24/01/2012

Usa, la dichiarazione dei redditi di Romney

Usa, la dichiarazione dei redditi di Romney

La corsa alla casa bianca. L'ex governatore ha guadagnato 21,7 milioni di dollari. Obama ha pagato il doppio delle tasse

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04/12/2011

Usa 2012, il candidato repubblicano Cain sospende la campagna per la Casa Bianca

Usa 2012, il candidato repubblicano Cain sospende la campagna per la Casa Bianca

Travolto dagli scandali sessuali ha annunciato il ritiro

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30/04/2011

Napoli, bomba carta esplode a pochi metri dal comitato elettorale di Lettieri

Napoli, bomba carta esplode a pochi metri dal comitato elettorale di Lettieri

Il candidato del pdl venerdì era stato aggredito da alcuni giovani dei centri sociali. Molto spavento, ma nessun ferito. L'aspirante sindaco: «Il clima è irrespirabile»

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13/12/2010

I voti e i contratti. Spunta un filmato

I voti e i contratti. Spunta un filmato

Il caso Si parla di «un treno di preferenze» arrivato dalla provincia. YouTube, un video sull'ex medico della Roma, candidato di punta della «corrente del sindaco»

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14/11/2010

Scandalo in Svizzera: il candidato giudice conservatore di notte fa il «porno-rocker»

Scandalo in Svizzera: il candidato giudice conservatore di notte fa il «porno-rocker»

La band dei «Tyte Buaba Stone» è sulla piazza da quasi trent'anni. Roland Lutz, 48 anni, si è presentato per l'Ucd. Un giornale ha scoperto le sue performance

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29/05/2010

Comunali: non ha avversari, si fa sfidare dai familiari

Comunali: non ha avversari, si fa sfidare dai familiari

A Ribera Carmelo Pace (Udc) corre contro il suo migliore amico, la madre e la sorella, iscritti in una lista "civetta", creata per non incappare nel quorum previsto in caso di candidato unico. Ma il Pd chiede verifiche e annuncia ricorsi

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Corre per la poltrona di sindaco contro se stesso, Carmelo Pace. O meglio, sfida il suo “migliore amico”. E anche sua madre, sua sorella e suo cognato, che sono in lista con lui. Ma non ci si lasci ingannare: non si tratta di una resa di conti familiare. Bensì di un favore (un “sacrificio”), che Pace ha chiesto all’amico Calogero Smeraglia e ai parenti più stretti, perché rischiava davvero di correre da solo alle elezioni. E allora avrebbe dovuto combattere contro un pericoloso quorum richiesto dalla legge in caso di candidato unico (il 50% più uno dei cittadini aventi diritto al voto), rischiando di non farcela. Con la lista civetta presentata in extremis, invece, il risultato sembra già scritto. Le urne aperte il 30 e 31 maggio non potranno che proclamare Pace nuovo sindaco di Ribera, comune di 20 mila anime in provincia di Agrigento. Ma c’è chi lancia l’allarme sulla validità della lista "fantoccio". E il Partito democratico annuncia fin d’ora ricorso.

“Ci troviamo a fare una campagna elettorale purtroppo da soli. Ma non è colpa nostra”, sostiene Pace, che è anche
vicepresidente della provincia di Agrigento, ai microfoni dell’emittente locale Tele Radio Monte Kronio. Il candidato dell’Udc, che è sostenuto da otto liste di centrodestra (con una componente proveniente dal Pd), accusa i suoi (mancati) avversari di non aver presentato di proposito una coalizione alternativa, “perché volevano invalidare” le elezioni, prevedendo il mancato raggiungimento del quorum. E quindi ammette di essersi creato da sé una lista che lo sfidasse, “con sacrificio del mio migliore amico, che si chiama Lillo Smeraglia e che è ex capogruppo dell’Udc”. Insomma, ostenta tranquillità il trentanovenne candidato sindaco. Tutto alla luce del sole, assicura.

Ma che le cose vadano bene così, in molti non lo pensano affatto. Un
“Comitato SOS democrazia” si è costituito per chiedere il ritiro della candidatura di Pace. E sono nati alcuni gruppi Facebook di protesta, come quello che, parafrasando una nota pubblicità, manda un messaggio al futuro sindaco: “Ti piace vincere facile”. Intanto il Partito democratico, che non ha presentato un proprio candidato, chiede ai suoi elettori di non votare in consultazioni “fasulle, taroccate e inutili”. E annuncia che “promuoverà tutte le azioni necessarie ad annullare o invalidare” il voto.

A una settimana dall’apertura delle urne, inoltre, l’eurodeputato Rosario Crocetta e il senatore Giuseppe Lumia, entrambi del Pd, hanno chiesto al ministero dell’Interno un’ispezione immediata su quella che sostengono essere “una situazione di inaudita gravità, perché dimostra l’assenza totale di pluralismo nella competizione elettorale”. Non solo. I due parlamentari invocano anche un accertamento sulla presenza “di possibili elementi di condizionamento mafioso sulle elezioni”. La vita politica di Ribera, insomma, potrebbe far parlare ancora di sé.


21/01/2010

Berlusconi incorona Brunetta: candidato sindaco di Venezia

Berlusconi incorona Brunetta: candidato sindaco di Venezia

 

Il premier: L'udc «vuole fare accordi solo in base alle convenienze». Via libera dell'ufficio di presidenza del Pdl al ministro della Funzione pubblica

 

Renato Brunetta
Renato Brunetta

ROMA - Il leader del Pdl Silvio Berlusconi ha chiesto a Renato Brunetta, attuale ministro della Funzione Pubblica, di candidarsi a sindaco di Venezia. È quanto si legge in una nota diffusa a margine della riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl.

VENEZIANO AUTENTICO - «Renato Brunetta, ministro dell'Innovazione e Funzione Pubblica, è una personalità politica di primo piano del popolo delle libertà», prosegue la nota. «Per questa ragione, il presidente Silvio Berlusconi, a nome dell'intera coalizione, gli ha chiesto di accettare la candidatura a sindaco di Venezia. Il valore di questa candidatura è dato dal lavoro che il ministro Brunetta ha fin qui svolto nel governo e dal fatto di essere un veneziano autentico e appassionato verso la sua città». «Venezia - conclude la nota - subisce da anni un grave declino e merita finalmente una guida capace di valorizzare le enormi potenzialità. Siamo sicuri che il sindaco Brunetta sarà la persona più adatta a questo difficile compito».

REGIONALI - Dopo il rinvio della decisione per la presidenza della regione Puglia, l'ufficio di presidenza del Pdl ha deciso poi di dare mandato ai coordinatori di presentare per la prossima settimana anche i nomi di candidati per altre quattro regioni: la Basilicata, l'Umbria, le Marche e la Toscana. Si fanno però diversi nomi di possibili candidati Pdl per la carica di governatore. Per la Puglia si fa il nome del giornalista del Tg1 Attilio Romita oltre a quelli di Adriana Poli Bortone, Rocco Palese e Alfredo Mantovano. «Ieri sera mi ha chiamato un autorevole esponente del Pdl. Gli ho detto che sono disponibile. Ma la parola adesso passa alla politica»: ha detto Romita, commentando con il direttore dell'emittente salentina Telerama la sua eventuale candidatura alla presidenza della Regione Puglia. Per la Basilicata si fa invece il nome di un altro giornalista: quello dell'ex vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Allam.

BERLUSCONI - Intanto Berlusconi, secondo quanto si apprende, avrebbe contestato durante l’ufficio di presidenza del Pdl, la politica portata avanti dall’Udc colpevole, a suo dire, «di fare accordi solo in base alle convenienze».

Redazione online


04/09/2009

Tremila euro per passare i test a Medicina denunciato studente: sostituiva candidati

Tremila euro per passare i test a Medicina denunciato studente: sostituiva candidati

 

All'universita' di  ROMA «La sapienza». Il giovane aveva un documento contraffatto; nei guai anche un aspirante studente che lo aveva ingaggiato

 

 

I test di accesso alla facoltà di Medicina, presso l'Aula «A» della Clinica di Dermatologia, erano in corso da un po', ma lui non c'era. Uno studente è stato denunciato per aver pagato 3mila euro a un altro universitario per farsio sostituire agli esami di ammissione. Denunciato anche la falsa matricola che, ha confessato, aveva già altre volte sostituito altri candidati.

AGENTI IN BORGHESE - La truffa è venuta alla luce nell'ambito dei consueti servizi che la Questura dispone quotidianamente all'interno dell'Università «La Sapienza», gli agenti di Polizia in borghese si sono accorti che un candidato di origine siciliana, dopo aver esibito un documento sul quale risultava chiamarsi V.G. aveva apposto sul verbale della commissione un firma diversa da quella riportata sulla carta d'identità presentata. Immediate le indagini anche mediante verifiche anagrafiche al Comune di Menfi, che ha rilasciato il documento d'identità all'aspirante studente.
I controlli hanno permesso di accertare l'alterazione del documento, in quanto la foto apposta sul la carta d'identità presentata alla commissione era diversa da quella archiviata in calce al documento originale rilasciato dal Comune.

PORTATO IN COMMISSARIATO - Al termine della prova, V.G. è stato fermato e condotto presso gli Uffici del Commissariato Università dove ha dichiarato di essere M.N. ammettendo la sostituzione di persona e confessando di aver personalmente alterato il documento, aggiungendo anche che già altre volte si era sostituito ad altri candidati per sostenere quiz e prove d'esame per un compenso di 3.000 euro, salvo esito positivo.
Gli investigatori hanno successivamente rintracciato anche il vero V.G. il quale ha ammesso le proprie colpe. Entrambi i giovani sono stati denunciati in stato di libertà per sostituzione di persona.


04/05/2009

I pirati fanno rotta verso Strasburgo

I pirati fanno rotta verso Strasburgo

 

Le major contro la diffusione di copie illegali sul web: «Ma la lotta è difficile». In Svezia, secondo i sondaggi, il Piratpartiet è al 5%. E dall'Italia parte la campagna dell'hacktivist Bottoni

 

Il logo del Partito pirata
Il logo del Partito pirata

MILANO - Nome in codice: progetto arancione. Obiettivo: "infiltrare" un hacktivist all'interno del Parlamento europeo. Un incrocio tra hacker e attivista, cioè, «che sia tecnicamente e politicamente in grado di seguire le attività legislative legate ad Internet» e alle nuove tecnologie. A poche settimane dalla discussa condanna inflitta da un tribunale di Stoccolma a "The Pirate Bay", il popolare sito di file sharing, i pirati della Rete si organizzano. E in nome delle libertà digitali si lanciano nell'arena politica. In Svezia, ad esempio, il "Piratpartiet", secondo un sondaggio del quotidiano The Local, potrebbe diventare addirittura la quarta forza del Paese, con il 5,1% delle intenzioni di voto. Ma anche i pirati italiani non se ne stanno con le mani in mano. A muoversi, in questo caso, è il loro "segretario": Alessandro Bottoni, 48 anni, leader del Partito pirata italiano, si candida alle europee (come indipendente) nelle liste di "Sinistra e libertà". Un impegno politico concreto, denominato appunto "progetto arancione", per «una Rete libera dove ciascuno possa esternare le proprie convinzioni confrontandosi liberamente, senza censura e senza vincoli, e condividendo».

COMPROMESSO - La campagna elettorale dell'hacktivist italiano si svolgerà tutta sulla Rete. Ed è proprio attraverso il suo blog, attivo da «tempi non sospetti», che Bottoni si presenta: «Convinto sostenitore dell'Open Source, per ragioni politiche e tecniche. Convinto oppositore delle aziende che sfruttano la loro posizione dominante per imporre al mercato soluzioni che vanno a danno degli utenti, Microsoft in cima alla lista». «Proprio come un hacker - ha spiegato Bottoni all'Adnkronos - mi voglio 'infiltrare' nel sistema per raccontare quel che succede sui temi che ci stanno a cuore e far viaggiare le informazioni. Naturalmente utilizzando il web». E la pirateria? «È ormai inevitabile - afferma Bottoni - riconoscere al privato cittadino il diritto di creare copie di file multimediali, siano essi film o brani musicali, e anche di distribuirle senza scopo di lucro. Ormai è chiaro che la battaglia contro il 'downloading' non può essere vinta perché i pirati troveranno sempre il modo di aggirare gli ostacoli. Lo sa anche la controparte ed è quindi saggio pensare a un compromesso. Far capire queste cose da un'aula parlamentare - sottolinea - sarebbe molto importante, anche per combattere decisioni sbagliate come quella adottata da Sarkozy di tagliare la connessione Internet a chi 'si comporta male': una misura punitiva che vuol favorire le case discografiche e di distribuzione cinematografica».

LETTERA APERTA - A proposito: proprio in Francia un gruppo di artisti che si dichiarano «da sempre» di sinistra - fra i quali la cantante Juliette Greco e l'attore Michel Piccoli - ha contestato l'atteggiamento del Partito socialista francese nei confronti della legge anti-pirateria proposta dal governo. In una 'lettera aperta', pubblicata su Le Monde, gli artisti affermano che «il diritto d'autore è un diritto dell'uomo» e chiedono perciò «regole rivolte agli operatori di telecomunicazioni» affinché cessino di «rapinare» le attività creative. Una critica alla posizione dei socialisti contro il provvedimento che prevedeva, fra l'altro, la sospensione dell'accesso al web per chi scarica illegalmente musica e film (la legge è stata respinta anche perché erano assenti molti deputati della maggioranza, ma il testo è stato già ripresentato dal governo).

COPIE PIRATA - La via francese contro la pirateria (detta anche «tre errori e sei disconnesso») è seguita attentamente oltreoceano. Il dibattito, negli Stati Uniti, si è infatti infiammato di nuovo dopo l'ultimo, eclatante caso che riguarda "X-Men Origins: Wolverine": circa un milione di utenti ha scaricato il film dalla Rete prima ancora che uscisse ufficialmente nelle sale. La pellicola è balzata ugualmente in testa ai box office con incassi record (87 milioni di dollari nel week end d'esordio nei cinema Usa), ma le major dell'intrattenimento (in questo caso la 20th Century Fox) puntano il dito contro le ingenti perdite provocate dalla pirateria. Anche perché sempre più spesso vengono diffuse online copie di qualità dei film in uscita (come nel caso di "Wolverine") o appena usciti. Sono lontani, insomma, i tempi in cui tramite il peer-to-peer si scaricavano soprattutto film registrati direttamente in sala attraverso l'uso di videocamere portatili (filmati di bassa qualità accompagnati dai commenti del pubblico e dagli scricchiolii delle poltrone). Darcy Antonellis, uno dei responsabili della Warner, ha spiegato alla Cnn che è lo stesso progresso delle nuove tecnologie ad aiutare la diffusione di copie illegali sulla Rete. Gli esperti che lavorano per l'industria dell'intrattenimento si trovano spesso disarmati di fronte alla creatività del "nemico". Tanto che la Cnn si domanda: in questi tempi digitali, la pirateria cinematografica può davvero essere fermata?

Germano Antonucci


25/11/2008

«Portatemi il curriculum. E votatemi»

«Portatemi il curriculum. E votatemi»

Gianni Chiodi pubblica e poi ritira un video in cui promette selezioni professionali a gennaio. Bufera sul candidato del Pdl alle regionali in Abruzzo. La denuncia di Storace: fa come Achille Lauro

 

 

 

Un frame del video contestato
Un frame del video contestato
MILANO - «Anche se la grande stampa ignora le nostre denunce, la realtà è che il candidato del Pdl alla presidenza dell'Abruzzo è in pieno voto di scambio». Lo dice in una nota Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, che accusa il candidato del Pdl alle regionali in Abruzzo, Gianni Chiodi per un video elettorale inizialmente pubblicato su Youtube e poi fatto rimuovere. Un video (guardalo qui) intitolato «Tutti i giovani del presidente» in cui si invitavano quanti aspirano ad una nuova prospettiva occupazionale a presentarsi prima del voto a lasciare i propri dati per una selezione professionale da svolgersi a gennaio e che si concludeva con l'invito a votare l'esponente del Pdl alle elezioni di dicembre. Caustico il commento dell'ex ministro: «E' come Achille Lauro che prometteva una scarpa prima e una dopo le elezioni».

«COSE' VIOLA LA LEGGE» - Storace ha preso a cuore la vicenda. «Sulla rete cercando voto di scambio+Chiodi impazzano centinaia di siti che segnalano lo scandalo - fa notare il capo della Destra - ma nessuno gli chiede perchè ha pensato di violare la legge, come avrebbe fatto un Del Turco qualsiasi, promettendo ai giovani abruzzesi selezioni di lavoro dopo il voto in cambio di curriculum prima del voto. È uno squallido tentativo di comprare le coscienze dei giovani: il lavoro è un diritto e non un favore di Gianni Chiodi»

«QUI NON C'E' IL LODO ALFANO» - Storace ha deciso di proiettare in ogni occasione possibile il filmato, già inserito anche nel suo sito, «recuperato dopo la censura da una coraggiosa emittente regionale, Abruzzo24». «È inaccettabile - ha aggiunto l'ex presidente della Regione Lazio - che il principio di legalità venga calpestato dal candidato che fa campagna elettorale con la sponsorizzazione del presidente del Consiglio. Per Berlusconi c'è il lodo Alfano, per Chiodi no».

L'AUTODIFESA DI CHIODI - Dal canto suo lo stesso Chiodi ha cercato di spiegare la propria posizione, in particolare la decisione di toglierlo dalla rete dopo l'emergere delle prime polemiche: «Il messaggio del video rischiava di essere strumentalizzato rispetto alle reali intenzioni del progetto, per questo ho deciso di non farlo trasmettere. Lo spot è stato inserito in maniera inopportuna nel sito Internet, ma è rimasto on line solo poche ore». E quanto alla richiesta dei curricula degli aspiranti lavoratori, Chiodi ha spiegato che si tratta comunque di un proprio progetto e che «subito dopo le elezioni inizierò il censimento per far partire il mio progetto di imprenditorializzazione dei giovani abruzzesi, attraverso una formazione che sarà quella di cui si avverte realmente il bisogno nella nostra regione».