daily. Il più grande monumento del pianeta nonché patrimonio dell’Umanità dell’Unesco misura 8.851,8 chilometri, contro i 6.300 stimati finora (e i 5mila della tradizione popolare), soprattutto sulla base di fonti storiche.

STORIA MILLENARIA - All'Ente per l'eredità culturale (Sach) e all'Ufficio per i rilevamenti e la cartografia di Pechino ci sono voluti due anni a misurare con precisione, con raggi infrarossi, Gps e altre tecnologie l’enorme barriera costruita a partire dal 200 a.C. e più volte ampliata: sono emerse intere porzioni di cui si era persa conoscenza, in zone montagnose e desertiche. Il monumento fu restaurato e in parte anche edificato sotto la dinastia Ming (1.368 - 1.644) ma la sua costruzione era stata iniziata dall'imperatore Qin Shi Huang (259 - 210 avanti Cristo). Dopo la ristrutturazione dei Ming la Muraglia passa per dieci province della Cina settentrionale: Liaoning, Hebei, Tianjin, Pechino, Shanxi, Mongolia Interna, Shaanxi, Ningxia, Gansu e Qinghai. Gli architetti degli imperatori, che volevano proteggere la Cina dalle bellicose tribù del nord, si servirono in diversi punti di fiumi, montagne e altri ostacoli naturali per integrare la fortificazione.

GIGANTE A RISCHIO - Oggi la muraglia è fortemente a rischio in diversi punti, non solo per la minaccia delle intemperie ma anche per progetti di costruzione di strade e autostrade o più in generale di sviluppo economico. L'allarme è stato lanciato dal direttore del Patrimonio culturale cinese, Shan Jixiang: dopo aver resistito per millenni ai "barbari", ora la Grande muraglia è in pericolo, con due minacce principali: «i cambiamenti climatici e la massiccia costruzione di infrastrutture». Ma il fatto stesso che sia difficile conoscere le dimensioni precise dell'opera dà la misura dell’incredibile difficoltà che il governo di Pechino ha nel far rispettare i divieti di attività come feste tradizionali, graffiti, aggiunta di strutture illegali. Anche il turismo provoca deterioramento e la necessità di costanti restauri.

http://informatisubito.myblog.it/album/muraglia-cinese/

 

 

 

 

VEDI L'ALBUM