06/03/2012
Canada, un medico legale risolve il mistero dei piedi mozzati trovati sulle spiagge
Canada, un medico legale risolve il mistero dei piedi mozzati trovati sulle spiaggeBRITISH COLUMBIA. Nella baia di Vancouver una serie di macabri ritrovamenti negli anni: potrebbero essere di donne e uomini morti suicidi
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26/01/2012
Lanciato il primo Lego nella stratosfera
Lanciato il primo Lego nella stratosferaL'uomo-lego è atterrato a 120 km dal luogo in cui era decollato. Curiosa impresa di 2 studenti canadesi: hanno fatto viaggiare un pupazzo fatto di mattoncini fino a 24 km di altezza.
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12/08/2011
L'incredibile "favola" di 18 operai canadesi: l'azienda li licenzia e loro vincono alla lotteria.
L'incredibile "favola" di 18 operai canadesi: l'azienda li licenzia e loro vincono alla lotteria.
Come in una storia a lieto fine: pochi giorni dopo il licenziamento 18 operai canadesi portano a casa il jackpot della lotteria degli Stati Uniti. Sette milioni di dollari, quattrocentomila a testa. "Ora potremo vivere un'esistenza serena"
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05/08/2010
L'epopea della Investigator nell'Artico, ritrovati i resti quasi 160 anni dopo
L'epopea della Investigator nell'Artico, ritrovati i resti quasi 160 anni dopoLa nave inglese era andata in soccorso della missione di sir Franklin. Rinvenuti su un fondale di 11 metri di profondità nella baia di Mercy
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| Un'illustrazione d'epoca della Investigator bloccata dai ghiacci artici |
Trovati nelle gelide acque dell'Artico canadese i resti di una nave affondata quasi 160 anni fa. Sono ciò che rimane della Investigator, un'imbarcazione inglese inviata in soccorso delle due navi, Erebus e Terror, della spedizione del 1845 di sir John Franklin che cercava il Passaggio a nord-ovest (la via di collegamento più corta tra Europa ed Estremo oriente che passa nell'estremo nord canadese).
L'EPOPEA - Tre anni dopo senza avere notizie, l'Ammiragliato britannico dà il via alle operazioni per sapere cosa è successo alla missione di Franklin (tutti i 129 membri della spedizione non furono mai trovati, vennero rinvenuti solo alcuni resti) mettendo in palio 20 mila sterline per chiunque fosse riuscito a prestare soccorso alla spedizione. Tra le varie navi che presero parte alle ricerche c'era anche l'Investigator, guidata dall'irlandese sir Robert McClure. Partita dall'Inghilterra nel gennaio 1850 con 66 membri dell'equipaggio, attraversò tutto l'Atlantico, passò lo Stretto di Magellano e risalì l'intero Pacifico, fece scalo alle Hawaii ed entrò nell'Artico passando dallo Stretto di Bering. Dopo due anni di infruttuose ricerche della spezione di Franklin, la Investigator nell'estate 1852 rimase intrappolata dai ghiacci nella baia di Mercy e si preparò a passare l'inverno artico con temperature che raggiunsero 54 gradi sotto lo zero. Nella primavera successiva i primi membri dell'equipaggio morirono a causa degli stenti e del cibo razionato. McClure con alcuni marinai partirono con le slitte in cerca di soccorsi, ritornò con viveri e un medico. I marinai più debilitati riuscirono a raggiungere l'isola Melville dove vennero salvati dalle altre navi della missione. Una parte però rimase sulla Investigator per un altro inverno artico e alla fine vennero salvati dalla Resolute. McClure e il suo equipaggio furono i primi a completare, in parte su slitta, il passaggio a Nord-ovest.
LOCALIZZAZIONE - Dopo quasi 160 anni, il 25 luglio una missione canadese ha localizzato i resti della Investigator sui fondali della baia di Mercy a undici metri di profondità, a 600 km a nord del circolo polare artico. Ora la missione proseguirà fino al 10 agosto per cercare i resti della Erebus e della Terror. «Per lunghi anni questa area non è stata raggiungibile a causa dei ghiacci», ha detto Marc-André Bernier, capo del Servizio di archeologia subacquea di Parks Canada. «Ma ora, a causa del riscaldamento climatico, torna a essere accessibile».
Paolo Virtuani
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27/06/2010
Scontri tra black block e polizia al G20. Toronto in fiamme
Scontri tra black block e polizia al G20. Toronto in fiammeVetture delle forze dell’ordine incendiate, vetrine di negozi in frantumi. Un centinaio di persone vestite di nero si sono staccate dal corteo pacifico e hanno dato vita a proteste violente nella città canadese. Decine di arresti.
Scontri violenti a Toronto nel giorno di apertura del G20 da parte dei black bloc che hanno incendiato due vetture della polizia e sfondato diverse vetrine nel centro della città. Alle proteste hanno partecipato oltre diecimila persone ma al centro delle violenze ci sono stati i black block. Gli organizzatori della 'people's first march', la prima marcia del popolo, appartenenti al Toronto Community Mobilization Network, avevano dichiarato di sperare in una manifestazione pacifica. Ma a un certo punto i black block, gruppi di anarchici che vestono in nero, sono stati protagonisti di scontri con la polizia e hanno poi cominciato a rompere le vetrine delle banche, di diversi negozi e ristoranti e delle catene di McDonalds e Starbucks, e a dipingere graffiti su muri e vetrine.
Hanno anche dato fuoco a un van della polizia nel distretto finanziario e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco e ancora, in seguito, hanno date alle fiamme ad una seconda vettura delle forze dell'ordine. Protagonista di queste azioni più estreme un piccolo gruppo di un centinaio di persone armato di bastoni, martelli e vanghe. Qualcuno è stato visto con una grande pietra in una valigetta. I black block hanno anche attaccato i van dei canali tv Ctv e Cbc (la tv di stato canadese). All'inizio la polizia non era presente nella zona dei vandalismi, anche perché il percorso della manifestazione non era stato reso noto. Tra i manifestanti pacifici che hanno sfidato la pioggia c'erano i sindacati dei lavoratori, gruppi per la difesa dell'ambiente, dei diritti dei nativi, dello sviluppo internazionale. La manifestazione, la più grande degli ultimi giorni, era stata annunciata come accessibile alle famiglie.
La presenza della polizia è stata massiccia e circa 130 persone sono state arrestate. La metropolitana è stata chiusa nella zona del centro, mentre anche le banche e molti negozi hanno chiuso per misura precauzionale.
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14/04/2010
Guai per Toyota, sospende la vendita negli Usa della Lexus GX 460: non è sicura
Guai per Toyota, sospende la vendita negli Usa della Lexus GX 460: non è sicuraE' l'ennesimo problema per il marchio nipponico. La rivista americana Consumer Reports ha dimostrato che il suv rischia il ribaltamento in curva alle alte velocità
| La Lexus GX 460 (Ap) |
Nuova grana per la Toyota. Dopo i maxi richiami di vetture per problemi all'accelerazione, la casa giapponese annuncia la sospensione temporanea delle vendite del modello 2010 della Lexus GX 460 dopo che la rivista americana Consumer Reports ha sollevato dubbi sulla sua sicurezza. In una mossa rara, il magazine ha definito lo sport-utility vehicle come una vettura da «non comprare» in seguito al rischio di capovolgimento che presenta in determinate circostanze.
PROBLEMI DI SICUREZZA - L'ultima volta che Consumer Reports aveva bollato una vettura come da «non comprare» risale al 2001: il modello allora in questione era la Mitsubishi Montero Limited. L'influente rivista nonprofit ha già sospeso le proprie raccomandazioni per gli otto modelli Toyota richiamati in gennaio in seguito a problemi al pedale dell'acceleratore. Da alcuni test condotti di recente dagli ingegneri del magazine è risultato che la Lexus GX 460 presenta problemi di sicurezza durante test di emergenza standard. All'avvertimento di Consumer Reports Toyota ha risposto rapidamente, con Lexus che ha invitato i propri concessionari a sospendere temporaneamente le vendite. La società prende la situazione «molto seriamente ed è determinata a identificare e correggere» il problema indicato da Consumer Reports, afferma Mark Templin, vice presidente e general manager di Lexus. «A tutti coloro che hanno acquistato una 2010 GX 460 e sono preoccupati di guidarla - aggiunge - forniremo una vettura in sostituzione fino a quando il problema non sarà risolto».
MULTE IN ARRIVO - Gli ingegneri Lexus sia negli Stati Uniti sia in Giappone - osserva il portavoce della casa giapponese Bill Kwong - sono già al lavoro per riprodurre i test effettuati da Consumer Reports e determinare le cause entro la fine della settimana. Nei primi tre mesi dell'anno Toyota ha venduto circa 4.800 Lexus Gx 460, il cui prezzo parte da 52.000 dollari. La National Highway Traffic Safety Administration ha messo in guardia i guidatori di Lexus, invitandoli - riporta ilquotidiano statunitense Wall Street Journal - «a evitare un'eccessiva velocità e manovre azzardate così da mantenere saldamente il controllo dei loro veicoli». Lo stop alle vendite arriva a pochi giorni di distanza da quando il segretario ai Trasporti americano Ray Lahood ha espresso la volontà di comminare a Toyota una maxi-multa da 16,4 milioni di dollari per non aver adempiuto agli obblighi di legge in termini di sicurezza: Lahood contesta alla Toyota di aver comunicato in ritardo alle autorità competenti i problemi all'accelerazione riscontrati su più modelli e che si sono tradotti in 8 milioni di auto richiamate a livello mondiale, di cui 6 milioni solo negli Usa. La multa allo studio rappresenta la massima sanzione consentita dalla legge e sarebbe la maggiore mai comminata a una casa automobilistica dal governo americano. La casa nipponica, secondo le autorità americane, ha nascosto per almeno quattro mesi i problemi riscontrati al pedale dell'accelerazione. (Fonte: Ansa)
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30/12/2009
Canada: ucciso Nick Rizzuto, figlio del capomafia di Montreal
Canada: ucciso Nick Rizzuto, figlio del capomafia di Montreal
Il padre, ora in prigione, è il boss della città del Quebec. Secondo la polizia si tratta di un regolamento di conti tra gang rivali
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| Nick Rizzuto (da Montrealgazette.com) |
MONTREAL - Nick Rizzuto, 42 anni, figlio del presunto capomafia di Montreal, è stato ucciso martedì pomeriggio nella città canadese. Secondo la polizia si è trattato di un regolamento di conti tra bande rivali. Rizzuto, figlio del boss Vito, si trovava in una strada del centro quando un killer gli si è avvicinato e gli ha sparato davanti a diversi testimoni terrorizzati. La vittima, la 31ma morta ammazzata nel 2009 nella metropoli del Quebec, è deceduta durante il trasporto all'ospedale.
LOTTA - La famiglia Rizzuto, originaria di Cattolica Eraclea in provincia di Agrigento, è arrivata in Canada nel 1954 e da allora ha avuto un ruolo di spicco nella criminalità organizzata canadese. Secondo lo scrittore esperto di mafia canadese Antonio Nicaso, l'omicidio si inquadra nel tentativo di strappare il controllo del territorio alla famiglia Rizzuto, al potere ormai da decenni, da parte di bande rivali. Quest'omicidio potrebbe ora scatenare una vera e propria guerra di mafia in Quebec. Secondo Nicaso, il delitto potrebbe essere legato a una serie di attentati incendiati ai bar italiani di Montreal avvenuti di recente. L'avvicinamento ad alcuni gruppi malavitosi potrebbe avergli creato nemici tra le bande della città provenienti da Haiti o potrebbe trattarsi di un regolamento di conti all'interno della mafia di Montreal.
IN PRIGIONE - Il padre Vito, dal 2004 in una prigione in Colorado dove sta scontando dieci anni per contrabbando e per il suo ruolo nell'eliminazione di tre membri del clan Bonanno, riuscì a farsi riconoscere boss di Montreal mettendo d'accordo varie famiglia mafiose, delinquenti comuni, i criminali irlandesi e colombiani e la banda di motociclisti degli Hell's Angels.
15:18 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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24/11/2009
Influenza A: gravi reazioni in Canada al vaccino Gsk
Influenza A: gravi reazioni in Canada al vaccino Gsk
RICHIAMATO UN LOTTO DEL PREPARATO. Lo rende noto l'Oms. In corso accertamenti da parte delle autorità canadesi
GINEVRA - In Canada è stato registrato un insolito numero di gravi reazioni allergiche a un tipo di vaccino contro l'influenza A. Lo ha reso noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Le autorità canadesi, ha spiegato il portavoce Thomas Abraham, «stanno compiendo le corrette ricerche» e «hanno richiamato un lotto di vaccini della GlaxoSmithKline».
VACCINAZIONE COMUNQUE RACCOMANDATA - «Dobbiamo capire cosa sia accaduto in Canada», ha aggiunto Abraham, precisando però che l'Oms insiste nel raccomandare l'immunizzazione contro il virus A/H1NI. Nei giorni scorsi, l'Oms aveva reso noto che per la gran parte dei 30 decessi registrati dopo la gigantesca vaccinazione in corso era stato finora escluso un collegamento diretto con i vaccini. Secondo l'Oms, che citava dati derivati da 16 Paesi, i decessi sono stati una frazione infinitesimale dei 65 milioni di dosi di vaccino finora somministrate; e ogni 100 casi di reazione collaterale, 5 sono stati così gravi da provocare la morte.
GARACI (ISS): REAZIONI AVVERSE NELLA MEDIA - In generale le reazioni avverse verificatesi per il vaccino antipandemico «Sono reazioni avverse che si possono verificare con qualsiasi vaccino, e comunque le segnalazioni fatte sono nella media e si tratta anche di situazioni molto leggere e lievi». Lo ha precisato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Enrico Garaci, a margine del 4/o Forum Risk Management in Sanità apertosi oggi ad Arezzo. «Le reazioni avverse cioè - ha affermato Garaci - possono essere presenti ma vengono monitorate e sono nella media della normalità». Quanto all'evolversi della pandemia di influenza A in Italia, «la situazione è tranquilla e bisogna proseguire - ha sottolineato il presidente Iss - sulla via delle vaccinazioni». Inoltre, «le situazioni di mutazione del virus H1N1 - ha avvertito Garaci - possono avvenire e ciò è nella fisiologia della stessa evoluzione del virus. Comunque - ha concluso - si tratta di mutazioni che non incidono sull'efficacia del vaccino e che rappresentano casi isolati».
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08/09/2009
Il libro di Berlusconi imbarazza il Canada
Il libro di Berlusconi imbarazza il Canada
HA UN VALORE DI 460 mila dollari. Il volume donato dal Cavaliere durante il G8 finirà in un museo. «Il premier Harper non può tenerlo»
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| Il premier canadese Stephen Harper (Ap) |
TORONTO - Ha un valore di 460 mila dollari il prezioso volume dalla copertina in marmo (foto in basso), donato dal premier Silvio Berlusconi al collega canadese Stephen Harper in occasione del G8 all'Aquila, secondo gli esperti canadesi citati dal quotidiano «Toronto Star».
Il libro su Antonio Canova, con la copertina in marmo di Carrara e dal peso di 25 kg, era stato donato ai leader dei paesi partecipanti al vertice. Il volume è stato prodotto in un numero limitatissimo di esemplari ed al Canada è toccata la copia numero uno (provocando un raddoppio del valore, secondo gli esperti canadesi). Il premier canadese non potrà tenere per sè il prezioso volume: la legge federale proibisce ai politici di accettare doni dal valore superiore ai mille dollari. Il libro, di proprietà del governo, finirà quindi in un museo.
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09/07/2009
Harper e lo «scandalo» dell'ostia
Harper e lo «scandalo» dell'ostia
L'episodio nella chiesa cattolica del villaggio di Memramcook. Polemica sul premier canadese dopo un video in Rete. «Se l'è messa in tasca». La replica: «No, l'ha consumata»
OTTAWA - «Wafergate», così titola il canadese «National Post». Che non fa sconti al primo ministro Stephen Harper, coinvolto in quello che definisce uno «scandalo religioso». Al momento della comunione durante una funzione religiosa il premier si è messo l'ostia in tasca. Cosa sia successo poi con il pane eucaristico, rimane un mistero. Un video amatoriale pubblicato sul web documenta l'intera sequenza dell'«incidente».
POLEMICA - La settimana scorsa il premier canadese, di fede protestante, era presente nella chiesa cattolica del villaggio di Memramcook, in New Brunswick, per presenziare al funerale dell'ex governatore generale Romeo LeBlanc. Al momento dell'eucaristia però il politico non prende la Comunione sulla lingua o sulle mani, come vuole il rito, ma con gesto felino la infila in una tasca della giacca. Una clip prontamente postata su YouTube mostra l'intero episodio. Tanto imbarazzante da far subito gridare allo scandalo le associazioni cattoliche del paese. «È molto peggio di un passo falso del premier, è uno scandalo dal punto di vista cattolico», ha detto al «Telegraph-Journal» Monsignor Brian Henneberry, vicario generale della diocesi di Saint John. «Spero che l'ufficio del primo ministro abbia tanto rispetto per la Chiesa Cattolica e fede in generale per chiarire cosa sia effettivamente successo». La risposta non si è fatta attendere molto: un portavoce del premier Stephen Harper, attualmente a L'Aquila per il vertice dei G8, ha fatto sapere che «è totalmente assurdo» pensare che il primo ministro si sia messo in tas l'ostia. «Il prete ha offerto l'ostia al primo ministro e il primo ministro l'ha accettata e l'ha consumata», ha riferito l'ufficio stampa di Harper. Sostegno alla tesi del primo ministro è anche arrivata dai colleghi politici: lo speaker del senato canadese Noël A. Kinsella, seduto qualche sedia più indietro, «giura di aver visto il premier consumare l'ostia offertagli dall'arcivescovo André Richard».
Elmar Burchia
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