17/02/2011
Il bimbo senza ossigeno nella roulotte
Il bimbo senza ossigeno nella roulotteBrescia - I vigili del fuoco hanno tolto la corrente per sloggiare gli abusivi. Tommaso, 15 mesi, ha una malattia genetica. Staccata l'energia, si ferma la macchina salvavita
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27/08/2010
Eur, rogo in un campo nomadi. Muore un bimbo, grave il fratellino
Eur, rogo in un campo nomadi. Muore un bimbo, grave il fratellinoANCORA IGNOTE LE CAUSE. Le fiamme sono divampate nella notte. La vittima aveva 3 anni. In ospedale un piccolo di tre mesi
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10/08/2010
Lamezia Terme, bimba rom di 9 anni ferita in sparatoria
Lamezia Terme, bimba rom di 9 anni ferita in sparatoriaLa piccola è stata raggiunta da due proiettili, al torace e all'avambraccio sinistro, all'interno dell'accampamento dove vive. Ricoverata in prognosi riservata, è grave, ma non in pericolo di vita
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03/11/2009
Sicilia: ospedali pieni, morto a 4 anni
Sicilia: ospedali pieni, morto a 4 anni
Il calvario di Mirko da Messina a Catania dopo un incidente. Il piccolo romeno di un campo nomadi rifiutato da tre strutture. La procura apre un’inchiesta
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MESSINA — È morto in elicottero mentre veniva trasferito a Catania perché in tutta la città di Messina non c'era un solo posto di rianimazione disponibile. Un calvario quello del piccolo Mirko, 4 anni, romeno, deceduto dopo essere stato travolto da un'auto e dopo aver peregrinato da un ospedale all'altro senza che si riuscisse a trovare un posto letto per tentare di salvargli la vita. Ora la magistratura ha aperto un'inchiesta per stabilire quanto abbia pesato tutta quella perdita di tempo prezioso. «Stiamo raccogliendo elementi che ci permettano di capire si limita a dire il procuratore di Messina Guido Lo Forte - dobbiamo innanzitutto accertare la tempistica dei soccorsi e capire se eventuali ritardi hanno influito».
Sulla vicenda indaga anche la procura di Catania a cui è stata già consegnata una prima relazione del medico legale. «Stando a quel che ci è stato riferito - afferma il procuratore Enzo D'Agata - il bambino aveva un trauma cranico devastante ed è probabile che non sarebbe stato comunque possibile salvargli la vita. Tanto che il medico legale ha escluso la necessità dell'autopsia. In ogni caso le indagini vanno avanti d'intesa con i colleghi di Messina». Al di là di quello che diranno gli accertamenti medico-legale e l'indagine della magistratura resta il dato drammatico di una città come Messina in cui non si riesce a trovare un posto letto in rianimazione. «Siamo molto dispiaciuti per la morte del bambino - dice il direttore generale degli ospedali Papardo e Piemonte, Armando Caruso - noi stiamo attivando tutte le procedure e stiamo acquistando gli strumenti sanitari necessari per ampliare entro un mese a otto i posti riservati in rianimazione al Piemonte, che attualmente sono tre».
L'incidente in cui è stato coinvolto Mirko è avvenuto domenica mattina. Il bambino è stato colpito alla testa dallo specchietto retrovisore di una Renault Twingo guidata da Giuseppina La Rocca, 54 anni, che stava attraversando un incrocio nel cuore di Messina. Mirko viveva in un campo nomadi e quando è stato investito era con i genitori, ma ancora non si capisce se sia sfuggito al loro controllo e se fosse lì a chiedere l'elemosina. Sul momento non sembrava nulla di grave. A bordo della stessa Twingo il bambino è stato trasportato all'ospedale «Piemonte» dove si pensava di dover medicare solo un taglio alla testa. Ma i medici l'hanno comunque sottoposto alla Tac che ha evidenziato il gravissimo trauma cranico. A quel punto si è reso necessario ricoverarlo in rianimazione in attesa di decidere come procedere e si è scoperto che in tutta Messina non c'era un solo posto disponibile. Non c'era al Piemonte: «Da tre giorni - dicono i medici - abbiamo il reparto pieno e non potevamo ospitare il bambino». Da lì Mirko è stato trasferito al «Papardo» che si trova dalla parte opposta della città. Ma anche qui non era libero nessuno degli otto posti letto. E visto che non c'era disponibilità neppure al Policlinico si è deciso di trasferirlo in elicottero all'ospedale «Cannizzaro» di Catania dove però è giunto cadavere. Al momento l'unica indagata per omicidio colposo è la donna che era alla guida dell'auto. Resta da vedere se qualcuno verrà chiamato a rispondere per la mancanza di posti in rianimazione. «Una situazione drammatica - dice il sindaco Giuseppe Buzzanca - che si trascina da anni».
Alfio Sciacca
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03/05/2009
Lite tra nomadi, uccisi padre e figlio
Lite tra nomadi, uccisi padre e figlio
Gravemente ferita la madre della giovane vittima 14enne. Finisce nel sangue una cena tra due famiglie rom accampate alla periferia di Perugia
PERUGIA - È salito il bilancio delle vittime della violenta lite scoppiata sabato sera tra famiglie rom accampate alla periferia di Perugia: dopo la lite un camper guidato da uno dei nomadi avrebbe travolto tre persone: in seguito all'urto, la notte scorsa era morto un ragazzo di 14 anni. Domenica mattina è morto il padre del ragazzino, un uomo di 34 anni, mentre la madre è ancora ricoverata nell'ospedale di Perugia con vari traumi.
INDAGINI - Sulla vicenda, dai contorni ancora non chiari per quanto riguarda la dinamica, sta indagando la squadra mobile della questura di Perugia. L'uomo alla guida del camper che ha travolto i tre per poi fuggire sarebbe stato identificato ed è ricercato in tutt'Italia. Non è ancora stato chiarito se, nel corso della violenta lite, avvenuta in un piazzale a Balanzano di Ponte San Giovanni, alle porte del capoluogo umbro, siano stati usati anche dei coltelli.
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20/12/2008
Incendio in un campo nomadi muore un bambino di due anni
Incendio in un campo nomadi muore un bambino di due anniLa tragedia in località Arpinova, alla periferia di Foggia. Le fiamme, probabilmente causate da un corto circuito a una stufa, si sono estese a 15 roulotte
PROBABILE CORTO CIRCUITO - L'incendio, secondo i primi accertamenti compiuti dalla polizia, sarebbe stato causato dal corto circuito di una stufetta. Le fiamme, su un fronte di circa venti metri, sono state spente dai vigili del fuoco i quali sono riusciti a evitare che il fuoco si propagasse al resto dell'accampamento nel quale vivono alcune centinaia di persone. Un numero imprecisato di rom è rimasto senza tetto. L'amministrazione comunale sta cercando una soluzione per dove ospitarli. Un sopralluogo nel campo è stato compiuto dal sostituto procuratore della Repubblica di turno. Una trentina di nomadi senzatetto è stata sistemata in un centro Caritas del capoluogo.
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