24/01/2012

Asti, investito autista tir: morto 46enne

Asti, investito autista tir: morto 46enne

Alla guida del mezzo una collega tedesca che non partecipava alla protesta. L'uomo stavo manifestando con i suoi colleghi. La protesta non si ferma, un centinaio i blocchi

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31/08/2011

Violento scontro tra auto e mini bus Tre morti e 15 feriti nel Tarantino

Violento scontro tra auto e mini bus Tre morti e 15 feriti nel Tarantino

Incidente stradale all'alba sulla statale 106 Jonica. Coinvolto nella dinamica anche un camion con problemi ai freni: Due persone in gravi condizioni

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18/08/2011

New York, camion sfonda muro e rimane sospeso in aria.

New York, camion sfonda muro e rimane sospeso in aria.

Un tir da 15 tonnellate ha distrutto le pareti di un parcheggio multipiano nel quartiere Queens ed è rimasto aggrappato soltanto grazie alle ruote posteriori. Salvo il conducente, soccorsi impegnati per diverse ore. IL VIDEOFILMATO

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26/08/2010

Schiacciato da un tir dopo un litigio

Schiacciato da un tir dopo un litigio

Dopo un urto Sulla a22 al casello di vipiteno. Il camionista è ripartito senza riconoscere il danno. E, quando si è fermato per pagare il pedaggio, si è sdraiato sulla strada. Ma l'altro è ripartito

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06/07/2010

A Foggia piovono soldi sull'autostrada Tir di euro si schianta: caccia alle monete

A Foggia piovono soldi sull'autostrada Tir di euro si schianta: caccia alle monete

SULLA A 14. Rubati oltre 10mila euro dagli automobilisti di passaggio. Il mezzo veniva da Cesena ed era diretto verso una banca

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FOGGIA - Per molti automobilisti in viaggio si è trattato di un incidente «fortunato». Questo pomeriggio sul tratto dell’autostrada A14 tra Foggia e Cerignola un camion di una ditta di trasporti di valori, che trasportava due milioni e mezzo di euro in monete da uno e due euro, si è schiantato lungo la carreggiata.

IL TIR - Secondo la polizia il mezzo era partito da Cesena ed era diretto in una banca di Bari . Poco dopo le 14 e 30 è scoppiato uno pneumatico e il camion si è scontrato contro il guard rail, coinvolgendo anche un'altra automobile (entrambi i guidatori sono stati ricoverati agli Ospedali Riuniti di Foggia, ma le condizioni non sono gravi). Nell'impatto sono fuoriuscite migliaia di monete, che si sono riversate su entrambe la carreggiate.

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L'ASSALTO DEGLI AUTOMOBILISTI - Difficile il lavoro della polizia e dei vigilantes intervenuti sul luogo. Molti automobilisti, infatti, vedendo migliaia di euro in monetine si sono fermati iniziando una caccia ai due euro: sono stati rubati oltre diecimila euro. E nessuno si è preoccupato dei due feriti. I rallentamenti del traffico sono stati inevitabili.

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Angelo Alfonso Centrone

 


15/03/2010

Muore investita salvando il nipotino

Muore investita salvando il nipotino

 

A Trezzano sul naviglio (Mi). La donna, che stava spingendo il passeggino con il bambino, è stata travolta da un camion


 

MILANO - Una donna di 58 anni è morta lunedì mattina all’ospedale San Paolo, poco dopo essere stata investita da un camion in via Marchesina a Trezzano Sul Naviglio (Milano). Quando è stata travolta, intorno alle 10.30, la signora stava attraversando sulle strisce, spingendo il passeggino con il nipotino di 4 anni. Il piccolo ha riportato soltanto alcune escoriazioni grazie alla prontezza di riflessi della nonna, che è riuscita a spingere via il passeggino prima di rimanere schiacciata.

OMICIDIO COLPOSO - Il camionista, un romeno che non parla italiano, è stato fermato dai vigili urbani e rischia l'incriminazione per omicidio colposo. Secondo le prime informazioni, non era sotto l'effetto di droga o di alcol; l'incidente sarebbe quindi dovuto o a una manovra errata o al fatto che non ha proprio visto la signora col passeggino. Il bimbo è stato comunque portato all'ospedale San Paolo di Milano per i controlli del caso.

Redazione online


28/01/2010

Roma Nord, brucia tir in autostrada: in fiamme tonnellate di corrispondenza

Roma Nord, brucia tir in autostrada: in fiamme tonnellate di corrispondenza

 

L'autista, che è rimasto illeso, mentre viaggiava si è accorto delle fiamme che salivano dalle ruote

 

 

Il tir a fuoco (Eidon)
Il tir a fuoco (Eidon)

ROMA - In fiamme ieri sera intorno alle 22 un tir che trasportava posta sull'A1 diramazione Roma-Nord, al km 15. Nell'incendio sono state distrutte tonnellate di corrispondenza. L'autista, che è rimasto illeso, mentre viaggiava si è accorto delle fiamme che salivano dalle ruote. Fermato il mezzo è riuscito a staccare il rimorchio con la posta che è però è andato ugualmente a fuoco. I vigili del fuoco sono intervenuti con cinque automezzi e un escavatore per bonificare totalmente il tratto stradale che è rimasto chiuso per alcune ore. (Fonte: Omniroma)


29/12/2009

Mottaki: «Pugno in bocca a Londra»

Mottaki: «Pugno in bocca a Londra»

 

Teheran accusa Paesi esteri per i disordini, in particolare la Gran Bretagna. Il ministro degli esteri: «La Gran Bretagna non interferisca». Arrestata la sorella del Nobel Ebadi

 

TEHERAN - Non sono solo le proteste interne a non piacere al governo iraniano, che adesso se la prende anche con le critiche al suo operato che vengono mosse da più fronti internazionali. Il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, secondo quanto ha riferito l'agenzia Isna, ha detto oggi che se la Gran Bretagna non cesserà di parlare contro la repressione delle proteste in Iran, «riceverà un pugno in bocca». Ieri il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, ha definito molto «preoccupante» la «mancanza di autocontrollo» mostrata dalle forze dell'ordine iraniane negli incidenti avvenuti nel giorno dell'Ashura, con un bilancio di almeno otto morti e decine di feriti. Ma anche diversi altri Paesi europei hanno espresso la stessa posizione. «Le dichiarazioni di certe autorità straniere - ha affermato Mottaki - mostrano le cose vergognose che hanno fatto. Fino ad ora non abbiamo reso pubblici i loro dossier, su cosa hanno fatto e quando. Ma fortunatamente i popoli ne sono a conoscenza, e la faccenda è chiara». Dall'inizio delle proteste di piazza seguite alle elezioni presidenziali del 12 giugno, Mottaki ha affermato che il tutto era conseguenza di un complotto di Londra. Nessuna parola, invece, contro l'amministrazione americana, nonostante la presa di posizione di Obama che dalle Hawaii lunedì sera ha criticato il governo di Teheran.

«FOMENTANO LE PROTESTE» - Il portavoce di Mottaki, Ramin Mehmanparast, poco prima aveva invece ha accusato alcuni Paesi stranieri di fomentare le proteste degli ultimi giorni, annunciando l'apertura di un'inchiesta. «Sarà convocato al ministero degli Esteri l'ambasciatore britannico - aveva annunciato - per esprimergli la nostra contrarietà all'ingerenza del suo Paese negli affari interni dell'Iran». Il portavoce ha precisato che diversi giornalisti sono stati arrestati «per aver agito illegalmente», tra questi il giornalista siriano Reza al-Basha, inviato di Dubai Tv. Inoltre i guardiani della rivoluzione hanno diramato un comunicato per segnalare che i media occidentali distorcono le notizie per causare un rovesciamento del governo di Ahmadinejad.

MANIFESTAZIONE ANTI-MOUSAVI - I sostenitori dell'esecutivo, in ogni caso, scenderanno in piazza mercoledì pomeriggio (le 12,30 in Italia) per una manifestazione che punta a condannare il movimento riformista accusato di avere offeso la memoria dell'imam Hussein, celebrato domenica in occasione della Ashura, quando la protesta antigovernativa è esplosa in tutto il paese. Per gli organizzatori della manifestazione di domani, il 'movimento verdè avrebbe inoltre offeso la Guida Suprema della repubblica, l'ayatollah Ali Khamenei. La manifestazione è organizzata dall'Associazione Islamica dei commercianti, dal Centro nazionale responsabile delle moschee e dall'Istituto della propaganda islamica. Il sito 'Javan', vicino ai pasdaran, invita i sostenitori del governo a riunirsi dopo la manifestazione di fronte alla casa del leader riformista Mir-Hossein Mousavi a Teheran, al fine di chiedere pubblicamente il suo arresto in quanto traditore dei principi della repubblica islamica.

Shirin Ebadi
Shirin Ebadi

«MIRAVANO A ME» - Intanto, il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, che ricevette il premio nel 2003, ha reso noto che sua sorella è stata fermata dai servizi segreti iraniani, precisando che tre uomini e una donna si sono presentati lunedì sera presso la sua abitazione a Teheran. Dopo una perquisizione dell'edificio, hanno prelevato la 47enne docente di medicina Nushin Ebadi e sequestrato il suo computer. «L'hanno arrestata per costringermi a mettere fine al mio lavoro», ha detto Shirin Ebadi, avvocatessa e attivista per i diritti umani. «Non ha fatto nulla di male, non è coinvolta nelle mie attività per i diritti umani e non ha mai partecipato ad alcuna protesta», ha aggiunto.

ATTO ILLEGALE - Il premio Nobel ha aggiunto che due mesi fa la sorella era stata convocata dagli apparati di sicurezza. «In quella occasione le è stato detto che doveva convincermi a cessare le mie attività in difesa dei diritti umani, altrimenti sarebbe stata arrestata». Shirin Ebadi è all'estero per sicurezza dalle elezioni presidenziali dello scorso giugno «L'arresto di mia sorella è un atto illegale. Il Paese ha bisogno ora di calma più che in qualsiasi altro momento e questo può essere ottenuto solo rispettando la legge. Ogni atto illegale avrà conseguenze negative».


25/10/2009

Due autobombe a Bagdad, è strage

Due autobombe a Bagdad, è strage

 

IRAQ: il bilancio provvisorio è di oltre sessanta morti e 160 feriti. Attentatori suicidi in azione vicino alla sede del governatorato provinciale e del ministero della Giustizia

 

Scene di distruzione dopo il duplice attentato a Bagdad (Ap)

Almeno 40 persone hanno perso la vita e 75 sono rimaste ferite quando due autobombe, guidate da attentatori suicidi, sono esplose, domenica mattina, vicino alla sede del governat0rat0 provinciale e del ministero della Giustizia nel centro di Bagdad. Lo ha reso noto la polizia irachena. Le due forti esplosioni hanno fatto tremare gli edifici e una colonna di fumo si è levata nell'area. Le due esplosioni sono avvenute in rapida successione attorno alle 10.30 locali. Ne è seguita una sparatoria, secondo quanto riferito dal sito della Bbc. I due edifici governativi si trovano nella Zona verde della capitale irachena, sede di numerosi edifici ministeriali.

ATTENTATO GRAVISSIMO - «Eravamo a poche miglia dal luogo dell'esplosione, ma ne abbiamo potuto sentire l'effetto» ha detto il corrispondente della Bbc a Baghdad, Gabriel Gatehouse. Quello di oggi è il più grave attentato a Baghdad dal 19 agosto scorso (sesto anniversario dell'attacco in cui morì l'inviato speciale dell'Onu Sergio Vieira de Mello), quando due camion bomba lanciati contro i ministeri delle finanze e degli esteri fecero 95 morti ed oltre 550 feriti.


09/06/2009

Immigrazione clandestina, decine di arresti in Italia e e in Europa

Immigrazione clandestina, decine di arresti in Italia e e in Europa

 

ARRESTI IN SEDICI CITTA' ITALIANE ESEGUITI DALLA SQUADRA MOBILE DI VENEZIA. Azzerata banda di aguzzini con base nel Kurdistan: in tre anni ha fatto entrare in Ue migliaia di clandestini

 

Ecco il tir che trasportava frigoriferi della Coca Cola, dov'erano nascosti 71 clandestini (di nazionalità irachena), fermato a Venezia il 18 gennaio 2008

Ecco il tir che trasportava frigoriferi della Coca Cola, dov'erano nascosti 71 clandestini (di nazionalità irachena), fermato a Venezia il 18 gennaio 2008



Migranti curdi o iracheni trasferiti prima in Turchia e da lì in Grecia, nascosti nei tir o anche a piedi. Poi il viaggio della speranza verso l'Italia, a bordo di traghetti di linea diretti a Venezia, Ancona, Bari e Brindisi, anche in questo caso nascosti all'interno dei camion. Clandestini fatti arrivare nel nostro Paese direttamente dalla Turchia a bordo di carrette del mare e poi "smistati" verso altri paesi europei. Il tutto grazie a una organizzazione ben ramificata e strutturata con basi in Iraq, in Turchia e in diversi paesi d'Europa, messa ora alle strette anche grazie al lavoro della squadra mobile di Venezia, che in collaborazione e con il Servizio centrale operativo (Sco) ha eseguito decine di arresti nei confronti dei membri di un'organizzazione criminale transnazionale, con base nel Kurdistan iracheno, ma con diversi gruppi operativi in Italia, che negli ultimi tre anni ha fatto entrare in Europa migliaia di clandestini curdi. Decine di arresti in sedici città italiane e in sette paesi europei.

«AZZERATA UNA BANDA DI AGUZZINI» - Una «agguerrita banda di aguzzini», responsabile di aver fatto entrare in Europa migliaia di clandestini e in grado, se non fosse stata fermata, di continuare a portare nei paesi dell'Unione decine di migliaia di immigrati in modo illegale. Così al Dipartimento della pubblica sicurezza definiscono l'organizzazione criminale azzerata. I risultati sono «di indubbia rilevanza», prosegue il Dipartimento, sottolineando che l'organizzazione «agiva in regime di monopolio» su tutta la zona orientale dell'Italia, da Bari a Venezia.

MANDATI EUROPEI - Contestualmente all'operazione nel nostro paese , denominata "Ticket to ride" e coordinata dalla procura di Venezia, arresti sono in corso anche in Francia, Inghilterra, Germania, Belgio, Svizzera, Grecia e Svezia in esecuzione di mandati europei. Gli indagati devono rispondere tra l'altro di associazione a delinquere e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'indagine è partita nel 2006 in seguito agli accertamenti fatti su un gruppo di clandestini bloccati a Venezia. L'organizzazione, secondo quanto accertato dagli investigatori, oltre che in Italia aveva basi operative in Turchia, Iraq, Grecia e in altri paesi europei. Gruppi operativi erano sparsi in diverse nazioni europee, in modo che ogni paese - sia di transito che di arrivo - fosse «coperto» da membri dell'associazione. Frequenti, inoltre, erano i passaggi dei singoli membri da uno Stato all'altro, e questo sia per evitare di finire nella rete delle polizie europee, sia per la necessità dell'organizzazione di rafforzare i gruppi presenti in uno dei paesi, in vista di un nuovo arrivo di clandestini.

LA ROTTA PER L'ITALIA - Grazie alle intercettazioni e alle dichiarazioni rese da alcuni degli immigrati bloccati dalle forze di polizia, è stato possibile ricostruire la rotta seguita per raggiungere l'Italia: i migranti arrivavano dall'Iraq in Turchia, dove venivano nascosti in appartamenti o cantine, in attesa di proseguire il viaggio verso la Grecia, nascosti nei tir o anche a piedi. Dalla Grecia i clandestini arrivavano in Italia a bordo di traghetti di linea diretti a Venezia, Ancona, Bari e Brindisi, anche in questo caso nascosti all'interno dei camion. In alcuni casi i clandestini partivano direttamente dalla Turchia e in questo caso raggiungevano il nostro paese a bordo di carrette del mare. Una volta in Italia, venivano presi in consegna dall'organizzazione che provvedeva a trasferirli verso i paesi di destinazione, soprattutto Germania e Svezia, ma anche Francia, Svizzera, Gran Bretagna e Norvegia.

LE CELLULE - L'organizzazione, sottolineano gli inquirenti, era «stabile, efficiente e strutturata», ben ramificata in tutta Europa, con referenti nei vari paesi e in grado di presentarsi come «punto di riferimento» per altre organizzazioni coinvolte nella tratta di esseri umani. Nel nostro paese, in particolare, operavano diverse cellule - a Roma, Milano, Rimini, Ancona, Como, Venezia, Bolzano - collegate tra loro e ognuna con specifiche «zone d'influenza» e un forte «controllo del territorio». L'associazione, hanno infine accertato le indagini, non esitava a mettere a rischio la vita degli immigrati, e in almeno un caso si sono registrate delle vittime. È avvenuto a Venezia, il 14 luglio del 2007, quando gli investigatori hanno trovato i cadaveri di quattro clandestini morti per asfissia in seguito alla rottura dell'impianto di refrigerazione del tir in cui erano nascosti.

 

Il nascondiglio dei curdi tra le casse di arance