28/01/2010

Cinema, Avatar affonda Titanic: è il maggiore incasso di sempre

Cinema, Avatar affonda Titanic: è il maggiore incasso di sempre

 

Il record. Cameron batte il suo stesso record. Il film in 3D è già arrivato a 1.859 milioni di dollari

 

Una scena di 'Avatar'
Una scena di 'Avatar'

È ufficiale: il film «Avatar» sale al primo posto degli incassi di tutti i tempi. Superato anche «Titanic», firmato sempre da James Cameron. Un annunciato sorpasso che è diventato realtà in solo 41 giorni. Martedì infatti «Avatar» ha incassato in tutto il mondo 1.859 milioni di dollari contro i 1.843 milioni di «Titanic »nel biennio 1997-1998. Un vantaggio, quello di «Avatar», che sicuramente è destinato ad aumentare visto che il potenziale economico di questo film è ancora molto forte.

IN 3D - «Avatar'»sta regnando incontrastato in molti paesi, compresi Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Russia, Gran Bretagna e Australia. Le vendite hanno avuto un'ulteriore spinta anche dal prezzo per la visione in 3D, da cui deriva il 72% degli incassi mondiali. Realizzato in oltre cinque anni, il film è considerato uno dei più costosi con un budget di almeno 300 milioni di dollari.

Redazione online


11/12/2009

Woods: «Pronto al ritiro per Elin» E spunta la playmate siciliana

Woods: «Pronto al ritiro per Elin» E spunta la playmate siciliana

 

L'asso del golf e i guai privati. Il campione disposto a tutto pur di non divorziare. Ma la stampa svela nuove relazioni piccanti

 

Tiger Woods con la moglie (Ap)
Tiger Woods con la moglie (Ap)

WASHINGTON - Le buone intenzioni di Tiger Woods non bastano. Il campione del golf, come spiega il Sun, sarebbe disposto anche a dare l'addio definitivo al golf pur di salvare il suo matrimonio. Ma scovare le sue relazioni extraconiugali sembra essere diventato lo sport preferito della stampa inglese e soprattutto da quella americana, e così, quasi ogni giorno, spunta il nome di una nuova amante. Secondo il Sun, la moglie di Woods, l'ex modella svedese Elin Nordegren, avrebbe preso tempo prima di decidere se lasciare o no il marito. Per ora, racconta il quotidiano, avrebbe vietato al campione ogni trasferta, almeno per un bel po'. A trattenere Elin dal divorzio la sua storia personale: figlia di genitori separati, sembra che la signora Woods voglia evitare ai suoi figli lo stesso trauma che ha vissuto lei da bambina.

I NUOVI GOSSIP - Nel frattempo, negli States la stampa scandalistica è un fiume in piena. Il New York PostDaily News che raramente Woods chiedeva di far sesso con una sola ragazza alla volta. Tra le sue favorite nei giochi a tre ci sarebbe stata Loredana Jolie, probabilmente il nome d'arte di una ragazza siciliana, modella di playboy trasferitasi in America dall'età di 14 anni. rivela che Tiger avrebbe vuotato il sacco alla moglie raccontando ogni piccolo dettaglio, pur di riconquistare la sua fiducia. E mentre sale almeno a dieci il conto delle sue amanti, comprese un paio di escort e una pornostar, emergono nuovi particolari piccanti sulla sua intensa vita sessuale. Una famosa maitresse di Hollywood, Michelle Brown, ha raccontato al


06/11/2009

Belgio: si uccide il ciclista De Fauw, nel 2006 fu coinvolto nella morte di Galvez

Belgio: si uccide il ciclista De Fauw, nel 2006 fu coinvolto nella morte di Galvez

 

Aveva vinto diversi titoli su pista in Belgio. Il pistard era depresso dalla Sei Giorni di Gand in cui provocò per errore la caduta del collega, poi morto

 

Dimitri De Fauw
Dimitri De Fauw

BRUXELLES (BELGIO) - Il pistard belga Dimitri De Fauw, 28 anni, si è ucciso. Lo ha annunciato la televisione pubblica fiamminga «Sporza» sul suo sito internet, citando «una fonte attendibile», ma senza fornire ulteriori particolari. Ex corridore della Quick Step (2003-2005), De Fauw era conosciuto soprattutto nell'ambiente delle gare su pista nel corso delle Sei giorni, molto popolari in Belgio, e nelle quali aveva vinto diversi titoli di campione nazionale.

DEPRESSIONE - Mercoledì scorso si era classificato settimo nella Sei giorni di Grenoble in coppia con il danese Marc Hester. Secondo la stampa locale, De Fauw soffriva di depressione da qualche anno. Nel 2006, durante la Sei giorni di Gand, aveva provocato accidentalmente la caduta dello spagnolo Isaac Galvez che era deceduto in seguito alle ferite.
Secondo alcuni suoi amici, citati da «Sporza», non si era mai ripreso del tutto da questa esperienza traumatica, anche se non ne parlava mai.


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30/07/2009

In carcere il campione di surf «Ha simpatie terroriste»

In carcere il campione di surf «Ha simpatie terroriste»

 

SPAGNA. Iker Acero, 34 anni, è stato arrestato sulla costa basca per sospetti contatti con l’Eta

 

 

Iker Acero
Iker Acero

MADRID — L'onda lunga della giustizia ha colto di sorpresa il campione spagnolo di surf, Iker Acero. Di sorpresa e anche di buon'ora, ieri mattina, quando agenti dell'antiterrorismo gli hanno notificato, nella sua casa di Barrika sulla costa basca, un ordine di arresto e un'ingombrante accusa di connivenza con l'Eta. Niente a che vedere con l'attentato di poco prima a Burgos: pare che Iker fosse sotto osservazione da più di un anno perché sospettato, tra una prodezza e l'altra sopra i flutti, di alimentare online raccolte di fondi che sarebbero servite a finanziare l'organizzazione terroristica basca.

L'atleta, molto popolare, assieme al fratello Eneko, sulle spiagge spagnole del nord e ai campionati dei virtuosi della tavola, affianca alle imprese nautiche interessi internautici: è infatti il presidente della società proprietaria di un sito, Gaztesarea.net, tutto in lingua basca (ma il cui server sarebbe in Usa), attraverso il quale era possibile acquistare tagliandi da un euro per partecipare a riffe non proprio benefiche. L'ultima lotteria, per esempio, risulta essere stata promossa da Segi, l'organizzazione giovanile della sinistra indipendentista, fuori legge in Spagna dal 2002 e, da otto anni, classificata nell'inventario europeo dei gruppi terroristici. Sebbene sia ancora legale sul versante francese, Segi è stata condannata un paio d'anni fa per i suoi vincoli con l'Eta da una sentenza del Tribunale Supremo spagnolo.

Secondo gli inquirenti, il denaro raccolto era destinato ai detenuti di Askatasuna (che in basco significa «libertà» e forma parte dell'acronimo Eta), la cui lista elettorale era stata annullata dal Tribunale Costituzionale all'inizio della campagna per le amministrative nel Paese Basco in febbraio. Sempre per sospette collusioni con la banda armata.

Quando, nella pagina web, è stato pubblicato il numero del biglietto vincitore, gli inquirenti hanno deciso di non attendere oltre e il giudice Fernando Andreu, de la Audiencia Nacional ha inviato agenti in borghese della Guardia Civil a casa di Iker Acero. Oltre al surfista, è stato arrestato il responsabile del sito, Alberto Martinez Gutierrez, ad Artziniega, 55 chilometri da Vittoria, il capoluogo della provincia, mentre il campione assisteva alla perquisizione della sede della società. Il sito è stato bloccato per possibile «uso fraudolento» e i due titolari compariranno già domani davanti al giudice istruttore per rispondere di «collaborazione con l'Eta». Per il giorno successivo, sabato, gli indipendentisti del «Movimiento Pro-Amnistia» hanno annunciato una mobilitazione in difesa dei detenuti e delle loro famiglie.

Iker Acero non è il primo campione basco che si compromette con la causa e le strategie dell'Eta e dei suoi satelliti. Il mondo sportivo è spesso un terreno fertile per gli indipendentisti che riescono a far leva sullo spirito di bandiera (basca) degli atleti locali. Negli anni della Transizione, non esitò a dimostrarlo, dentro e fuori dal campo, uno storico portiere della nazionale, José Angel Iribar, che indossava alla rovescia i calzettoni per nascondere la bandiera spagnola ricamata all'altezza del polpaccio. A 35 anni, nel 1978, fu tra i fondatori di Herri Batasuna, il partito dichiarato definitivamente illegale dal giudice Baltasar Garzon nel 2003, per i suoi legami con l'Eta di cui era considerato il braccio politico. Negli anni '80 il portiere Iribar si ritirò dal terreno di gioco e dalla formazione politica. Ma altri suoi giovani colleghi e conterranei hanno rifiutato di rispondere alle convocazioni del commissario tecnico della nazionale a Madrid e di intonare l'inno d'inizio partita.

Elisabetta Rosaspina


31/05/2009

Passerella finale dell'inter a San Siro: 4-3 all'Atalanta

Passerella finale dell'inter a San Siro: 4-3 all'Atalanta

 

Gli ultimi verdetti: Milan 3°, Fiorentina 4ª. Bologna salvo, Torino in B. I rossoneri si impongono 2-0 a Firenze. Juve seconda: 2-0 alla Lazio. Ibrahimovic capocannoniere

 

Inter campione d'Italia con Ibrahimovic capocannoniere e i saluti di Figo, Juventus seconda con il 2-0 alla Lazio nella partita di addio di Nedved, Milan terzo grazie al successo 2-0 sulla Fiorentina che relega i viola ai preliminari di Champions League. In Europa League (ex Coppa Uefa) Genoa, Roma e Lazio (per aver vinto la Coppa Italia). È il Torino, sconfitto a Roma, a seguire in B le già retrocesse Lecce e Reggina. Questi i verdetti della 38ª e ultima giornata del campionato italiano di serie A. Tutti i risultati: Bologna-Catania 3-1, Fiorentina-Milan 0-2, Genoa-Lecce 4-1, Inter-Atalanta 4-3, Juventus-Lazio 2-0, Napoli-Chievo 3-0, Palermo-Sampdoria 2-2, Reggina-Siena 1-1, Roma-Torino 3-2, Udinese-Cagliari 6-2.

FIORENTINA AI PRELIMINARI - Il Milan arriva a pari punti in campionato con la Juventus, ma è terzo con i bianconeri secondi a causa degli scontri diretti. La Fiorentina avrebbe dovuto battere i rossoneri con due gol di scarto, ma a parte un paio di conclusioni di Gilardino e Jörgensen non ha mai veramente impensierito la porta di Dida. Nell'ultima partita di Paolo Maldini, festeggiato anche da giocatori e tifosi della Fiorentina, vanno in gol Kakà e Pato. Ma è probabile che non solo Maldini lasci i rossoneri: è atteso già forse lunedì l'annuncio della firma di Ancelotti con il Chelsea, e il tecnico potrebbe portarsi a Londra anche Pirlo e Seedorf. La Fiorentina, che conclude a pari punti con il Genoa, approda ai preliminari di Champions grazie agli scontri diretti con i grifoni.

TORINO IN B - Sono i granata a seguire Reggina e Lecce in serie B. Il Torino, che già aveva pochissime speranze, ha perso 3-2 a Roma, risultato comunque inutile visto il successo 3-1 del Bologna sul Catania.

FIGO E NEDVED SALUTANO - Partite di addio per due ex Palloni d'oro: Luis Figo e Pavel Nedved. A San Siro l'Inter ha festeggiato l'addio del portoghese e lo scudetto vincendo 4-3 su una combattiva Atalanta. Realizzando due gol, Zlatan Ibrahimovic è inoltre diventato capocannoniere del campionato con 25 realilzzazioni, un gol in più di Di Vaio e Milito. La carriera di Figo si è conclusa pochi minuti prima della fine del primo tempo, quando il portoghese, lasciando il posto a Santon, ha abbracciato tutti i compagni di squadra sotto lo scroscio degli applausi del Meazza. Mourinho ha voluto rendere omaggio a Figo entrando in campo per abbracciarlo a centrocampo. A Torino la Juventus ha conquistato il secondo posto in classifica vincendo 2-0 su una rimaneggiata Lazio con doppietta di Iaquinta. Nedved ha saluto i tifosi bianconeri. L'obiettivo della Juve era far segnare Pavel, che ci va vicino in un paio di occasioni, ma serve l'assist del 2-0 a Iaquinta. «Quello di oggi è stato un giorno difficilissimo, ma anche bellissimo, ho sentito tantissimo affetto dai compagni e dai tifosi», ha spiegato il ceco. «Mi sono sempre stati tutti vicini, credo che insieme abbiamo fatto bellissime cose, posso lasciare tranquillo. Con oggi ho smesso di correre, devo anche stare vicino alla mia famiglia».


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03/12/2008

L'impresa del surfer in piazza San Marco

L'impresa del surfer in piazza San Marco

Duncan Zuur, olandese 34enne, ha attraversato il cuore di Venezia sul wakeboard, davanti ai turisti esterrefatti, erano anni che il campione aspettava le condizioni ideali per realizzarla

 

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VENEZIA - Ventilatori e una corda. È bastato poco all'olandese 34enne Duncan Zuur per realizzare uno dei suoi sogni: attraversare piazza San Marco a Venezia a bordo del suo wakeboard, disciplina in cui si distingue a livello mondiale e in cui si è piazzato terzo ai mondiali del 2004. Martedì, mentre i veneziani guardavano sconsolati la città sommersa armati di stivali e galosce, Zuur ha meravigliato tutti surfando a pelo d'acqua davanti alla basilica e nelle viuzze circostanti. Erano anni che il 34enne originario di Amsterdam aspettava questo momento: insieme al suo team era stato più volte a Venezia ma non si erano mai presentate le perfette condizioni per un attraversamento della piazza via acqua. Tante grazie dunque al maltempo e ai livelli record della laguna: mai così alto da 20 anni a questa parte. Una giornata indimenticabile per i pochi turisti presenti, che hanno visto Zuur sfrecciare davanti ai propri occhi.

SPETTACOLO FLASH - «Neanche dodici ore dopo l'allarme dell'acqua alta il mio team al gran completo è già lì per fare in modo che io possa cominciare», racconta Zuur, a sua volta arrivato precipitosamente dalla Francia, dove stava trascorrendo una vacanza con la famiglia. Il tutto si è svolto molto rapidamente. Pochi minuti dopo le 11, il livello dell'acqua aveva raggiunto 1,35 m. Il team di Zuur ha sistemato sotto i portici che delimitano la piazza, tra le colonne, piccoli ventilatori da 20 cavalli di potenza. Un membro dello staff, con stivali di gomma, ha attraversato la piazza con una corda di 120 metri consegnandola a Duncan, che nel frattempo si era preparato per l'impresa. Alcune surfate e lo spettacolo, ovviamente non autorizzato, si è concluso senza che la polizia se ne accorgesse.

 


12/10/2008

Balotelli, il figlio campione che si è dimenticato di noi.

Balotelli, il figlio campione che si è dimenticato di noi.

 

I genitori naturali: «Siamo immigrati nell'88, eravamo poveri, per questo l'abbiamo dato in adozione», «Gli abbiamo sempre voluto bene, vorremmo più affetto da lui»

 

Balotelli con i genitori adottivi (Newpress)
Balotelli con i genitori adottivi

 

BAGNOLO MELLA (Brescia) — Quando Mario Balotelli fece la sua comparsa sul palcoscenico del calcio nazionale, tifosi e appassionati rimasero stupiti dalle gesta del ragazzino. Più grande di tutti fu lo stupore di Thomas Barwuah, immigrato ghanese residente a Bagnolo Mella. Che di Mario è il padre naturale. «Non sapevo nemmeno che avesse cambiato il suo vero cognome con quello della famiglia cui era stato affidato», dice ora con l'amarezza dipinta sul volto. L'altra faccia della favola sportiva di Mario Balotelli, esploso nell'Inter e prossimo all'esordio nella nazionale maggiore sono i volti di papà Thomas e di mamma Rose. I veri genitori del calciatore sono sempre rimasti nell'ombra; escono allo scoperto per la prima volta perché si sentono feriti da alcune frasi rilasciate alla stampa dal loro Mario: «Con mio fratello e le mie sorelle vado d'accordo, ci sentiamo spesso. Ma con i miei veri genitori non ho grandi rapporti. Mi hanno dato via quando ero piccolo» è il senso delle dichiarazioni.

«Ecco, vorremmo dire a Mario che gli abbiamo sempre voluto bene — è il loro sfogo —, che abbiamo enorme gratitudine per la famiglia Balotelli che lo ha cresciuto. Ma vorremmo avesse anche con noi un rapporto di affetto. E soprattutto non abbiamo "dato via" nostro figlio; le cose sono andate in un modo che forse nemmeno Mario sa». Eccola, allora, la storia vista dalla famiglia Barwuah, di cui oltre papà e mamma fanno parte Abigal, figlia ventenne dal viso incantevole, Enock, che già si fa valere sui campi di calcio giovanili (ma tifa Milan) e la piccola Angel. La raccontano dal salotto della loro casetta, lontana dallo sfarzo in cui si muove un calciatore di serie A. La tv rimanda le immagini di Italia-Israele under 21, ferme sullo zero a zero: ci vorrebbe proprio Mario, per sbloccare il risultato, ma è rimasto in tribuna perché ha l'influenza. «Io e mia moglie — attacca papà Thomas — siamo arrivati in Italia alla fine degli anni Ottanta, nel 1988, Palermo è stata la nostra prima tappa. Lì è nato Mario ma fin dalla nascita gli hanno diagnosticato una malformazione all'intestino: è rimasto in ospedale per tutto il suo primo anno di vita ed è stato operato».

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Quando i guai fisici del futuro campione volgono al meglio, la famiglia si sposta a Bagnolo Mella, dove c'è più lavoro, ma il problema è trovar casa. «Vivevamo con un'altra famiglia africana in un monolocale — stavolta è Rose a ricordare — umido e pieno di muffa. Andai dagli assistenti sociali, feci presente che avevo un bimbo malato. Case per noi non ce n'erano; in compenso, avendo saputo che avevo un bimbo malato, mi dissero che sarebbe stato meglio affidare Mario a qualche famiglia della zona. Furono gli assistenti stessi a indicarci i signori Balotelli». È stato così che le strade del futuro bomber e della sua famiglia d'origine si sono divise. Divise per modo di dire, perché Bagnolo e Brescia, dove Mario va ad abitare, distano solo una dozzina di chilometri. E da lì in avanti più nessun rapporto? «Ma no, io lo sentivo spesso — racconta Thomas Barwuah — lo portavo a casa nei fine settimana, lo facevo stare con i suoi fratelli. Poi le cose sono cambiate col passare degli anni. I rapporti si sono fatti più freddi, dovevo andare a vederlo giocare a calcio quasi di nascosto, mi sembrava che ci tenesse a distanza. Anche adesso lui parla tranquillamente con le sorelle e i fratelli ma con noi molto meno».

Ed è questa la spina nel cuore di Thomas e Rose: «Non ci interessa che adesso sia famoso e non stiamo certo cercando soldi: quelli che abbiamo per fortuna ci bastano e se Mario si presentasse a mani vuote sulla porta di casa nostra, lo riprenderemmo con noi. Desideriamo solo che si ricordi che anche noi siamo i suoi genitori». Una vocazione che sembra non essere venuta meno soprattutto in mamma Rose. Prima dei saluti strappa una promessa: «Dite all'allenatore dell'Inter, il signor Mourinho, che tratti Mario come fosse suo figlio. Lui ne ha bisogno».


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28/09/2008

Il «cannibale» è tornato: Rossi nella leggenda

Il «cannibale» è tornato: Rossi nella leggenda


 

Valentino vince in Giappone e conquista l'ottavo titolo mondiale, il sesto nella classe regina, «STACCATO» AGOSTINI NELLE VITTORIE IN 500/MOTO GP

 

MOTEGI - Valentino ce l'ha fatta. Taglia per primo il traguardo del Gran Premio del Giappone ed entra nella leggenda. Ottava vittoria nella stagione, ottavo titolo mondiale e sesto nella classe regina.
Dietro di lui sul circuito del Motegi l'australiano Casey Stoner sulla Ducati, la «rossa» a due ruote. Terzo posto per la Honda dello spagnolo Dani Pedrosa davanti all'altra Yamaha del connazionale Jorge Lorenzo. Sesta piazza per la Suzuki di Loris Capirossi, mentre è nono Andrea Dovizioso su Honda. Tredicesimo l'altro italiano Marco Melandri su Ducati.

STACCATO AGOSTINI - Rossi torna a vincere il Mondiale dopo due anni di digiuno togliendo lo scettro proprio a Stoner. Ora Valentino è il pilota con più gare vinte nella classe regina del Motomondiale. Con il successo a Motegi, il 70esimo in carriera in 500/MotoGP, il pesarese ha staccato Giacomo Agostini nella speciale classifica dei piloti con il maggior numero di vittorie in questa categoria. In Giappone, infatti, il pesarese ha conquistato il successo numero 70 (13 in 500, 56 in MotoGP). Sommando, invece, le vittorie totali in carriera (quindi in più classi) Agostini vanta 123 successi contro i 96 di Rossi così divisi: 12 in 125, 14 in 250, 13 in 500 e 57 in MotoGP.

«ME LO SONO MERITATO» - «E' stato un grande anno per me» ha detto Rossi, che è salito sul podio sfoggiando una maglietta con la scritta «scusate il ritardo». «Devo ringraziare tutta la squadra e la Bridgestone, che ha preparato ottime gomme. Siamo riusciti a costruire la situazione ottimale, poi io ho fatto il resto, guidando bene.Penso che il mondiale ne lo sono meritato. Ci voleva, dopo due anni pieni di problemi». Dopo un biennio amaro, in cui ha dovuto applaudire i trionfi di Nicky Hayden e di Casey Stoner, Rossi ha ristabilito infatti le gerarchie: davanti a tutti c'è di nuovo lui.

LE CLASSIFICHE - Le classifiche del Mondiale piloti e costruttori della classe MotoGp dopo il Gran Premio del Giappone, quartultimo appuntamento della stagione.
 Piloti: 1. Valentino Rossi (Ita) Yamaha, 312 punti (campione del mondo); 2. Casey Stoner (Aus) Ducati, 220; 3. Dani Pedrosa (Spa) Honda, 209; 4. Jorge Lorenzo (Spa) Yamaha, 166; 5. Andrea Dovizioso (Ita) Honda, 136
 Costruttori: 1. Yamaha 341; 2. Ducati 261; 3. Honda 259; 4. Suzuki 159; 5. Kawasaki 77. Ant-Caw

LA CARRIERA - L'esordio di Valentino Rossi nel Motomondiale risale al 1996, nel GP della Malesia, classe 125 cc. La sua prima pole nel GP della Repubblica Ceca dello stesso anno, così come la prima vittoria è arrivata sempre a Brno. In 125 ha vinto 12 Gran Premi conquistando il titolo nel 1997. L'esordio in 250 cc. avviene in Giappone nel 1998; il primo successo in questa classe nello stesso anno ad Assen nel GP d'Olanda. Nella quarto di litro ha vinto 14 Gran premi ed il titolo iridato nel 1999. Il passaggio alla classe regina, la 500 cc. nel 2000 in Sudafrica e la prima vittoria in Gran Bretagna. Tra 500 e MotoGP, nella classe regina Valentino ha vinto 70 Gran Premi e conquistato sei titoli iridati (2001, '02, '03, '04, '05, '08). Le pole sono 41 ed è salito 111 volte sul podio.

SIMONCELLI VINCE NELLA 250 - Nella giornata di Rossi gloria anche per Marco Simoncelli, che ha vinto il Gp del Giappone nella classe 250. Il riccionese della Gilera ha concluso vittoriosamente la prova di Motegi in 43'09"385, precedendo per soli 348 millesimi di secondo lo spagnolo dell'Aprilia Alvaro Bautista. Terzo s'è classificato l'iberico Alex Debon (Aprilia) mentre il riminese Mattia Pasini (Aprilia) ha concluso ottavo. Decimo s'è piazzato il bergamasco Roberto Locatelli (Gilera), quindicesimo il lombardo Fabrizio Lai (Gilera). Con la vittoria in terra giapponese, Simoncelli ha incrementato di cinque lunghezze il suo vantaggio in classifica iridata provvisoria su Bautista. L'azzurro guida il mondiale con 215 punti davanti allo spagnolo, a quota 183 e al finlandese Mika Kallio, quinto al traguardo, terzo con 176 punti.


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