24/03/2010
Bossi, primo comizio per il figlio «È in lista perché ha lavorato»
Bossi, primo comizio per il figlio «È in lista perché ha lavorato»
Il centrodestra - Il Carroccio. E sul ministero dell’Agricoltura: mi impunterò, non lo molleremo.
| Umberto Bossi con il figlio Renzo nel comizio di Brescia (Stefano Cavicchi) |
BRESCIA — «Per mio papà è la prima volta. E mi sa che è più emozionato di me». Renzo Bossi scherza dal palco sulla piazza del Mercato di Brescia. Ma probabilmente ci prende. Umberto Bossi è lì, al suo fianco, per la prima volta nella lunga campagna elettorale della Lega, e può misurare l'appeal del figlio su quella folla che ha portato lui ad essere l'uomo più potente del governo dopo Silvio Berlusconi. Sotto il palco, uno striscione lo saluta: «Renzo figlio di Umberto, Lega figlia di Bossi». Una sorta di «fratellanza» che poco più tardi Rosy Mauro ribadisce: «Noi al progetto di Umberto ci siamo arrivati, lui ci è nato in mezzo». Ma in effetti il «Capo» ci tiene per davvero. Al punto da strizzare l'occhio: «Vi spiego come si vota. Voi mettete la croce sul guerriero, basta quello. Poi, se proprio volete un nome, c'è Bossi». Il leader leghista, però, tiene a sottolineare che a Renzo non è stato regalato niente: «Noi siamo quelli che mandano avanti chi lavora. E anche con mio figlio è stato lo stesso. Lo abbiamo fatto venire in consiglio federale e gli abbiam detto: vediamo un po’ quello che hai fatto ». La strada per arrivare alla serata di ieri è stata lunga. Molto è accaduto dopo che per la prima volta il capo leghista presentò il figlio ai militanti.
Lo fece nel modo più simbolico possibile, in un’occasione ad altissima carica emotiva: Renzo apparve al suo fianco nel 2005 a Lugano, nella casa in cui abitò Carlo Cattaneo, alla prima uscita di Bossi dopo lo «schioppone» che l’aveva colto l'anno prima. Con i militanti con la pelle d’oca nel rivedere quel «capo» che in molti temevano aver perso. Dopo quel momento, l’atteggiamento del leader fu altalenante. Da una parte, l’orgoglio e la voglia di vederlo nell’agone. Dall'altra la preoccupazione di bruciarlo, di esporlo alla prima fila del fuoco mediatico senza la gradualità necessaria a chi ha un cognome meno impegnativo. Da qui la sdrammatizzazione della «trota», come lo ribattezzò a chi gli chiedeva se sarebbe stato il suo delfino. Da qui l’annuncio, nel settembre scorso: «Lascerà l’Italia. Qui lo attaccano per attaccare me». Poi, con le Regionali Bossi rompe gli indugi: «Ho visto che aveva trovato la sua strada». E il giovane Renzo sta alla parte. Parla di lavoro, conduce tutta la campagna elettorale da presidente dell'Aditer, una non notissima associazione delle imprese del territorio. Una scelta forse azzardata, visto che i presidenti di associazione imprenditoriale di 22 anni sono rari. Però, lui ci si butta: il lavoro è il filo conduttore di tutti i comizi. Con Bossi che incalza: «I nostri dovranno andare in Regione con le forbici. Per tagliare. Tutte le risorse devono andare per il lavoro». Il cuore di papà è soddisfatto: «È stato abbastanza bravo ». E alla fine la promessa del leader sul ministero dell’Agricoltura: «Se Zaia non resterà lì non sarà facile che la Lega lo molli. Io mi impunterò. E in Lombardia più forti saremo e più ci impunteremo».
Marco Cremonesi
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01/02/2010
Pd in pressing su Prodi Ma il Prof: «Non ho cambiato idea»
Pd in pressing su Prodi Ma il Prof: «Non ho cambiato idea»
Verso nuove elezioni. Oggi Bersani a Bologna per decidere le sorti del partito dopo il Cinzia-gate

Oggi a Bologna arriva il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani. Davanti alla dirigenza locale del partito, (l'incontro è previsto alle 18) dovrà trovare il modo di uscire dal terremoto del Cinzia-gate per andare verso nuove elezioni. Intanto, sembra essere inutile il pressing del partito su Romano Prodi. All'ex premier - e a una sua eventuale candidatura per il Comune - si sta aggrappando il Pd per uscire dall'impasse. Anche per il governatore Vasco Errani una disponibilità di Prodi a correre sarebbe un «grande segnale di amore per la città». Lui, però, non sembra intenzionato a tornare sui suoi passi.
PRODI - L'ex premier, nei giorni scorsi, ha continuato a negare interesse in una candidatura per Palazzo d'Accursio. E oggi torna ribadirlo: «Non sto cambiando idea. Segnali d’amore se ne possono dare in tanti modi. Non è una questione di sacrificio personale».
PRESSIONI - Tra chi, nelle ultime ore, si è espresso a favore di un'ipotesi Prodi, c'è anche il governatore Vasco Errani. Questa mattina a RaiNews24 ha detto: «Se Prodi fosse disponibile - ha detto - sarebbe un segnale di grande amore per questa città». In ogni caso, ha aggiunto più tardi, «rispetto le scelte di Romano»: «Ha detto da tempo che ha fatto altre scelte di vita. Il fatto che la città e il pd esprimano affetto e desiderio di candidarlo dimostra quando Prodi sia un punto di riferimento importante. Ho rispetto per le scelte - conclude, comunque, lasciando aperta una speranza - Vedremo...». In più, la candidatura di Prodi sarebbe «un atto risolutivo» anche per il Pd nazionale, per «il rilancio del Pd e del nostro Paese», anche secondo la senatrice Pd Mariapia Garavaglia.
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29/04/2009
Noemi, la diciottenne che dice «papi» al premier
Noemi, la diciottenne che dice «papi» al premier
Alla sua festa ha partecipato anche Silvio Berlusconi

NAPOLI — Noemi ha compiuto 18 anni tre giorni fa. È alta alta, bionda bionda e ha il viso di bambina. Alla sua festa, domenica sera, ha partecipato Silvio Berlusconi. Lei lo chiama papi, e dice che «un regalo più bello papi non poteva farmelo. Quando l'ho visto non riuscivo a crederci, sono stata troppo felice». Anche la mamma di Noemi, che si chiama Anna e pure lei è bionda e pure lei è stata molto felice della visita, quando parla di Berlusconi dice papi. E aggiunge che «le malignità le dicano pure se vogliono, tanto noi siamo molto religiosi e ci affidiamo al Signore».

Lasciando fuori da questa storia le malignità e magari pure il Padreterno, la domanda resta comunque legittima: come ci è capitato il presidente del Consiglio a una festa di ragazzini in un villone per ricevimenti sulla Circumvallazione esterna, che tra l'altro la notte è una delle strade meno raccomandabili di Napoli e provincia? «Perché è un amico di famiglia», dice Noemi seduta al tavolo della cucina nella sua casa al secondo piano di un anonimo palazzo di Portici. «Mi conosce da quando ero piccola piccola. Mio padre (Elio, impiegato comunale; ndr) frequentava i socialisti e così conobbe Silvio. Per me avere a che fare con lui è normale, ma di trovarmelo alla festa non me l'aspettavo. E non vi dico i miei amici. A loro mica avevo mai raccontato di papi, tanto non mi avrebbero creduto.

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| Noemi con la foto di Berlusconi (Controluce) |
Ma poi lui è stato così simpatico con tutti. Lui è sempre tanto cordiale». Noemi porta al colloun ciondolo d'oro con diamanti, regalo di papi per i 18 anni. E ha sul tavolo i cd di Mariano Apicella con le canzoni che lei canta con papi «quando vado a trovarlo a Roma o a Milano, perché mica può venire sempre lui qui, con tutte le cose che ha da fare». Anche lei ha molto da fare: «Innanzitutto la scuola: studio grafica pubblicitaria», e corre a prendere un libro sul simbolo del Pdl, regalo di papi con tanto di dedica: «Alla mia piccola Noemi, alla mia piccola grafica pubblicitaria dal suo papino putativo». E poi ha lo spettacolo: una particina in un corto e la partecipazione a qualche programma con teenager in passerella. Ma non sulle tv di papi.
Fulvio Bufi
L'intervista| Voglio fare politica e la showgirl. Ecco la bella Noemi, la diciottenne che chiama Berlusconi «papi». «Per me Silvio è un secondo papà: mi telefona e lo raggiungo. Poi insieme cantiamo le canzoni di Scugnizzi»
PORTICI — Il suo motto è «Amali tutti, ma non sposar nessuno». Noemi Letizia è una statuaria ragazza, di scintillante bellezza, figlia di un dipendente comunale di Napoli del settore fognature e di una bella signora di Portici, ex miss Tirreno, titolare di un negozio di cosmetici a Secondigliano che le fa da assistente-ombra. È per i diciotto anni di Noemi che Silvio Berlusconi è atterrato in gran segreto a Capodichino domenica sera e ha raggiunto il locale sulla circumvallazione di Casoria dove la festeggiata aveva radunato un centinaio di invitati.
Nell’appartamento di via Libertà a Portici Noemi ci accoglie in cucina, benché si faccia trovare già pronta, in abito lungo e capelli sistemati a boccoli dal parrucchiere, per la trasmissione tv «Stelle emergenti», condotta da Francesca Rettondini, che tutti i martedì su TeleA la impegna come ballerina-valletta-showgirl. «È stata la sorpresa più bella, quella di papi Silvio».
Noemi, lei chiama ‘‘Papi’’ il presidente Berlusconi?
«Sì, per me è come se fosse un secondo padre. Mi ha allevata».
Ha mai conosciuto qualcuno dei figli del Cavaliere?
«No, mai. Anche se lui mi ripete che gli ricordo Barbara, sua figlia. Che ora studia in America».
Com’è nata la vostra amicizia?
«È un amico di famiglia. Dei miei genitori». «Diciamo», interviene mamma Anna, «che l’ha conosciuto mio marito ai tempi del partito socialista. Ma non possiamo dire di più».
Non capita a tutte le belle ragazze di ritrovarsi il presidente del Consiglio alla festa di compleanno?
«Infatti, io alla mia non l’aspettavo. È stata una vera sorpresa. Né ho mai raccontato in giro di questa amicizia così forte con Papi Silvio. Nessuno mi avrebbe creduta. Ora, invece, l’hanno visto tutti...»
Cosa le ha regalato?
«Una collana d’oro con un ciondolo».
Berlusconi è sempre stato presente alle sue feste di compleanno?
«No, ma non mi ha mai fatto mancare le sue attenzioni. Un anno, ricordo, mi ha regalato un diamantino. Un’altra volta, una collanina. Insomma, ogni volta mi riempie di attenzioni».
Suo padre non è geloso?
«Assolutamente no. È devotissimo di Papi Silvio».
E la mamma?
«Assolutamente no», risponde la signora Anna, «e poi gelosi di chi, di Silvio?». In cameretta, incorniciata, anche una foto con dedica del premier: "Ad Anna con gli auguri più affettuosi - 20 novembre 2008 - Silvio Berlusconi».
Noemi, lei frequenta il quarto anno della scuola per grafici pubblicitari?
«Sì, la Francesco Saverio Nitti di Portici e sono la prima della classe. La mia insegnante di italiano dice che ho inventato il ‘‘metodo letiziano’’: ho una grande capacità espressiva. Mi piace molto studiare».
Sa chi fu Nitti?
«Nitti...Nitti... Lo abbiamo anche studiato a scuola».
Fu un grande meridionalista e presidente del Consiglio.
«Ah, sì».
Cosa vorrà fare da grande?
«La showgirl. Ho studiato danza, ho iniziato a 6 anni. Ora sto seguendo un corso per guida turistica: al Maggio dei Monumenti sarò impegnata nel Duomo di Napoli. Mi interessa anche la politica. Sono pronta a cogliere qualunque opportunità, a trecentosessanta gradi. Ma non scenderò mai a compromessi».
Sa che ha provocato una fiammante polemica il fatto che Berlusconi vorrebbe candidare letterine e donne dello spettacolo alle europee?
«Fa bene, vuole ringiovanire. E poi se Papi pensa di fare così, stia certo che non sbaglia. Sceglie queste ragazze perché intelligenti e capaci. Non solo perché belle. Il mio motto in politica sarà: ‘‘Meno tasse, più controlli’’. Basta con i furbi che non rispettano le regole».
Lei vuole diventare showgirl e avviarsi all’attività politica. E lo studio?
«Papi Silvio mi ripete sempre che la prima cosa è studiare. Lo sa che ha fondato una università a Milano? L’anno prossimo vorrei frequentarla. Mi iscriverò a scienze politiche».
Noemi, lei ha girato anche un cortometraggio?
«Si chiama Scaccomatto. È stato presentato a Venezia a dicembre scorso. Io interpreto il ruolo della fidanzata di un politico. È tutta una storia di mafia, di intrighi, di caccia ad un diamante».
Insomma, una trama di grande attualità. Torniamo a Berlusconi?
«Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme».
Quali canzoni?
«Non ricordo il titolo della sua preferita: aspetti che vedo sui suoi cd. Li ho tutti. Ma come fa quella... ‘‘Mon amour, lalalala’’»
Lei quali canzoni preferisce?
«A me piace la musica italiana. Non le canzoni classiche. I miei cantanti preferiti sono Laura Pausini, Tiziano Ferro, Nek. E poi c’è la colonna sonora di Scugnizzi, che io canto spesso con Papi Silvio al pianoforte o al karaoke».
Mi racconta qual è la sua barzelletta preferita tra le tante che il premier le racconta?
«Vi sono due ministri del governo Prodi che vanno in Africa, su un’isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. Il capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: ‘‘Vuoi morire o bunga-bunga?’’. Il ministro sceglie: ‘‘bunga-bunga’’. E viene violentato. Il secondo prigioniero, anche lui messo dinanzi alla scelta, non indugia e risponde: ‘‘Voglio morire!’’. Ma il capo tribù: ‘‘Prima bunga-bunga e poi morire».
Nei momenti di relax, Berlusconi cosa le confida?
«Fa tanto per il popolo. È il politico numero uno. Non dorme mai. Io non riuscirei a fare la sua stessa vita. Quando vado da lui ha sempre la scrivania sommersa dalle carte. Dice che vorrebbe mettersi su una barca per dedicarsi alla lettura. Talvolta è deluso dal fatto che viene giudicato male. Io lo incoraggio, gli spiego che chi lo giudica male non guarda al di là del proprio naso. Nessuno può immaginare quanto Papi sia sensibile. Pensi che gli sono stata vicinissima quando è morta, di recente, la sorella Maria Antonietta. Gli dicevo che soltanto io potevo capire il suo dolore».
Perché?
«Ho perso un fratello, Yuri, sette anni fa. A causa di un incidente stradale. Ora è il mio angelo custode».
Noemi, per quale squadra tiene?
«Sono patriottica, tifo Napoli. Poi, la mia seconda squadra è il Milan».
Noemi, quando la vedremo in politica, alle prossime regionali?
«No, preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio».
Angelo Agrippa
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| Tag: politica, candidature, europee, elezioni, veronica lario, donne, polemiche, berlusconi | OKNOtizie |
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Veronica Lario: «L'uso delle donne per le Europee? Ciarpame senza pudore»
Veronica Lario: «L'uso delle donne per le Europee? Ciarpame senza pudore»
«potere senza ritegno offende le donne». La moglie del premier: «Voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo vittime e non complici»
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| Veronica Lario, moglie del premier, con la figlia Barbara (Ansa) |
ROMA - «Ciarpame senza pudore». Così, Veronica Lario definisce, in una dichiarazione all'Ansa, l'uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. La signora Berlusconi ha deciso di mettere per iscritto in una mail - in risposta ad alcune domande sul dibattito aperto dall'articolo pubblicato lunedì dalla Fondazione Farefuturo - il suo stato d'animo di fronte a ciò che hanno scritto martedì i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. «Voglio che sia chiaro - spiega - che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire».
LA DONNA IN POLITICA - Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde che «per fortuna è da tempo che c'è un futuro al femminile sia nell'imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C'è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile». «In Italia - aggiunge la moglie del presidente del Consiglio - la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti».
DIVERTIMENTO DELL'IMPERATORE - «Qualcuno - osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell'imperatore. Condivido, quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere». La signora Berlusconi prende anche l'iniziativa di parlare della notizia, pubblicata martedì da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d'una ragazza di 18 anni: «Che cosa ne penso? La cosa ha sorpreso molto anche me, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato».
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18/03/2009
De Magistris si candida con Di Pietro
De Magistris si candida con Di Pietro
Chiesta l'aspettativa, la risposta del Csm attesa per mercoledì. L'ex pm di Catanzaro correrà come indipendente nella lista dell'Italia dei Valori alle Europee
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| Luigi De Magistris (Ansa) |
ROMA - L'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, sceglie la politica: correrà per le prossime elezioni europee con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. «Lo farò come indipendente, insieme ad altri esponenti della società civile», dice il magistrato che ha chiesto oggi al Csm l'aspettativa per potersi candidare. Il via libera potrebbe arrivare a stretto giro di posta, probabilmente già nella giornata di mercoledì, dal plenum del Csm.
IL TRASFERIMENTO - De Magistris, che era stato trasferito d'ufficio e dalle sue funzioni di pm (per cui aveva condotto tra le altre anche l'inchiesta «Poseidon» e l'inchiesta «Why Not») dalla sezione disciplinare del Csm e che ora fa il giudice a Napoli, ha consegnato personalmente la sua domanda a Palazzo dei Marescialli. Domanda su cui deve pronunciarsi in prima istanza la Quarta Commissione. Voci su una sua candidatura alle europee circolavano da tempo.
DAL BLOG DI DI PIETRO - «La prima cosa in questo momento importante per la mia storia personale e professionale è la ragione per la quale ho scelto di impegnarmi in politica, la politica con la P maiuscola». Così De Magistris motiva la sua decisione sul sito Antonio Di Pietro: «Lascio un lavoro al quale ho dedicato quindici anni della mia vita e che è stato il mio sogno, come ha detto qualcuno, la missione di questi anni. Ritengo che non mi sia stato consentito di esercitare le funzioni che amavo, in particolare quella di Pubblico Ministero, che mi consentivano di investigare, di accertare i fatti, di fare quello che ho sempre sognato nella mia vita. Sono stato in qualche modo ostacolato in questa attività che non mi è più possibile esercitare da alcuni mesi. Quello che ancora mi inquieta di più, in questo momento storico, è l'attività di delegittimazione, di ostacolo e di attacco nei miei confronti e della mia professione, e nei confronti di tutti coloro che hanno cercato, in questi mesi, in queste settimane, e in questi anni di accertare i fatti». E poi conclude: «Sono contento del progetto che mi è stato proposto da Antonio Di Pietro e dall'Italia dei Valori e dell'impegno richiestomi dalla società civile. E' l'impegno della società civile che entra in politica e che, quindi, vuole fare qualcosa di concreto. Un progetto che vorrà mettere le prime fondamenta, le prime basi nelle elezioni europee, ma che di certo punta ad una nuova politica in Italia».
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